Accontentare il pubblico ?

Nei giorni scorsi si faceva un gran parlare con dei veri blogger, per intenderci quelli del Blocco C, se fosse necessario accontentare il pubblico o imporre la propria visione.

Se volete approfondire potete leggere gli articoli di Alessandro e di Davide , fatto ? Ok adesso vediamo se riusciamo a fare un parallelo con la fotografia.

Iniziamo a separare i piani tra quello che paga e quello che piace, che di solito non coincidono.

Se vogliamo identificare quello che piace seguendo le mode sui social dobbiamo rivolgere la nostra attenzione a fotografare gattini, moli con filtri ND, visioni della Via Lattea, poveracce seminude in fabbriche abbandonate.

Se invece vogliamo andare su quello che paga il discorso è diverso, ormai sono rimasti solo i matrimoni per garantire una certa remunerazione anche se ci sono grosse difficoltà anche in quello.

Quindi che fare?

Imporre un proprio stile o adeguarsi alla moda del momento? A parer mio occorre trovare un giusto equilibrio. Se si tratta di un lavoro pagato, quindi con un committente con precise richieste, è necessario e professionale soddisfarlo al meglio ( a meno che non voglia cose che siano palesemente lesive della propria dignità/professionalità) mentre per i lavori personali o di ricerca è giusto e sacrosanto coltivare il proprio stile senza farsi condizionare dalle mode del momento.

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Accontentare il pubblico

Fotografare per sè o per gli altri?

solitudine

a me questa piace anche se penso che sia commerciale

Questo post prende spunto da un articolo comparso sul blog di Alessandro Girola dove si parlava di scrittura fine a se stessa, oppure indirizzata verso un determinato pubblico. La domanda era se si dovesse scrivere quello che piace o, se si dovesse scrivere quello che vogliono i lettori. Fortunatamente nelle fotografia è tutto più semplice e quindi la domanda “Fotografare per sè o per gli altri?” assume altri significati. Se un fotografo andasse in giro a dire che scatta per “placare i suoi demoni interiori” * verrebbe simpaticamente preso a calci nel culo. I fotografi nella maggior parte dei casi sono tutti esibizionisti e non perdono occasione di mostrare i loro scatti,  sia sulla pagina di Facebook ovviamente con il suffisso “Photograper” o su uno degli altri mille mila siti di condivisione (flickr, 500px, istagram, ecc ) dove tra fotocazzoamatori si incensano e si lodano le foto di tramonti e di gattini. Una volta andavano di moda molto anche le mostre nel Circolo o nel Bar sottocasa ma, adesso con il digitale, si risparmia sulle stampe. Ma il focus della riflessione era un altro, voi scattare per voi o per gli altri? Ovvero scattate le foto che piacciono a voi oppure quelle che piacciono al vostro pubblico ? Dovremmo escludere  le foto che vengono fatte per lavoro, e quindi commissionate, perché esulano da questo tipo di ragionamento anche se qui entra in gioco il proprio stile e quindi occorre capire se è il caso di  imporre quello al vostro committente o farsi dettare la linea da lui.

[content_bar]E quindi, che fare, adattarsi al cliente o mantenere la propria identità? [/content_bar]


* non è uno scherzo, ci sono in giro tipi che dicono di scrivere per quello

Questione di stile

Con questo articolo volevo riprendere in parte il meme partito dai soliti guru del blogging, Alessandro, Davide. Avrei dovuto citare i maestri di scrittura ma non sono certo a quel livello, allora cercherò di svoltare il discorso sulla fotografia.

Cerchiamo di essere chiari, avere un proprio stile dovrebbe essere il traguardo di ogni fotografo, a qualsiasi livello. Dal megaprofessionista al fotocazzoamatore della domenica tutti dovrebbero cercare di avere uno stile, un qualcosa che contraddistingua le immagini e faccia esclamare “questa è una foto di Tizio!”. Che sia legato al soggetto, alla post produzione o al mood darsi un tratto distintivo è l’ unico modo per sopravvivere all’ omologazione di Istantgram e dei pollicioni di Facebook.
Se guardate le interviste su questo blog vedrete come le immagini a corredo possano identificare immediatamente l’ autore, e capirete che uno scatto di Ettone non potrà mai essere confuso con uno di Eolo.
Quindi inziamo:

fredi marcarini

fredi marcarini

Il mio principale ispiratore è Fredi Marcarini, il suo stile è qualcosa di apocalittico, coinvolgente. Ho avuto la fortuna di conoscerlo e devo riconoscere che è una persona squisita anche dal punto di vista umano. Guardate i suoi lavori, non ci sono vie di mezzo o si odia o si ama. Riuscire a condensare tutte le informazioni in un singolo scatto come fa’ lui è uno dei miei sogni. Una delle sue celebri frasi di quando frequentava assiduamente la rete (anni or sono): “Lurker=merda”

Un altro dei miei fotografi, fonte di ispirazione è uno dei grandissimi dell’ olimpo fotografico

Helmut Newton. Rimane il top incontrastato della fotografia femminile, le sue trasgressioni sono state un punto di riferimento per tutti quelli che sono venuti dopo. Tanti non capiscono che i suoi scatti sono capolavori mentre cercarlo di imitarlo senza capire significa essere  volgare. Una delle sue frasi preferite era: ” Nelle mie foto non c’è emozione. È tutto molto freddo, volutamente freddo.”

Sempre in tema di ritrattisti ho una particolare predilezione per Nigel Perry, un maestro del bianco e nero in ogni sua gradazione, i suoi visi hanno una tridimensionalità che impressiona e l’apparente semplicità dei suoi scatti nasconde una precisione maniacale per la preparazione dello scatto.

Cercate il suo libro fotografico “Sharp” e toccherete con mano i visi delle celebrity da lui ritratte.

L’ elenco è ancora lungo, sopratutto nel mondo della moda gli scatti di Amedeo Turello o di Settimio Benedusi sono punti di riferimento per chi volesse intraprendere questa strada.
Una menzione particolare va’ ad uno dei maestri indiscussi della fotografia, Ansel Adams. I suoi paesaggi sono qualcosa che deve essere di riferimento a chiunque voglia scattare una fotografia ad un panorama. Sia che si tratti di uno scatto professionale che di una fotina ricordo  per una gita.

Ritorneremo su questo argomento.
Questo potrebbe essere un regalo per Natale: