Fotografie e sogni

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il look della commessa me lo immaginavo così

Qualche tempo fa’ avevo scritto un articolo sulla possibilità di fotografare i sogni (lo trovate qui) oggi invece parliamo d’ altro.

In questo periodo, per cause contingenti, dormo e poco e male. Durante questi brevi periodi mi capita spesso di fare sogni inerenti la fotografia, e negli ultimi giorni ho un sogno ricorrente che vi voglio raccontare. Magari tra i lettori trovo un esperto della Smorfia e mi da’ i numeri giusti per il super enalotto!

Vediamo cosa mi passa per la mente durante le mie ore di sonno allora.
Vengo chiamato da una gioielleria per scattare foto a dei monili (cosa che non ho mai fatto e non saprei nemmeno da dove iniziare!), non capisco dove siamo ma sembra un posto elegante tipo Portofino o Porto Rotondo per capirci. Terminato il lavoro la titolare, che visualizzo come una cinquant’enne abbondantemente ritoccata, cotta dalle lampade e con il tipico accento da “bauscia” mi chiede di scattare anche una foto dello staff.
Staff che è composto da lei e due commesse. Tanto è sofisticata la titolare, tanto sono sciatte le commesse. Due ragazze, una bionda e una bruna, abbastanza giovani però al lavoro senza un filo di trucco, jeans e maglietta sformati.
Lo so che è impossibile che in una gioielleria le commesse siano così sciatte, però questo è un sogno quindi non fate i PdF

Dopo una breve discussione con la titolare che voleva scattare subito, giungiamo ad un accordo. Io la foto le scatto gratis se mi lascia campo libero.
Allora mi metto a parlare con le due commesse e gli spiego come devono vestirsi/pettinarsi/truccarsi per prepararsi allo scatto.
Quando è tutto pronto per iniziare a scattare…finisce il sogno!!!! grrrrr

Ho notato anche io delle analogie con la favola di Cenerentola, a parte i topi parlanti (ma quelli li vedono solo i fattoni di mdma) però poi la cosa finisce lì….

E voi avete mai fatto sogni lavorativi?

 

Fotografare i sogni?

Vi spiego come mi prende la voglia di fare una fotografia. Spesso è la continuazione di un sogno. Mi sveglio una mattina con una straordinaria voglia di vedere, di vivere. Allora devo andare.

Robert Doisneau

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robert doisneau e la sua Leica

Premetto che che Doisneau* non è uno dei miei fotografi preferiti e, la sua fotografia non è certo fonte di ispirazione per me in quanto distante dal mio concetto di fotografia ( come del resto tutti i fotografi di reportage) ma questa citazione  potrebbe essere la summa di parte del mio pensiero fotografico.
Sognare un immagine, una situazione e poi riuscire a trasferirla in una fotografia  è una delle cose che mi da’ maggiore soddisfazione, in pratica è dare sostanza ai propri sogni.

Certo, non è sempre possibile farlo in quanto diversi fattori si mettono di traverso, però è bello anche solo provarci.
Probabilmente mi ripeto ma, le fotografie vanno pensate PRIMA di essere scattate. Altrimenti sarà difficile realizzare degli scatti degni di nota.

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E voi riuscite a fotografare i vostri sogni ?
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*Robert Doisneau

La sua vita è trascorsa nella periferia parigina di Montrouge, fotografando strade e volti sempre differenti. Il suo nome viene ricordato soprattutto per le sue foto riguardanti la vita di strada della capitale francese, caratterizzate da una sincera e umoristica rappresentazione della società e dell’ambiente parigino.
Doisneau amava immortalare la cultura dei bambini della strada e dei loro giochi, arrivando a conferire alle loro attività, seppur infantili, rispetto e serietà.