Cinema e fotografia

Superman_ReturnsSegnalo volentieri questo film che ben si sposa con il post sui fumetti . Qui si parla di cinema e fotografia e precisamente del film  Superman Returns dove appare il fotografo del Daily Planet (il giornale dove lavora in incognito Superman e la sua fidanzata Lois Lane) Jimmy Olsen con una nuovissima Nikon e un teleobiettivo 80-400 (non proprio quello che si dice un obbiettivo per il fotogiornalismo).

Purtroppo per lui non riuscirà nell’ impresa di fotografare le gesta dell’ Uomo d’ acciaio, anche perchè se impugna la macchina fotografica in quel modo.

Nelle prossime occasioni vedremo di trovare altri films che vedono protagonisti o comprimari fotografi e cercare di capire se sono veri fotografi.

 

Fotografia e Fumetti – Peter Parker

Secondo appuntamento con la rubrica fumetti e fotografi.
Oggi diamo spazio ad un altro famosissimo personaggio dei fumetti che di mestiere fa il fotografo, ovvero Peter Parker alis Uomo Ragno o Spiderman.

uomoragnoTutti conoscono l’ Uomo Ragno e la sua storia, anche se la Marvel ha sviluppato una miriade di cloni, universi paralleli e alter ego per cui se non si è esperti è difficile riuscire a districarsi. Comunque a noi poco importa, l’ importante è la figura di Peter Parker  che sfrutterà economicamente i suoi poteri solo come fotografo, diventando reporter “ufficiale” delle gesta dell’Uomo Ragno per il quotidiano Daily Bugle dell’arcigno e burbero J. Jonah Jameson, che cerca sempre in tutti i modi di sottopagare le foto – esclusive – di Peter.
Anche nella trasposizione cinematografica il personaggio mantiene la sua professione e, in un era digitale continua a scattare con la reflex a pellicola con un piccolo obbiettivo (ad occhio un 135mm) rigorosamente con la marca cancellata.
Le stampe che appaiano durante gli scontri tra il direttore e il povero Peter sono assolutamente irreali e non proporzionali alla macchina con cui sono stati scattati.

Nei fumetti sembra avere una fotocamera che ricorda una Leica o un altra fotocamera a telemetro.
Peter è sempre combattuto tra la necessità di non rivelare la sua identità e il suo dovere di cronista e quindi non può avere le foto degli eventi più sconvolgenti in quanto è impegnato nel suo dovere di super Eroe. In uno dei film cerca di rimediare con degli autoscatti per fornire al Direttore un esclusiva dell’ immagine dell’ Uomo Ragno, ma non riesce nel suo intento.

Fotografia e Fumetti – Valentina

Oggi inauguriamo un nuovo ciclo di articoli sulla contaminazione tra Fotografie e Fumetti. Iniziamo quindi con un personaggio dei fumetti che è un fotografo, o meglio una fotografa.

VALENTINA disegnata da Guido Crepax
Valentina di Crepax

da wikipedia: Guido Crepax, al secolo Guido Crepas (Milano, 15 luglio 1933 – Milano, 31 luglio 2003)
Il nome Valentina, legato al fumetto riporta subito alla mente Guido Crepax , uno dei maestri italiani del fumetto d’autore.
Tutti associano al fumetto di Crepax un classico dell’ erotismo degli eroi di carta, o come direbbe il Maestro Bonelli delle “nuvole Parlanti” , alcuni, per sentito dire; i più, per aver letto le sue storie.
Dopo i tentennamenti iniziali, quando i connotati del personaggio non erano ancora definiti, Valentina si è imposta come fotografa di moda, che si è divisa tra le sessioni in studio (in corso Sempione, a Milano), le scenografie esterne e le location all’aria aperta.
Anche se il disegno la rappresenta più come una modella che come una fotografa, sopratutto per le sue mise che non lasciano nulla all’ immaginazione Valentina ha attraversato oltre trentacinque anni di carriera, datati dalla prima apparizione nella terza puntata di Neutron, personaggio dalla cui costola è nata a pagina 73 del numero quattro di Linus.
Uno dei fumetti più longevi del panorama italiano.
La macchina fotografica a volte, è stata soltanto un elemento grafico buono per completare la composizione di una tavola, ma in diverse occasioni è stata l’autentica protagonista della storia: a partire da Ciao Valentina, del 1966, nella quale dettagli casualmente e involontariamente inclusi nel secondo piano di fotografie di moda svelano un omicidio (singolare parallelo con il film Blow up, di Michelangelo Antonioni, al quale l’episodio è cronologicamente anteriore).
Addirittura, in Valentina assassina, del 1975-76, la macchina fotografica è a lungo sospettata di essere l’arma di una misteriosa serie di omicidi.
Nel corso dei decenni, Valentina ha utilizzato macchine fotografiche diverse, anche se le preferite sono rimaste sempre la Rolleiflex biottica (soprattutto), la Rolleiflex SL66 e l’Hasselblad completa di cappuccio rigido di messa a fuoco con lente di ingrandimento. Più raramente, si sono viste alcune reflex 35mm; qualche volta, sono apparsi apparecchi a banco ottico.
Alla fine degli anni Ottanta,  Valentina è stata testimonial della Fuji.
Si ringrazia Massimo Rebuzzini per la documentazione