Saal Digital – servizio di stampa

Oggi parliamo di una bella esperienza avuta con Saal Digital – servizio di stampa. Nel panorama dei servizi di stampa on-line i competitor sono molti e per essere certi di affidare le nostre immagini a dei professionisti la cosa migliore è provare di persona.

Per testare il servizi di Saal Digital ho scelto una mia immagine utilizzata per la copertina di un e-book di Alessandro Girola, (la data di lancio dell’ ebook è prevista per fine mese e quindi quello che vedete è una gustosa anteprima) per autore con cui collaboro per la realizzazione di diversi suoi progetti editoriali ma, bando alle ciance e vediamo come funziona questo service.

Recensione

Interfaccia con il sito

Veloce anche la necessità di scaricare il software dedicato, con pochi clic si sceglie formato e accessori, e si carica il files arrivando al check-out.

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come si presentava il pacco

Tempi di consegna

Direi ottimi, ho inviato il files il 3 di marzo, il 4 ho ricevuto la fattura e la mail di conferma che l’ ordine era pronto e l’ 8 il corriere mi ha consegnato il pacco. Tenete conto che il 5 e 6 erano sabato e domenica.

Imballaggio

Il pacchetto in cartone è arrivato perfetto. Nessun segno di urto a2anche se immagino che non sia stato trattato con delicatezza dai vari vettori. La chiusura è molto robusta ed ho dovuto utilizzare un cutter per aprirla.
All’ interno era presente un successivo imballaggio con pellicola trasparente, cartone di irrigidimento e ulteriore pellicola sulla lastra di metacrilato.
ed un ulteriore copia della fattura già inoltrata via mail al momento della conferma d’ ordine.

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il retro

Supporto

Il supporto della lastra è in alluminio spazzolato che consente di mantenerlo distaccato dal muro, fissato in maniera precisa e solida.

Immagine

Veniamo alla cosa principale, ovvero la stampa.
Ho scelto di provare il supporto trasparente per avere una sensazione di profondità per questa immagine che ha dei toni piuttosto “morbidi”. La stampa è precisa sin sui bordi, con le sfumature riportate in maniera fedele anche senza la consegna del profilo ICC (opzione possibile).
Il confronto con le tonalità del monitor (LaCie324 tarato con Spider Pro3) sono ottime.Il dettaglio, anche se le dimensioni scelte non erano enormi (15 x 24 cm personalizzabili) è ben definito così come i passaggi tonali.

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il prodotto finito saal digital

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il prodotto finito saal digital

Considerazioni finali

Il giudizio finale sul servizio è altamente positivo e mi permetto di consigliarlo a tutti coloro che voglio dar vita alle proprie immagini. Un immagine stampata ha impatto che nessun monitor, per quanto sofisticato, potrà mai dare.
Il vedere il proprio lavoro appeso il muro gratifica di tutti gli sforzi fatti per ottenere lo scatto.

Manuale di Fotografia Bianco e Nero

coverProprio in extremis, sotto le feste di Natale arriva il manuale di Fotografia in Bianco e Nero. In pratica è la versione in e-book, che racchiude tutte le lezioni di Bianco e Nero che in questi anni sono passate sul blog. Scritto e pensato dalla mia Socia Emanuela, impaginato con maestria da Matteo Poropat contiene tutti i singoli passaggi per allestire una camera oscura ed arrivare alla stampa finale.
Integrato con delle utili appendici, e illustrato con più di 80 fotografie, lo trovate sullo store Amazon cliccando sul link in fondo al post.
L’ idea per un simpatico regalo di Natale a chi è appassionato di fotografia analogica o per chi vuole provare a ritornare alle “origini” e riprendere quel senso di manualità e artigianato che solo la stampa e lo sviluppo nella camera oscura della pellicola in bianco e nero può riservare.
Purtroppo per poter pubblicare il manuale ho dovuto restringere la fruibilità di molti degli articoli che erano sul blog.

Chi non volesse passare attraverso le forche caudine del grande A, mi può contattare in privato per avere il formato epub, ma dovete fornirmi un giustificato motivo!
Per tutti gli altri, ormai asserviti all’ ebook e alla distribuzione Amazon non resta che cliccare sul link qui sotto per averlo sul proprio Kindle in pochi secondi e iniziare a pensare in maniera analogica.!

Il bianco e nero di Emanuela – lezione 13

ESPOSIZIONE, SVILUPPO, ARRESTO, FISSAGGIO, CENNI LAVAGGIO

Finalmente siamo giunti al magico momento della prima stampa…atteso con ansia dalla prima lezione!

Dopo aver preparato l’inquadratura e determinato il tempo di esposizione da utilizzare come riferimento ( per non ripetermi vi rimando direttamente agli articoli in cui sono stati trattati tali argomenti ), vi descriverò come procedere con l’esposizione vera e propria e le successive operazioni.

Tenete presente che io utilizzo un ingranditore a luce condensata modello Durst M 601 ed ad esso mi riferisco ( avete avuto modo di vederlo in varie immagini…comunque tutti gli ingranditori di questo tipo funzionano in maniera, anche se non perfettamente identica, quantomeno analoga ) e carta da stampa politenata a contrasto variabile ( che richiede quindi l’utilizzo di filtri di contrasto ).

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Il Bianco e Nero di Emanuela – Lezione 9

Buongiorno a tutti quanti e ben ritrovati alla ripresa delle lezioni, la mia socia è tornata dalle vacanze rilassata ed in forma perciò lascio a lei la parola:

Spero che abbiate trascorso piacevoli vacanze e che vi siate ricaricati…in modo da poter spendere tutte le vostre energie nella fase di stampa che inizieremo a trattare quest’oggi!

Premessa: è estremamente entusiasmante e gratificante veder comparire l’immagine latente, ma l’operazione richiede pazienza e tempo in quanto il risultato finale non è immediato (potrebbero volerci ore per una stampa veramente soddisfacente sotto tutti i punti di vista!).
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Il Bianco e Nero di Emanuela – Lezione 8

IL PROVINO A CONTATTO

Ben ritrovati al nostro consueto appuntamento settimanale, l’ultimo prima dell’ inizio delle festività natalizie, come sempre la lezione precedete la trovate qui (intanto la mia socia è in vacanza a Londra mentre io sono qui al freddo ed al gelo a lavorare n.d.r.)
 

A Gennaio, riprenderemo con le lezioni relative alla stampa, la parte culminante ed indubbiamente più entusiasmante del nostro mini-corso.

Quest’oggi vorrei introdurvi alla stampa accennando al provino a contatto.

Per provino a contatto s’intende una stampa a dimensioni reali ( 24×36 mm per il piccolo formato) dei negativi, ottenuta per l’appunto, per contatto degli stessi sulla carta da stampa.

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Il Bianco e Nero di Emanuela – Lezione 7

                                          LA VALUTAZIONE DEL NEGATIVO
La nostra pellicola è finalmente asciugata (prendiamola qui) e possiamo dunque procedere alla sua valutazione, quindi incrociamo le dita e speriamo che tutto sia andato per il meglio!

Possiamo analizzare il nostro negativo in diversi modi:

  • molto grossolanamente, alzando il negativo contro una fonte luminosa;
  • più finemente, ricorrendo ad un visore luminoso o ad un “loupe”, cioè un lentino in grado di offrire ingrandimenti nell’ordine di 8-10X.

    lentino o loupe

Analizzando il negativo potrebbero verificarsi i seguenti problemi:

  • PELLICOLA COMPLETAMENTE TRASPARENTE: è avvenuto prima il fissaggio dello sviluppo per uno scambio delle soluzioni…ecco perchè la lezione precedente mi ero raccomandata di organizzare al meglio il banco di lavoro…
  • PELLICOLA COMPLETAMENTE ANNERITA: ha preso luce nelle fasi precedenti lo sviluppo…

In entrambi i casi non è più possibile recuperare la pellicola…ahi…ahi…ahi!

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Il Bianco e Nero di Emanuela – Lezione 4

Eccoci ritrovati al nostro consueto appuntamento settimanale! (la puntata precedente è qui)
Con oggi concluderemo questa prima parte (mi rendo conto piuttosto noiosa!) sui materiali necessari per svolgere il nostro lavoro. Del resto mi son detta :

Se prima non illustro loro tutti i materiali necessari, come possono iniziare? 
…quindi vi chiedo ancora un po’ di pazienza prima di inoltrarci nella parte manuale vera e propria, scopo del nostro corso, ed intanto colgo l’occasione per ringraziarvi, in quanto siete sempre molto numerosi a seguire i miei articoli.

LAMPADINA INATTINICA ( quella rossa o giallo-verde per intenderci…)

camera oscura

L’unica fonte d’illuminazione consentita in camera oscura a partire dall’inizio della fase di stampa a fissaggio avvenuto!Si tratta di una luce a lunghezze d’onda tali da non  impressionare l’emulsione sensibile delle carte da stampa. (non comprate le lampade colorate ma quelle apposite, poi spiegheremo come provarle prima di rovinare tutto il lavoro n.d.r.)

ingranditore

INGRANDITORE
L’ingranditore è lo strumento che ci consente di ottenere la fotografia.

Semplificando, ecco cosa succede: si prende un negativo e si utilizza un obiettivo per proiettare la sua immagine su una superficie sensibile alla luce, cioè la carta da stampa; la carta viene esposta all’immagine per una durata atta a produrre, durante lo sviluppo, una fotografia dai valori tonali più o meno esatti.

I principali componenti di un ingranditore, molto in sintesi, sono:

  • il sistema d’illuminazione che consiste della sorgente luminosa e dei dispositivi per dirigere un fascio di luce uniforme sul negativo;
  • un porta-negativo per tenere la pellicola ben distesa sotto il sistema d’illuminazione;
  • l’obiettivo che proietta l’immagine del negativo sulla carta ( un appunto: garantitevi sempre che sia di buona qualità; vale lo stesso discorso delle fotocamere: un eccellente obiettivo montato su di un corpo macchina non altrettanto eccellente, garantirà sicuramente risultati migliori rispetto ad un obiettivo scadente montato su di un corpo macchina eccellente…)
  • un dispositivo per una nitida messa a fuoco ai diversi gradi d’ingrandimento;
  • una superficie, solitamente un basamento in legno, per mantenere la carta alla giusta distanza dall’obiettivo e parallela al piano del negativo;
  • un dispositivo per regolare la distanza tra il basamento e l’obiettivo secondo il grado d’ingrandimento richiesto.

In base al sistema d’illuminazione, si suole classificare gli ingranditori in INGRANDITORI A LUCE DIFFUSA ed INGRANDITORI A LUCE CONDENSATA.
Ognuno dei due tipi presenta, come ogni strumento, vantaggi e svantaggi.
Senza addentrarci nei dettagli, sappiate che gli ingranditori a luce diffusa danno un minor contrasto e tratti più morbidi, invece gli ingranditori a luce condensata garantiscono un maggior contrasto ed una maggiore nitidezza, ma rivelano anche tutte le imperfezioni presenti sul negativo come macchie di calcare, polvere, graffi…
Io personalmente preferisco di gran lunga gli ingranditori a luce condensata.La vostra scelta dovrà ricadere, oltre ovviamente al gusto personale, sul genere di foto che pensate di scattare: per ritratti, potrebbe rivelarsi buono un ingranditore a luce diffusa ( per la gioia di fidanzate, mamme, nonne!…attenua difetti e rughe!), per fotografie di architettura meglio un ingranditore a luce condensata.
Attualmente, sul mercato dell’usato, è possibile reperire buoni ingranditori a prezzi abbordabili.

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Il Bianco e Nero di Emanuela – Lezione 1

Come vi avevo anticipato alcuni giorni or sono (trovate l’ articolo qui) inziamo a pubblicare un mini – corso sullo sviluppo e stampa dei rullini in Bianco e Nero. Attività che può sembrare anacronistica in questi tempi digitali ma che ha la sua dose di fascino. Il corso sarà a cura della mia collega e socia Emanuela.

PERCHE’ ACCOSTARSI AL MONDO DEL BIANCO E NERO

Lo sviluppo e la stampa in camera oscura delle pellicole in bianco e nero, al giorno d’oggi, sono attività in declino, in primo luogo per l’avvento del digitale che ha reso la fotografia decisamente più accessibile ad un numero sempre crescente di appassionati ed in secondo luogo per la difficile reperibilità dei materiali necessari ed i conseguenti costi non propriamente economici ( per lo meno in negozio, rendendosi così necessario acquistare quasi esclusivamente on-line ).
Ciò che più mi affascina del mondo del bianco e nero è che si tratta di un’attività totalmente artigianale e manuale in tutte le sue fasi, ma soprattutto unica, in quanto, nonostante si rispettino nella maniera più fedele possibile i parametri di stampa ( altezza della testa dell’ingranditore, eventuale tipo di filtro utilizzato, apertura del diaframma dell’obiettivo, tempo di esposizione, sviluppo e fissaggio alla stessa diluizione e della stessa ditta produttrice, medesimo tipo di carta da stampa…) una serie di fattori chimici ( freschezza o meno della soluzione di sviluppo e temperatura alla quale viene utilizzato solo per citarne un paio) ed umane (abilità manuale e pratica dell’operatore) difficilmente possono garantire un risultato identico al 100%.Per non parlare dell’emozione che si prova ogni volta che l’ immagine latente inizia ad apparire sulla superficie della carta immersa nella bacinella di sviluppo!
Quindi, se siete trascinati da un po’ di passione per la pellicola, potreste aver trovato un gratificante passatempo, che vi ripagherà della pazienza e del tempo dedicatogli!

Emanuela vi saluta e vi aspetta per la seconda lezione