Viaggi Fotografici

Buongiorno a tutti i lettori di Viaggi Fotografici!

Quest’oggi un breve post di congedo dopo questi cinque mesi trascorsi assieme.

Vi ringrazio davvero per l’attenzione e mi auguro che i miei consigli di viaggio vi siano stati utili; compatibilmente con la mia esperienza, rimango a disposizione sul blog per eventuali informazioni.

Io, intanto, mi sto preparando per la prossima avventura che avrà come meta l’Uzbekistan, una delle cinque repubbliche dell’Asia Centrale, della quale occupa il cuore geografico e culturale.

La stanzialità delle popolazioni ha consentito che le testimonianze di grandi civiltà, dall’ Impero Achemenide alla Dinastia Samanide, dal passaggio di Alessandro Magno e Gengis Khan all’arrivo del grande Tamerlano, si conservassero fino ai giorni nostri, regalando paesaggi dalle architetture mozzafiato e turbinii di voci nei mercati colorati che si trovano lungo la grande Via della Seta.

L’itinerario che sto mettendo a punto prevede, a grandi linee, la visita di Khiva, sito di valore universale protetto dall’Unesco, Bukhara, città santa fascinosa e fiabesca, Shakhrisabz, città natale di Tamerlano, Samarcanda, maestosa e ricca di preziosi monumenti dalle cupole turchesi e Tashkent, moderna capitale ricca di magnifici giardini.

Vi anticipo qualche immagine reperita in rete giusto per darvi un’idea.

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Cari saluti ed a presto con questa nuova avventura!

Viaggi Fotografici – Antalya 21

Trascorsa una giornata davvero indimenticabile a Pamukkale, la mattina seguente sono partita per Antalya, nella Regione Mediterranea.

Ho viaggiato in pullman, sempre della compagnia Metro, come quello che da Göreme mi ha condotta a Denizli, ma questa volta lo spostamento è stato molto più confortevole, solo 250 km per circa cinque ore di durata.
Occorre prendere un pulmino nel centro di Pamukkale, diretto verso la stazione dei pullman di Denizli; qui si scende e si attende il pullman GT per Antalya.
Il servizio è ottimo e si effettuano numerose soste durante il tragitto.
Il viaggio è molto più piacevole perchè essendo giorno è possibile ammirare il paesaggio anatolico.
L’arrivo ad Antalya è previsto nel tardo pomeriggio ed il costo del biglietto è di trentacinque Lire.

Dalla stazione dei pullman di Antalya il mezzo più pratico per raggiungere la Città Vecchia è sicuramente il taxi.

Antalya, a differenza del resto del viaggio caratterizzato da un susseguirsi di visite incalzanti, ha rappresentato una tappa di relax in cui mi sono goduta una giornata di mare.

E’ una piacevole città, la cui zona d’interesse è rappresentata dalla Città Vecchia, estremamente affollata e turistica,caratterizzata da mare, spiagge, un bel porticciolo, alcuni importanti siti archeologici, allegri negozi e monti che la circondano.

Il caldo e l’umidità sono davvero terrificanti, quindi vestitevi con abiti leggeri e traspiranti.

Antalya fu fondata da Attalo II, Re di Pergamo, nel 159 a.C.
Prosperò durante le epoche romana, bizantina, selgiuchide e nel 1390 cadde sotto il dominio ottomano.

I principali siti archeologici sono tutti concentrati a poche centinaia di metri l’uno dall’altro e richiedono una visita estremamente veloce.
– MINARETO TRONCO Si tratta di una torre decapitata presso le rovine di un antico Tempio Greco, trasformato poi nei secoli in Chiesa di San Pietro e Moschea. E’ caratterizzato da diversi stili architettonici, individuabili specialmente nei capitelli. Fu gravemente danneggiato da un incendio nel 1851.
– PORTA DI ADRIANO Fu costruita in onore della visita dell’Imperatore Adriano nel 130 d.C. E’ formata da tre porte ad arco e quattro colonne corinzie. E’ stata scoperta solo negli anni ’50 in quanto per lungo tempo è stata inglobata nelle mura selgiuchidi della città. La porta è stata restaurata ed il selciato tra gli archi è stato riportato all’origine cosicchè, incisi nella pietra, sono ancora visibili i solchi scavati dalle ruote.
– TORRE DELL’OROLOGIO Fu eretta nel 1244 e segna il limite superiore della ” Città Vecchia “. Un tempo faceva parte del sistema difensivo della città.
– MINARETO SCANALATO Rappresenta un po’ il simbolo di Antalya. Risale al regno del sultano selgiuchide Alaeddin Keykubad ( XIII secolo ). E’ caratterizzato da mattoni rossi un tempo decorati da piastrelle turchesi.

Molto caratteristico e suggestivo, soprattutto di notte, è il porticciolo, dal quale partono tour in ” gulet ” ( goletta o caicco in legno ). Questa è una delle principali attività proposte, peccato che per motivi di tempo non sia riuscita a parteciparvi.

Il lungomare pullula di ristoranti ed è l’ideale per una passeggiata serale.

Un consiglio: armatevi di tanta pazienza…nella speranza di convincervi a partecipare ad un tour, potreste essere rincorsi anche per venti metri!

Agli appassionati di Archeologia, ricordo che Antalya è sede di un importante Museo Archeologico, noto in tutta la Turchia, che ospita una collezione di sculture romane in marmo risalenti al II secolo d.C., molte delle quali provenienti dalla vicina Perge, urne funerarie dell’Età del Bronzo, argenti trovati in tumuli frigi, reliquie di San Nicola, antichi argenti ecclesiastici bizantini; particolarmente apprezzabili sono la Galleria degli Dei e la Sala dei Sarcofagi ( tra i sarcofagi presenti vi è anche quello di un cane chiamato Sephanos ).

Gli appassionati di natura possono invece dedicarsi alla visita del Parco Karaalioğlu e delle Cascate di Düden. Il Parco ospita una varietà di vecchi alberi esotici su cui nidificano i parrocchetti dal collare.
Vicino ad esso sorge la Torre di Hıdırlık, risalente al II secolo a.C. ed utilizzata come faro in epoca romana; oggi costituisce un buon punto panoramico.
Le cascate, purtroppo, ad Agosto, rispetto alla solita portata, erano praticamente senz’acqua.

I più avventurosi invece possono prenotare tour in quad, rapide di rafting ed immersioni.

Io vi consiglio inoltre di addentrarvi nelle tortuose stradine acciottolate della Città Vecchia, dove è possibile ammirare edifici in tipica architettura ottomana e negozietti di dolciumi e souvenir dai colori vivacissimi.

Ad Antalya, purtroppo, si è concluso il mio viaggio.

Dopo questa breve visita durata poco più di una giornata, la mattina successiva mi son diretta in aeroporto per far rientro in Italia.
Anche in questo caso, il taxi è il mezzo più pratico per raggiungere l’aeroporto dal centro, il tragitto è di circa dodici km.

E’ stata un’esperienza bellissima!
L’itinerario è stato molto vario, un ottimo compromesso tra arte, architettura e natura e lo consiglierei assolutamente, apportando giusto qualche modifica agli spostamenti.

Sperando di avervi fornito qualche utile informazione, vi ringrazio per l’attenzione e vi saluto, augurandovi…buon viaggio!

 

Viaggi Fotografici – Cappadocia Green Tour ( città sotterranea di Derinkuyu, Valle di Ihlara, Monastero di Selime, Yaprakhisar panorama, Pigeon Valley, Göreme panorama ) 18

…dal momento che, scesa dalla mongolfiera, avrei avuto un’intera giornata a disposizione, ho approfittato di uno dei due tour classici organizzati da tutte le agenzie di viaggio di Göreme.

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I tour proposti sono due, il Red Tour ed il Green Tour.
Il Red Tour prevede:
– visita al Göreme Open Air Museum
– visita al vecchio villaggio di Çavuşin
– visita alla Paşabaği Valley
– visita ad una fabbrica tessile
– pranzo
– visita ad un laboratorio di ceramica ad Avanos
– visita alla Devrent Valley
– visita ad un’azienda vinicola
– visita ai ” camini delle fate ” di Ürgüp
Il Green Tour prevede:
– visita alla città sotterranea di Derinkuyu
– escursione a piedi nella Valle d’ Ihlara
– pranzo a Belisirma
– visita al Monastero di Selime
– panorama di Yaprakhisar
– visita ad una fabbrica di onice con dimostrazione
– visita alla Pigeon Valley
– panorama di Göreme
Oltre a questi due tour ufficiali, è possibile partecipare a piccoli tour privati su richiesta.

Io, avendo già visitato accuratamente il Göreme Open Air Museum ed avendo volato su buona parte della zona proposta dal Red Tour, ho scelto di partecipare al Green Tour.

Come funziona…

E’ possibile prenotare il tour direttamente attraverso l’albergo in cui si alloggia; tutti gli alberghi sono convenzionati con un’agenzia di viaggio.
Io ho prenotato il pomeriggio precedente.
L’orario di partenza del tour è fissato per le 9.30 a.m. e quello di arrivo per le 17.30 p.m.
Dovrete farvi trovare all’ingresso dell’albergo dove sarete prelevati all’orario indicato.
I tour prevedono un max. di dodici partecipanti + guida in Inglese + autista, su pulmini dotati di ogni comfort.
Il pagamento si effettua al termine del tour; prima di essere riaccompagnati in albergo, verrete condotti in agenzia dove potrete pagare. Il prezzo è di cinquanta Euro o di centoventicinque Lire, comprensivo di tutto, escluse le bibite ed ovviamente le spese personali.

Passiamo ora alla descrizione del tour…

La prima tappa è stata la città sotterranea di Derinkuyu ( = pozzo profondo ), a circa quarantacinque Km da Göreme e trenta km a Sud da Nevşehir.
Questa città sotterranea è la più grande e la più nota della regione che sembra ospitare ben trentasei città sotterranee delle quali solo poche sono state esplorate.
Si tratta di un complesso strutturato su otto livelli e profondo sessanta metri.
Nei primi livelli ci sono una stalla, una pressa per l’uva ed una grande cripta; più in profondità si trovano le stanze abitate, una cucina ed una chiesa. E’ possibile vedere pozzi di ventilazione e pesanti macine da mulino incassate nelle pareti che potevano essere spinte a mo’di porta per isolare alcune zone strategiche.
Sembra che la città potesse ospitare fino a ventimila persone.
Pare inoltre che un lungo tunnel congiungesse Derinkuyu ad un’analoga città sotterranea, quella di Kaymaklı, situata a circa dieci km di distanza.
Sconsiglierei la visita a persone asmatiche, cardiopatiche, claustrofobiche o in forte sovrappeso in quanto si scende notevolmente sottoterra percorrendo tunnel molto stretti e bassi, in cui in alcuni tratti è necessario procedere accucciati, in condizioni di scarsa illuminazione. E’ parecchio faticoso insomma!
All’interno è consentito fotografare,ma i tunnel sono affollati ed è quasi impossibile soffermarsi senza bloccare il passaggio; il flash è indispensabile.
La visita è interessante e dura un’ora scarsa.

La seconda tappa è stata la Valle d’ Ihlara, il luogo che più mi è rimasto nel cuore del viaggio in Cappadocia.
Ho letteralmente avuto la sensazione di essermi addentrata nel paradiso terrestre e non ne sarei più uscita.
Si tratta di un canyon di selvaggia e straordinaria bellezza, lungo circa quindici km, attraversato dal fiume Melindiz.
Purtroppo col tour non si esplora nella sua interezza, ma se ne percorre un breve tratto di tre km, compreso tra la città di Ihlara e Belisirma.
Dopo pochi passi, mi sono subito sentita inghiottita dalle imponenti rocce a strapiombo e dalla rigogliosa e verdeggiante vegetazione.
Oltre alla straordinaria vegetazione, è possibile ammirare alcune chiese, risalenti in gran parte all’XI secolo, con affreschi che ritraggono scene della vita dei Santi, di monaci ascetici o di punizioni conseguenti a cattive azioni.
Attraversato questo paesaggio dai colori vivacissimi e nitidissimi, siamo giunti in località Belisirma dove abbiamo sostato per il pranzo, un posticino assai bucolico con capannine in riva al fiume ed uccellini cinguettanti che vengono a rubare le briciole sui tavoli.

A pranzo concluso, siamo stati nuovamente prelevati dal pulmino che ci aveva lasciati ad Ihlara e condotti al Monastero di Selime che si affaccia sul panorama mozzafiato di Yaprakhisar.
Il Monastero di Selime è una spettacolare opera che domina il paesaggio, con infiniti cunicoli interamente scavati nel tufo e finestrelle che fanno da cornice alla magia dell’ambiente circostante.
Prestate particolare attenzione a dove mettete i piedi! Per accedervi bisogna arrampicarsi, il sentierino è sconnesso, irregolare e stretto ed inciamparsi è facile.

Yaprakhisar offre invece un paesaggio che definirei ” lunare “, caratterizzato da formazioni rocciose coniche bucherellate da tante piccole finestre.
Non ho capito bene (…la guida parlava velocissima…) se alcuni episodi di ” Star Wars ” siano stati girati qui o se gli autori si siano ispirati a questo luogo per la scenografia.

Abbandonata tale meraviglia, siamo andati a visitare un’ azienda di prodotti in onice con dimostrazione relativa alla lavorazione di questo materiale.

Le ultime due tappe del tour sono state le formazioni rocciose della Pigeon Valley ( Valle dei Piccioni ), una delle numerose valli attorno a Göreme ( vi sono la Love Valley, la Fairy Valley, la Zelve Valley e la Rose Valley ) ed una veduta di Göreme dall’ alto.

A me personalmente questo tour è piaciuto moltissimo, ben organizzato, puntuale, vario nelle visite.

Per la giornata posso dire di essere stata veramente soddisfatta!