Ancora di copertine e libri

coverCome avevamo parlato la settimana scorsa parliamo ancora di copertine e libri. Oggi parliamo del volume uno, ovvero il prequel di quello presentato la settima scorsa.

Vediamo i dettagli tecnici, la foto è un crop dell’ immagine originale. Nell’ immagine originale si vedeva l’ intera modella ma l’ autore del libro ha voluto un immagine più intrigante ed ha preferito lasciare spazio all’ immaginazione.

Si è quindi proceduto con un taglio estremo lasciando solo le mani con la loro ombra. La scelta della luce del bazzo drammatizza molto la scena creando ombre dure che ben si sposano allo scopo dell’ immagine.

Il set prevedeva la modella vestita di una semplice camicia bianca, pantaloni e stivali da cavallerizza , un frustino e dei guanti a completare la mise. La solita D700 stavolta in accoppiata al datato ma, sempre valido 17-35 f/2,8 utilizzato alla minima apertura.

Diaframma chiuso a f/16 per mantenere le ombre e i dettagli, 1/200 e un singolo flash in basso per creare il contrasto drammatico. Conversione in BN con Light room e successivo crop con Photoshop.

Forse la sedia in rattan non era il massimo ma ci si è dovuti adattare a quello che era presente nella location.

Lettering a cura del cliente

Se vi interessa il genere il libro lo trovate qui

 

Fotografia medica

155Parlare di fotografia medica non equivale certo a parlare di foto di medici o di infermieri. Il genere è quello che riguarda tutta la sfera sanitaria, che si parli di medici, dentisti, farmaci o ospedali.

Fotografia medica come ?

Nella fotografia di stock tira sempre molto ma, quello che si richiede è sempre un immagine rassicurante, medici sorridenti, atmosfere solari (fateci caso sfogliando una semplice rivista o una pubblicità) non vedrete mai un dentista arrabbiato (forse perchè pensa al suo conto in banca ma, questo è un altro discorso).

Il problema diventa quando richiedono foto che trasmettano paura, timore ed inquietudine a carattere medico – sanitario.aa

Per prima cosa utilizziamo delle tonalità fredde, nella sfera del blu che trasmettono una sensazione di distacco. In secondo luogo, cerchiamo di spersonalizzare la figura eliminando ogni riferimento al viso lasciando alle mani il compito di trasmettere le sensazioni che ci interessano.

Come asset utilizziamo una siringa che, inconsciamente tutti associano al dolore della puntura, e quindi trasmette a prima vista una sensazione sgradevole. La figura sullo sfondo in nero, completamente all’ opposto del tipico colore bianco che viene associato alla sfera medica contribuisce a spiazzare l’ osservatore lasciandolo in balia di sensazioni contrastanti. L’ illuminazione dura, dal basso, enfatizza le ombre creando contrasti forti tali da accentuare l’ impressione di disagio.

Ovviamente questo è un caso particolare, appositamente esagerato, dove le regole della fotografia di stock vengono stravolte per l’ esigenza del cliente.

Guanti per fotografia

Dopo aver parlato di che guanti utilizzare per la fotografia in questo articolo, vediamo i pro i contro dei guanti più comuni per fotografia

seta

Pro:Ottima sensibilità
Contro:Scarso isolamento termico

Pro:robustezza e praticità
Contro:rigidi

Pro:Caldi
Contro:scarsa sensibilità

Pro:sensibilità
Contro:scarso isolamento termico

Pro:isolamento termico
Contro: Impossibilità di utilizzare i comandi

Fotografare con i guanti

guanti

la mia socia fotografa con guanti aderenti senza problemi

Con l’ arrivo del freddo e delle temperature rigide ci si pone l’ interrogativo su come fotografare con i guanti. Ognuno ha le sue soluzioni magari derivate da esperienze accumulate nel corso degli anni oppure si industria adattando soluzioni che provengono da esperienze in altri campi non propriamente fotografici. Nel corso degli anni ho provato anche io diverse soluzioni anche se devo dire che solitamente non patisco tantissimo il freddo alle mani.

Prima di scegliere o di pontificare sulla soluzione ottimale occorre vedere l’ ambito in cui ci si muove anche perchè, come sempre, non esiste una soluzione univoca a tutto.
Vediamo i problemi che ci possono porre innanzi.

[hero_unit]
Clima Esterno
[/hero_unit]
Dobbiamo proteggerci solo dal freddo o anche da pioggia ed umidità? Nel primo caso possiamo pensare a guanti in pile o altri materiali caldi, nel secondo caso dobbiamo pensare a materiali che non si inzuppino.
[hero_unit]
Macchina Fotografica
[/hero_unit]
Una macchina di tipo professionale con i comandi ben disposti e non seppelliti in complicati menù è più semplice da gestire di una piccola compatta con comandi e pulsanti microscopici.
[hero_unit]
Attività Collaterali
[/hero_unit]
Dobbiamo solo fotografare e poi risaliamo in macchina e torniamo al caldo e all’ asciutto o dobbiamo fare altre attività outdoor come camminare nella neve/arrampicare o altro? Nel secondo caso ci serviranno dei guanti adatti all’ attività che dobbiamo svolgere.

Tenuti fissi questi paletti posso consigliare, quale soluzione per la maggior parte delle occasioni, l’ utilizzo del doppio guanto. Un guanto sottile ed aderente a contatto con la mano che consenta la giusta sensibilità e la pressione dei pulsanti e sopra eventualmente un guanto più spesso, caldo ed imbottito da levare quando si deve usare la macchina fotografica. Mi raccomando la dimensione dei guanti, un guanto grosso è inutile e non vi consentirà di avere la giusta sensibilità.
Si possono usare anche i guanti in pelle o gomma ma ne riparleremo.