Fotografare mobili

Premessa, fotografare oggetti, o per dirla come quelli bravi still – life è un gran casino. Farlo in esterni è un casino al quadrato.

Un conto è lavorare in uno studio con calma con i mobili appoggiati sul limbo bianco, con la possibilità di scegliere inquadrature, mettere le luci che servono, controllare i riflessi; lavorare in esterni con luci portatili, sole, sfondi da controllare e inquadrature da inventare a seconda dell’ accessibilità è molto complicato.

Però ho accettato la sfida degli amici della Casa e il Mare, laboratorio per la realizzazione di pezzi di arredamento unici e su misura, per i quali avevo già realizzato altri lavori di documentazione.

Quindi l’ ultimo giorno dell’ anno siamo andati sulla meravigliosa passeggiata mare di Zoagli per fotografare le ultime creazioni.

Dal punto di vista fotografico i problemi dell’ accessibilità (tutto portato in loco a spalle), la presenza di elementi di disturbo (ringhiere) e la necessità di fotografare in una determinata fascia oraria sono stati una bella sfida.

Per gli amanti del tecnico Nikon D700, 17-35 f/2,8, SB 910 con trigger e pannello riflettente, qui una foto del backstage.

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Flash di giorno…ovvove!

Oggi iniziamo una serie di articoli sull’ utilizzo del flash.
Avvertenza, se siete di quelli che dicono “io il flash non lo uso perché snatura l’ atmosfera” potete anche saltare alla sezione ricette di questo blog.
Se invece pensate che il flash vada usato di notte, possibilmente sparato dritto nelle pupille del soggetto, vi conviene leggere tutto.

ritratto scattato alle ore 12:00, con il flash.

La tendenza odierna è quella di usare la luce artificiale anche di giorno per ottenere, in abbinamento alla post produzione, immagini di effetto sopratutto nell’ ambito dello sport che del ritratto ambientato. Per capire di cosa parlo potete guardarvi le foto di Tim Tadder (sport) o di Fredi Marcarini (ritratti). Quindi non temete ed iniziate ad osare.
Esiste addirittura una corrente di pensiero fotografico che propugna questa tecnica, si chiama Strobist , se conoscete l’ inglese quel sito è tutto per voi.

Se l’ unico flash che avete è quello fisso sopra la fotocamera , andatevi a leggere il manuale di istruzione ed iniziate a sperimentare la cosidetta tecnica del fill-in in italiano luce di riempimento. Affidatevi ai programmi automatici e provate ad usarlo in qualche ritratto in pieno controluce, fate sparire il sole dietro la testa del soggetto e scattate attivando il flash. Osservate i risultati e….ohhhh. Adesso potete andare a comprarvi un flash esterno serio, il cosiddetto cobra, ovvio che se siete ricchi potete tranquillamente mettere mano al portafoglio e rifornirvi a piene mani dalla Profoto o dalla Quantum.
Orientativamente cercate di comprare il flash più potente che potete permettervi e, tenete da parte qualche euro del budget, per gli accessori che sono fondamentali per evolvervi dal gradino del mai abbastanza vituperato status di fotocazzoamatore.
Nella prossima parte dell’ articolo vediamo i primi rudimenti per  utilizzare il flash di giorno e cosa ci può servire.

Un ringraziamento alla mia socia Emanuela che si presta da modella per questi scatti illustrativi.

Questo è un buon flash per iniziare: