Progetto Fotografico

1927

Un progetto sui writers ?

Quando sento pronunciare le parole “Progetto Fotografico” la mano mi corre alla pistola, poi mi rendo conto che non vivo in Texas e mi ritrovo ad impugnare le chiavi di casa.
(chi non ha colto la citazione è pregato di saltare la lettura ed andare su wikipedia)
Il termine, con cui si cerca i giustificare una accozzaglia di foto intorno a un tema unico (le fontanelle, le case abbandonate, gli altari delle chiese, i tombini di ghisa, le mele verdi al mercato, i cani bianchi, gli alberi rossi) è ormai diventato uno scudo con il quale si pensa di fronteggiare le critiche.
Nel mondo reale, solitamente prima si prepara un Progetto e poi si esegue il lavoro, ma la marea montante dei Photographer ormai convinta di potere emulare Salgado riesce a stravolgere questo semplice concetto.

Quindi ci si ritrova ad osservare un accozzaglia di foto accostate senza una logica, e alla domanda di rito “ma cosa sono queste foto?” ci viene sbattuto in faccia “è un mio progetto personale”.

Quando riusciremo a riportare le parole al proprio significato originario?

[message_box type=”error”]
Prima si realizza il Progetto, ovvero si stabilisce cosa fare  e come e poi, lo si esegue !
[/message_box]

Ma è un concetto così complicato da metabolizzare?

Il ritratto della società

Oggi voglio dare spazio ad un progetto fotografico interessante, sopratutto perchè è di una ragazza giovanissima e talentuosa (potrei dire ve lo avevo detto, leggete qui).

1380410_10202952109755882_684707194967068557_n

Ek – Spezia 2014 ©

“Il ritratto della società” è il titolo di questa serie di ritratti in primo piano, tutti scattati con lo stesso set e con la stessa post produzione.
Un bianco e nero volutamente duro, crudo e senza concessioni alle levigatezze di Photoshop che tanto vengono apprezzate in questi tempi.

Cerchiamo di farci spiegare direttamente da chi ha realizzato questo progetto i dettagli e le ispirazioni di questo progetto fotografico

1) cosa è il progetto “ritratto della società” ?

Il “ritratto della società” è nato grazie a lunghe osservazioni sulle persone di fasce d’età molto ampie che mi circondavano. Anche se la mia città è molto piccola, notavo una soffocante omologazione che non rendeva nessuno unico! Ma ero sicura che nell’ individuo c’era unicità, era solo il gruppo, la mandria a seguito delle varie mode a renderlo “uguale”. La mia vuole essere una dimostrazione, che la società è una branco di individui unici, maledettamente condizionati da tutto ciò che li circonda!

 2) perchè questa post produzione così dura?

Al contrario!! la Postproduzione è assolutamente minima! L’unico sforzo che ho fatto è stato convertire da colori a bianco e nero! Ho applicato un filtro verde per accentuare i difetti del viso. Questa scelta è per  “dimostrare” la crudezza della società, crudezza che si rispecchia nei visi dei soggetti

3) qual’è la meta oppure è “work in progress”?

La meta. Ecco ci stavo pensando, questo progetto è nato come portfolio fotografico, destinato al mio esame di maturità. Mentre scattavo, ho capito che era una maniera perfetta per fare pratica e conoscere, sia la fotografia, sia questo società. Voglio andare fino in fondo, voglio sapere cosa esprime un’artista, uno studente o un bambino. Voglio emozioni da loro, dal singolo, emozioni che la società non mi potrà dare! Pensavo di ampliare molto il progetto, ogni giorno per me è una ricerca e scoperta continua, credo che sarà un lavoro lungo e affascinante, non voglio farlo finire subito

 4) dove finirà ? Una mostra, un libro?

Ho sempre sognato di scrivere un libro, ma sarà un altro tipo di viaggio da percorrere! Per ora, credo che mi concentrerò sulle sorprese quotidiane che può darmi il mio progetto.