Intervista con il fotografo Juha Arvid Helminen

InTheNameOfTradition

In The Name Of Tradition

Oggi ritorna la rubrica intervista con il fotografo, ospite di oggi è il fotografo finlandese Juha Arvid Helminen. Se scendete trovate la versione in inglese dell’ intervista.

Il tuo è uno stile particolare, a chi ti sei inspirato

Credo di essere sempre stato  ispirato dal lato più oscuro della umanità. Nelle mie opere  è possibile vedere le influenze dal maestro olandese Wilhelm Hammeshoi così come quelle di molti altri fotografi.

Quali sono i tuoi progetti attuali e futuri

Al momento io sono il direttore di RIVO Magazine, una rivista fondata da me e dai miei amici. Si tratta di un progetto sulla sessualità degli umani. Io, sono stato quello che ha coperto la gente dalla testa ai piedi in modo da indovinare chi si celasse sotto, volevo andare verso l’altra estremità dello spettro. Ora sto sperimentando la scultura, vedremo come va. Ho sempre avuto problemi con la natura clinica della fotografia ed è per questo che mi propongo di fare ogni sorta di cose, di sporcarsi le mani. In breve, non c’è nessuna storia d’amore tra me e le mie macchine fotografiche. E’ solo uno strumento tra gli altri.

Humanity

Humanity

Che attrezzatura usi 

Ho una Canon 5D Mark II, ma, come ho detto, per me è solo uno strumento.

Le tue foto denotano un grosso lavoro di post produzione, qual’ è la tua opinione in merito ?

Io non sono un documentarista, non vedo problemi nell’ uso di photoshop per modificare le immagini. Nel mio lavoro  è fondamentale a causa del budget, semplicemente non ho abbastanza fondi per creare eserciti di fronte alla telecamera.
Ecco perché lo faccio in post produzione. In generale mi piace spendere un sacco di tempo con un’immagine su cui sto lavorando e il fotoritocco consente questo.

Hai usato la raccolta di fondi sul web per il tuo progetto. Pensi che questo possa essere il futuro per la fotografia ?

In Finlandia, abbiamo molti finanziamenti per l’ arte che sono di grande aiuto in progetti creativi. Sono felice di averne ricevuto alcuni  di tanto in tanto, in quanto non sono facili da ottenere. Ho la fortuna di avere un bella base di fan, e quindi ho sentito che era una buona scelta provare con Indiegogo per la ricerca di finanziamenti per sostenere le spese del lavoro e di viaggio per la mostra personale d’Irlanda questa estate. E’ stato bello anche per dare qualcosa alla persone che sono interessate al mio lavoro e partecipano alla campagna.

Potete supportare il lavoro di Juha aderendo alla sua campagna Indiegogo

DOGMA

Dogma

English Version

1) your style is particular, what has inspired you ?

BlackWedding

Black Wedding

I guess I’ve always been inspired by the darker side of humanity.In my art work you can see influences from the Dutch master Wilhelm Hammeshoi as well as many photographers.
2) what are your projects in progress and future ?
At the moment I’m the editor in chief of RIVO Magazine, a magazine founded by me and my friends. It deals with humans’ sexuality. I’ve been covering people up from head to toe so I guess I wanted to go to the other end of the spectrum. I’m now also experimenting with sculpture, we’ll see how it goes. I’ve always had issues with clinical nature of photography and that’s why I aim to do all sorts of other
things as well, to get my hands dirty. In short, there’s no love affair between me and my cameras. It’s just a tool among others.
3) Which uses equipment?
I have Canon 5D Mark-II but, as I said, for me it’s just a tool.
4) Your photos have a lot of post production work. What ‘ is your opinion on’ use of photo editing ?
As I’m not really a documentarist, I see no issues in photoshopping images. In my art work it’s crucial because of the budget – I simply don’t have enough founds to create armies in front of the camera.
That’s why I do it in post production. Generally I love to spend a lot of time with an image I’m working on and photo editing enables this.

The Capinet

5) You used to raise funds to finance your project , you think it might be the way for the future of photography ?
In Finland we have lots of different art grants that are a big help in creative projects. I’m happy to have received some as well, occasionally. But as they are not easy to get and I’m lucky to have a
nice fan base, I felt that it was a good choice to go with Indiegogofor funding new work and travel costs for the Ireland’s solo exhibition this summer. It’s also great to give something back to the
people who are interested in my work and take part in the campaign.

QueenOfTheInvicipleEmpire

Queen Of The Inviciple Empire

Optimisim

Optimisim

Intervista con il fotografo – Nicola Zanichelli

Oggi ritorna la rubrica “intervista con il fotografo” ed abbiamo ospite un fotografo italiano, Nicola Zanichelli.

Nicola ZanichelliSe volete vedere tutti i suoi lavori potete seguirlo sul suo sito, ma adesso godiamoci l’ intervista.

1) Come ti definiresti? Un fotoamatore, un fotoamatore evoluto, un fotografo e basta
Innanzi tutto, lascia che ti faccia i complimenti per questo blog, e queste tue interviste che trovo sempre molto interessanti, ma ora veniamo alla tua domanda.
Sicuramente un fotoamatore, ma nel vero senso della parola, cioè amo fotografare.
Ma andrei anche oltre, per me la fotografia è diventata una vera dipendenza.

2) I tuoi lavori sono sempre molto “eterei” , come sospesi nel tempo, come mai questa scelta?
Vero, questo perché il genere di ritratto che più amo, è il ritratto ambientato, e in particolare vintage e retrò. Quello che cerco sempre di ottenere nei miei ritratti è l’armonia tra i tre elementi che lo compongono; modella, ambiente, abito.
Anche in presenza di location importanti o di particolare bellezza, il centro di tutto deve restare la modella. Per ottenere questo cerco sempre ragazze che siano a proprio agio negli ambienti e negli abiti che scelgo. Spesso le mie modella non sono professioniste, e molte volte sono al loro primo shooting. La scelta della modella è fondamentale per una buona riuscita del set. Non deve essere per forza una bella ragazza (anche se aiuta), ma adatta al contesto e gli abiti, che quasi sempre sono della stessa modella.
Ti faccio un esempio; se ho in mente di fare un set goth, cerco una ragazza che abbia nel suo armadio abiti goth. Questo mi da la certezza che si troverà a proprio agio in quegli abiti e in quel contesto, e di conseguenza della buona riuscita del set.
In questi casi molto spesso non serve nemmeno guidare la modella, ma saprà interagire con l’ambiente solo con qualche piccolo suggerimento.
Fondamentale è anche la post-produzione delle immagini. Per scelta intervengo in maniera molto leggera sulla “lisciatura” della pelle, perché qualche piccola imperfezione, neo, o piega, contribuisce a darmi una scatto più vero. Per lo stesso motivo, il più delle volte evito di “raddrizzare le linee”.
Al contrario intervengo in maniera più decisa sui toni dei colori. Nei miei scatti non cerco mai i colori reali, ma quelli che più contribuiscono a ricreare l’immagine che avevo pensato in fase di progetto.

3) che attrezzatura usi?
Da sempre Canon. Ora ho una Eos 5D MK-II e un numero imprecisato di ottiche, anche se solitamente ne uso solo due; un Canon 85mm F1.8 e un Canon 70-200 F4. Sono due lenti fantastiche che mi danno grandi soddisfazioni. Qualche volta “gioco” anche con l’imprevedibile lensbaby.
Facendo esterne non esco mai senza un pannello riflettente e un flash montato in un softbox.

4) qual’ è il progetto a cui sei più legato?
Tutti quelli dove l’alchimia modella location abito, ha funzionato particolarmente bene. E devo dire che grazie alla bravura delle ragazze, ce ne sono moltissimi. Ma se proprio devo citarne alcuni, per diverse ragioni, sono più legato a questi tre:
Quello con Eilidh, fatto in una antica villa in abbandono, quello con Lili fatto in abiti hippie, e quello gothic con Marta fatto in un hotel in abbandono.
Approfitto di questa tua domanda per scusarmi con molte ragazze con cui ho collaborato, perché se un set non va come ti aspetti, è sempre colpa del fotografo, è lui che sceglie e che decide, e se qualcosa non funziona evidentemente la “ricetta” era sbagliata.

5) i tuoi prossimi lavori?
Moltissimi. A breve farò un set con una coppia di ballerini di danza classica, in una delle mie location che più amo. Poi un set goth in un castello abbandonato. Ci sarà uno shooting con tre modelle ambientato negli anni ’30. Un set fantasy in abito fairy. Un altro steampunk, e tanti ancora che non posso dire… spero solo d’avere il tempo di realizzarli tutti entro quest’anno, ma so già che sarà impossibile.

Godiamoci adesso la sua gallery!
(cliccate sulle immagini per ingrandirle)

Licenziamo i fotografi!

Prendiamo spunto da questo articolo, il Chicago Sun Times ha licenziato i suoi 28 fotografi e pagherà un corso ai suoi giornalisti per insegnar loro a fare foto con il telefonino per illustrare gli articoli.

Ma ci dobbiamo scandalizzare?

imagePrima considerazione. Avevano 28 fotografi assunti, nessun giornale italiano ha così tanti fotografi dipendenti. Ormai la parte fotografica dei giornali é affidata a service esterni oppure si comprano le foto dalle agenzie. I fotografi dipendenti diretti dei giornali sono una rarità.

Seconda considerazione. In America é normale licenziare la gente dalla sera alla mattina ( così come é facile assumere) e quindi l’impatto di questa notizia é sicuramente maggiore da noi che in USA.

Terza considerazione. Molto probabilmente i fotografi licenziati si ricicleranno come free-lance oppure si aggregheranno  ad un agenzia, perché ci sono occasioni in cui non si può fotografare con l’ iPhone (immaginate lo sport) e quindi alla fine la qualità non si abbasserà molto. È sicuramente non bassa come quella di certi blasonati giornali italiani che prendono le foto dalla TV.

Perciò penso che non ci sia nulla di così sconvolgente, é il progresso bellezze, non possiamo fermarlo dobbiamo cavalcarlo.

e voi che ne dite?