Radical Chic & Hipster

leica_M9_neraAbbiamo già parlato tempo addietro di fotografi Radical Chic & Hipster, categorie di fotografi da cui allontanarsi e fuggire il più rapidamente possibile.

A quanto pare però il radical chic è vivo e lotta insieme a noi! Lo spunto di questo articolo mi è arrivato leggendo un articolo in Rete di cui vi lascio un estratto:

[omissis]..E ho incontrato un ragazzo che avrà avuto al massimo 18 anni, se li aveva.
Leica M4 saldamente impugnata nella mano destra, non al collo, pronta a scattare. Obiettivo Summicron 35mm Canada, notoriamente migliore del 35 Wetzlar, tedesco.
Lo fermo. Gli chiedo che pellicola stesse usando. Bianco e nero o colore?
“Bianco e nero. Sviluppo e stampo da solo. Ho un ingranditore Leitz Focomat trovato su eBay. Il digitale non mi piace, non è fotografia, è qualcos’altro che non mi interessa.
Fotografo la gente, le persone. Le loro espressioni, il loro modo di muoversi, di relazionarsi.
Non taglio e non aggiusto i negativi. Stampo l’intero formato così come ho scattato.
Non leggo riviste, divoro libri di grandi fotografi (nota: proprio lì, in Alzaia Naviglio Grande, c’è il Libraccio, una delle librerie più fornite di Milano di libri sulla fotografia d’autore e sui grandi fotografi della storia).
Non m’interessano le regole, che cosa sono queste regole di cui mi stai parlando?…”….[omissis].

Ora, lasciamo perdere il discorso sulla qualità dell’ obbiettivo, che mi ha fatto tornare ai tempi dei primi forum dove ci si scannava sulle differenze degli obbiettivi con matricole pari o dispari; sono gli altri concetti che mi paiono agghiaccianti.

“non taglio e non aggiusto i negativi” 

Questo mi pare abbastanza ridicolo, tutti i grandissimi della foto hanno sempre tagliato e riquadrato le fotografie. E sopratutto con una M4 la cui precisione del mirino è alquanto approssimativa.

Non mi interessano le regole…

Questa si commenta da sola. Le regole in fotografie derivano da secoli di studi sulla prospettiva, sulla sezione aurea ecc ecc, dire che non interessano è alquanto presuntuoso. Potrei capire se dopo averle assimilate si decidesse di trasgredirle coscientemente ma dire che non interessano dimostra solo un arroganza e un ignoranza senza pari.

Ma a quanto pare sono io quello vecchio…

P.s. io a 18 anni col c… che avevo una Leica e un ingranditore

Henri Cartier-Bresson era bravo?

HCBHenri Cartier-Bresson (Chanteloup-en-Brie, 22 agosto 1908 – L’Isle-sur-la-Sorgue, 3 agosto 2004) è stato un fotografo francese, è considerato un pioniere del foto-giornalismo, tanto da meritare l’appellativo di “occhio del secolo”. Teorico dell’istante decisivo in fotografia, ha anche contribuito a portare la fotografia di stampo surrealista (ispirata a Eugène Atget) ad un pubblico più ampio. Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
Dopo aver letto l’ ennesimo articolo che incensava la figura di HCB in maniera acritica ho deciso di scrivere la mia opinione.

 

[message_box type=”information”]
A me HCB non piace!
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Vediamo di argomentare questa affermazione prima di sentirmi dire le solite frasi “guarda le tue foto”, “non capisci un cazzo  ” ecc ecc.

Le foto di HCB che vengono maggiormente osannate sono quelle scattate prima della guerra. A quel tempo possedere una macchina fotografica era un lusso, un privilegio per pochi. Poter viaggiare come ha fatto HCB era riservato a pochissime persone e i viaggi avevano ancora quell’ aura di avventura e mistero che la globalizzazione ha cancellato in nome del cosiddetto turismo di massa.
Faccio un esempio, il reportage in Sardegna, oggi non sarebbe possibile, non esisterebbe.
Quindi mi pongo una domanda, le foto, estrapolate dal contesto sarebbero ancora dei capolavori?

Se HCB fotografasse oggi sarebbe ancora considerato un Maestro della fotografia o i suoi scatti sarebbero diluiti nel mare delle immagini che vengono ogni giorno scattate?

La fotografia del bambino con il fiasco, storta e con le gambe tagliate non è eguale a migliaia di altre foto che vedete tutti i giorni sui social?
Non è che la sua forza è stata quella di fotografare quando nessuno sapeva cosa fosse la fotografia e non esistesse la diffusione di massa delle immagini?

Intervista con il fotografo – John Whitaker

DSC01938-Version-4Oggi per la rubrica intervista con il fotografo ci spostiamo oltre oceano, e grazie alla tecnologia di internet intervistiamo John Whitaker.

Ho conosciuto John trovando questo suo lavoro in rete, me ne sono innamorato a prima vista ed ho voluto conoscerlo meglio. Un veloce scambio di mail e John gentilissimo si è prestato a questa intervista.
Eventuali errori sono tutta colpa mia perchè sono una frana in inglese e mi sono aiutato con Google Traslate!

Quindi benvenuto John, primo ospite straniero del blog per questa intervista.

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(For English version, scroll down)
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1) Cosa ti ha spinto ad iniziare il progetto blackandwhiteswan?
La scorsa primavera ho incontrato una ballerina che stava per iniziare ad esibirsi nella sua prima stagione con l’American Ballet Theatre, qui a New York. Avevo scattato molte foto di reportage sui diritti umani fotografia, ma non avevo mai fatto nulla legato al ballo o alla moda, e sembrava un’idea divertente. Ho immaginato un semplice ritratto, ma quando ho visto come era flessibile e che talento aveva, ho capito che era l’occasione per fare qualcosa di diverso. Abbiamo sperimentato sul tetto del mio palazzo, con lei teneva la gamba tesa in aria, l’Empire State Building che sorge dietro di lei. Da lì abbiamo iniziato a sfidare noi stessi con altre idee.

2) Quanto hai impiegato per realizzarlo ?
Abbiamo lavorato sul progetto per cinque mesi e abbiamo fatto una quindicina di servizi. Ho scattato più di 5.000 fotografie.

3) La modella è una ballerina classica ma posa come una top model, come hai fatto?
Volevo una certa espressione, e lei era dotata naturalmente a prendere indicazioni. Ha ballato fin di tre anni ed è davvero abile ad ascoltare e rispondere. (Lei è abituata ad essere corretta su cose come la posizione del dito mignolo  da parte dei maestri di balletto.)

4) Che attrezzatura hai usato?
Leica Monochrom, con  50 mm f/1.4 Summilux, 50 mm f/2 APO-Summicron, and 35 mm f/1.4 Summilux FLE.

5) Il progetto avrà un seguito?  Quali sono i tuoi prossimi lavori?
Sto lavorando su alcuni progetti relativi ai diritti umani in luoghi come la Bosnia, dove ho documentato la vita delle persone sfollate a causa della pulizia etnica.
(clicca sulle immagini per ingrandire)

 


1) What prompted you to start “Black and White Swan”?
Last spring I met a ballerina who was about to begin her first season performing with American Ballet Theatre, here in New York. I’d done lots of human rights photography but had never done anything related to dance or fashion, and it seemed like a fun idea. I envisioned it as a simple portrait, but when I saw how flexible and talented she was, I realized it was an opportunity to do something different. We experimented on the roof of my building, with her holding her leg straight up in the air, the Empire State Building rising behind her. From there we started challenging ourselves to come up with other ideas. 
2) How long did it take?
We worked on the project for five months and did about fifteen shoots. I took more than 5,000 photographs.
3) The model is a classical dancer, but she acted like a supermodel, how did you manage?
I wanted a certain expression, and she was naturally gifted at taking direction. She’s been dancing since age three and is really skilled at listening and responding. (She’s used to having such things as her pinky finger corrected by ballet directors.)
4) What equipment did you use?
The Leica Monochrom, with the 50 mm f/1.4 Summilux, 50 mm f/2 APO-Summicron, and 35 mm f/1.4 Summilux FLE. 
 
5) Your next projects?
I’m working on a few human rights projects in places like Bosnia, where I’ve documented the lives of people displaced by ethnic cleansing. 
You can see more at BlackandWhiteSwan.com

Passata la festa….

Come dice il proverbio “passata la festa, gabbato lu santo” quindi, visto che oggi anche la vecchiaccia sulla scopa è passata lasciandoci alle spalle tutte le feste (Carnevale non lo considero) vediamo di pensare all’ anno nuovo.
Di solito la prima cosa che ascolto nelle conversazioni tra fotografi e photograpers (che sono un evoluzione dei bimbiminkia che passano dallo smartphone alla reflex) è il solito ritornello “…se avessi avuto…”, quindi in una spinta iper-bulimica-consumistica vediamo quali possono essere gli oggetti del desiderio del 2014 nella mia personale lista dei desideri.

elinchrom-rangerRXquadra– Ranger Quadra
Non voglio essere pignolo con la descizione di lampade, softbox eccetera, ma un flash portatile di questo tipo con questa potenza, il suo comando remoto mi farebbe molto comodo e mi permetterebbe di lasciare nella borsa il mio SB900 per gli scatti in esterni. Poi la nuova versione con batteria al litio pesa anche molto meno della precedente con le enormi batteria al piombo.

leica_M9_nera–  Leica M9
Non è proprio la macchina che servirebbe per il mio lavoro, penso che a poterla usare nelle foto di sport possano essere pochi fotografi al mondo, ma mi piacerebbe avere un sistema di fotografia che mi può stare in uno zainetto leggero come fosse una compatta ma con una qualità al top.

 

Mac-Pro-Apple-2013-a2–  MAC Pro
Non è ancora uscito ufficialmente ma promette un architettura conuna potenza di elaborazione e calcolo mostruosa, così finalmente posso esportare le conversioni LR in tempi umani e non devo perdere tempo nella PP, che già occupa parecchio del mio tempo.

 

 

E a voi cosa servirebbe?

 

Quale futuro per la street photography?

Quando ho letto questo articolo, mi sono girate le p***, scusate il francesismo.

Prendendo spunto dalla mostra di Robert Doisneau che si tiene a A Roma (Palazzo delle Esposizioni), fino al 3 febbraio che verrà poi riproposta a Milano (Spazio Oberdan) dal 15 febbraio al 1 maggio 2013, si parla di privacy e foto di strada.

Pont d’Iéna – Parigi, 1945 (foto © atelier Robert Doisneau)….a me non dice nulla

Premesso che io non sono assolutamente in grado di fare fotografie di strada e che Doisneau non mi dice nulla, trovo l’ argomento assolutamente pretestuoso sopratutto alla luce delle nuove tecnologie. Se negli anni ’50 una foto difficilmente poteva andare più lontano delle pagine di qualche rivista (se era una gran foto) ora con la diffusione dei media si diffonde in pochi attimi con la velocità di una pandemia e senza nessun filtro.
Ma quello della qualità è un altro discorso.
Quello che personalmente mi irrita, è che se finisco inquadrato in un immagine di un novello HCB, e poi la mia foto viene sparsa per la rete, senza nessuna possibilità di filtrare  controllare dove la mia foto verrà usata, magari anche a fine di lucro, permettete che la cosa mi può anche far girare le p***

Sono anche leggermente un po’ schifato della retorica del fotografo maledetto, solo con la sua Leica, che viaggia alla ricerca dell’ essenza della vita. Poteva andare bene negli anni settanta ed ha prodotto una generazione di pseudo-artisti che spacciava delle schifezze per capolavori assoluti di anime tormentate. Basta.
Pensiamo a fotografare, senza porci queste paranoie.

 

Mercenari II – non contiene spoiler !

ci sono tutti!!

Ieri sera (anzi pomeriggio) mi sono visto la prima di Mercenari II, film di vecchie glorie anni ’80, tamarro e fracassone come potevano esserlo solo i film degli anni ’80.

Io non sono un esperto di film (se volete leggere quelli bravi andate sui blog di Hell o di Lucy), quindi non vi dirò nulla se non che mi è piaciuto tanto.

Nota di colore fotografico, Stallone impugna una Leica M6 con Summilux come fosse una compatta e scatta anche, dopodichè l’ appende alla paratia dell’ aereo dietro il posto di pilotaggio come fosse una giacca (sbav sbav)

Foto o Vacanze (prima parte)

Sebbene il mio pensiero sull’ estate lo abbia espresso alcuni giorni or sono in questo incipit, affrontiamo un tema che a tanti può stare a cuore: Vacanze!

Non voglio certo proporvi io delle mete, ma affrontare le vacanze dal punto di vista fotografico. Per prima cosa dovete scegliere cosa volete fare. Godervi le ferie oppure fotografare? Perché le due cose non sono compatibili.
Se scegliete di godervi le vacanze, la compagnia, il buon cibo, spiaggia e sole portate con voi una compatta, due schede capienti e siete a posto. Alla sera avrete la possibilità di ricaricare le pile in albergo/locanda/camper o al massimo chiede quando andate al ristorante e vivrete sereni e felici la vostra vacanza.

Al ritorno scaricate le fotine, le mettete su fb per far vedere ai vostri amici dove siete stati e al massimo stampate un piccolo album per farlo vedere senza dover accendere il computer.

Se invece non potete tenere a freno la vostra passione anche durante la vacanza anche a rischio di litigare con moglie/compagna/fidanzata (marito/fidanzato/compagno) vediamo di organizzarci al meglio.
Per prima cosa cerchiamo di capire cosa portarci in vacanza, cosa influenzata molto dalla destinazione e dal mezzo di locomozione.
In linea generale, se partiamo per una vacanza “avventurosa” cerchiamo di limitare al massimo i pesi e i carichi. Questo vale per tutte le vacanze dinamiche come quelle in moto, in paesi lontani senza viaggi organizzati, in bici o altro.
All’ epoca del rullino si consigliava una Leica M6 con il suo Summilux 35 mm ed una buona scorta di rullini TRI-X , pensando di essere Salgado, e si portavano a casa (se si era capaci) risultati spettacolari. Ora nel tempo del digitale i pesi e gli ingombri si sono moltiplicati anche se l’ avvento delle nuove mirroless sembra avere aperto una nuova strada in questo campo.
Quindi, se pensate di passare una settimana a fare trekking nel Nepal, vi consiglio di mettere nello zaino una di queste nuove fotocamere, una scatola di schede ad alta capacità, un micro treppiede tipo gorillapod, un filtro polarizzatore e un caricabatteria solare e potrete portare a casa un ottimo reportage senza dovere assumere uno sherpa.

Se invece vi mettete in viaggio con la vostra auto verso un confortevole albergo o pensione potete pensare di portare con voi lo zaino con un po di attrezzatura. Nel prossimo capitolo vediamo cosa.

Per 45 grammi mettetelo in borsa vi leverà da molti impicci…