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#unlibroèunlibro sto’ cazzo*

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un esempio delle forze del male

Oggi parliamo di libri e in particolare dell’ iniziativa #unlibroèunlibro. Cercherò di fare una cronologia degli eventi lasciando i commenti personali al di fuori in modo che ognuno possa formarsi un opinione personale.

Cominciamo dal principio, alcuni anni fa’ Amazon esordisce in Italia con il suo servizio KDP (Kindle Direct Publishing) ovvero una piattaforma che permette a chiunque di pubblicare il proprio romanzo/racconto/saggio nel formato digitale dello store più grande del mondo.

La novità viene salutata in maniera entusiastica da chi voleva emanciparsi dalle Case Editrici e non rivolgersi alla truffa delle pubblicazioni a pagamento.  Dal punto di vista fiscale, Amazon applicava sugli ebook l’ aliquota agevolata del 3% in quanto la sede fiscale risultava in Lussemburgo per sfruttare la tassazione agevolata di quel paese (come fanno tutti i grandi player Apple, Google, ecc ).

Sulle prime, visto che si trattava di un fenomeno di nicchia, nessuno disse nulla. Ma quando il mercato iniziò a crescere e nel contempo i margini degli Editori a contrarsi (a causa della crisi globale), iniziarono a levarsi le prime proteste visto che in Italia l’ IVA era al 4% e sugli ebook al 22%.

Iniziò quindi la protesta dicendo che un libro è un libro indipendentemente dal supporto, che la cultura deve essere agevolata ecc ecc ecc.
Nota bene: Amazon da sola occupa circa il 50% della distribuzione dei libri digitali in Italia e l’ IVA ridotta sui libri non è applicata per questioni di cultura ma, solo per motivi contabili in quanto la gestione dei resi (che sono circa il 70% del cartaceo per i successi) renderebbe complicatissimo utilizzare la tassazione standard.

Negli ultimi mesi accadono due cose. La prima è che Amazon viene obbligato a tassare i suoi ebook al 22%, ovvero la tassazione del Paese in cui sono venduti e non più di quello in cui vi è la sede fiscale; la seconda, che pare un controsenso, è quella che viene recepita la questione posta sul supporto, ovvero la tassazione degli ebook viene equiparata a quella dei libri cartacei ovvero al 4%. Una pazzia? Da uno Stato che pretende l’ IVA sulle tasse e sui contributi** ci saremmo potuti aspettare questo ed altro ma…

Adesso arriva il bello, nei giorni scorsi Amazon invia ai fruitori del suo servizio KDP questa mail:
“[…] Infine, a partire dal 1° gennaio 2015, l’Italia ha varato una nuova legge. L’IVA applicabile per gli eBook venduti in Italia dipenderà dal fatto che tale titolo disponga o meno di un codice ISBN. Tutti gli eBook con ISBN presenteranno una tariffa con IVA pari al 4%, mentre gli eBook senza ISBN verranno prezzati con IVA al 22%. Tale supplemento verrà aggiunto al prezzo previsto per il titolo dal 1° gennaio e costituisce l’importo deducibile quando un cliente italiano acquista il libro. Se ottieni un ISBN dopo il 1° gennaio, l’IVA pari al 4% sarà quindi valida per le vendite successive […]”

Piccola digressione, cosa è questo codice ISBN ? In pratica si tratta di  una sequenza numerica di 13 cifre usata internazionalmente per la classificazione dei libri. Il suo utilizzo trovava significato nella distribuzione cartacea dove era necessario identificare con precisione ogni singolo libro,  ora con gli ebook che sono tracciabili sino al singolo compratore, la sua utilità viene messa in dubbio (in effetti Amazon per catalogare i suoi prodotti usa lo standard ASIN).

Allora dove è il problema, chi vuole pubblicare si procura prima questo codice ISBN e lo applica al suo ebook, semplice no?
No, non è così semplice perchè il codice viene fornito da un soggetto privato che vuole dei soldi per assegnarlo; ricapitolando io devo pagare un privato per avere un agevolazione sull’ IVA da versare allo Stato.
Ovviamente se il tuo libro viene pubblicato attraverso un editore usufruisci dell’ IVA ridotta.

Cioè #unlibroèunlibro solo se pago o se sono un editore, gli autori artigiani si fottano.

 


* si ringrazia il Sommo per l’ hastag
** lo Stato Italiano pretende l’ applicazione dell’ IVA sia sulle accise (tasse) che sui contributi previdenziali, tasse sulle tasse

 

2 thoughts on “#unlibroèunlibro sto’ cazzo*

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