Fotografia e Maschere

volete vedere cosa c’è dietro la maschera ?

No, tranquilli non parliamo della fotografia della maschere di carnevale a Venezia, ormai più inflazionate dei gattini, ma di qualcosa di più complesso.

Mentre leggevo un intervista a Joel Peter Witkin un passaggio frase mi ha colpito:

È per questo che sei così affascinato dalle maschere?

Anch’io me lo sono chiesto. La maschera nasconde qualcosa a cui la gente da molta importanza: i loro volti e le loro espressioni.

Vuoi dire che i loro volti e le loro espressioni traggono in inganno? E che per evitare questo inganno li nascondi sotto delle maschere?

Esattamente. Mascherarsi è anche un modo comune per camuffare o annullare la propria identità, mentre, se indossi una vera maschera, la tua identità e il tuo carattere sono esplicitamente dichiarati. Insomma io uso le maschere per fare chiarezza. Voglio invertire le funzioni, come inverto i riferimenti della storia dell’arte.

Nascondi la maschera metaforica mettendone una fisica sui loro volti!

Giusto. A volte lavoro con attori teatrali, che hanno una forte caratterizzazione, e occasionalmente questa funziona bene per quello che voglio fare. Ma la maggior parte delle volte non è così ed esprimono il contrario di quello che vorrei dire. È come se qualcuno volesse prendere un autobus per andare in un posto, ma il percorso del mezzo è stato cambiato a sua insaputa e alla fine si ritrova dove non voleva andare.

vi bastano due occhi così ?

In questi passaggi ho ritrovato qualcosa di molto affine al mio modo di fotografare ed ai miei progetti. Da tempo porto avanti il mio progetto “senza volto”, è il classico lavoro work in progress si modifica mentre lo guardo. E’ un mio progetto personale e non ho quindi una scadenza o una committenza che mi stabilisca delle regole o degli standard.

Quello che voglio rappresentare è una fotografia che trascenda dalla bellezza, dalla fisicità o dalla capacità espressiva del modello. Troppo spesso il successo della fotografica è dato dalla bravura della modella o dal make – up azzeccato o da una post produzione di alto livello. Quante volte si salta il contenuto della fotografia per guardare solo il soggetto e, quante volte una foto anche composta e pensata in maniera intelligente viene cassata o ignorata perchè si reputa la modella/modello non all’ altezza ?

cosa si nasconde sotto la maschera ?

Se questo può essere lo standard nei lavori commerciali, in questo progetto personale ho voglia di poter andare contro queste cose e lasciare l’ essenza della fotografia.

Allora semplifichiamo, leviamo una o più variabili nella costruzione della fotografia e rimaniamo con l’ essenza della stessa.

Non è facile trovare una modella che sia a proprio agio a posare mascherata perchè cambia il rapporto che si ha con la propria immagine e quindi è difficile essere naturale; molte volte queste  mie immagini sono state utilizzate per cover o per ambientazioni che nulla avevano a che vedere con lo scopo dello scatto ma questo possiamo considerarlo un “effetto collaterale” .

Lezioni di fotografia – Helmut Newton

Prendendo spunto da un intervista rilasciata dal maestro della fotografia Helmut Newton vediamo di discutere dei suoi consigli.
Tenete conto che Lui fotografava solo in pellicola e che ci ha lasciato da alcuni anni purtroppo anche se la sua arte rimane.

fatela voi una foto così nel 1980

1. Appunta le tue idee

“Investo molto tempo nella preparazione. Penso a lungo a ciò che voglio realizzare. Ho libri e piccoli quaderni, nei quali scrivo tutto prima di una seduta fotografica, altrimenti dimenticherei le mie idee. Non godo di grande memoria.”

La fotografia deve essere pensata, non esiste la fotografia fatta per caso se non in alcuni rarissimi eventi. Prima bisogna avere in mente l’ immagine finale e poi si procede a ritroso recuperando tutto quello che serve per realizzare l’ immagine. Prendere appunti a mano o su qualche dispositivo serve per ricordasi e dare ordine alle proprie idee.

2. Metti a suo agio il tuo soggetto

“Le persone comuni, davanti ad un obiettivo, non si comportano come le modelle: le modelle sono pagate per star lì. Un’attrice si sente fragile davanti l’obiettivo. Tutte le donne si sentono fragili, ma un’attrice più delle altre e lo capisco benissimo. È un tale rischio per loro, e hanno davvero tante ragioni per sentirsi vulnerabili. Quando si ha simpatia per la persona che si fotografa e si vuol fare una buona foto, bisogna procedere con molta cautela e metterla a sua agio.”

Se tralasciamo l’apertura sulle attrici – non credo che molti di noi avranno molte chances di fotografare un’attrice, il resto ci presenta una verità assoluta! Chi non è abituato rimarrà a disagio davanti a macchina fotografica, flash e altro. Sopratutto se la macchina fotografica è grossa e imponente. Quindi prima di fotografare parliamo, discutiamo e poi alla fine, quando si è instaurato un rapporto di fiducia tiriamo fuori l’ attrezzatura.
Preparatevi perché le vostre indecisioni si riflettono sull’umore del soggetto.

3. Libera l’indole

“Io comincio facendo ciò che ho pensato di fare. Poi mi faccio un giro e quando torno provo a cercare altre vie. Ma arrivo molto presto a un punto di saturazione, oltre il quale  tutto questo cercare mi infastidisce e mi dico che la mia prima idea era quella giusta. Ho una capacità di attenzione limitata, è per questo che non saprei fare un film. Per me, un lavoro che duri più di due giorni non è un buon lavoro. Come quando ero campione di nuoto: vincevo sui 100 metri e sarei stato ancora più forte sui 50.″

Partiamo con l’idea di scatto che ci eravamo preparati. Quando abbiamo lo scatto che avevamo previsto possiamo iniziare a spaziare e cercare qualcosa di originale.

 

4. Anche brutte foto, ma solo se funzionali al progetto

“Spesso cerco di fare delle ‘brutte foto’. Certo non posso fare a meno di lavorare meticolosamente, ma mi piace che le fotografie sembrino sbagliate. È per questo che ho abbandonato il Kodachrome: ha una grana troppo fine, è troppo professionale. Preferisco i colori sparati, che fanno pensare a un errore nello sviluppo. Il colore brutto mi piace, purché non sia davvero orribile, e anche le foto di traverso. Mi capita di tenere la macchina un pò di traverso, quanto basta perché la foto non sia troppo perfetta. Non penso mai al gioco grafico, o, se ci penso, è per evitarlo. Mi piacciono di più i lampadari che vengono fuori dalla testa delle persone. Li trovo divertenti, perché fanno parte di quelle cose che mi avevano proibito di fare.”

Premessa, Lui era un genio e si poteva permettere certe cose, noi no. Se vogliamo sperimentare, fare ricerca e un nostro percorso interiore possiamo farlo dopo aver fatto quello che serviva.

Troppo spesso si spacciano foto brutte, sbagliate e insignificanti (per carenze tecniche e creative del fotografo) per ricerca e sperimentazione.
Le regole e la tecnica sono le basi sulle quali costruire la nostra arte fotografica, si capisce subito se qualcuno sbaglia di proposito o se sbaglia perchè non è capace.
Ernest Hemingway, pur non essendo un fotografo, ci lascia un monito incontrovertibile: “le regole sono fatte per essere infrante, ma solo dopo averle imparate”.

5. Non buttare via nulla

“Le foto che scelgo quando i provini tornano dal laboratorio non sono quelle che sceglierei un anno dopo. È un fenomeno interessante – e una prova del fatto che non bisogna buttare niente. Tutto cambia, le nostre idee sulle cose cambiano.”

Tutto si evolve, il gusto, la sensibilità e il nostro modo di essere. Le foto che si scattano oggi sono diverse da quelle di 10 anni fa. Pochi sono i ritratti “senza tempo” prerogativa di grandi Maestri.

Rivedere i propri scatti vecchi consente di capire la propria evoluzione, i propri progressi e la diversa sensibilità maturata nel tempo.

Intervista con il fotografo Juha Arvid Helminen

InTheNameOfTradition

In The Name Of Tradition

Oggi ritorna la rubrica intervista con il fotografo, ospite di oggi è il fotografo finlandese Juha Arvid Helminen. Se scendete trovate la versione in inglese dell’ intervista.

Il tuo è uno stile particolare, a chi ti sei inspirato

Credo di essere sempre stato  ispirato dal lato più oscuro della umanità. Nelle mie opere  è possibile vedere le influenze dal maestro olandese Wilhelm Hammeshoi così come quelle di molti altri fotografi.

Quali sono i tuoi progetti attuali e futuri

Al momento io sono il direttore di RIVO Magazine, una rivista fondata da me e dai miei amici. Si tratta di un progetto sulla sessualità degli umani. Io, sono stato quello che ha coperto la gente dalla testa ai piedi in modo da indovinare chi si celasse sotto, volevo andare verso l’altra estremità dello spettro. Ora sto sperimentando la scultura, vedremo come va. Ho sempre avuto problemi con la natura clinica della fotografia ed è per questo che mi propongo di fare ogni sorta di cose, di sporcarsi le mani. In breve, non c’è nessuna storia d’amore tra me e le mie macchine fotografiche. E’ solo uno strumento tra gli altri.

Humanity

Humanity

Che attrezzatura usi 

Ho una Canon 5D Mark II, ma, come ho detto, per me è solo uno strumento.

Le tue foto denotano un grosso lavoro di post produzione, qual’ è la tua opinione in merito ?

Io non sono un documentarista, non vedo problemi nell’ uso di photoshop per modificare le immagini. Nel mio lavoro  è fondamentale a causa del budget, semplicemente non ho abbastanza fondi per creare eserciti di fronte alla telecamera.
Ecco perché lo faccio in post produzione. In generale mi piace spendere un sacco di tempo con un’immagine su cui sto lavorando e il fotoritocco consente questo.

Hai usato la raccolta di fondi sul web per il tuo progetto. Pensi che questo possa essere il futuro per la fotografia ?

In Finlandia, abbiamo molti finanziamenti per l’ arte che sono di grande aiuto in progetti creativi. Sono felice di averne ricevuto alcuni  di tanto in tanto, in quanto non sono facili da ottenere. Ho la fortuna di avere un bella base di fan, e quindi ho sentito che era una buona scelta provare con Indiegogo per la ricerca di finanziamenti per sostenere le spese del lavoro e di viaggio per la mostra personale d’Irlanda questa estate. E’ stato bello anche per dare qualcosa alla persone che sono interessate al mio lavoro e partecipano alla campagna.

Potete supportare il lavoro di Juha aderendo alla sua campagna Indiegogo

DOGMA

Dogma

English Version

1) your style is particular, what has inspired you ?

BlackWedding

Black Wedding

I guess I’ve always been inspired by the darker side of humanity.In my art work you can see influences from the Dutch master Wilhelm Hammeshoi as well as many photographers.
2) what are your projects in progress and future ?
At the moment I’m the editor in chief of RIVO Magazine, a magazine founded by me and my friends. It deals with humans’ sexuality. I’ve been covering people up from head to toe so I guess I wanted to go to the other end of the spectrum. I’m now also experimenting with sculpture, we’ll see how it goes. I’ve always had issues with clinical nature of photography and that’s why I aim to do all sorts of other
things as well, to get my hands dirty. In short, there’s no love affair between me and my cameras. It’s just a tool among others.
3) Which uses equipment?
I have Canon 5D Mark-II but, as I said, for me it’s just a tool.
4) Your photos have a lot of post production work. What ‘ is your opinion on’ use of photo editing ?
As I’m not really a documentarist, I see no issues in photoshopping images. In my art work it’s crucial because of the budget – I simply don’t have enough founds to create armies in front of the camera.
That’s why I do it in post production. Generally I love to spend a lot of time with an image I’m working on and photo editing enables this.

The Capinet

5) You used to raise funds to finance your project , you think it might be the way for the future of photography ?
In Finland we have lots of different art grants that are a big help in creative projects. I’m happy to have received some as well, occasionally. But as they are not easy to get and I’m lucky to have a
nice fan base, I felt that it was a good choice to go with Indiegogofor funding new work and travel costs for the Ireland’s solo exhibition this summer. It’s also great to give something back to the
people who are interested in my work and take part in the campaign.

QueenOfTheInvicipleEmpire

Queen Of The Inviciple Empire

Optimisim

Optimisim