Cambiare fotocamera o cambiare fotografia ?

In questi giorni ci sono molte voci che si rincorrono sull’ uscita delle nuove ammiraglie Nikon. (è uscita anche la nuova Leica SL ma quella fa storia a se)

Fotocamere di altissime prestazioni che scatenano i desideri degli appassionati e prosciugheranno le risorse dei soliti FCA¹

Ma siamo proprio sicuri che serva cambiare fotocamera o è meglio cambiare fotografia?

Nell’ workshop che ho frequentato il mese scorso, mi sono reso conto di come la fotocamera sia solamente l’ ultimo anello di una catena composta da molteplici fattori ed elementi.

Ma questo non importa agli uffici marketing delle case costruttrici, specializzati a fornire messaggi che puntano il dito sulla necessità di avere l’ ultimo modello di macchina per ottenere ottime foto.

1600Cercare di spezzare questo circolo potrebbe essere il primo passo per migliorare il vostro modo di fotografare.

Comunque se volete regalarmela fatemi una piccola donazione qui:


FCA= acronimo di FotoCazzoAmatori

 

Cinema e fotografia

Superman_ReturnsSegnalo volentieri questo film che ben si sposa con il post sui fumetti . Qui si parla di cinema e fotografia e precisamente del film  Superman Returns dove appare il fotografo del Daily Planet (il giornale dove lavora in incognito Superman e la sua fidanzata Lois Lane) Jimmy Olsen con una nuovissima Nikon e un teleobiettivo 80-400 (non proprio quello che si dice un obbiettivo per il fotogiornalismo).

Purtroppo per lui non riuscirà nell’ impresa di fotografare le gesta dell’ Uomo d’ acciaio, anche perchè se impugna la macchina fotografica in quel modo.

Nelle prossime occasioni vedremo di trovare altri films che vedono protagonisti o comprimari fotografi e cercare di capire se sono veri fotografi.

 

QR Code

Oggi mi sono lanciato nelle nuove tecnologie ed ho provato a creare il mio QR-Code, che sarebbe questa cosa qui:

Teoricamente inquadrandolo con uno smart-phone dovreste essere reindirizzati alla mia pagina personale sul sito Nikon.

Oppure su un sito porno-ucraino.

Tentar non nuoce

E poi parlano di Casta

Oggi, mentre si vagava per la rete alla ricerca di notizie fotografiche, mi sono imbattuto in un articolo sulla nuova mirrorless della Nikon, ovvero la Nikon1  .

Ora, per inciso, penso che Nikon in questa occasione abbia fatto una minch   un errore di marketing, realizzando un apparecchio che non è nè carne nè pesce castrandolo con un sensore assolutamente non all’ altezza e mettendolo sul mercato con un prezzo esagerato.
Non si capisce quindi chi si dovrebbe comprare un apparecchio del genere, in quanto i prof o chi ha il grano si orienterà direttamente su di una Leica M.
Però non è questa la notizia, perchè l’ articolista ha aggiunto questa frase:

 "....Oggi il mondo della fotografia professionale è vessato da fotografi della domenica che si improvvisano professionisti in cambio di spiccioli o di ridicole e allegoriche remunerazioni. Il lancio sul mercato, da parte di Nikon, di prodotti come quello appena descritto, se da un lato può essere apprezzabile nella misura in cui facilita la vita ai fotografi amatoriali non dotati di grande talento, dall’altro lato lascia perplessi, in quanto comporta il rischio di facilitare l’ascesa dei “professionisti della domenica”, contribuendo a renderli capaci di superare i loro limiti artistici. Un comportamento, questo, a mio parere discutibile da parte di una casa storica come Nikon, che negli ultimi tempi sembra perseguire l’estensione del proprio business anche a costo di snaturare e sconvolgere il mondo della fotografia per come sinora l’abbiamo conosciuto....." 

Premesso  che non capisco cosa questa frase  ci azzecchi con una recensione su di un nuovo prodotto, sono rimasto colpito dal tono.
Cioè secondo lui il lavoro dei fotografi è messo in pericolo dai nuovi mezzi, dall’ evoluzione tecnologica che permette a tutti di comporre nuove foto tecnicamente corrette.
Perchè a parer suo, la differenza tra essere professionista o amatore è quella di saper realizzare foto tecnicamente perfette.
Non è la gara al ribasso da parte degli acquirenti, o il calo drastico dell’ interesse nei confronti della qualità dei lavori o l’ avvento dei grandi colossi dello stock.
La colpa è delle ditte che realizzano prodotti che facilitano il lavoro, il peggio del nuo-luddismo.
Che ne dite gli scrivo e gli dico che siamo nel 2012 e non nel 1982?


 			

Intervista con il fotografo – Eolo Perfido

Eolo Perfido

Oggi, per la rubrica Intervista con il Fotografo parliamo con un giovane professionista italiano Eolo Perfido

1) Ciao Eolo, tu sei approdato alla fotografia professionale attraverso un percorso particolare ce lo vuoi spiegare?

Ho scoperto la fotografia a 28 anni. A quel tempo lavoravo in una società che si occupava di sviluppo di contenuti per il web e marketing online. Non avevo mai dimostrato una spiccata predisposizione per la fotografia ma ero da sempre appassionato di illustrazione e grafica. Lavorando molte ore al giorno non potevo permettermi una scuola o un corso di specializzazione, così ho progettato da solo la mia formazione leggendo molti libri e cercando di copiare per quanto possibile i fotografi che man mano scoprivo su internet. Durante il percorso formativo è stato inoltre molto importante confrontarmi con altri fotografi, condividere esperienze e problematiche tecniche e creative. Purtroppo non è sempre stato facile trovare persone disposte a scambiare informazioni, e questo è uno dei grandi limiti di tanti fotografi. Ora che insegno fotografia in diverse scuole e workshop internazionali posso dire che condividere le proprie conoscenze è un momento di arricchimento per tutti e che quanto si dà prima o poi torna sempre. Tornando alla mia storia personale, dopo 4 anni di sperimentazione mi sono sentito abbastanza sicuro e consapevole per poter pensare alla fotografia come una professione ed ho iniziato a propormi per piccoli assignment. Il tempo ed una buona dose di fortuna hanno poi premiato questo approccio e sono arrivate sempre più opportunità.

2) Ritieni che in Italia ci sia spazio per la fotografia professionale o bisogna per forza rivolgersi all’ estero come hanno fatto tanti tuoi colleghi?

Ci sono sicuramente delle difficoltà che sentiamo tutti sulla nostra pelle. Ma penso che qualità e professionalità alla lunga rimangono le carte vincenti per trovare i propri spazi anche in un mercato impoverito e saturo come quello Italiano. Inoltre ci sono moltissimi professionisti in Italia.Mai come oggi la professione ha trovato così tanti praticanti. Ovviamente essere dei buoni fotografi può non bastare. Ogni cliente avrà delle esigenze che solo una parte dei fotografi sul mercato potrà soddisfare, vuoi per caratteristiche o limiti tecnici che per affinità estetiche o di visione.Se poi non ce la si fa proprio, andare all’estero non è un’alternativa da sottovalutare. Conosco molti fotografi italiani che hanno fatto la loro fortuna facendo quello che inizialmente sembrava un salto nel buio.

3) Nel tuo modo di lavorare che importanza hanno i nuovi media (fb, twittwr, blog, ecc)

Le fotografie non si fanno passando troppo tempo davanti al computer. Te lo dice un tipico nerd malato di informatica. Detto questo, Internet è sicuramente un’incredibile strumento di visibilità ed una grande opportunità formativa.La rete ha avuto quindi sempre molta importanza e non nascondo che parte della mia fortuna è arrivata attraverso dei contatti presi sul web. Prima di tutto reputo importante il sito Internet dove poter mostrare il proprio lavoro e poi i vari social network con i quali condividere il proprio lavoro. Dopo averne provati molti mi sono concentrato sul mio Blog su Twitter, su Linkedin  e su alcuni portali di condivisione foto come Flickr, 500px e Deviant Art. Seguo inoltre moltissimi forum, blog e portali tematici.

4) Tu hai iniziato con la pellicola ed hai visto tutta l’ evoluzione del digitale sino ad ora. Cosa pensi della tecnologia odierna ? Con cosa fotografi oggi?

Si, sono stato abbastanza fortunato da poter respirare un po’ di chimici da camera oscura. Ho iniziato con le 35mm della Nikon (Fm2 ed F90X) senza però mai sentire la necessità di passare al medio formato. Ho imparato a sviluppare e stampare le mie foto da solo e ricordo il piacere di vedere le foto apparire nella vasca dello sviluppo. Il passaggio al digitale è stato graduale visto che le prime fotocamere erano molto costose e la qualità lasciava a desiderare. Oggi non potrei più farne a meno. Trovo che questa generazione di macchine digitali abbiano raggiunto un’ottima qualità dell’immagine senza togliere che tutto il processo di produzione è stato incredibilmente velocizzato. Per chi lo fa per mestiere con i ritmi di un fotografo commerciale è di fondamentale importanza.Attualmente utilizzo due Canon 5DMKII ed una 7D. Un parco obiettivi completo che và dal 17-35 al 70-200 con molte focali fisse intermedie. Gran parte delle mie foto sono realizzate con il 24-70mm 2.8 ed il 100mm 2.8 macro.Ho anche una Fuji X100 che porto ovunque e che prediligo quando faccio stret photography. Non tanto per la qualità fotografica, comunque buona, quanto per l’immensa portabilità e silenziosità.

5) Quali sono i tuoi progetti in corso ? e quali quelli in cantiere?

Al momento sto finendo di realizzare la mia serie di ritratti creativi chiamata Clownville. Si trovano nella sezione Projects del mio sito. E’ un lavoro che volevo fare da tempo quello di costruire delle foto con i Clown come protagonista. Inizialmente doveva essere un solo scatto, poi mi son fatto prendere la mano ed ho trasformato il progetto in una serie.Nel frattempo sto preparando una nuova serie di ritratti creativi che dovrei iniziare a scattare ad Aprile. Ho inoltre iniziato a studiare il Video per poter offrire nuovi servizi con il mio studio.

Ringraziamo Eolo per il tempo che ha dedicato a questa chiaccherata e lo aspettiamo per i suoi prossimi lavori.

 

 

 

Nelle puntate precedenti:

Woland

Antonio Taccone

Andrea Ranalli