Programmazione Estiva

caldo[1]Ormai l’ estate è arrivata, anche se non quella astronomica.

Quindi, premesso che patisco il caldo e che le temperatura elevate spengono i miei neuroni residui (pochi), la programmazione estiva degli articoli del blog subirà qualche variazione.

Complice la morte degli internauti estivi ed  il calo drastico dei visitatori, cercherò di mettere in atto il metodo Ettone (cit)  quindi la programmazione non manterrà la costanza invernale.

Speriamo che con il passaggio degli anticicloni ritorni il clima mite e che quindi ci possa essere spazio per nuovi progetti fotografici!

Buon Bagno


 

P.s. Il metodo Ettone prevede per l’ estate sdraiarsi su di una spiaggia a non fare un cazzo con una birra in mano, per maggiori dettagli seguite il link

Come si cambia

Nikon

Nostalgia…

Questo post prende spunto da un articolo comparso sul blog di Davide Mana, in quel post si discuteva di come fosse cambiata la figura dello scrittore negli ultimi tempi.
Cercherò di fare un parallelo con il mio mondo, come si cambia nella fotografia
Quando ho iniziato a fotografare la figura del fotografo era essenzialmente quella della persona che schiacciava il bottone in seguito a precise richieste.   Terminato il servizio si portavano i rullini al laboratorio e poi si passava a ritirare i provini. Si sceglieva la foto e alla fine si ritornava al laboratorio per la stampa.
Nel processo intervenivano un sacco di figure professionali e in fin dei conti si lavorava meno, si lavorava meglio e tutti più o meno guadagnavano qualcosa.
Poi il mondo è cambiato
Siamo nell’ era di internet, dei social, degli smartphone e a tutti tocca lavorare di più e guadagnare meno. (fuck globalizzazione!)

Ora il procedimento è più o meno questo:

  • Devi trovarti i clienti
  • Organizzarti lo scatto (trovare location, contattare modelle, truccatrici ecc)
  • Scattare
  • Scaricarti le foto, scegliere quelle buone
  • Procedere al ritocco, preparare per la stampa i files
  • Stamparti i files (magari questo te lo eviti se ti rivolgi ad un lab)
  • Consegnare i lavori
  • Farti pagare
  • Ritorna al punto 1

Ovvero per meno soldi di prima fai molto più lavoro, bello vero?

Cinque consigli per le foto sportive

Dopo la TOP5 riservata al ritratto, oggi una TOP5 riservata a chi si cimenta nella foto sportive.

1) Conoscere lo sport che si fotografa!

Sembra banale, ma quando si fotografa un evento sportivo bisogna conoscere le regole dello sport per capire quali sono i momenti topici, gli errori o i falli e cercare di anticipare l’ azione. Perchè potrete fare anche la foto più bella della vostra vita ma se il giocatore sta commettendo un errore o un fallo, la foto non la vorrà mai nessuno. Questo è molto importante in quegli sport con una giuria come la ginnastica, i tuffi, ecc ecc.

2) Usate tempi veloci!

1000Con le nuove fotocamere non ci sono problemi ad alzare gli ISO sino a livelli impensabili fino a pochi anni fa’, quindi non scendete sotto a 1/400 per gli sport meno dinamici e salite sino ad 1/1000 per gli sport più rapidi. Meglio una foto granulosa (potete fare qualcosa in PP) che una foto mossa (potete solo buttarla).

3) Fotografate i volti!

questa può essere un ottima foto ricordo per il corridore

questa può essere un ottima foto ricordo per il corridore

Chi è impegnato nella gara vuole un ricordo, se scattate inquadrando la sua schiena non si riuscirà a riconoscere e rimarrà deluso. Perciò la foto deve avere il viso in evidenza e, se possibile illuminato, non fatevi scrupolo di usare il flash se è permesso.

4) Scattate a raffica!

Impostate lo scatto multiplo sulla vostra fotocamera, cercate di scattare PRIMA che accada qualcosa al massimo butterete degli scatti dopo. Se scattate quando vedete qualcosa avete perso lo scatto. Anche se siete velocissimi, il tempo tra quello che vedete e quando premete il pulsante è abbastanza per perdere il momento topico.

 5) Siate gentili !

Nella manifestazione sportiva voi siete ospiti, il centro dell’ attenzione sono gli alteti. Quindi cercate di essere discreti, non coprite la visuale agli spettatori e non disturbate gli atleti con lampi del flash in faccia o entrando nel loro campo visivo. In caso di dubbi chiedete prima all’ organizzazione un accredito, anche se è una manifestazione locale, farete la figura dei professionisti. E non dimenticate di mandare una mail di ringraziamento con magari una foto in bassa risoluzione, tutta pubblicità anche per voi.

Lezioni di Bianco e Nero Galleria Fotografica #2

Oggi nuovo articolo ricco di fotografie dove vedere quello che è stato spiegato nella Lezione n.6, ovvero preparare il rullino per caricarlo nella spirale della tank.

Attenzione perchè le operazioni si dovranno svolgere al BUIO!

apriamo la macchina dopo aver riavvolto il rullino

apriamo la macchina dopo aver riavvolto il rullino

con una pinza rompiamo il coperchio del rullino

con una pinza rompiamo il coperchio del rullino

SPEGNIAMO LA LUCE!!!!

Tagliamo la coda del rullino per poterla inserire nella spirale

Tagliamo la coda del rullino per poterla inserire nella spirale

Attenzione a non tagliare in corrispondenza delle perforazioni!

Attenzione a non tagliare in corrispondenza delle perforazioni!

5

tagliamo tra una perforazione e l’ altra

smussiamo gli angoli per facilitare il caricamento

smussiamo gli angoli per facilitare il caricamento

 

spingete la pellicola sino a che incontra le due sferette di metallo

spingete la pellicola sino a che incontra le due sferette di metallo

 

ruotate alternativamente le due parti della spirale sino a raccogliere tutta la pellicola

ruotate alternativamente le due parti della spirale sino a raccogliere tutta la pellicola

 

tagliate il bordo finale, vi siete ricordati di avere le forbici a portata di mano??

tagliate il bordo finale, vi siete ricordati di avere le forbici a portata di mano??

 

inserite il perno nella spirale, ricordatevi dove lo avevate messo perchè siete al buio!

inserite il perno nella spirale, ricordatevi dove lo avevate messo perchè siete al buio!

inserite la spirale con il suo perno nella tank

inserite la spirale con il suo perno nella tank

Chiudete la tank

Chiudete la tank

Adesso potete accendere la luce!

 

Coincidenze fotografiche

Anche oggi ripeschiamo qualcosa negli hard disk per scrivere un articolo che può sempre essere attuale, anche se una situazione simile l’ avevamo descritta qui.

Al termine di una sessione fotografica mi cade l’ occhio sulla modella che si sta’ rimettendo gli occhiali, la posa mi incuriosisce quindi scatto e metto via.
Dopo qualche tempo, qualcuno mi chiede una foto per una pubblicità di un ottico. Mnetre faccio mente locale su come organizzare lo scatto mi ricordo della foto che ho in archivio. Uno sviluppo con L.R., qualche aggiustatina con Photoshop per quanto riguarda lo sfondo ed il taglio e la presento al cliente. Piace!
Problema risolto e cliente soddisfatto.
Quindi, ricordatevi di tenere un archivio ordinato, e di cercare di scattare con il pensiero rivolto al domani. La foto che oggi non vi serve domani può esservi utile.

Cinque soluzioni all’ ignavia del fotografo

Visto che avete apprezzato il precedente articolo che trattava in tono semiserio il blocco del fotografo, vediamo di trovare qualche spunto più concreto per superare l’ ignavia che vi pervade e vi attanaglia.
Quindi mettete via la bottiglia di limoncino ( l’ whisky è per i veri scrittori maledetti) e accendete il cervello, siate padroni del vostro destino!
Bello eh…sembrano quelle pubblicità dei manuali “diventare milionari in mese” ma bando alle ciance e cerchiamo di indirizzare le nostre energie in maniera proficua.

1 – Controllare la propria attrezzatura
Sembra banale, ma è inutile voler fare delle foto naturalistiche se non possediamo un cavalletto o un obbiettivo macro. Quindi cerchiamo di capire bene cosa posiamo fare con l’ attrezzatura che abbiamo.

2 – Studiamo e impariamo
Dovrebbe essere fondamentale, ma è utile ripetere. Sicuramente c’è qualcuno più bravo di noi, anzi, almeno nel mio caso, sicuramente molti. Cercateli, guardate i loro lavori, imparate tutto quello che potete analizzando le loro immagini. Discorso a parte sono gli workshop, il mio consiglio è di frequentare solo quelli dove il docente è competente. Guardate i suoi lavori, cercate i suoi clienti e poi decidete. Meglio farne uno solo ma valido che diversi tenuti da cialtroni (che purtroppo abbondano, ne parleremo).

3 – Creiamoci una nostra nicchia
La fotografia è immensa, impossibile poter fotografare tutto. Prendiamo una decisione, scegliamo una strada e proseguiamo solo su quella. Servirà anche per indirizzare le spese in modo che siano oculate. Magari, se vi piace il ritratto, quel 400 mm non vi serve giusto? E su questa strada possiamo anche pianificare i nostri investimenti, compresi gli workshop.

sport o ritratto?

4 – Creiamoci uno stile
Anche se Stile è una parola grossa ed abusata, cerchiamo di indirizzarci su un nostro modo di fotografare. All’ interno del genere che abbiamo scelto, ci sono infinite scelte stilistiche per personalizzare le nostre immagini. Ci piace usare il flash? Ok facciamolo sempre, impariamo da chi ne sa più di noi, sperimentiamo. Preferiamo i paesaggi? Scegliamo un filone, ad esempio i notturni e lavoriamo su quello. Il nostro fine deve essere quello di creare delle immagini con un filo che le leghi in modo che possano essere riconosciute subito come nostre. Difficile ma non è detto che dobbiamo farlo domani.

5 – Mettiamoci in discussione
Sino a che teniamo le nostre foto nel’ HD e ci limitiamo a guardarcele non potremo mai crescere. Una volta si andava in giro per la cosiddetta “lettura del portfolio”, adesso è molto più semplice. Cerchiamo una piattaforma virtuale seria e proponiamo le vostre opere, ovvio che i giudizi andranno filtrati, perché purtroppo la rete da’ voce anche agli imbecilli. Quindi scartati gli estremi, sia positivi (Ohhh meraviglia), che negativi (una merda) troviamo gli spunti che ci servono e impariamo.

Le foto degli altri

Durante la mia consueta rassegna stampa sui siti che ritengo di riferimento, ho visto questo post sul Blog di Settimio Benedusi:

“Il problema è che a quasi tutti, non proprio tutti, ma a gran parte dei fotografi interessa non LA fotografia ma ma LORO fotografia e non si interessano assolutamente della fotografia degli altri. Non gli interessa minimamente avere una cultura fotografica.”

Gianni Berengo Gardin, agosto 2012

Gianni Berengo Gardin ed una delle sue foto più celebri

Premesso che ritengo GBG un grandissimo fotografo, anche se molti dei suoi lavori non mi piacciono, vorrei condividere questa riflessione.
Nella società odierna, in cui le immagini si susseguono in maniera frenetica, anche grazie alle nuove tecnologie ed ai nuovi media, chi è che ha ancora voglia di pensare ad una fotografia?

Questa iper – produzione in cui, per la legge dei grandi numeri, qualche scatto buono esce per forza come cambia il modo di lavorare?
Io rimango legato alla pianificazione dello scatto , o per dirla in maniera più figa al reverse engineering, ma vedo che questo è un atteggiamento sempre più di nicchia.
Tirando le somme quanti sono oggi disposti a mettersi in gioco, ad imparare a confrontarsi e a guardare gli altri alzando gli occhi dal proprio monitor?

Foto e Vacanze (seconda parte)

Proseguiamo nella preparazione delle nostre vacanze dal punto di vista fotografico, (la prima parte la trovate qui). Visto che non abbiamo problemi di spazio e di peso possiamo portarci l’ attrezzatura che ci serve, sempre in funzione di dove dobbiamo andare.

Incominciamo con gli accessori che andranno sempre bene per tutte le mete:

Batterie & caricabatterie
Questi non devono mancare. Batterie per la fotocamera e almeno due set per flash esterno. Caricabatterie per le batterie della fotocamera, per le stilo del flash esterno e degli accessori, per il pc e per il cellulare, quando avrete finito di recuperare tutti i pezzi capirete perchè l’ U.E. vuole unificare i caricabatteria nello standard USB.

Schede di Memoria
Servono. Portate tutte quelle che avete, se poi alla sera avete la possibilità le scaricate con un notebook (basta anche un netbook o ultrabook con un HD esterno) ancora meglio, ma non lesinate perchè è come rimanere senza rullini (con la differenza che le schede costano di più e non si trovano dai tabacchini)

Minuteria
Kit per la pulizia, cavetti usb assortiti, filtro UV (già montato sugli obbiettivi), polarizzatore, coltellino svizzero, taccuino, sacchetti di plastica e elastici per eventuali scrosci di pioggia.

Cavalletto
Portalo o non portalo? Dilemma amletico, se non siete patiti della macro o della foto architettonica potete  evitare di portare con voi qualche chilo di Manfrotto con relativa testa, accontentatevi di un piccolo gorrilapod per gli autoscatti o per il panorama notturno.

Obbiettivi
Qui il discorso si complica. Intanto dovete vedere cosa avete nel vostro corredo e poi il vostro stile. Se andate a fare un safari lo zoom ultragrandangolare lo potete lasciare a casa preferendo il tele, se invece pensate di fare del trekking in montagna non dovete dimenticare il macro.  Se siete disposti a sacrificare un pelo di qualità in favore della praticità uno zoom esteso come il Nikon 18-200 o 24-120 potrebbe essere la giusta soluzione.
Se scegliete una città d’ arte dovreste avere un decentrabile, ma queste sono valutazioni personali che ognuno potrà fare conoscendo il proprio corredo e il proprio stile. 

L’ importante è che vi ricordiate di essere in vacanza e che è meglio godersi un panorama che rovinarsi la giornata per cercare di scattare.

Nelle prossime puntate parleremo delle vacanze fotografiche

 

 

Foto o Vacanze (prima parte)

Sebbene il mio pensiero sull’ estate lo abbia espresso alcuni giorni or sono in questo incipit, affrontiamo un tema che a tanti può stare a cuore: Vacanze!

Non voglio certo proporvi io delle mete, ma affrontare le vacanze dal punto di vista fotografico. Per prima cosa dovete scegliere cosa volete fare. Godervi le ferie oppure fotografare? Perché le due cose non sono compatibili.
Se scegliete di godervi le vacanze, la compagnia, il buon cibo, spiaggia e sole portate con voi una compatta, due schede capienti e siete a posto. Alla sera avrete la possibilità di ricaricare le pile in albergo/locanda/camper o al massimo chiede quando andate al ristorante e vivrete sereni e felici la vostra vacanza.

Al ritorno scaricate le fotine, le mettete su fb per far vedere ai vostri amici dove siete stati e al massimo stampate un piccolo album per farlo vedere senza dover accendere il computer.

Se invece non potete tenere a freno la vostra passione anche durante la vacanza anche a rischio di litigare con moglie/compagna/fidanzata (marito/fidanzato/compagno) vediamo di organizzarci al meglio.
Per prima cosa cerchiamo di capire cosa portarci in vacanza, cosa influenzata molto dalla destinazione e dal mezzo di locomozione.
In linea generale, se partiamo per una vacanza “avventurosa” cerchiamo di limitare al massimo i pesi e i carichi. Questo vale per tutte le vacanze dinamiche come quelle in moto, in paesi lontani senza viaggi organizzati, in bici o altro.
All’ epoca del rullino si consigliava una Leica M6 con il suo Summilux 35 mm ed una buona scorta di rullini TRI-X , pensando di essere Salgado, e si portavano a casa (se si era capaci) risultati spettacolari. Ora nel tempo del digitale i pesi e gli ingombri si sono moltiplicati anche se l’ avvento delle nuove mirroless sembra avere aperto una nuova strada in questo campo.
Quindi, se pensate di passare una settimana a fare trekking nel Nepal, vi consiglio di mettere nello zaino una di queste nuove fotocamere, una scatola di schede ad alta capacità, un micro treppiede tipo gorillapod, un filtro polarizzatore e un caricabatteria solare e potrete portare a casa un ottimo reportage senza dovere assumere uno sherpa.

Se invece vi mettete in viaggio con la vostra auto verso un confortevole albergo o pensione potete pensare di portare con voi lo zaino con un po di attrezzatura. Nel prossimo capitolo vediamo cosa.

Per 45 grammi mettetelo in borsa vi leverà da molti impicci…