Tagliatelle lardo e noci

farina_dicastagne3_42Oggi un piattino leggero per questo inverno freddo che dovrebbe essere arrivato. Quindi andiamo a preparare le tagliatelle lardo e noci.
Iniziamo con il preparare delle tagliatelle con farina di castagne, oppure le compriamo fatte così facciamo prima, i soliti 200g a testa direi.

Nel frattempo sgusciamo le noci e peliamo i gherigli facendoli sbollentare pochi minuti (oppure compriamo le noci già sgusciate), circa 50 g per due persone. Tritiamo grossolanamente in modo da avere una granella visibile.
In una padella antiaderente facciamo andare a fuoco basso la granella delle noci, se le abbiamo sbollentate alzate la fiamma per asciugarle. Quando sono ben calde mettete sopra alcune fette di lardo di colonnata belle sottili. A questo punto dovrebbero sciogliersi, mescolate bene aggiungete le tagliatelle bagnate di acqua di cottura. Regolate di sale e pepe.

Fate passare in padella a fuoco vivace per mantecare con un goccio di acqua di cottura se risultassero asciutte. Impiattate e aggiungete qualche fetta di lardo sopra il piatto.

Da gustare con una birra trappista importante.

Timballo riso e gamberi

Oggi mi rivolgo a chi si è stufato di vedersi propinare il solito risotto con gamberi e zucchine che francamente sembra l’ unica variante servita nei ristoranti e nei pranzi conviviali.
Quindi, bando alle ciance e procuriamoci (per due) quattro o cinque bei gamberoni freschi se il budget lo consente o altrimenti congelati.
TimballoSe sono congelati laviamoli bene sotto l’ acqua corrente sciacquandoli poi con l’ aceto per eliminare eventuali tracce di ammoniaca. Scongeliamoli quindi nel microonde.
Con una forbice li apriamo, stacchiamo la tesata e sgusciamo il corpo. Le teste le mettiamo in  pentolino con un poco di acqua e del dado (di pesce) per preparare un brodino, accendiamo il fuoco.
Nel frattempo le code di gambero pulite sono lasciate a marinare in un filino di cognac.
In una padella mettiamo un filo d’ olio  e affettiamo uno scalogno, facciamo scaldare e quando saranno caldi mettiamo il riso a tostare.
Adesso controlliamo il minutaggio. Tostato il riso per due minuti, iniziamo a mettere il brodo (teste di gambero comprese) per cuocere il riso. Quando mancano cinque minuti alla fine della cottura aggiungiamo le code, compresa la marinatura.
Cuociamo come un normale risotto aggiungendo il brodo man mano, quando manca un minuto al termine della cottura spegnamo. Mettiamo il risotto in un tegame, diamogli una forma a tortino tronco conico, copriamo con qualche fettina di lardo o di pancetta a seconda dei gusti e passiamolo tre minuti sotto il grill del forno.

Serviamo in tavola con un bianco frizzante

P.s. il vero timballo prevede la presenza del formaggio, ma a me il formaggio non piace e quindi non lo metto

Arrosto della Festa

Allora, mentre si avvicina il cenone di Natale e voi state pensando cosa servire ai vostri ospiti vi suggerisco un secondo che può andare bene per tutte le occasioni in cui avete ospiti.

Prendete dal vostro macellaio di fiducia un pezzo di lonza di maiale, fate conto che con un chilo di carne sfamete sei persone quindi sappiatevi regolare. Levate eventuali pezzi di grasso o cotica e fate due o tre incisioni longitudinali che attraversino circa la metà dello spessore. Continue reading

Risotto con i funghi, zozzo…

Bentrovati al consueto appuntamento gastronomico, anche se qui non ci sono fascinose ospiti bionde come nei blog dei piani alti, cerchiamo di preparare qualcosa da mettere in pentola per il pranzo domenicale.

Per soddisfare le richieste di chi ci segue oggi prepariamo un risotto con i funghi secchi, ottimo modo per riciclare quella bustina che era nel cesto natalizio. Piccolo inciso se dovete comprarli cercate buste con scritto “solo funghi porcini” onde evitare che qualche produttore disonesto infarisca le confezioni con fette di melanzana secca (indistinguibili dopo un po’ dai funghi secchi).

Iniziamo con mettere i funghi a bagno in una tazzina di acqua calda qualche ora prima, nel frattempo prepariamo il trito di scalogno ( o cipolla per gli uomini rudi) da far appassire in padella con un filo d’ olio e un peperoncino da levare dopo. Sul fornello accanto mettiamo su un pentolino con un po’ di brodo di dado (se invece  ne volete scongelare una porzione di quello di domenica scorsa meglio).

Quando la cipolla è appassita potete aggiungere i funghi strizzati e levate il peperoncino. Fateli rosolare e sfumate con un goccio di brandy senza coperchio.

Appena asciugato il liquore cacciate il riso direttamente nella padella (70g a cranio per i normali, 100g per i crapuloni), fatelo tostare per circa un minuto a fiamma vivace poi iniziate ad aggiungere brodo.

Seguite le indicazioni della scatola, dovrebbe cuocere dai 16 ai 18 minuti aggiungendo brodo mentre si asciuga. NON MESCOLATELO altrimenti rompete le cuticole e diventa un pastone, al massimo agitate la padella.

Ora la cucina classica vorrebbe la mantecatura con burro e/o formaggio, ma siccome a me non piacciono qui non troverete ricette classiche. Perciò adesso levate il riso dalla pentola (siamo al minuto 16) e formate su di ogni piatto (scaldato nel microonde) un tronco di cono, c’è la formina apposita altrimenti usate il cucchiaio e una tazza. Levate la formina e fasciatelo con sottili fette di lardo, coprite per un minuto in modo che il lardo si sciolga spruzzate con un poco di prezzemolo e servite.

Abbinate con un lambrusco amabile se vi piace il rosso oppure con un bel bianco aromatico come il vermentino di Gallura.

 

Tagliata di Colonnata – Ricetta

Post domenicale dedicato alle ricette e alla gastronomia.

Premetto che io non sono un cuoco e quindi potrei dire delle bestialità dal punto di vista tecnico, questo per prevenire eventuali commenti inorriditi. Posso garantire però che tutte le ricette che inserirò qui nel blog sono state provate personalmente e sono state un successo.

Oggi suggerisco questa tagliata con lardo di colonnata e salsa di soia, provata in un ristorante di Colonnata (dove suggerisco a tutti di andare in gita gastronomica)  e rielaborata secondo il mio gusto personale.

Per prima cosa procuratevi la carne, facile a dirsi ma non così semplice a farsi. Vi consiglio di instaurare un rapporto di fiducia con un macellaio che vi sappia consigliare, troppo spesso nei banconi della grande distribuzione occhieggiano pezzi di carne dal colore invitante (merito delle lampade, un giorno ne parleremo) ma che poi si rivelano delle delusioni dal punto di vista del sapore. Indicativamente 100g per commensali normali, se avete a cena degli orchi aumentate il dosaggio.

Procurata la carne, preparate la bistecchiera (o meglio la pietra ollare) arroventandola sul fornello grosso e lasciando sulla superficie granelli di sale grosso che eviteranno di far attaccare rendendovi difficoltoso il successivo distacco.

Cuocete per i canonici 5/6 minuti per parte, quindi tagliate con un affilato coltello (meglio ceramica) il pezzo in listarelle di circa 0,5 cm ognuna. Se tutto ha funzionato a dovere dovreste avere una fetta di carne cotta all’ esterno con una leggera crosticina superficiale e al sangue internamente. Disponete le fette in una teglia, vanno benissimo anche quelle usa e getta di alluminio (previo filo d’olio sulla base) e copritele con le fette sottili di lardo di Colonnata, aggiungendo qualche scenografico rametto di rosmarino.

Infornate a 220° circa con il grill per qualche minuto, ad occhio tirate fuori quando il lardo inizia a disfarsi e aggiungete la salsa di soia q.b.

Lasciate sale e pepe a discrezione dei commensali perchè dovrebbe essere gia salata a sufficienza.

Servite sul piatti caldi con un insaltina di stagione, non rucola perchè fa tanto Milano anni 90.

Anche se prediligo i bianchi suggerisco di abbinarla ad un Morellino o un Chianti classico.

Questo dovrebbe essere l’aspetto dopo la cottura sulla piastra

 

Gamberi e pancetta

Prendo spunto dal post dell’ amico Davide Mana sulla ricetta per il coniglio

href=”http://strategieevolutive.wordpress.com/2011/12/04/coniglio-alla-disperata/” title=”Coniglio alla disperata”>

Per suggerire una ricetta di mare, ovvero Gamberi & pancetta oppure l’arco per chi non ha problemi di colesterolo e calorie.
Per 4 persone
Prendete dei gamberoni grossi, se li trovate freschi meglio, altrimenti anche congelati (in questo caso lavateli con l’ aceto così si leva l’ odore di ammoniaca) direi tre a cranio. Se avete amici a cena come i miei fate anche 5.
Apriteli con le forbici sulla schiena onde evitare scene indecorose a tavola.
Fasciateli con pancetta o lardo e fissate con uno stecchino.
In una padella scaldate olio EVO con uno spicchio d’ aglio e un peperoncino. Nel frattempo preparate del riso da cuocere con un po di brodo.
Quando l’olio e’ caldo buttate i gamberi in padella, fateli andare per un po’. Quando il riso e’ quasi pronto unitelo ai gamberi come fondo.
Servito caldo con Vermentino di Gallura o prosecco di Valdobbiadene a seconda dei gusti.