Nasce Locked, rivista di smartfotografia

unnamedOggi parliamo di una nuova uscita editoriale perchè nasce Locked, rivista di smartfotografia.

Un tempo la qualità delle fotografie fatte con lo smartphone non era all’altezza, poi le aziende hanno scommesso tutto su questa funzione. La  community vive online ma, il giornale resta il luogo di riflessione, per questo nasce Løcked.

Locked è il primo giornale-community per chi coltiva la passione della fotografia scattata e trattata attraverso smartphone e app. Luoghi, persone, moda, reportage. Una community online per mostrare e condividere le proprie fotografie, un giornale che ogni sei mesi seleziona il meglio dalla community e lo nobilita raccontandolo su carta.

Locked è una rivista, ma è soprattutto una community di appassionati di fotografia realizzata con lo smartphone. In edicola in abbinamento ad Arbiter

Per condividere l’hastag  è#lockedart, il nostro account Instagram è
@Lockedmagazine.

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L’ abito non fa il monaco

Cosa c’entra il famoso proverbio L’ abito non fa il monaco con la fotografia ? Diciamo che è lo spunto una riflessione sul quello che è la cosiddetta immagine.

manfrotto-pocketglif

il cavalletto mi pare esagerato..

Ma non parliamo di immagine come simulacro di fotografia ma, dell’ immagine che il fotografo proietta all’ esterno di se stesso.
Solitamente il mio zaino è pesante e stipato di reflex e teleobiettivi piuttosto ingombranti e vistosi ma, molte volte ci sono occasioni in cui un semplice iPhone (che non ho) o una semplice compatta sarebbe ampiamente sufficiente.
Non voglio fare questioni di qualità, perché la qualità dei telefoni ormai è al pari di molte macchine fotografiche (vedi il lavoro DLLD di Fredi Marcarini realizzato tutto con iPhone) ma di immagine.

L’ autorevolezza del fotografo è data dal suo lavoro o da come si presenta?

Se mi presentassi con un telefonino invece che con una reflex otterrei la stessa considerazione o rischierei di far passare l’ immagine di uno il cui lavoro non vale nulla?

Attenzione non parlo di una critica al lavoro da parte di intenditori che vanno direttamente al sodo, ovvero al prodotto finito ma, della percezione della gente comune.

P.s. ho già un idea del commento di Fredi a questo post…