Miami&the Keys…con un tocco di Everglades!

2° puntata

Dove eravamo rimasti? Nelle Keys!

keyKey West e’ una cittadina in stile coloniale, dove Ernest Hemingway ha vissuto per un certo periodo: ora Key West e’ frequentata da molti turisti, tanti pensionati americani che si trasferiscono qui con le loro enormi roulette e sedicenti artisti di strada e non. Duval Street e’ una delle vie più frequentate, ricca di locali, alcuni particolarmente trash, e con negozi turistici e di bassa qualità: niente di che insomma. Dopo una cena thailandese e una passeggiata lungo Duval Street, ci siamo seduti in un pub per assaporare l’ennesimo mojito (deludente) e la musica di un gruppo che si esibiva dal vivo.

IMG_4188IMG_4189La mattina dopo abbiamo giracchiato a piedi finendo in coda (ebbene si’) per fare la foto di rito dal “US 1 Mile Marker 0”, abbiamo mangiato cibo cubano in una sorta di Street Food Bistrot e ci siamo rimessi in auto per andare a visitare il Dolphin Research Center a Grassy Key. A dispetto delle mie aspettative, la visita e’ stata molto interessante: era tardi per scegliere uno dei programmi offerti dal centro, ma abbiamo avuto tempo e modo di assistere ad alcune attività d’interazione delfini e bambini e di esercizi vari.IMG_4182

E’ sempre emozionante guardare da vicino gli occhi di un delfino… IMG_4334

La sera rientriamo a Miami e dopo aver preso possesso del nuovo hotel, ci dirigiamo in Lincoln road per cenare in un ristorante cubano del quale ricordo solo l’ottima sangria che ha innaffiato la cena!

La mattina dopo facciamo ancora qualche ora di sole nel posto ormai “nostro” a sud di SoBe, poi andiamo a salutare un’amica che lavora come curatrice al Wolfsonian Foundation e che gentilmente ci fa visitare il Museo e i nuovi allestimenti.

A questo punto, arriva il momento di accompagnare un elemento del gruppo all’aeroporto: rientrava prima perché voleva fermarsi qualche giorno a Paris Photo, cosa che non ha poi potuto fare a causa degli attentati avvenuti proprio appena arrivato…pazzesco!

Noi tre rimasti a Miami decidiamo di cenare messicano in Española Way, altra zona pedonale più breve di Lincoln Road, ma con un’atmosfera più calda rotta solo dall’arrivo di alcuni “easy riders” di nuova generazione con le loro pacchianissime bikes…ma anche questo fa parte di Miami, e degli Stati Uniti in generale!

IMG_4193La mattina dopo Stefano ed io andiamo nelle Everglades per fare il classico giro sugli Airboat.

Non c’e’ bisogno di prenotare: ci presentiamo da Coopertown, uno degli storici organizzatori di questo genere di tour, e siamo stati subito inseriti nel giro di un’ora che include una ventina di minuti di spiegazione sulla flora e fauna locali. Ovviamente si parla soprattutto di alligatori e di boa (questi ultimi fatti arrivare dal Sudamerica come animale domestico e poi abbandonati nelle Everglades quando le dimensioni non sono più gestibili e non si riescono più a sfamare…).

IMG_4208Devo dire che il giro per quanto turistico, mi e’ piaciuto molto: belle le distese a perdita d’occhio di paludi e mangrovie, qualche alligatore qua e là, ormai assuefatto al rumore dei barconi.

IMG_4212A fine giro ho colto l’occasione e ho tenuto in mano, anzi a due mani, un alligatore di 4 anni, sicuramente sedato: e’ stata una strana sensazione toccare la sua pelle…

Per evitare la calura delle ora centrali in una zona paludosa, ci siamo poi diretti a Key Biscayne, un’isola raggiungibile tramite il bel Rickenbacker Causeway, ricca di spiagge di sabbia dorata e quartieri con ville da sogno! Key Biscayne è una miscela suggestiva di gusto locale con piccole boutique, ristoranti di pesce fresco (abbiamo pranzato in un ristorante uruguaiano gustando un idilliaco tonno appena scottato in crosta di semi di sesamo e un ottimo carpaccio di tonno…) e meta di un turismo rilassato.

IMG_4216Dopo pranzo, siamo entrati nel Cape Florida State Park e abbiamo visitato lo storico faro dal quale si godeva un panorama incredibile.

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Siamo quindi rientrati a Miami South Beach in tempo per goderci l’ultimo mojito della vacanza in un top floor bar su ocean drive IMG_4067seguito poi da una cena in un ristorante su Collins Avenue.Ed eccoci arrivati all’ultimo giorno e agli ultimi giri di shopping per i regali di rito accompagnati da un’intensa pioggia tropicale che ha continuato a disturbare anche il primo tratto del volo di rientro…decisamente poco piacevole…

L’elemento che ho/abbiamo patito, come al solito, e’ stata l’aria condizionata nei luoghi chiusi: in alcuni casi gestibile, in altri veramente disumana! Mi chiedo perché si debba consumare così tanta energia per raffreddare i locali in stile polare e poi bere acqua o bibite varie con altrettante tonnellate di ghiaccio. Su questo punto non ci siamo proprio…ma per il resto, che dire del viaggio? Sembrava di essere dentro una puntata di Miami Vice o CSI Miami…ma gli Stati Uniti sono proprio quelli dei film!

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