Le foto degli altri

Durante la mia consueta rassegna stampa sui siti che ritengo di riferimento, ho visto questo post sul Blog di Settimio Benedusi:

“Il problema è che a quasi tutti, non proprio tutti, ma a gran parte dei fotografi interessa non LA fotografia ma ma LORO fotografia e non si interessano assolutamente della fotografia degli altri. Non gli interessa minimamente avere una cultura fotografica.”

Gianni Berengo Gardin, agosto 2012

Gianni Berengo Gardin ed una delle sue foto più celebri

Premesso che ritengo GBG un grandissimo fotografo, anche se molti dei suoi lavori non mi piacciono, vorrei condividere questa riflessione.
Nella società odierna, in cui le immagini si susseguono in maniera frenetica, anche grazie alle nuove tecnologie ed ai nuovi media, chi è che ha ancora voglia di pensare ad una fotografia?

Questa iper – produzione in cui, per la legge dei grandi numeri, qualche scatto buono esce per forza come cambia il modo di lavorare?
Io rimango legato alla pianificazione dello scatto , o per dirla in maniera più figa al reverse engineering, ma vedo che questo è un atteggiamento sempre più di nicchia.
Tirando le somme quanti sono oggi disposti a mettersi in gioco, ad imparare a confrontarsi e a guardare gli altri alzando gli occhi dal proprio monitor?

Foto brutte, belle o così così

Mentre la canicola cercava di spegnere l’ ultimo neurone funzionante e l’ umidità mi trasportava nell’ Amazzonia centrale, si discuteva su Fb delle foto che vengono postate.
Gente che compra macchine da migliaia di euro (5D, D800) per fare foto di piedi, magari mezze sfocate perchè scattate a distanza macro (altrimenti non riusciresti a cannarla), oppure con ritocchi che sembrano fatti da un carrozziere piuttosto che con Photoshop.

Poi vado a leggere uno dei blog di riferimento e ti trovo questo articolo, perciò una riflessione mi sorge spontanea.

Ma le persone che vanno a comprare una macchina fotografica si fanno abbindolare dai commessi/pubblictari/marketing e si adagiano sull’ equazione maggior costo=maggior qualità ?
Non si informano prima? Non si rendono conto che comprare una reflex da migliaia di euro (di solito con un obbiettivo fatto di plastica) non li renderà dei grandi fotografi e che il manico non si compra ma serve studiare/provare/sperimentare?

Non parliamo poi degli effetti finto antico/Lomo e compagnia bella usati a cazzo e senza ritegno alcuno.

Questo caldo mi rende più insofferente…