L’ importante è il fine non il mezzo!

Prendendo spunto dall’ articolo di Marco Siena sui mezzi di scrittura, ho voluto  cercare un parallelo  nel campo fotografico.

I fotografi e i loro derivati (parleremo di questi prima o poi) sono nella maggior parte delle volte feticisti ossessionati dallo strumento. Nei forum e sul web ci sono migliaia di pagine dedicata all’ eterna discussione “Nikon Vs Canon” con i talebani di entrambi gli schieramenti. Poi ci sono i siti specializzati dove se ti presenti con la fotocamera della marca sbagliata vieni bannato a vita.

Prima dell’ avvento di internet, nei fotoclub si passavano le serate a discutere di linee/mm di un obbiettivo, quindi niente di nuovo sotto il sole.

La logica vorrebbe prevalere e dire che ci sono ottime fotocamere di tutte le marche, che alcune vanno meglio per un tipo di fotografia al posto di un altra, che alla fin fine i file stampati non si distinguono gli uni dagli altri ma è difficile.

Io ho superato questa fase in modo piuttosto brusco quando ho visto un grandissimo fotografo pulire le lenti del suo Summilux Leica da molti milioni delle vecchie lire con l’ angolo della camicia sul quale aveva sputato.

Atteggiamento forse snob ma vi assicuro di sicuro impatto.

Quando ero più giovane, uno dei primi concorsi/contest a cui partecipai si intitolava:

BAM acronino di by any means (con qualsiasi mezzo).

Quello mi fece capire come l’ importante sia raggiungere il risultato che ci si era prefissi e utilizzare il mezzo di conseguenza, altrimenti si rischia di diventare schiavi dell’ oggetto e si perde di vista l’ obbiettivo che ci si era prefissi.

E voi siete schiavi del mezzo?

Fotografare seriamente – parte quarta

Ben ritrovati nel nuovo anno, finiti i bagordi è ora di rimettersi a lavorare.

Lo so che c’è ancora la vecchiaccia che deve calarsi dal camino, ma non  sottiliziamo!

lo avete comprato vero?!?!?!...

lo avete comprato vero?!?!?!…

Ora siamo tornati a casa dopo aver sgomitato con altri ventisette fotografi, maledetto in tutte le lingue conosciute la vecchina che si piazzava davanti a voi e un crampo al braccio perchè avete dimenticato il monopiede.

Perfetto, fosse stato qualche anno fa sareste passati dal vostro laboratorio di fiducia, avreste lasciato i rullini e sareste andati a dormire il sonno del giusto ed invece oggi, grazie alla tecnologia, dovete ancora lavorare! E forse ancora di più di quanto abbiate già fatto, bella cosa il progresso eh…

Andiamo ad analizzare il lavoro da fare o come lo chiamano quelli che sono fighi il Workflow.

Primo Passo – Preparate una cartella sul desktop dove cacciare tutte le foto grezze, se avete riempito più di una scheda preparate più cartelle.

Utilizzando un lettore di schede (costano pochi euri) copiate i files nella cartella sul desktop. Dico copiare perchè la prudenza non è mai troppa e quindi sempre meglio avere rindondanza di files.

Stesso principio di prudenza è quello di utilizzare un lettore di schede, meglio evitare di accendere la macchina fotografica per svolgere questo compito.

Lasciate i files originali sulle schede di memoria, li cancellerete al prossimo servizio.

Riponete la macchina ed ora dedichiamoci al lavoro più fastidioso, aprite la cartella e con la visualizzazione classica iniziate a scorrere tutte le immagini. Immagini sfocate, mosse, tagliate vanno gettate subito. Senza pietà. Ci sarà tempo dopo per analizzare le altre foto.

Piccola premessa se avete scattato in raw potrebbe essere che dobbiate utilizzare un visualizzatore apposito per vedere le immagini, ne parleremo in seguito.

In questa fase vi consiglio di non usare programmi specifici (LR, ACD, PS ecc) per un motivo legato essenzialmente alla velocità di esecuzione, se avete un mac anche di più perchè vi basta premere la barra spaziatrice per avere visualizzate le immagini, e anche per evitare di creare collegamenti interni al computer.

Secondo Passo – Ora che nella vostra cartella ci sono solo le foto giuste, scremate da quelle inutilizzabili, potete procedere all’ archiviazione dei file secondo le vostre usanze. Non voglio essere io a dirvi come tenere in ordine nei vostri HD, a meno che non me lo chiediate, quindi archiviate la cartella come siete soliti e procediamo all’ editing.

 

 

Fotografare seriamente – parte terza

vorreste avere un di quegli obbiettivi eh…

Visto che vi siete ripresi dalle mangiate di questi giorni potete proseguire nella lettura di un articolo “serio”.

Quindi animo, mettete da parte la fetta di panettone e proseguite nella lettura.

Eravamo rimasti al secondo passo. Ora siete arrivati sul posto, con congruo anticipo, e potete prepararvi.

Apriamo una parentesi, “arrivare con anticipo” non è una facoltà o una scelta, è un obbligo! Se dovete fotografare una cerimonia non è che aspettano voi e quindi se arrivate tardi è come se non foste mai arrivati, quindi se siete dei ritardatari cronici…. perdete il vizio.

Se è un evento per il quale dovete ritirare un accredito aggiungete un bel margine per trovare il responsabile stampa (ne parleremo di questo…)

Terzo passo – controllo attrezzatura

Tirate fuori la macchina, montate l’obbiettivo che vi serve, controllate che la scheda sia vuota e le pile siano cariche (si lo so lo avete già fatto prima di uscire di casa, ma rifatelo) impostate i settaggi, regolate gli ISO, accendete e scattate qualche prova. Tutto a posto? Perfetto, spegnete la macchina e tenetela fuori dalla borsa ( a tracolla se è piccola o in mano se è più grossa e pesante).

Tenete a portata di mano schede di memoria, batterie, carta e penna. Se ne avrete bisogno non potete perdere tempo a cercare nello zaino o nella borsa.

Quarto passo – controllo della zona

Bene ora che siete pronti, iniziate a gironzolare per cercare di trovare il posto buono dove mettervi (anche se avendo fatto un sopralluogo dovreste già saperlo), se c’è folla conquistatevi il posto in prima fila prima che arrivi la ressa, controllate se potete usare il flash, cercate di rendervi invisibili.

Ora scattate.

Click (tratteremo le varie occasioni in maniera più dettagliata più avanti)

Click

 

Quinto passo – tornare a casa
Finalmente è tutto finito! Spegnete la macchina, mettetela in borsa e tornate a casa….vi siete ricordati tutto?!

Avete fatto uno scatto al manifesto che pubblicizza la manifestazione per ricordarvi correttamente gli estremi? Vi siete fatti dare un elenco dei partecipanti? avete lasciato i vostri recapiti ai partecipanti/addetti stampa/p.r.? Avete recuperato tutta la vostra attrezzatura (paraluce, cavalletti, borse ecc ecc)?

Bene, chiudete la borsa e andate a casa. Il lavoro grosso inizia ora, ci vediamo là la prossima volta per organizzare il lavoro di editing.

 

Manca poco! – festività incoming…

 

Il Sgt. Hartman vi augura Buon Natale

Post veloce per ricordare a tutti che il Natale è dietro l’ angolo!

Possiamo dire che per quasi tutti sarà una giornata di mangiate, riunioni con parenti più o meno simpatici e visione di film classici (Cfr. Una poltrona per due).

Dopo le feste su questo blog arriverà una nuova rubrica dedicata alla fotografia con la partecipazione di alcuni Big, ma è ancora presto per dirvi tutto.

Quindi vi lascio al Sgt. Hartman che vi ricorda cosa accadrà il 25!

“Allora oggi è il Santo Natale, il gran varietà religioso comincerà alle ore 9 e 30. Il cappellano Charlie vi farà sapere come il mondo libero riuscirà a far fuori il comunismo”

Fotografare seriamente – parte seconda

Allora ci siamo, avete fatto il grande salto comprando la reflex, vi siete appassionati, avete riempito i vostri HD di tramonti,  gattini,  panorami.

La vostra galleria su Flickr riceve apprezzamenti e frequentate  i forum dove vi scannate perchè nelle foto postate l’ orizzonte è ruotato di 10px oppure la MAF non è perfetta sul terzo occhio della libellula.

Siete sereni e il vostro prossimo traguardo è il concorso della parrocchia con successiva mostra collettiva organizzati allo scopo di raccogliere fondi da destinare al restauro della canonica.

A turbare il quadretto arriva, quando meno ve lo aspettate, la prima fatidica richiesta. Vostra moglie/compagna/fidanzata vi sussurra a tavola “lo sai che domenica prossima battezzano il cugino del vicino di casa di mia mamma?” La vostra prima reazione è un’ alzata di spalle, ma prima che voi possiate esprimervi arriva la mazzata: ” Le foto potresti fargliele tu che sei bravo…”.

Sputate il caffè bollente, strabuzzate gli occhi e riuscite ad articolare un sommesso “chi? io? cosa?”

“Dai, su, tanto hai la macchina bella…” infierisce la moglie/compagna/fidanzata sottointendendo “con tutti i soldi che hai speso lì invece di portarmi in vacanza, brutto disgraziato”

Colpiti nell’orgoglio, ma internamente eccitati dalla prospettiva di sfoggiare la vostra attrezzatura in pubblico, rispondete a mezza bocca ” si vabbè vediamo…”

In quel momento siete fregati.

Avete accettato un incarico, siete passati (anche se temporaneamente) dalla condizione di fotoamatore a quella di professionista.

Piccola digressione. Nonostante  polemiche, flame, e litigi infiniti, l’ etichetta di “professionista” nel campo della fotografia non individua le qualità del fotografo ma solamente la condizione del suo lavoro. Ovvero mentre il fotoamatore (detto anche fotocazzoamatore dai più radicali) scatta per il suo piacere personale senza vincoli, il professionista scatta perchè deve e, perchè deve portare al cliente degli scatti validi. 

Non sapete cose vi serviva ed avete portato tutto

 QUINDI ORA NIENTE PANICO

Accettando l’ incarico, i vostri committenti (che non sono più amici o parenti ma sono diventati solo CLIENTI) si aspettano da voi un risultato migliore di quello che avrebbero potuto fare loro. Non c’è nulla di più umiliante della frase “ma una foto così la faceva anche la zio Gustavo con il cellulare”.

Quindi è necessario organizzarsi per tempo, e pianificare le prossime mosse.

Primo Passo  – Controllo dell’ attrezzatura

Tirate fuori tutto quello che avete, pulite obbiettivi, corpi macchina, filtri. Formattate le schede e provatele, caricate le pile.

Un conto è fare questi lavori con calma, un conto è trovarsi un obbiettivo sporco quando siete in mezzo alla folla.

Quindi preparate la borsa, dovete fare in modo che quando la prendete dall’ armadio non dovete preoccuparvi di quello che c’è dentro perchè è a posto. (in altra puntata parleremo di come organizzare l’ attrezzatura)

Secondo Passo  – Sopralluogo sul posto

Fate un sopralluogo sul posto, possibilmente all’ ora in cui è programmato l’ evento.

Cercate di capire come saranno le condizioni di luce, l’ accessibilità (arrivare in ritardo perchè non sapevate che l’ evento era all’ interno di una zona pedonale inaccessibile alle auto è da pirla), con chi dovrete parlare per entrare.

Questa non è paranoia è solo essere professionali, quando è il momento giusto dovete pensare solo a scattare gli altri problemi devono già essere stati risolti.

Siamo già a buon punto, ci sentiamo al prossimo passaggio!

Fotografare seriamente – parte prima

Il tipico atteggiamento del fotografo sportivo

Inizio questa nuova serie di articoli “professionali” dedicati al mondo della fotografia.

Non voglio fare, a meno di esplicite richieste, dei manuali su come fotografare; in rete se ne trovano già a bizzeffe e sicuramente fatti anche meglio di come potrei fare io.

In questa serie di articoli voglio cercare di inserire quelle cose che non si trovano nei manuali, cose dettate dall’ esperienza sul campo.

Considerate che chi scrive ha iniziato a fotografare, non all’ epoca del dagherrotipo, ma quasi, quindi cercherò da far passare il concetto (valido anche nell’ era del digitale)  che quando si scatta occorre sapere già cosa si vuole ottenere, anzi lo si dovrebbe sapere prima di iniziare.

Fotografi che ad ogni scatto controllano nel monitor cosa è uscito, non sono professionali (ed ho detto professionali e non professionisti ) anche perchè nella maggior parte delle occasioni non c’è il tempo materiale di stare a guardare cosa è stato fotografato.

Per l’ editing grossolano degli scatti si aspettano le pause oppure si fa quando è tutto finito.

Terminata questa piccola digressione introduco gli argomenti dei prossimi post di questa serie (elenco assolutamente indicativo e generico):

– il passaggio dal piacere al dovere, ovvero come passare dal fotografare tanto per farlo ad avere un obbiettivo da portare a casa.

– fotografia sportiva, scatti ed editing.

– fotografia editoriale, ovvero come cambia la tua visione della fotografia dopo che qualcuno si aspetta da te qualcosa da pubblicare.

– attrezzatura utile, cioè come passare dal feticismo degli esordi alla praticità delle cose che servono.