Aiutati che il blog ti aiuta

Oggi post fuori della normale programmazione del blog per venire incontro alla richiesta di aiuto lanciata dal guru del blog Alessandro Girola.
Cosa Succede?
eli-compleanno-banner-22Nel post della domenica, Alesx chiede un aiuto per il suo compleanno. Non chiede soldi, anzi li regala addirittura!
Non vuole dare casa ad animali abbandonati o una firma per la pace nel mondo.

Vuole solamente una fotografia autografata di Elisabetta Canalis, e per cercare di convincere la celebrity ha chiesto aiuto alla rete.

Quindi se volete aiutarlo fate come dice lui:

Già, ma come fare per metterla al corrente di tutto ciò? In un modo molto semplice: scrivetele un tweet. Questo è il suo profilo ufficiale, che usa spessissimo:https://twitter.com/JustElisabetta
Se siete iscritti a Instagram, avete anche questa opzione per interagire con lei: http://instagram.com/littlecrumb_
Come ultima risorsa, ci sono anche i contatti del suo management.

Linkatele questo articolo, oppure trovate altri modi simpatici per metterla al corrente del mio piccolo desiderio.
La creatività e la fantasia nel girarle il mio appello saranno gradite, ma non obbligatorie. In mancanza di idee sarà sufficiente segnalarglielo nel modo che vi ho appena spiegato.

Aggiungo un suggerimento, provate anche a segnalare l’ iniziativa ad uno dei fotografi che più interagiscono con Elisabetta, Settimio Benedusi.
Lo potete contattare sul suo blog: http://www.benedusi.it/blog/ oppure mandategli un tweet @benedusi!

[highlight1]AGGIORNAMENTO DELL’ ULTIMA ORA. MISSIONE COMPIUTA![/highlight1]

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Fotografia. Arte o mercato

Seconda puntata dell’ esame di  questa intervista a Settimio Benedusi. Per chi non conoscesse ancora Bendusi (male!) consiglio di cercare in rete in suoi lavori e sopratutto le sue dissertazioni sulla fotografia, sempre molto argute e puntuali.

Settimio Benedusi

Settimio Benedusi

In un altro passaggio dell’ intervista spiega il rapporto tra arte e mercato e cioè:
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La fotografia, come tutte le attività umane, non deve essere semplicemente bella o brutta. Deve essere utile. Il pagamento certifica che la fotografia che è stata realizzata serva, e che abbia un’utilità. La più brutta fotografia al mondo fatta da un perito assicurativo che fotografa con l’Iphone la macchina incidentata al costo di venti euro è mille volte più bella di tutti i bei tramonti rossi che tutti fanno.
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Questo è un altro giudizio che condivido pienamente, io l’ ho sempre detto ma ovviamente la mia opinione non ha il peso di Settimio.
Si ritorna sul discorso della fotografia studiata, pensata ed utile. Io non riesco a immaginare di uscire a  “fotografare”, mi porrei mille domande a cominciare da quella fatidica “cosa metto in borsa”, ed è per questo che non riesco a frequantare circoli fotografici anche perdendomi questa parte di arrichimento culturale.
Ad essere pignoli ogni tanto ad eventi e manifestazioni trovo dei colleghi che si portano dietro dei bauli con tutta l’ attrezzatura ma questo è un altro discorso.
Ma voi pensate che l’ Arte non debba essere contaminata dalla pecunia oppure ci può essere una via di mezzo, un compromesso?

Cosa ci deve essere in una fotografia?

Mi è capitato sottomano, o per meglio dire sott’ occhio, questa intervista a Settimio Benedusi. Per chi non conoscesse ancora Bendusi (male!) consiglio di cercare in rete in suoi lavori e sopratutto le sue dissertazioni sulla fotografia, sempre molto argute e puntuali.

In un passaggio dell’ intervista spiega quello che secondo lui deve contenere una foto per definirsi risuscita e cioè:
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Il primo elemento: l’idea. Avere un’idea, sapere e capire quello che si sta facendo e che si vuole realizzare è l’elemento più importante. Secondo elemento: sé stessi. In una buona fotografie deve emergere ciò che uno è. Bisogna raccontare qualcosa e in questo racconto deve essere presente l’autore. Terzo: chi paga
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Vediamo se ci sono tutti e tre i punti in questa foto...

Vediamo se ci sono tutti e tre i punti in questa foto…

Premesso che il primo e il terzo punto dovrebbero essere scolpiti nella pietra e sopratutto nel cranio di molto fotografi, in modo da scalzare quella mentalità da circolo fotografico che a me picchia violentemente sui testicoli.
In particolare il concetto di “uscita fotografica”, ovvero usciamo con la macchina fotografica, scattiamo a cazzo e poi qualcosa esce. Ma ci torneremo in seguito.

Di questa sua descrizione mi ha molto colpito il secondo punto. Quante volte riguardando una foto ci si è domandati se quella foto è lo specchio di chi scatta oppure se vuole rappresentare la realtà nuda e cruda?
Oppure quante volte abbiamo modificato una foto perchè “a noi piaceva così” anche se poi a ben vedere ci siamo resi conto di aver fatto una forzatura ?
Perciò mi chiedo, quanto di me stesso devo mettere in una fotografia perchè sia realizzata bene?

…continua

Ma a voi piace?

Oggi parliamo di gusti e di fotografia.

La copertina di Max Settembre 2012

Lo spunto l’ho avuto guardando il nuove servizio fotografico di Elisabetta Canalis per Max, di cui potete trovare anticipazione qui. Lei in versione dominatrix con bustino in latex, guanti frustino eccetera, tutto l’ armamentario della perfetta dominatrice secondo gli standard del SM. (a questo punto i veri puristi del BDSM insorgeranno per chè viene sempre fatta questa immagine stereotipata ecc ecc ma non è questa la sede per parlarne).

Siamo qui per parlare della foto ed in particolare della post produzione. Colori iper saturi ombre nette, flash sparati direttamente con effetti esagerati. In pratica tutto il contrario di quello che normalmente si consiglia per i ritratti. Ma basta avere Elisabetta Canalis come modella, la copertina di un famoso magazine per produrre questo tipo di immagini, oppure diciamo che è bella a prescindere senza porci dei problemi.

Settimio Benedusi per Sport Week

Oppure guardiamo questa immagine realizzata da Benedusi per un altra rivista e iniziamo a fare dei confronti.

Stessa modella, copertina di magazine, cambia il fotografo ed il mood.
Qui siamo nel classico ritratto con flash laterale, schermo riflettente. post produzione che cerca di essere il meno invasiva possibile.

 A me la prima copertina non ha convinto…