Manuale di Fotografia Bianco e Nero

coverProprio in extremis, sotto le feste di Natale arriva il manuale di Fotografia in Bianco e Nero. In pratica è la versione in e-book, che racchiude tutte le lezioni di Bianco e Nero che in questi anni sono passate sul blog. Scritto e pensato dalla mia Socia Emanuela, impaginato con maestria da Matteo Poropat contiene tutti i singoli passaggi per allestire una camera oscura ed arrivare alla stampa finale.
Integrato con delle utili appendici, e illustrato con più di 80 fotografie, lo trovate sullo store Amazon cliccando sul link in fondo al post.
L’ idea per un simpatico regalo di Natale a chi è appassionato di fotografia analogica o per chi vuole provare a ritornare alle “origini” e riprendere quel senso di manualità e artigianato che solo la stampa e lo sviluppo nella camera oscura della pellicola in bianco e nero può riservare.
Purtroppo per poter pubblicare il manuale ho dovuto restringere la fruibilità di molti degli articoli che erano sul blog.

Chi non volesse passare attraverso le forche caudine del grande A, mi può contattare in privato per avere il formato epub, ma dovete fornirmi un giustificato motivo!
Per tutti gli altri, ormai asserviti all’ ebook e alla distribuzione Amazon non resta che cliccare sul link qui sotto per averlo sul proprio Kindle in pochi secondi e iniziare a pensare in maniera analogica.!

Lezioni di Bianco e Nero Galleria Fotografica #2

Oggi nuovo articolo ricco di fotografie dove vedere quello che è stato spiegato nella Lezione n.6, ovvero preparare il rullino per caricarlo nella spirale della tank.

Attenzione perchè le operazioni si dovranno svolgere al BUIO!

apriamo la macchina dopo aver riavvolto il rullino

apriamo la macchina dopo aver riavvolto il rullino

con una pinza rompiamo il coperchio del rullino

con una pinza rompiamo il coperchio del rullino

SPEGNIAMO LA LUCE!!!!

Tagliamo la coda del rullino per poterla inserire nella spirale

Tagliamo la coda del rullino per poterla inserire nella spirale

Attenzione a non tagliare in corrispondenza delle perforazioni!

Attenzione a non tagliare in corrispondenza delle perforazioni!

5

tagliamo tra una perforazione e l’ altra

smussiamo gli angoli per facilitare il caricamento

smussiamo gli angoli per facilitare il caricamento

 

spingete la pellicola sino a che incontra le due sferette di metallo

spingete la pellicola sino a che incontra le due sferette di metallo

 

ruotate alternativamente le due parti della spirale sino a raccogliere tutta la pellicola

ruotate alternativamente le due parti della spirale sino a raccogliere tutta la pellicola

 

tagliate il bordo finale, vi siete ricordati di avere le forbici a portata di mano??

tagliate il bordo finale, vi siete ricordati di avere le forbici a portata di mano??

 

inserite il perno nella spirale, ricordatevi dove lo avevate messo perchè siete al buio!

inserite il perno nella spirale, ricordatevi dove lo avevate messo perchè siete al buio!

inserite la spirale con il suo perno nella tank

inserite la spirale con il suo perno nella tank

Chiudete la tank

Chiudete la tank

Adesso potete accendere la luce!

 

Lezioni di Bianco e Nero – Galleria Fotografica

Terminato il corso per lo sviluppo e stampa, la mia Socia ha deciso di fare un riassunto visivo per agevolare chi si cimenta in questa pratica e per avere sottomano tutti passaggi in  maniera più chiara di quello che le parole possono descrivere.
Quindi a corredo della Lezione 5 possiamo guardarci questa galleria fotografica:

chi ha la pelle sensibile indossi i guanti, anzi metteteli sempre

chi ha la pelle sensibile indossi i guanti, anzi metteteli sempre

Leggiamo le percentuali di diluizione

Leggiamo le percentuali di diluizione

Versiamo la giusta quantità in un recipiente graduato

Versiamo la giusta quantità in un recipiente graduato

 

versiamo la giusta quantità d' acqua deminerallizata

versiamo la giusta quantità d’ acqua deminerallizata

mescoliamo i chimici con l' acqua

mescoliamo i chimici con l’ acqua

 

facciamo sciogliere i chimici nell' acqua

facciamo sciogliere i chimici nell’ acqua

controlliamo la temperatura

controlliamo la temperatura

riscaldiamo la soluzione se troppo fredda

riscaldiamo la soluzione se troppo fredda

La soluzione è pronta

La soluzione è pronta

Il procedimento è uguale per tutte le soluzioni da preparare sviluppo /fissaggio ecc ecc
Questo vi servirà per le dosi:

Il bianco e nero di Emanuela – lezione 13

ESPOSIZIONE, SVILUPPO, ARRESTO, FISSAGGIO, CENNI LAVAGGIO

Finalmente siamo giunti al magico momento della prima stampa…atteso con ansia dalla prima lezione!

Dopo aver preparato l’inquadratura e determinato il tempo di esposizione da utilizzare come riferimento ( per non ripetermi vi rimando direttamente agli articoli in cui sono stati trattati tali argomenti ), vi descriverò come procedere con l’esposizione vera e propria e le successive operazioni.

Tenete presente che io utilizzo un ingranditore a luce condensata modello Durst M 601 ed ad esso mi riferisco ( avete avuto modo di vederlo in varie immagini…comunque tutti gli ingranditori di questo tipo funzionano in maniera, anche se non perfettamente identica, quantomeno analoga ) e carta da stampa politenata a contrasto variabile ( che richiede quindi l’utilizzo di filtri di contrasto ).

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Il Bianco e Nero di Emanuela – Lezione 6

Ieri ci eravamo lasciati con il banco pronto con tutto quello che ci serve (vedi qui), vediamo finalmente di andare a fare pratica

CARICAMENTO DELLA TANK – SVILUPPO – ARRESTO – FISSAGGIO

  • Con un apricaricatore, o con delle pinze rimuovete uno o entrambi i coperchietti

    apertura del rullino

    del caricatore per estrarne la pellicola. Se ne rimuovete uno solo, vi conviene scegliere quello dal quale non sporge il rocchetto in modo che, una volta rimosso, potete spingere il rocchetto che sporge dalla parte opposta, dal basso verso l’alto, ed espellere la pellicola. Se invece li rimuovete entrambi, a rimozione avvenuta, allargate la ghiera metallica del caricatore e prelevate la pellicola. Con le pinze, dovete afferrare decisamente il bordo del coperchietto con un angolo ed effettuare una rotazione di 180° dal basso verso l’alto: se la pinza continua a saltare, non preoccupatevi, anche questo è normale, dopo qualche tentativo il coperchietto salterà, anche in tale circostanza pratica e tempo aiutano notevolmente!

  • Tagliate il codino della pellicola facendo attenzione a non tagliarvi anche un dito!

    taglio del bordo pellicola

    Con l’indice accertatevi che le perforazioni ai lati della pellicola non siano rimaste aperte altrimenti l’inserimento all’interno della spirale risulterà veramente difficoltoso. Se vi accorgete che sono aperte, ripetete il taglio. Smussarne gli angoli con due tagli a 45° può agevolare ulteriormente l’inserimento e l’avanzamento della pellicola.(se riavvolgendo la pellicola avete avuto l’ accortezza di non ritirare la linguetta dentro il rullino potete fare questa operazione più agevolmente prima di aprire il rullino ndr)

  • Inserite la pellicola nell’ invito della spirale fino al punto di aggancio con le due

    inserimento pellicola nella spirale

    sferette metalliche. L’invito della spirale è riconoscibile, visivamente, da una sorta di “protuberanze” sui bordi della stessa; al tatto, dal fatto che quando queste due “protuberanze” sono perfettamente allineate, la spirale rimane bloccata se si tenta di muoverla indietro. Le due sferette metalliche agganciano invece le perforazioni della pellicola consentendone l’avanzamento in un’unica direzione. Se la pellicola stenta ad entrare, può risultare utile incurvarla premendo leggermente lungo i lati.(se la spirale non è perfettamente asciutta non infilirete mai la pellicola quindi asciugatela prima ndr)


  • Afferrate la spirale con entrambe le mani e muovetela avanti e indietro fino a completo avvolgimento della pellicola. L’operazione può richiedere anche un paio di minuti perchè la pellicola, specie se da 36 pose, è piuttosto lunga.
  • A completo avvolgimento tagliate il rocchetto al quale è agganciata la pellicola.
  • Inserite la spirale sull’apposito perno cavo.

    inserimento del perno cavo

  • Inserite il complesso spirale/perno cavo all’interno della tank.

  • Riponete il coperchio ad imbuto a tenuta di luce e ruotatelo premendo leggermente verso il basso fino al caratteristico “click” di fine corsa.

A QUESTO PUNTO LA NOSTRA PELLICOLA E’ AL SICURO ED E’ POSSIBILE ACCENDERE LA LUCE!

 Dopo esservi accertati di essere alla corretta temperatura di utilizzo, versate velocemente la soluzione di sviluppo nella tank, richiudete col coperchio a tenuta di liquidi e fate partire il timer per il tempo indicato in base all’accoppiata pellicola/sviluppo utilizzati. Questa indicazione, solitamente, è riportata sulla confezione della pellicola…quindi conservatela fino al momento dello sviluppo! Tenendo presente quanto scritto nelle premesse, un buon compromesso relativo all’agitazione potrebbe essere: agitazione della tank con movimenti rotatori sul banco di lavoro per i primi 20” ed un capovolgimento al minuto. (ognuno ha il suo metodo, però vi consiglio di dare due colpetti alla tank contro il bordo del tavolo per staccare le eventuali bolle d’ aria dall’ emulsione ndr)

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Il Bianco e Nero di Emanuela – Lezione 3

Benritrovati all’ appuntamento settimanale con le lezioni di sviluppo e stampa della mia Socia Emanuela (le lezioni precedenti le trovate qui), lasci a lei la parola per illustrarvi cosa vi serve. Se avete dei dubbi potete chiedere direttamente a lei le informazioni che vi servono.

MATERIALI NECESSARI PER LO SVILUPPO
Prima di addentrarci nel procedimento per eseguire un corretto sviluppo, è indispensabile conoscere i prodotti necessari per lo stesso.

ACQUA DEMINERALIZZATA
Per preparare le soluzioni e per il lavaggio finale del negativo. L’ acqua del rubinetto è ovviamente utilizzabile, ma è troppo ricca di calcare, se avete un condizionatore o un deumidificatore potete usare quella di scarto di quei macchinari, è perfetta.

reagenti per sviluppo e fissaggio

RIVELATORE O SVILUPPO PELLICOLA
Si tratta di un composto chimico in grado di rivelare l’immagine latente.In commercio ( on-line, dal momento che, come vi accennavo nell’articolo precedente, nei negozi tali prodotti sono ormai irreperibili ) è possibile acquistare essenzialmente tre tipi di sviluppo:

  • SVILUPPI PRONTI, venduti alla corretta diluizione di utilizzo e quindi molto pratici
  • SVILUPPI LIQUIDI, venduti concentrati e da diluire in acqua secondo l’opportuna diluizione riportata sulla confezione
  • SVILUPPI IN POLVERE, venduti in buste contenenti polvere da diluire in acqua sempre secondo l’opportuna diluizione riportata sulla confezione

A seconda del tipo, gli sviluppi possono essere utilizzati una sola volta o più volte, ma anche questa indicazione è riportata in etichetta.
Per gli sviluppi riutilizzabili, la durata è dipendente dal numero di pellicole sviluppate, ma comunque piuttosto limitata nel tempo.
Le caratteristiche nella resa possono essere molto differenti: basso o alto contrasto oppure grana più o meno evidente giusto per riportare i due più visibili…
Gli sviluppi in commercio sono numerosi; AGFA, BWORK, FOMA, ILFORD, KODAK, ORNANO, TETENAL, per citare alcune ditte, ne producono ciascuna cinque o sei tipi differenti.
Personalmente non mi sento di consigliarvi uno sviluppo in particolare.
Dobbiamo tenere presente che la camera oscura è sperimentazione e gusto personale: solo sperimentando dunque, col tempo, potrete testare i differenti tipi di sviluppo sulle differenti pellicole e valutare gli abbinamenti migliori o gli effetti che più vi aggradano in base alle vostre esigenze e preferenze.

ARRESTO PER PELLICOLE
Serve ad arrestare l’azione dello sviluppo e a non inquinare il successivo bagno di fissaggio. Non è indispensabile, specie se il fissaggio è utilizzabile una sola volta.

FISSAGGIO PER PELLICOLE
Serve a fissare i fotogrammi sulle pellicole dopo lo sviluppo. Solitamente è liquido e non ha effetti particolari sulla resa dell’immagine. Questa operazione può essere ripetuta nuovamente nel tempo se si rendesse necessario.

CILINDRI GRADUATI

CARAFFE GRADUATE, CILINDRI GRADUATI, MISURINI, SIRINGHE
Servono per preparare le soluzioni di sviluppo, arresto e fissaggio e per diluire i prodotti correttamente e con precisione. Sono perfetti quelli utilizzati in cucina e reperibili in tutti i negozi casalinghi.

 

BOTTIGLIE

bottiglia a soffietto

Necessarie per contenere e conservare le soluzioni. Possono essere rigide, solitamente in plastica semitrasparente, economiche, ma comunque funzionali, oppure “a soffietto”, che consentono la fuoriuscita di aria limitando l’ossidazione delle soluzioni, più costose e neppure praticissime.

TERMOMETRO
Fondamentale per controllare la temperatura delle soluzioni che deve essere fissa e costante ( normalmente 20° C ). Ne esistono molti modelli, dai più economici ad alcool a quelli più evoluti. Per un principiante, uno ad alcool va più che bene.

apricaricatore

APRICARICATORI O PINZE
Servono per rimuovere i coperchietti dei caricatori per pellicole.

FORBICINE A PUNTA TONDA
Servono per tagliare il codino della pellicola una volta estratta dalla fotocamera, per smussarne gli angoli ed evitare di lasciare le forature laterali aperte ( ciò renderebbe assai difficoltoso l’inserimento della pellicola nella spirale…vedete punto successivo ) e per rimuovere il rocchetto.

SVILUPPATRICE O TANK

tank

Si tratta di un contenitore ( 1 ), solitamente di plastica, con la peculiarità di essere a tenuta di luce, all’interno del quale vengono posizionate le pellicole avvolte su di un’ apposita spirale ( 2 ) e sempre all’interno del quale vengono versate le soluzioni di sviluppo, arresto, fissaggio. Le spirali sono munite di due sferette metalliche che agganciano i fori presenti ai lati della pellicola in modo da farla avanzare in un’unica direzione. Inoltre esse sono regolabili in larghezza e quindi utilizzabili sia per il piccolo che per il medio formato. Le tank si compongono inoltre di un perno centrale cavo ( 3 ) sul quale inserire le spirali, un tappo ad imbuto a tenuta di luce ( 4 ) attraverso il quale le soluzioni fluiscono all’interno del contenitore, un secondo perno cavo più piccolo ( 5 ) per ruotare la spirale all’interno della tank una volta posizionato il tappo ad imbuto ed infine un secondo tappo a tenuta di liquido ( 6 ) che consente l’inversione del recipiente.

IMBUTI
Per riporre le soluzioni nelle proprie bottiglie.

IMBIBENTE
Non è indispensabile, ma aiuta a far scivolare via le gocce d’acqua che si depositano sulla pellicola prevenendo la formazione delle fastidiosissime macchioline di calcare durante l’asciugatura, se siete disperati anche una goccia di shampoo neutro può essere usata per questo.

TIMER
Per calcolare al secondo il tempo di sviluppo.

appendi pellicola

CLIPS APPENDI PELLICOLA
Servono per appendere il negativo al supporto durante la fase di asciugatura e per mantenerlo in tensione e non farlo arrotolare. (p.s. non ditelo ad Emanuela ma se vi trovate in difficoltà potete usare anche delle mollette da bucato)

BUSTE PORTANEGATIVI
Sono fondamentali per la corretta conservazione dei negativi e normalmente munite di perforazioni per l’archiviazione nei raccoglitori ad anelli. Sono disponibili sia per il piccolo sia per il medio formato e fabbricate in plastica trasparente o pergamino. Le prime sono comode in quanto permettono di visionare i negativi agevolmente e consentono di eseguire le stampe a contatto senza estrarre i negativi, ma hanno il grande svantaggio di “ incollarsi” alla superficie dei negativi. Meglio quindi quelle in pergamino.

Per avere una panoramica completa su tutti questi prodotti, vi consiglio un sito molto assortito, dove potrete trovare il catalogo con prezzi e disponibilità aggiornati in tempo reale: www.fotomatica.it

Nel prossimo articolo vedremo i materiali necessari per la stampa, per poi iniziare con la parte pratica vera e propria!

Il Bianco e Nero di Emanuela – Lezione 2

Passiamo alla seconda lezione dello sviluppo e stampa per il Bianco e Nero (la prima la trovate qui), lasciamo quindi la parola o meglio la tastiera alla mia Socia.

LA CAMERA OSCURA

La soluzione più pratica per potersi dedicare allo sviluppo ed alla stampa del bianco e nero è quella di appoggiarsi ad un circolo fotografico vicino a casa e dotato di camera oscura. A questo modo pagherete l’ iscrizione annuale, ma potrete sfruttare la camera oscura, compatibilmente con le esigenze di tutti gli iscritti, ogni volta che vorrete e potrete usufruire di tutto il materiale e le attrezzature di cui essa dispone, provvedendo ad acquistare solo il materiale strettamente personale come le soluzioni di sviluppo e di fissaggio per le pellicole e la carta da stampa e la carta stessa.
Se invece desideraste allestire una camera oscura amatoriale tutta vostra, dovreste trovare un piccolo locale perfettamente oscurabile, come una cantina o un ripostiglio, dotato però di acqua corrente, corrente elettrica ed un sistema di aspirazione ( non mi risulta che le soluzioni impiegate abbiano mai procurato lesioni a nessuno, ma trattandosi comunque di sostanze chimiche è opportuno adottare le adeguate precauzioni!).Una volta trovato il locale, potrete procedere al suo allestimento, organizzando le zone per lo sviluppo e per la stampa nel modo più funzionale ed ordinato possibile. Di fondamentale importanza è la pulizia del locale affinchè  polvere o corpuscoli di altra natura non si depositino sui negativi appena sviluppati o sulla carta andando ad inficiare la qualità delle stampe.

Come ultima soluzione, se l’idea di iscrivervi ad un circolo fotografico non vi alletta e se non ricadete tra i fortunati che possono godere di uno spazio proprio dedicato solo ed esclusivamente a questo utilizzo, dovrete allestire una sorta di camera oscura prima di ogni sessione di sviluppo e di stampa. Il bagno di casa, solitamente, rappresenta la soluzione più comune. In tal caso, dopo aver disposto ed ottimizzato tutto il necessario, dovrete oscurare completamente finestre e/o porte mediante teli scuri, cartoni e para-spifferi e schermare eventuali specchi o superfici lucide. Attenzione a non utilizzare orologi o timer col quadrante o lo schermo luminosi perché potrebbero ugualmente velare la pellicola o la carta da stampa!
Nel prossimo articolo discuteremo dei materiali indispensabili per lo sviluppo e per la stampa e coi quali si allestisce una camera oscura.

La lezione precedente la trovate qui

Il Bianco e Nero di Emanuela – Lezione 1

Come vi avevo anticipato alcuni giorni or sono (trovate l’ articolo qui) inziamo a pubblicare un mini – corso sullo sviluppo e stampa dei rullini in Bianco e Nero. Attività che può sembrare anacronistica in questi tempi digitali ma che ha la sua dose di fascino. Il corso sarà a cura della mia collega e socia Emanuela.

PERCHE’ ACCOSTARSI AL MONDO DEL BIANCO E NERO

Lo sviluppo e la stampa in camera oscura delle pellicole in bianco e nero, al giorno d’oggi, sono attività in declino, in primo luogo per l’avvento del digitale che ha reso la fotografia decisamente più accessibile ad un numero sempre crescente di appassionati ed in secondo luogo per la difficile reperibilità dei materiali necessari ed i conseguenti costi non propriamente economici ( per lo meno in negozio, rendendosi così necessario acquistare quasi esclusivamente on-line ).
Ciò che più mi affascina del mondo del bianco e nero è che si tratta di un’attività totalmente artigianale e manuale in tutte le sue fasi, ma soprattutto unica, in quanto, nonostante si rispettino nella maniera più fedele possibile i parametri di stampa ( altezza della testa dell’ingranditore, eventuale tipo di filtro utilizzato, apertura del diaframma dell’obiettivo, tempo di esposizione, sviluppo e fissaggio alla stessa diluizione e della stessa ditta produttrice, medesimo tipo di carta da stampa…) una serie di fattori chimici ( freschezza o meno della soluzione di sviluppo e temperatura alla quale viene utilizzato solo per citarne un paio) ed umane (abilità manuale e pratica dell’operatore) difficilmente possono garantire un risultato identico al 100%.Per non parlare dell’emozione che si prova ogni volta che l’ immagine latente inizia ad apparire sulla superficie della carta immersa nella bacinella di sviluppo!
Quindi, se siete trascinati da un po’ di passione per la pellicola, potreste aver trovato un gratificante passatempo, che vi ripagherà della pazienza e del tempo dedicatogli!

Emanuela vi saluta e vi aspetta per la seconda lezione