Lezioni di Bianco e Nero – Turbolavatrice per Stampe

Oggi rubo la scena alla mia socia impegnata con i suoi esami universitari per parlarvi di un accessorio una volta molto in voga ed ora riservato solo agli amanti del vintage e del fai-da-te.
Se siete dotati di una buona manualità e volete dare un aspetto ordinato alla vostra camera oscura potete mettere in cantiere la costruzione di una lavatrice per le stampe, aggeggio che semplificherà ed automatizzerà il lavoro di lavaggio.
Potete anche comperarla già fatta, ma vi perdereste il divertimento e la soddisfazione di costruirla.
Per iniziare stabiliamo le dimensioni massime delle stampe che intendete realizzare, quindi andiamo alla ricerca della scocca che sarà qualche centimetro più grossa. Per la scocca utilizzate una scatola in plastica come quelle utilizzate per riporre i materiali, oppure se siete bravi la potete assemblare con delle lastre di plexglass. Incollate i bordi e sigillateli con il silicone. Se non è stabile incollate due listelli in legno sulla base.
Adesso avrete un contenitore stretto ed alto, senza coperchio con dei piedini per tenerlo diritto. La parte più semplice è fatta.

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questa foto l’ho trovata su internet e mi sembra un ottimo lavoro

Adesso bisogna costruire i separatori per le stampe. Visto che siamo al risparmio cerchiamo dei fogli di griglia plastificata, come quelli delle zanzariere (li trovate nei negozi di articoli per la casa) tagliateli il doppio della scatola e piegateli come fossero dei contenitori per i toast. Inserendoli dentro risulteranno delle tasche sollevate dal fondo, per tenerli sollevati dal bordo basteranno due bastoncini inseriti nelle maglie che tengono appoggiato al bordo delle vasca. L’ importante è che le stampe rimangano immerse completamente in acqua e non si tocchino tra di loro.
Finita questa parte passiamo a quella difficile, cioè tutti i raccordi idraulici. Facciamo un foro nel lato corto della scatola, in basso. Fissiamo un raccordo per il tubo di gomma che userete per far caricare l’ acqua, sigillate con silicone. Tutte cose che trovate con pochi euro nei negozi di idraulica, diametri fate riferimento ai tubi di gomma da giardino sono standard.
Sullo stesso lato fate un altro foro, vicino al bordo superiore che servirà per lo scarico

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lavoro bellissimo, dove si vedono i due raccordi

Adesso il lavoro sarebbe quasi finito, però c’è il rischio che il flusso dell’ acqua non sia abbastanza vorticoso  da essere efficacie. Come rimediare?
In un negozio di attrezzature per acquari, oppure on line, comprate un ossigenatore (altro non è che un piccolo compressore) e posizionate il tubicino di mandata nell’ angolo opposto della vasca rispetto al carico dell’ acqua, fissandolo con un poco di colla.
Le bollicine creeranno una turbolenza che garantirà un maggiore azione di lavaggio dei chimici.
Per provare la vostra creazione caricate dei fogli di carta, agganciate i tubi dell’ acqua, fate partire il compressore. Gettate qualche goccia di inchiostro e controllate quanto ci vuole perchè l’ acqua ritorni pulita. Se rimane qualche zona sporca, provate a modificare la posizione del tubo dell’ aria o quella delle griglie.

Adesso vostra moglie sarà invidiosa della vostra nuova lavatrice!

Il Bianco e Nero di Emanuela – Lezione 16

LAVAGGIO ED ASCIUGATURA

Il lavaggio della stampa ha lo scopo di eliminare i residui delle sostanze chimiche contenute nelle soluzioni di sviluppo e di fissaggio ed in particolare dell’iposolfito di sodio disciolto nel fissaggio.

Un corretto lavaggio garantisce la conservazione nel tempo della stampa.

Per quanto riguarda la temperatura dell’acqua vale sempre il discorso affrontato più volte in precedenza: circa 20°C, temperatura analoga a quella delle soluzioni di sviluppo e di fissaggio, in modo da non provocare shock termici all’emulsione.

Carte politenate e carte baritate necessitano di trattamenti differenti.

Le prime sono molto più pratiche.

Si sciacquano in acqua corrente per un tempo compreso tra i due ed i cinque minuti circa ( non esagerare in quanto un’eccessiva permanenza in acqua potrebbe danneggiarle ).lavaggio

Dopodichè sono pronte per l’asciugatura.

Le seconde sono di gran lunga più rognose e richiedono tempi di lavaggio più prolungati.

E’ buona norma effettuare un bagno ipo-eliminatore per rimuovere accuratamente l’iposolfito di sodio disciolto nel fissaggio.

Come prodotti si possono utilizzare il RAPID WASH della BWORK, l’ HYPO CLEANING AGENT della KODAK, il LAVAQUICK della TETENAL ( i cosiddetti chiarificatori di iposolfito ) oppure preparare una soluzione casalinga a base di acqua demineralizzata e bicarbonato di sodio nella quantità di un cucchiaio di bicarbonato per litro d’acqua.

Dopo aver lavato con acqua corrente per un paio di minuti, effettuate il bagno ipo-eliminatore per un altro paio di minuti, agitando la bacinella, quindi eliminate la soluzione ed effettuate il lavaggio vero e proprio per circa mezz’ora.

Se vi capitasse di lavare più stampe per volta, prestate la massima attenzione che le superfici emulsionate non si incollino le une alle altre. (ndr come già accennato nella lezione precedente vedremo con realizzare una lavatrice per ovviare a questo inconveniente)

Questo è il metodo di lavaggio classico delle carte baritate che ne garantisce la conservazione ottimale nel tempo.

Io, sinceramente, le rare volte che ho utilizzato carta baritata, ho effettuato un lavaggio molto più rapido, sia per motivi di tempo sia di consumo di acqua…per ora, a distanza di un paio di anni, le stampe si sono conservate perfettamente…ogni tanto andrò a controllarle e vi terrò aggiornati circa la loro conservazione o meno nel tempo!

Terminato il lavaggio, dopo il quale la stampa presenterà una superficie viscida, si può procedere con l’asciugatura.asciugo

Il bianco e nero di Emanuela – lezione 13

ESPOSIZIONE, SVILUPPO, ARRESTO, FISSAGGIO, CENNI LAVAGGIO

Finalmente siamo giunti al magico momento della prima stampa…atteso con ansia dalla prima lezione!

Dopo aver preparato l’inquadratura e determinato il tempo di esposizione da utilizzare come riferimento ( per non ripetermi vi rimando direttamente agli articoli in cui sono stati trattati tali argomenti ), vi descriverò come procedere con l’esposizione vera e propria e le successive operazioni.

Tenete presente che io utilizzo un ingranditore a luce condensata modello Durst M 601 ed ad esso mi riferisco ( avete avuto modo di vederlo in varie immagini…comunque tutti gli ingranditori di questo tipo funzionano in maniera, anche se non perfettamente identica, quantomeno analoga ) e carta da stampa politenata a contrasto variabile ( che richiede quindi l’utilizzo di filtri di contrasto ).

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