La Valle della Loira, non solo bicicletta – parte terza

Eccoci qui con l’ ultima parte dell’ articolo relativo  alla “La Valle della Loira, non solo bicicletta – parte terza” la puntata precedente la trovi qui.
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il mezzo per gli spostamenti

Informazioni Pratiche!
Periodo: la scelta migliore è sicuramente la primavera o settembre, in modo da evitare le alte temperature agostane, ma non sempre si può…quindi, se la scelta è per agosto, si incrociano le dita e si spera nella fortuna: quest’anno a noi è andata più che bene!
Biciclette: se non ve la sentite di lasciare a casa le vostre due ruote, potete tranquillamente portarle con voi: buona parte delle strutture ricettive francesi lunga la ciclovia sono attrezzate anche per questo!

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Le Bici

In alternativa, potete noleggiarle in loco senza problemi: in entrambi i casi, troverete assistenza un po’ ovunque, nel caso in cui capitassero intoppi non previsti.
In preparazione al viaggio:
una controllata alla bicicletta prima di partire serve sempre. Portate con voi un piccolo kit di riparazione: materiale per riparare forature, alcune camere d’aria per ciascuna bicicletta, utensile multifunzione, pompetta, una catena/un lucchetto antifurto. Sacche laterali da bici ed eventualmente un carrellino per il vostro bagaglio completano il tutto;
Pantaloni imbottiti e scarpe da bici, caschetto, sia abbigliamento traspirante che specifico per la pioggia, occhiali da sole, borraccia per l’acqua (le bottigliette locali vanno bene lo stesso, l’importante è bere spesso!).
Pernottamento: si può spaziare, dal camping, all’Ostello, all’Hotel de charme in un castello fiabesco, al b&b…ce n’è per tutti i gusti e per tutte le tasche.
Consiglio: prima risolverete il “problema” dell’alloggio, più scelte avrete. In agosto, pur non essendo il periodo migliore come dicevo prima, i turisti sono sempre in giro per cui vale il detto “chi prima arriva, meglio alloggia”!
Sicurezza: molti tratti della ciclabile sono su strada carrabile, per cui occorre fare attenzione anche alle auto lungo il percorso, soprattutto per chi va con bambini o cucciolotti al seguito.

La Valle della Loira, non solo bicicletta – parte seconda

Eccoci al secondo appuntamento con La Valle della Loira, non solo bicicletta – parte seconda (la prima parte la trovate qui)
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la cartina di questa tappa

Nella notte piove ancora e le temperature si abbassano a 18°, quasi troppo, ma non ci impediscono di visitare in mattinata i famosi giardini del castello di Villandry: il giardino ornamentale, il giardino acquatico, il giardino dei semplici, il labirinto, il giardino del Sole e la straordinaria bellezza del suo orto decorativo rendono questo sito veramente singolare e pieno di fascino…non a caso, ho scattato tonnellate di foto in questa visita!!!

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Castello di Villandry

Il pomeriggio invece lo passiamo a Tours, girovagando nel quartiere medioevale ristrutturato da qualche anno e pranzando a base di spicy noodles…in astinenza da cibo etnico dopo il ristorante indiano ad Orléans.

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Castello di Langais

Passiamo la giornata successiva pedalando allegramente sulla ciclabile che da Villandry corre verso Savonnières prima (con sosta bagnetto nello Cher) e verso Langais dopo, esattamente dalla parte opposta: in quest’ultimo villaggio ci fermiamo a pranzo (optiamo per un’ottima baguette ripiena) proprio di fronte alla fortezza medioevale in ristrutturazione. Sulla via del ritorno, facciamo una sosta per “raffreddare” Bietola nelle acque della Loira, mentre noi ci rilassiamo sulla sabbia e ci perdiamo nelle rispettive letture. Che pace!

Il giorno dopo salutiamo queste zone per spostarci verso ovest. Prima tappa ad Azay-le-Rideau, per vedere il bel castello costruito su una penisoletta circondato da canali, piccoli ponti e alberi altissimi! Anche il villaggio è molto bello ed in piena attività; finalmente, oserei direi, visto che alcuni dei paesi visti fino ad ora erano vuoti e apparentemente senza vita…Seconda tappa, molto veloce, a Rigny-Ussé: avevo letto che il castello che domina il paese era talmente bello da aver ispirato Charles Perrault per la sua “Bella Addormentata nel Bosco” per cui non potevamo non vederlo! Prendo atto di quell’ispirazione e scatto un bel ricordo dall’esterno.

Ultima tappa della giornata, Chinon: una cittadina molto pittoresca con le sue stradine antiche che scendono verso il fiume Vienne ed il grande castello i cui bastioni e alloggi reali sono stati di recente riportati al vecchio splendore dopo anni di restauri. Si pranza lungo il fiume e si riparte con destinazione finale il nostro “Domaine de Mestré” (due notti), che si rivela essere un complesso di tre edifici del XII e XIII secolo in aperta campagna ristrutturati mantenendo l’atmosfera di un tempo. Favolosi!

Dopo un meritato riposo, sentiamo il richiamo delle biciclette e decidiamo di dirigerci verso la Loira seguendo la ciclabile che passa vicinissima a noi in direzione Monsoreau: ottima decisione perchè abbiamo fatto un bel giro nei dintorni sperimentando anche un esempio di accoglienza francese tendente al ligure…è proprio vero che tutto il mondo è paese…non mi inalbero come dovrei e passiamo oltre. Ci fermiamo a cena nel nostro Domaine, atmosfera quasi romantica anche se l’età media degli altri ospiti era un tantino alta .

Ennesima notte di pioggia che lascia posto ad una mattinata di sole (una fortuna così sfacciata non si è mai vista), decidiamo di saltare la colazione in loco perchè insensatamente troppo cara e ci dirigiamo a Fontevraud-l’Abbaye: le pâtisseries francesi sono una manna per cominciare la giornata alla grande! Ci mettiamo buoni-buoni in coda per visitare l’enorme sito dell’Abbazia reale ma dobbiamo rinunciare alla visita perchè una solerte quanto lenta personcina alle casse ci avvisa che i cani non possono entrare: altra situazione in cui avrei potuto/dovuto infiammarmi, scriverlo fuori come fanno tutti gli altri siti era chiedere troppo per evitare di perdere tempo in coda??? Così è…

centro di Saumur

Dopo un bel giretto a piedi in paese, ci dirigiamo verso il lungo Loira per riprendere la ciclabile ed arrivare a Saumur…così facciamo, osservando i villaggi dei trogloditi (spazi ricavati anticamente nella roccia, ora prettamente utilizzati come cantine per vino e champignons) che corrono paralleli al fiume e alla ciclabile. Strani posti!

Dopo pranzo e un giretto in città, ci spostiamo di qualche km per andare a visitare le scuderie della Scuola Nazionale Equestre, visita prenotata settimane prima. Eravamo, Stefano ed io, entrambi intrigati all’idea di questa visita che alla fine si è rivelata un pò deludente: speravamo di vedere le scuderie storiche, quindi edifici antichi e ricchi di un bel passato, non quelle recentemente costruite dopo che la la Scuola civile è stata scorporata dalla parte militare…quindi cavalli di livello altissimo in scuderie normalissime. Pazienza.

Rientriamo nel nostro Domaine per cena, dormitona nel fiabesco king size bed e la mattina si rifanno le valigie.

Ci dirigiamo di nuovo verso la Scuola Nazionale d’Equitazione perchè nel combo-ticket acquistato c’era anche la partecipazione alla presentazione pubblica del “Cadre Noir” che ci consente di assistere al dressage, salto a redini lunghe di ostacoli vari, e presentazioni di equitazione di livello accademico da parte di professori della Scuola Nazionale nella tipica uniforme nera. Tra l’altro, ndr, l’Equitazione di Tradizione Francese ed il Cadre Noir de Saumur fossero iscritti all’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità: Bello spettacolo che recupera un pò i punti persi nella visita alle scuderie di ieri.

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Colle dell’ Agnello

A questo punto, con un velo di tristezza, possiamo considerare finita la vacanza sulla Loira perchè con calma decidiamo di avviarci verso casa: ci aspettano la bellezza di ca. 1000Km da Saumur a Ge-Nervi, che ovviamente decidiamo di spezzare con una notte a Grenoble per evitare il suicidio di Bietola, bloccata in auto per troppo tempo, e di passare per Embrum ed il Colle dell’Agnello: panorami affascinanti…nasce già qualche idea per una prossima vacanza!

P.s. Non è finito qui, la settimana prossima on line tutti i suggerimenti che possono essere utili per la vacanza

La Valle della Loira, non solo bicicletta – parte prima

Eccoci arrivati all’ articolo che avevamo anticipato la scorsa settimana, “La Valle della Loira, non solo bicicletta – parte prima” , lasciamo quindi la parola alla nostra inviata Simona che ci porterà con lei nel tour in bicicletta tra prati, castelli e buon cibo.
Sully sur Loire

Sully sur Loire

È dai tempi della scuola che ho in mente di visitare questa bellissima zona, per cui quando finalmente quest’anno Stefano ed io decidiamo di passare proprio lì due settimane di vacanza agostana, è stato come realizzare un sogno…sicuri del fatto che anche la nostra cucciolotta Bietola avrebbe apprezzato la destinazione!

Essendo agosto un periodo critico turisticamente parlando e con un cane al seguito, siamo partiti avendo già i pernottamenti confermati: non amo perdere tempo alla ricerca di un alloggio quando sono in vacanza, e sapendo che non tutti accettano animali, non volevo correre rischi!

Il nostro giro comincia da Orléans, porta d’ingresso orientale alla Valle, per finire a Saumur, qualche km prima di Angers.

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clicca per ingrandire

In realtà, siamo stati tentati di cambiare destinazione per il gran caldo che stavamo incontrando nell’ avvicinarci in auto ad Orléans: non si poteva pensare di andare in bici, con un cane per di più, con 40°…ma siamo stati fortunati perché un potente acquazzone notturno, proprio la seconda notte, ha rinfrescato per le due settimane successive…e Loira è stata!

Dopo una sosta a Sancerre per visitare il bel villaggio e bere un bicchiere del famoso vino, siamo arrivati ad Orléans (due notti):

  • città praticamente vuota (saranno stati tutti in ferie, ma faceva impressione!) nella quale la famosa pulzella Giovanna d’Arco è ancora molto presente con statue, vie o piazze intestate a suo nome, la sua casa natale, i luoghi delle sue battaglie;
  • un bel lungo Loira ciclabile, sia in zona cittadina che in zona limitrofa.

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    Orléans – Ile Charlemagne, ad est di Orléans

Per il quarto giorno, il programma prevedeva una bella giornata a Chambord :

  • il castello, secondo me, non meriterebbe una visita degli interni perchè estremamente spogli e poco significativi, ma la vista che si ha dalle terrazze più alte toglie il fiato, sia per i dettagli delle mille colonnine e guglie che per l’immensa foresta che circonda il castello a pardita d’occhio;
  • si può accedere liberamente alla foresta di proprietà demaniale che si estende per ettari attorno al castello in bicicletta, a piedi, con piccole barche lungo i canali o addirittura con i 4×4 di un’escursione organizzata.
Castello di Chambord

Castello di Chambord

Dopo aver preso possesso della nostra stanza a Mont-près-Chambord (tre notti), passiamo una bella serata giracchiando senza meta nella città vecchia di Blois.

Beauregard – Il Castello

Beauregard – Il Castello

 

Una piacevole pioggia notturna ha ulteriormente rinfrescato l’aria, così decidiamo di passare la giornata successiva in bicicletta lungo alcuni itinerari ottimamente segnalati de “Châteaux à vélo”,  una sorta di quadrilatero i cui sentieri collegano molti castelli a sud di Blois, ed in questo modo scopriamo Cheverny (ancora abitato dalla famiglia Hurault che ne ha terminato la costruzione nel 1630). Probabilmente a causa di un allevamento di cani dentro il parco del castello, gli animali “in visita” non sono ammessi neanche all’esterno, ci rimango male e decidiamo di snobbare la visita) e Beauregard (dove invece possiamo entrare tutti e tre a goderci il pranzo nel parco ben tenuto con vista villa e giardino multicolor).

In serata, ceniamo con ottime gallettes (crepes di grano saraceno tipiche della Bretagna) in un posticino molto carino nella città vecchia di Blois.

Un’altra fresca giornata accompagna le nostre pedalate lungo un bel tratto della ciclabile che corre nel sottobosco parallelo alla Loira fino a Chaumont-sur-Loire: un castello secondario rispetto a quelli più noti, ma secondo me uno dei più “fiabeschi” in assoluto, inclusi sia il grande parco arricchito con alcune installazioni artistiche degne di nota, che “Le Festival International des Jardins”, praticamente un laboratorio a cielo aperto ad opera di alcuni paesagisti francesi.

Conclusione di giornata con la visita al Clos Lucé di Amboise: il castello nel quale Leonardo da Vinci ha vissuto gli ultimi 3 anni della sua vita ospite di Francesco I: è stato emozionante vedere la stanza dove ha vissuto ed dove è morto il grande Maestro italiano! Interessanti gli interni originali d’epoca e le ricorstruzioni di moltissimi suoi progetti.

Il settimo giorno noi non ci siamo riposati, anzi : abbiamo raggiunto in auto il castello di Chenonceau, del quale abbiamo visitato sia i giardini, l’orto floreale ed il labirinto, sia gli interni, con audioguida per approfondire la sua storia (è noto per essere il “castello delle donne” dal coinvolgimento quasi totalmente femminile alla sua costruzione e alle aggiunte/modifiche avvenute nel tempo).

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Loches – Vista del torrione medioevale

Il tempo di un pic-nic sui bei prati del castello assieme ad altri turisti che sorridono guardando Bietola correre e giocare, e si riparte verso Montrésor che dicono essere uno tra i “più bei villaggi di Francia”: ha un’interessante fortezza che domina il villaggio tipicamente medioevale, ma sinceramente niente di più rispetto a quanto già visto altrove. Dopo un giretto veloce ed un bicchiere di menthe diabolo, si riprende il giro verso Loches col suo passato medievale (belle le fortificazioni ben conservate e l’impressionante torrione di 44 metri) e rinascimentale (alloggio reale).

Un tantino stanchi, ci dirigiamo in fine verso il nostro nuovo alloggio a Villandry (tre giorni).

Non solo bicicletta, appunti di viaggio

Oggi abbiamo un annuncio, ritorna la rubrica sui viaggi. Dopo l’ esperienza in Turchia , cambiamo continente e rimaniamo in Europa, ma in bicicletta.
E quindi la nuova rubrica si chiamerà: Non solo bicicletta, appunti di viaggio.

Per questo, visto che non potrei certo essere io a scrivere di questo, abbiamo il privilegio di ospitare una vera globe-trotter,  che nelle prossime settimane ci racconterà delle sue esperienze di viaggio sulle due ruote.

Quindi preparatevi a sudare e pedalare sui sentieri della Loira, nel frattempo lasciamo che sia Simona a presentarsi direttamente:

 

Simona – Foto di Donato Aquaro

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Nasco Rapallina, ormai genovese di adozione, con una profonda passione per i viaggi:  mi reputo fortunata per aver potuto e voluto visitare tantissimi luoghi meravigliosi nel tempo e per essere riuscita a confrontarmi con persone di culture diverse.

Da qualche anno ho scoperto la passione per le due ruote, soprattutto mtb ma anche strada – per non farci mancare nulla, e sono riuscita ad unire queste due passioni visitando paesi e territori con un altro ritmo, guardandoli da una diversa prospettiva che mi affascina moltissimo. D’altra parte, il viaggio non è la meta, ma la somma delle esperienze vissute nel raggiungerla.

Comunque sia, con tutte le diverse varianti cui si possa pensare, il viaggio è decisamente la ciliegina sulla torta delle nostre vite: non si può non gustare!

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Quindi appuntamento a Giovedì per inforcare la bici e partire per la Francia.

 

Foto e Vacanze (seconda parte)

Proseguiamo nella preparazione delle nostre vacanze dal punto di vista fotografico, (la prima parte la trovate qui). Visto che non abbiamo problemi di spazio e di peso possiamo portarci l’ attrezzatura che ci serve, sempre in funzione di dove dobbiamo andare.

Incominciamo con gli accessori che andranno sempre bene per tutte le mete:

Batterie & caricabatterie
Questi non devono mancare. Batterie per la fotocamera e almeno due set per flash esterno. Caricabatterie per le batterie della fotocamera, per le stilo del flash esterno e degli accessori, per il pc e per il cellulare, quando avrete finito di recuperare tutti i pezzi capirete perchè l’ U.E. vuole unificare i caricabatteria nello standard USB.

Schede di Memoria
Servono. Portate tutte quelle che avete, se poi alla sera avete la possibilità le scaricate con un notebook (basta anche un netbook o ultrabook con un HD esterno) ancora meglio, ma non lesinate perchè è come rimanere senza rullini (con la differenza che le schede costano di più e non si trovano dai tabacchini)

Minuteria
Kit per la pulizia, cavetti usb assortiti, filtro UV (già montato sugli obbiettivi), polarizzatore, coltellino svizzero, taccuino, sacchetti di plastica e elastici per eventuali scrosci di pioggia.

Cavalletto
Portalo o non portalo? Dilemma amletico, se non siete patiti della macro o della foto architettonica potete  evitare di portare con voi qualche chilo di Manfrotto con relativa testa, accontentatevi di un piccolo gorrilapod per gli autoscatti o per il panorama notturno.

Obbiettivi
Qui il discorso si complica. Intanto dovete vedere cosa avete nel vostro corredo e poi il vostro stile. Se andate a fare un safari lo zoom ultragrandangolare lo potete lasciare a casa preferendo il tele, se invece pensate di fare del trekking in montagna non dovete dimenticare il macro.  Se siete disposti a sacrificare un pelo di qualità in favore della praticità uno zoom esteso come il Nikon 18-200 o 24-120 potrebbe essere la giusta soluzione.
Se scegliete una città d’ arte dovreste avere un decentrabile, ma queste sono valutazioni personali che ognuno potrà fare conoscendo il proprio corredo e il proprio stile. 

L’ importante è che vi ricordiate di essere in vacanza e che è meglio godersi un panorama che rovinarsi la giornata per cercare di scattare.

Nelle prossime puntate parleremo delle vacanze fotografiche

 

 

Foto o Vacanze (prima parte)

Sebbene il mio pensiero sull’ estate lo abbia espresso alcuni giorni or sono in questo incipit, affrontiamo un tema che a tanti può stare a cuore: Vacanze!

Non voglio certo proporvi io delle mete, ma affrontare le vacanze dal punto di vista fotografico. Per prima cosa dovete scegliere cosa volete fare. Godervi le ferie oppure fotografare? Perché le due cose non sono compatibili.
Se scegliete di godervi le vacanze, la compagnia, il buon cibo, spiaggia e sole portate con voi una compatta, due schede capienti e siete a posto. Alla sera avrete la possibilità di ricaricare le pile in albergo/locanda/camper o al massimo chiede quando andate al ristorante e vivrete sereni e felici la vostra vacanza.

Al ritorno scaricate le fotine, le mettete su fb per far vedere ai vostri amici dove siete stati e al massimo stampate un piccolo album per farlo vedere senza dover accendere il computer.

Se invece non potete tenere a freno la vostra passione anche durante la vacanza anche a rischio di litigare con moglie/compagna/fidanzata (marito/fidanzato/compagno) vediamo di organizzarci al meglio.
Per prima cosa cerchiamo di capire cosa portarci in vacanza, cosa influenzata molto dalla destinazione e dal mezzo di locomozione.
In linea generale, se partiamo per una vacanza “avventurosa” cerchiamo di limitare al massimo i pesi e i carichi. Questo vale per tutte le vacanze dinamiche come quelle in moto, in paesi lontani senza viaggi organizzati, in bici o altro.
All’ epoca del rullino si consigliava una Leica M6 con il suo Summilux 35 mm ed una buona scorta di rullini TRI-X , pensando di essere Salgado, e si portavano a casa (se si era capaci) risultati spettacolari. Ora nel tempo del digitale i pesi e gli ingombri si sono moltiplicati anche se l’ avvento delle nuove mirroless sembra avere aperto una nuova strada in questo campo.
Quindi, se pensate di passare una settimana a fare trekking nel Nepal, vi consiglio di mettere nello zaino una di queste nuove fotocamere, una scatola di schede ad alta capacità, un micro treppiede tipo gorillapod, un filtro polarizzatore e un caricabatteria solare e potrete portare a casa un ottimo reportage senza dovere assumere uno sherpa.

Se invece vi mettete in viaggio con la vostra auto verso un confortevole albergo o pensione potete pensare di portare con voi lo zaino con un po di attrezzatura. Nel prossimo capitolo vediamo cosa.

Per 45 grammi mettetelo in borsa vi leverà da molti impicci…