Lavorare gratis

Oggi è estate, sarebbe bello starsene sdraiati spiaggia e non fare nulla. Rilassarsi ed evitare di parlare di lavoro, ed invece devo parlare di Lavorare Gratis.
Purtroppo pare esserci una congiura che lo impedisca!
Uno apre la TL di Facebook per svagarsi e si trova questo bel post.

Senza-titolo-1

Ora, posso anche capire gli organizzatori che alle prese con budget risicati cerchino di rifarsi ma se permettete la cosa è abbastanza irritante.

Un occasione del genere è un opportunità di lavoro per un professionista, uno scatto di un atleta può essere sicuramente venduto bene. O all’ atleta stesso oppure, se è un personaggio importante, alle riviste di settore. Ovviamente per avere uno scatto interessante il fotografo deve avere la possibilità di essere nei posti migliori, senza nessuno che gli intralci il lavoro, altrimenti il suo lavoro sarà ostacolato da tutti gli altri spettatori.

Gli organizzatori, qui hanno fatto una scelta diversa, pur di garantirsi le immagini a costo zero hanno coinvolto i soci di un Circolo Fotografico. Sicuramente bravissimi fotografi che saranno felicissimi di fornire i loro scatti a costo zero, ripagati in visibilità.
Oppure non tanto bravi ma chi se ne frega tanto sono foto gratis.

Se le cose stanno così il prossimo che parla di professionalità e qualità del lavoro lo mando a spigolare seduta stante.

Book, Composit e Portfolio

DSC_1634Oggi proseguiamo il tour attraverso i termini più usati, anche se certe volte a sproposito e vediamo di parlare di Book, Composit e Portfolio, dopo aver introdotto l’ argomento con questo articolo.
Questi tre termini sono molte volte usati a spropostito e confusi tra loro, anche se rappresentano tre ben distinti prodotti.
Vediamoli uno per uno.

 

 
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Book
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Termine stra-abusato nell’ ambiente “…ti faccio un book” , non è altro che l’ album con le foto della modella che comprende anche tutti i lavori editoriali realizzati, di solito ordinato in ordine cronologico inverso e racchiude il percorso professionale.
Può essere arricchito da foto di professionisti, ma solo se sono ad un certo livello, perchè in quel caso conta molto la firma oltre la foto.
Ovvero mettere una foto di Benedusi o Perfido nel book è più importante di mettere una foto bella ma di uno sconosciuto.

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Composit
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Questo dovrebbe essere lo strumento per eccellenza delle modelle, in pratica si tratta di un cartoncino formato A5 (cartolina) stampato sui due lati con tre o quattro fotine e stampati tutti i dati salienti come misure, peso , altezza taglia, numero di scarpe e recapiti. Da tenere in borsa e lasciare ai colloqui di lavoro. Ricordarsi di aggiornarlo ogni volta che si fanno cambiamenti importanti, tipo passare da capelli lunghi sulla schiena al caschetto.

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Portfolio
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Questo dovrebbe essere uno strumento più a beneficio dei fotografi che delle modelle, e al contrario del Book che è omnicomprensivo, questo dovrebbe essere rappresentativo di uno stile e se ne può avere più di uno a seconda dei diversi ambiti lavorativi in cui deve essere presentato.

Guadagnare con le foto

Titolo leggermente fuorviante per accontentare gugle e suoi bot, guadagnare con la fotografia potrebbe essere un ossimoro. Cerchiamo quindi di capire quali possono essere generi di fotografia nei quali ci può essere un margine di guadagno.

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LA FOTOGRAFIA é UN LAVORO. SIATE PROFESSIONALI E PRETENDETE UNA GIUSTA RICOMPENSA.
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1) Foto di Matrimonio
Questo è un genere che non conosce crisi. anche se negli ultimi tempi con l’ avvento del digitale i professionisti del genere devono combattere con avanzata dei fotocazzoamatori che forniscono lavori. L’ unica cosa che vi può salvare è la qualità. Alla fine i lavori fatti beni, un portfolio curato e la serietà saranno gli elementi che potranno farvi acquisire i clienti e i lavori.

il fotografo che incassa i frutti del suo lavoro2) Foto di Bambini
Specializzarsi nelle foto dei bambini è una nicchia interessante. Nonostante tutti i genitori abbiano una macchina fotografica non vuol dire che siano capaci a fare foto. Telefonini usati a sproposito, compattine con flash sparati a caso e altre brutalità se ne vedono ad ogni occasione. Quindi, se vi specializzate in foto di bambini cercando in  primo luogo di capire il loro punto di vista ed avete un minimo di tecnica, i genitori saranno ben felici di avere una foto del figlio ben esposta, con le giuste tonalità. In questo campo le fotografe sono avvantaggiate per la loro naturale empatia con i pargoli.

3) Foto di Food

Questo è un genere che a livello tecnico è forse la summa delle complessità, secondo solo alla foto di gioielli. Se siete portati per lo still-life e vi specializzate nel food avete praterie di fronte a voi. Guardate un qualsiasi menù di bar o ristorante illustrate e vi renderete conto della qualità penosa dei lavori che circolano. Per farvi un altro esempio su di un famoso sito di stock l’ immagine di una tazzina di caffè fumante è stata venduta 1000 volte in un anno!! Tre volte al giorno.

4) Foto di Animali
Per fotografare gli animali occorre in primo luogo conoscerli bene, capire i lati belli e valorizzarli. Nascondere gli eventuali difetti, e avere confidenza con questi. Quindi,  se siete schizzinosi, questo genere non è per voi. Concorsi di bellezza per animali, competizioni, animali da compagnia saranno le occasioni in cui restituire ai proprietari delle belle stampe delle loro bestiole.

Io non fotografo matrimoni, bambini, animali e di solito il cibo lo mangio. Quindi non ho conflitti di interesse, cosa aspettate allora?

Passata la festa….

Come dice il proverbio “passata la festa, gabbato lu santo” quindi, visto che oggi anche la vecchiaccia sulla scopa è passata lasciandoci alle spalle tutte le feste (Carnevale non lo considero) vediamo di pensare all’ anno nuovo.
Di solito la prima cosa che ascolto nelle conversazioni tra fotografi e photograpers (che sono un evoluzione dei bimbiminkia che passano dallo smartphone alla reflex) è il solito ritornello “…se avessi avuto…”, quindi in una spinta iper-bulimica-consumistica vediamo quali possono essere gli oggetti del desiderio del 2014 nella mia personale lista dei desideri.

elinchrom-rangerRXquadra– Ranger Quadra
Non voglio essere pignolo con la descizione di lampade, softbox eccetera, ma un flash portatile di questo tipo con questa potenza, il suo comando remoto mi farebbe molto comodo e mi permetterebbe di lasciare nella borsa il mio SB900 per gli scatti in esterni. Poi la nuova versione con batteria al litio pesa anche molto meno della precedente con le enormi batteria al piombo.

leica_M9_nera–  Leica M9
Non è proprio la macchina che servirebbe per il mio lavoro, penso che a poterla usare nelle foto di sport possano essere pochi fotografi al mondo, ma mi piacerebbe avere un sistema di fotografia che mi può stare in uno zainetto leggero come fosse una compatta ma con una qualità al top.

 

Mac-Pro-Apple-2013-a2–  MAC Pro
Non è ancora uscito ufficialmente ma promette un architettura conuna potenza di elaborazione e calcolo mostruosa, così finalmente posso esportare le conversioni LR in tempi umani e non devo perdere tempo nella PP, che già occupa parecchio del mio tempo.

 

 

E a voi cosa servirebbe?

 

Professionisti Vs Fotoamatori

986Oggi un titolo che attira flame, quasi come Nikon Vs Canon. La disfida Professionisti contro Fotoamatori ( o come dice un grande professionista fotocazzoamatori) risulta una delle diatribe classiche nel mondo della fotografia. Vediamo quindi di stilare una TOP5 con le differenze tra queste due figure.

[highlight1]- I Professioni escono sapendo cosa fotografare.[/highlight1]
Una delle differenze fondamentali è la mission ovvero, quando un Prof esce non è alla ricerca dell’ ispirazione come il fotoamatore nelle uscite con il circolo, ma è diretto a fare una foto ben specifica.

[highlight1]- I Professionisti sono obbligati a portare a casa una foto.[/highlight1]
Riallacciandosi alla questione di prima, i professionisti devono tornare a casa con una foto accettabile. Non possono tornare a casa a mani vuote, i fotoamatori si.

[highlight1]- I Professionisti non hanno sempre la migliore attrezzatura ma sicuramente quella più adatta[/highlight1]
Sfatiamo il mito che ci vogliano attrezzature top per essere professionisti, il professionista molte volte ha un attrezzatura di livello inferiore a quella dell’ amatore per mille motivi. Perché è più affidabile, perché i costi non riesce ad ammortizzarli, la cosa fondamentale è che però il professionista ha con sè l’ attrezzatura più adatta per quella particolare situazione.

[highlight1]- I Professionisti devono fare foto vendibili non foto artistiche.[/highlight1]
Sopratutto per certi tipi di fotografia le foto devono essere vendibili, cioè ben esposte, messe a fuoco, non mosse e con le didascalie. Il fotoamatore non ha questi obblighi; se il professionista ha una bellissima foto di sport ma non conosce il nome dell’ atleta non ha nulla in mano, il fotoamatore ha uno scatto da mostrare.

[highlight1]- I Professionisti non possono scegliere cosa fotografare.[/highlight1]
Molte volte i Professionisti sono costretti a fare fotografie che non gradiscono, però devono farle bene lo stesso. I fotoamatori non sono costretti, fotografano solo quello che piace loro.

E voi che ne pensate?

 

 

 

 

La qualità è morta!

sognava la qualità

sognava la qualità

Oggi ritorniamo a parlare di qualità fotografica. In piena bulimia da social media, smartphone e applicativi varie si è forse persa la concezione di qualità fotografica?
Siamo ormai schiavi del like e dei “mi piace”, soggetti alla condivisione forzata e su quella tariamo il nostro metro di valutazione?
Nei giorni scorsi, durante una conversazione con degli stimati professionisti relativamente alla situazione della fotografia di matrimonio, mi ha colpito molto una frase pronunciata da un grande fotografo:

“se posso ti do un consiglio: io offro solo lavoro di qualità. e chiedo i miei bei soldi. Se uno mi dice che è caro, gli rispondo: senti bello, io non sono caro, anzi ti avevo anche fatto un prezzo di favore. Se tu NON HAI I SOLDI, mi hai già fatto perdere troppo tempo e ora levati di torno. alla lunga questo atteggiamento paga. si sparge la voce che sei caro, e anche nel tuo mondo vale la frase del popoletto: “se costa vuol dire che è bravo”. Lo pensano sempre. prima o poi verrai accerchiato da gente che vuole la roba che costa. il lusso NON è MAI IN CRISI. MAI. Sii di lusso. Magari tagliati quella barba e vestiti in un altro modo che sembri un profugo, e datti un po di arie. Chi si da arie è miliardario, fare la primadonna è il primo passo verso la zuppiera piena di monete d’oro. chi è umile, si arrabatta, si adatta, alla lunga fa pena, e chi ci va da uno che fa pena? barboni senza soldi che fanno più pena di lui. spero di esser stato chiaro… non mi piace ma è così che funziona. I tempi dove chi lavorava bene e con umiltà veniva ripagato da denaro e soddisfazioni sono finiti. chi si sposa oggi, mettiamo a 30 anni, è uno che è cresciuto coi manga e la playstation, quindi lo devi trattare come si merita, a merda in faccia. Se ha i soldi vorrà tirarti in faccia i suoi soldi per farti vedere che ce l’ha più lungo e duro di te, e lo avrai fregato. se non li ha si leva dai coglioni e ti farà un piacere.”

Ora, tralasciando i giudizi sul look che esulano dal discorso, pensate anche voi che ormai non ci sia più spazio per la qualità fotografica?

Intervista con il fotografo – Fredi MARCARINI

fredi-YamamotoOggi ritorna la rubrica “intervista con il fotografo”, ospite di queste pagine c’è quello che io considero il migliore dei fotografi italiani contemporanei, Fredi Marcarini. Anche se sembra avere un carattere burbero è stato gentilissimo a rilasciarmi questa chiaccherata.
(qui a lato Fredi Marcarini nella casa di Carlo Rampazzi a Parigi. Frac di Yamamoto, pezzo unico, parte della collezione di Carlo Rampazzi, che ha anche scattato la foto)

[highlight4]Hai girato il mondo scattando in ogni tipo di posto, dall’ hotel di lusso al quartiere più malfamato. Quali sono i servizi che senti maggiormente rappresentativi del tuo essere?[/highlight4]
é difficile rispondere a questa domanda. Questo sostanzialmente perchè ho, nella quasi totalità dei casi, la massima libertà di movimento nei lavori che mi vengono assegnati, e quindi potrei facilmente dichiarare che sono quasi tutti rappresentativi. Ho sempre pensato che un ritratto sia “sempre un autoritratto con la faccia di un altro”, e quando faccio reportage fotografo solo ciò che suona all’unisono con i miei stati d’animo in quel momento. Quindi sono sempre me stesso nel mio lavoro, contemporaneamente rispettando quelle che sono le esigenze del cliente. L’ambiente in cui mi trovo a lavorare non mi condiziona per niente, sono abituato sia ad un estremo che all’altro e mi muovo con agilità in qualunque ambito. Per esempio sono stato un paio di mesi fa in India per un servizio su un gioielliere, e nel tempo libero andavo in giro in mezzo alla povertà, non sentivo nessuna differenza nel mio modo di percepire il lavoro che stavo facendo, semplicemente cercavo delle belle immagini in entrambe le situazioni
. Screen shot 2013-10-31 at 19.48.56

Elisa Di Francisca, medaglia d’oro di fioretto alle Olimpiadi del 2012, fotografata a Jesi in un centro di riabilitazione. La location non dava spunti, poi siamo scesi alla piscina, ho deciso di lanciarla dentro e citare Ofelia. Un cuscino la sosteneva. la sua espressione pacifica contrasta con la situazione funerea. Il servizio era per Style.

 [highlight4]Hai scattato degli interi servizi con l’ iPhone, altri come la Leica M9, quanto conta per te la tecnologia ?[/highlight4]
La tecnologia è sempre stata una parte non trascurabile di questo lavoro. Tuttavia io uso la Leica soltanto per amore e feticismo dell’oggetto. Ho sempre sostenuto che una buona immagine possa essere fatta con qualunque mezzo (l’esperimento di BAM, per esempio, voleva provare proprio questo – riuscendoci – e lo stesso nome del progetto era l’acronimo di By Any Means). quando sono in viaggio (molto spesso) alla fine del lavoro per il cliente, lascio la Leica in albergo ed esco a fare le cose mie soltanto con l’i-phone, che uso sia per lo scatto che per la post produzione. Lo faccio per zittire chi mi dice sempre, di fronte ad una mia immagine, “e va beh grazie, con la Leica”. Come se fosse merito del mezzo. conosco molta gente che usa Leica e non riesce a tirar fuori nulla. ora posso rispondere: “guarda l’ho fatta col telefono, e ce lo hai anche tu uguale, quindi falla tu la stessa foto o abbi la compiacenza di riconoscere che sta tutto nell’approccio, nella sensibilità, nell’esperienza”. è un modo molto efficace di far capire cosa si sa fare, e funziona molto bene.Screen shot 2013-10-31 at 19.48.14
 Albert Wong, Hong Kong, collezionista di katane. Al country club dove ci eravamo dati appuntamento, nel parcheggio c’erano questi bamboo, e me ne sono servito per dare un’idea di agguato nella giungla. I volumi sui collezionisti mi hanno dato modo di conoscere persone straordinarie, divorate dalla loro passione per gli oggetti di loro interesse, in tutto il mondo.
[highlight4] Sei stato un antesignano dell’ uso della Rete, quando i social non esistevano e si interagiva sui NewsGroup. Cosa ne pensi di Fb, Twitter, G+. Ritieni che un fotografo per esistere debba essere presente massiciamente sulla rete??[/highlight4]
Dipende. non so bene cosa rispondere a questa domanda, perchè non ho tenuto un atteggiamento sempre coerente. non uso twitter perchè lo odio. su facebook ci sono stato, poi sono stato assente, poi sono tornato. il mio sito lo aggiorno raramente, e mi serve solo come mezzo per far vedere il mio lavoro a distanza. avevo creato un blog, ci ho messo due foto e poi non l’ho mai più aggiornato. i lavori mi arrivano da giri di conoscenze reali e non virtuali, che trasmettono i miei contatti ad altri e così via. non ho avuto un rientro reale dalla mia presenza sulla rete, ma puo’ essere che dipenda solo dal mio modo erratico di usare il mezzo.
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Jack Vettriano, a casa sua a Londra. ho insistito per scattargli questa foto in camera da letto, e alla fine si è piegato. Non lo conoscevo affatto al tempo, ma sentivo che era un’immagine che lo rappresentava molto in quel suo particolare momento. Quando poi l’ha vista, ha deciso di rimettersi a dipingere dopo qualche tempo che aveva smesso. Il quadro che ha realizzato, identico alla foto, è stato intitolato “The Weight”, ed è ora alla National portrait Gallery a Londra. Cliente : Monsieur

 [highlight4]Tu hai sempre espresso francamente il tuo pensiero senza voler a tutti i costi essere “politicamente corretto”, come vedi la situazione della  fotografia oggi ?[/highlight4]
Vorrei crocifiggere, e poi cospargere di benzina e dargli fuoco in una pubblica piazza, tutti coloro i quali si beano della mediocrità, che sta dilagando in modo apparentemente irresistibile. lo scopo del mio lavoro, e tutte le mie energie, sono rivolti a combattere il gusto per la mediocrità.

Screen shot 2013-10-31 at 19.47.16Nevruz, cantante. Sapevo che aveva questo scheletro, con cui si era esibito in televisione. L’ho spogliato e gli ho dato una connotazione seria, a dispetto del suo essere provocante in tono semi-comico. Gli avevo spiegato cosa volevo fare e naturalmente ha accettato. Il cliente era Vanity Fair, che ha poi pubblicato invece altre foto. Questa è stata successivamente pubblicata da Grazia, con l’headline: “Il Rock è morto!”, che era quello che lui sosteneva, e che era la mia idea iniziale.

[highlight4]Con l’ avvento della fotografia digitale, degli smartphone si dice che siamo in preda ad una bulimia fotografica. Tutti scattano e non sempre con cognizione di causa. Cosa consigli per affrancarsi dalla posizione di “fotocazzoamatore” (definizione tua…) e migliorarsi?[/highlight4]

Cambiare hobby, se uno riesce ad avere un senso di autocritica per quello che fa. oppure far finta di niente e continuare a perder tempo. una bella immagine si ottiene dedicandosi anima e corpo al mezzo, partendo da un allargamento delle sue cognizioni culturali per quel che riguarda l’arte in genere. Studiare a fondo i grandi maestri e progettare un lavoro che possa esprimere la propria sensibilità. gli amatori in genere si accontentano di studiare i libretti di istruzioni della loro apparecchiatura, come se fosse quello che serve a creare una bella immagine. è l’approccio, che è sbagliato alla base.
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Caroline Murat, concertista, nella sua casa di Venezia. Le avevo visto ad un tratto questa espressione, e ho insistito per fargliela rifare, dopo due o tre scatti è riuscita. Il fatto che questa espressione non c’entrasse nulla né con il personaggio né con l’intervista, mi piaceva, perchè come al solito volevo creare un gioco di contrasto. L’ho mandata al cliente quasi per provcazione. Con mia sorpresa, e soddisfazione, è stata pubblicata in apertura. cliente: Style.

[highlight4]Quali sono i tuoi lavori in cantiere? Ci sarà un seguito al tuo libro fotografico dedicato a Marinella?[/highlight4]
Il libro di Marinella l’ho fatto 10 anni fa e lo considero enormemente superato rispetto a quello che faccio adesso. ne ho fatti diversi altri, ne sto finendo uno ora, e ne ho in programma almeno altri due per il prossimo anno.
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Salvatore Parisi, a casa sua a Roma. Un’altra immagine per i libri sui collezionisti editi da Vacheron Constantin. Ho disposto sul tavolo da biliardo una piccola parte dell’incredibile collezione di sigari di Parisi, volevo dare l’idea della magnitudine e dell’abbondanza della sua raccolta. Il servizio non è stato pubblicato perchè successivamente il cliente ha deciso che il fumo non poteva essere un argomento sostenibile, in fin dei conti, è pur sempre un vizio. Tuttavia non si capisce perchè il fumo no, e i liquori invece si, ma questa è solo la mia opinione. In seguito ho rifatto il servizio su Parisi con la sua collezione di valigie e borse, per non sprecare il validissimo personaggio di estrema eleganza e stile.

I soliti pagliacci

La pagina di Facebook

La pagina di Facebook

Che la Rete fosse una prateria dove scorrazzano i peggiori figuri era ormai noto, però ogni tanto riesco sempre a sorprendermi.
Antefatto
Scorrendo la time line di Facebook vengo colpito da una fotografia a corredo di un post che riconosco al volo, lo stile è quello inconfondibile di Eolo Perfido . Controllo meglio, è una campagna contro la violenza sulle donne, però del suo nome non c’è traccia.
Per sicurezza salvo la videata e contatto Eolo, ovviamente lui non ne sapeva nulla e la foto è stata usata a sua insaputa.
Lascio quindi un commento sulla pagina FB in questione, dove preciso che la foto è stata usata senza autorizzazione dell’ autore (ne era già presente uno che affermava lo stesso concetto), oggi passo per controllare e sorpresa…i commenti sono stati cancellati.

Non mi aspettavo che si scusassero ma che almeno avessero il buon gusto di cancellare il post.
Parlando con l’ autore ho scoperto che l’ immagine è divenuta, volente o nolente, l’ immagine per ogni campagna relativa alla violenza sulle donne, il tutto ovviamente senza citare/ringraziare o, bestemmia, pagare l’ autore.

Forse lo sfogo non servirà a nulla ma non avrei potuto far finta di nulla.

I commenti li lascio a voi anche se io una mia opinione l’ avrei…

Fotografia e concerti

Mentre il sito era in manutenzione mi sono dato alla pazza gioia, e sono andato al Lucca Summer Festival dove era programmato il concerto dei Litfiba, Trilogia Tour 2013. Una riproposizione dei successi della band del periodo 1983 – 1989 arrangiati in chiave moderna. Io li avevo visti nel 1999 a Sarzana mentre cantavano alla Festa dell’ Unità, e posso dire di essermi emozionato nuovamente, un momento nostalgia Canalis© come direbbe un blogger famoso.

Ma quello che volevo raccontare non è questo. Nonostante il concerto era destinato a persone di età matura (per non dire vecchi come me) vi era un folto gruppo di cosidetti bimbiminkia (detti anche dagli amici di FeL* verga-fanciulli) che invece di godersi lo spettacolo cercavano di scattare foto o video con cellulari, tablet, e aggeggi simili.

A livello tecnico è una emerita cazzata, scattare foto ad un concerto è una cosa complessa, servono attrezzature professionali, un accredito per andare sotto il palco e una buona tecnica. Quindi continuo a domandarmi perchè ci si deve rovinare la visione del concerto per cui si è preso il biglietto per cercare di scattare una foto improbabile, mossa, con un rumore enorme, piccolina e sfocata?

Litfiba

P.s. Anche io ho scattato la foto da bimbominkia con la compatta (una sola però)

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*FeL è l’ acronimo di feudalesimo e libertà