Dentro o fuori

helmut-newton

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Mi è capitato di leggere un intervista a Helmut Newton, (l’articolo completo lo trovate qui) fotografo che posiziono tra i miei numi tutelari e maestri della fotografia, nella quale raccontava del suo approccio con le diverse location e in particolare mi ha colpito questo passaggio:

 

 

 

 

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Succede, ma non spesso, che il buon Dio mi mandi un bel raggio di sole o una bella nuvola al momento giusto. Per questo mi piace lavorare in esterno: dentro lo studio il buon Dio non può far nulla per me, tranne mandare un fulmine e provocare un’interruzione di corrente. In esterno può aiutarmi, come può anche complicarmi la vita mandando la pioggia. Comunque è raro che mi mandi una luce che io non sappia utilizzare in un modo o in un altro.
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Quando lavorava il Maestro non aveva il display che gli permettesse di controllare in tempo reale gli scatti e nemmeno flash wireless da posizionare dove fosse più comodo, e questo aumenta ancora di più la mia ammirazione nei suoi confronti ma, non è questo quello su cui voglio riflettere.
Io preferisco gli esterni perchè più si addicono al mio gusto e al mio stile consentendomi di inserire nella fotografia diversi elementi che rendono la foto a mio parere più completa. Il tutto grazie anche alle possibilità offerte dai flash odierni e dalle macchine che consentono tempi di sincronizzazione impensabili sino a 30 anni fa’.
Ovviamente questi sono discorsi che non possono essere adattati ad esempio a chi scatta  fotografie di beauty o still life.
Ma la domanda è : Voi dove preferite scattare, dentro o fuori?

Henri Cartier-Bresson era bravo?

HCBHenri Cartier-Bresson (Chanteloup-en-Brie, 22 agosto 1908 – L’Isle-sur-la-Sorgue, 3 agosto 2004) è stato un fotografo francese, è considerato un pioniere del foto-giornalismo, tanto da meritare l’appellativo di “occhio del secolo”. Teorico dell’istante decisivo in fotografia, ha anche contribuito a portare la fotografia di stampo surrealista (ispirata a Eugène Atget) ad un pubblico più ampio. Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
Dopo aver letto l’ ennesimo articolo che incensava la figura di HCB in maniera acritica ho deciso di scrivere la mia opinione.

 

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A me HCB non piace!
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Vediamo di argomentare questa affermazione prima di sentirmi dire le solite frasi “guarda le tue foto”, “non capisci un cazzo  ” ecc ecc.

Le foto di HCB che vengono maggiormente osannate sono quelle scattate prima della guerra. A quel tempo possedere una macchina fotografica era un lusso, un privilegio per pochi. Poter viaggiare come ha fatto HCB era riservato a pochissime persone e i viaggi avevano ancora quell’ aura di avventura e mistero che la globalizzazione ha cancellato in nome del cosiddetto turismo di massa.
Faccio un esempio, il reportage in Sardegna, oggi non sarebbe possibile, non esisterebbe.
Quindi mi pongo una domanda, le foto, estrapolate dal contesto sarebbero ancora dei capolavori?

Se HCB fotografasse oggi sarebbe ancora considerato un Maestro della fotografia o i suoi scatti sarebbero diluiti nel mare delle immagini che vengono ogni giorno scattate?

La fotografia del bambino con il fiasco, storta e con le gambe tagliate non è eguale a migliaia di altre foto che vedete tutti i giorni sui social?
Non è che la sua forza è stata quella di fotografare quando nessuno sapeva cosa fosse la fotografia e non esistesse la diffusione di massa delle immagini?

Questione di stile

Con questo articolo volevo riprendere in parte il meme partito dai soliti guru del blogging, Alessandro, Davide. Avrei dovuto citare i maestri di scrittura ma non sono certo a quel livello, allora cercherò di svoltare il discorso sulla fotografia.

Cerchiamo di essere chiari, avere un proprio stile dovrebbe essere il traguardo di ogni fotografo, a qualsiasi livello. Dal megaprofessionista al fotocazzoamatore della domenica tutti dovrebbero cercare di avere uno stile, un qualcosa che contraddistingua le immagini e faccia esclamare “questa è una foto di Tizio!”. Che sia legato al soggetto, alla post produzione o al mood darsi un tratto distintivo è l’ unico modo per sopravvivere all’ omologazione di Istantgram e dei pollicioni di Facebook.
Se guardate le interviste su questo blog vedrete come le immagini a corredo possano identificare immediatamente l’ autore, e capirete che uno scatto di Ettone non potrà mai essere confuso con uno di Eolo.
Quindi inziamo:

fredi marcarini

fredi marcarini

Il mio principale ispiratore è Fredi Marcarini, il suo stile è qualcosa di apocalittico, coinvolgente. Ho avuto la fortuna di conoscerlo e devo riconoscere che è una persona squisita anche dal punto di vista umano. Guardate i suoi lavori, non ci sono vie di mezzo o si odia o si ama. Riuscire a condensare tutte le informazioni in un singolo scatto come fa’ lui è uno dei miei sogni. Una delle sue celebri frasi di quando frequentava assiduamente la rete (anni or sono): “Lurker=merda”

Un altro dei miei fotografi, fonte di ispirazione è uno dei grandissimi dell’ olimpo fotografico

Helmut Newton. Rimane il top incontrastato della fotografia femminile, le sue trasgressioni sono state un punto di riferimento per tutti quelli che sono venuti dopo. Tanti non capiscono che i suoi scatti sono capolavori mentre cercarlo di imitarlo senza capire significa essere  volgare. Una delle sue frasi preferite era: ” Nelle mie foto non c’è emozione. È tutto molto freddo, volutamente freddo.”

Sempre in tema di ritrattisti ho una particolare predilezione per Nigel Perry, un maestro del bianco e nero in ogni sua gradazione, i suoi visi hanno una tridimensionalità che impressiona e l’apparente semplicità dei suoi scatti nasconde una precisione maniacale per la preparazione dello scatto.

Cercate il suo libro fotografico “Sharp” e toccherete con mano i visi delle celebrity da lui ritratte.

L’ elenco è ancora lungo, sopratutto nel mondo della moda gli scatti di Amedeo Turello o di Settimio Benedusi sono punti di riferimento per chi volesse intraprendere questa strada.
Una menzione particolare va’ ad uno dei maestri indiscussi della fotografia, Ansel Adams. I suoi paesaggi sono qualcosa che deve essere di riferimento a chiunque voglia scattare una fotografia ad un panorama. Sia che si tratti di uno scatto professionale che di una fotina ricordo  per una gita.

Ritorneremo su questo argomento.
Questo potrebbe essere un regalo per Natale: