La solita storia…

Articolo scritto di getto mentre Lucifero mi sta sciogliendo l’ ultimo neurone che mi era rimasto.
In questi giorni di calore le chiavi di ricerca di chi arriva sul mio blog sono pericolosamente simili: “foto caldo estate” – “foto estate”  ecc ecc.

Immagino che chi cerca certe foto lo faccia non per proprio gusto personale ma per illustrare un articolo di una rivista, di un magazine, di un blog ecc ecc.
Vorrei ricordare a queste persone che esistono siti con foto di stock a meno 1,00€, da  acquistare per essere usate in tutta tranquillità.

Va bene la crisi…ma un minimo di investimento lo potete fare!

Microstock parte II

Benvenuti alla seconda parte dell’ articolo relativo al microstock.
Ora abbiamo un idea di che foto vengono accettate dai selezionatori dei vari siti cerchiamo di capire quali sono le immagini che vendono.

In primo luogo occorre cercare di capire la mentalità di chi si rivolge al sito di stock. L’ utente è solitamente un illustratore/grafico/webmaster che deve trovare l’ immagine giusta per il lavoro che sta preparando, ha quindi le idee molto chiare su quello che vuole e, per questo inserirà una descrizione molto dettagliata dell’ immagine e qui esce fuori l’importanza dell’ indicizzazione precisa.

Partiamo quindi dal concetto che nei database ci sono milioni di foto e per vendere le nostre dobbiamo cercare un modo di emergere e farci notare, altrimenti non possiamo competere con i professionisti che caricano centinaia di foto al giorno.

Dobbiamo quindi inserire e taggare immagini particolari, ovvero non mettete una foto di una donna vestita da sposa. Ce ne saranno migliaia di più belle della vostra, però se mettete una sposa che corre con un ascia in mano probabilmente la vostra sarà l’ unica (ho controllato non ci sono foto di spose con ascie in mano).

Se mettete un panorama, non mettete il Duomo di Milano. Ci saranno migliaia di immagini simili, mettete il Duomo di Rocca Di Sotto di cui siete gli unici ad avere la foto. Quando troveranno un affresco del 200 in quella chiesa tutti cercheranno le foto per illustrare gli articoli e compreranno la vostra; sappiate che ci sono agenzie che cercano le foto di tutti i paesi di Italia (sono più di 8.000) da tenere in archivio per fornirle eventualmente ai quotidiani.
Vi state chiedendo il perchè? Immaginate che domani commettano un omicidio efferato a Rondanina (30 abitanti in provincia di GE), pensate che giornali e settimanali nazionali mandino un fotografo a scattare per illustrare l’ articolo? No di certo, cercheranno in agenzia la foto del municipio, della chiesa o la panoramica.

Scandagliate il sito dove volete caricare le foto alla ricerca delle tag e delle combinazioni di tag con meno risultati in modo da cercare di colmare i vuoti con le vostre immagini.
Ad esempio: gatto > 100.000 risultati; gatto + verde > 10.000 risultati; gatto + verde+grasso > 100 risultati.

Vedete come sia inutile mettere la foto di un gatto e basta, quindi prima di scattare dedicate del tempo a selezionare le chiavi di ricerca meno fornite ed indirizzate i vostri shooting in quella direzione.

La puntata precedente qui.

Microstock! – parte I

Visto l’ articolo di lunedì, oggi voglio parlare di foto depositate preso le agenzie di Microstock.

Cos’è il Microstock. Con l’ avvento del digitale e della rete, le agenzie fotografiche tradizionali, che custodivano milioni di diapositive originali e negativi sono andate in crisi. Loro e il loro tipo di licenza che costava qualche centinaia di euro a foto e consentiva utilizzi limitati. Le nuove agenzie si sono lanciate sul mercato forti della licenza RF (Royalty free) che consente infiniti utilizzi della foto comprata per pochi euro e, per rimpolpare l’ archivio hanno aperto le loro porte a tutti , forti del passaparola in Rete, senza scandalizzarsi se a caricare foto fossero fotografi D.O.C. o semplici appassionati, limitandosi a valutare la foto per quella che erano.
In pochi anni si sono costruiti un archivio di milioni di immagini che consente lauti guadagni  anche con vendita di licenze a pochi centesimi.

Alcuni anni fa ho inziato anche io a caricare foto sul sito di Fotolia. Non è certo la mia attività principale, però vediamo di raccontare qualche particolare di questa attività.

Che cosa caricare. Scordatevi di scaricare tutto il vostro archivio, le foto da microstock hanno caratteristiche peculiari e devono rispondere a standard precisi che sono elencati nei vari portali. Comunque in via generica le foto devono essere:

  1. tecnicamente perfette. Ingranditele al 100% e controllate la messa a fuoco, se non è precisa scartate pure la foto perchè non verrà accettata. Scartate anche foto con aree bruciate o ombre troppo chiuse, colori slavati o artefatti dovuti al rumore. Non vengono accettate foto croppate o riscalate.
  2. Senza marchi riconoscibili. Cancellate marchi di vestiti, targhe, nomi, loghi. Anche  certi oggetti non possono essere accettati. Un iPhone è riconoscibile anche se cancellate il logo.
  3. Senza persone riconoscibili. A meno di non possedere l’ apposita liberatoria correttamente compilata non caricate foto dove ci sono persone (fosse anche un panorama con due turisti) verrebbe scartata subito.

Rispettare queste regole aumenta di molto la probabilità che la foto venga accettata ma questo non è tutto,  altrettanto importante è l’ inserimento delle tag o parole chiave. Queste sono le parole associate all’ immagine che vengono utilizzate dal motore di ricerca per i risultati. Se conoscete l’ inglese (bene) mettete direttamente le parole in inglese altrimenti dovete affidarvi al traduttore automatico con i rischi insiti nella traduzione eseguita in maniera automatica.
Anche l’ ordine in cui inserite le parole è importante, perchè le prime hanno un peso maggiore nell’ indicizzazione.
Cercate di essere precisi perchè far uscire la vostra foto da un archivio di 16 milioni di immagine non è semplice!

Si, tutto ok. Ma quali sono le foto che vendono? Ne parleremo nel prossimo articolo…