Luci e Ombre in fotografia

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luci ed ombre ben bilanciate nella fotografia

Oggi vediamo di parlare di Luci e Ombre in Fotografia, perchè se è vero che fotografare vuole dire scrivere con la luce è altrettanto vero che le ombre fanno parte integrante dell’ immagine.

Scrivere con la luce

Premessa, quelli che salutano i fotografi con “buona luce” sarebbero da fucilare immediatamente sul posto per varie ragioni. In primis augurare buona luce ad un fotografo vuole dire catalogarlo come un cretino, il vero fotografo la luce se la crea e se la modella secondo le sue esigenze. Non si può dipendere dalle condizioni atmosferiche per scattare una fotografia.

Tornando all’ argomento principale, vediamo di capire quanto possa essere utile dosare luci ed ombre nella fotografia.

Se la parte illuminata è quella che risulta principalmente apprezzabile nella foto, è quella in ombra che le dà la profondità e lo spessore. Risulta quindi fondamentale bilanciare luci ed ombre all’ interno dell’ immagine.

Fuggite lontano da quelli che parlano del flash pop-up per “aprire le ombre” o altre castronerie del genere, piuttosto fatevi una ricerca su come distribuiva la luce un certo Caravaggio che di luce ed ombre se intendeva.

Fotografare (a) New York

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viaggiare rimanendo qui

Oggi contaminazione di argomenti, anche se fotografare New York potrebbe sembrare una cosa semplice in quanto gli spunti sono ad ogni angolo, vediamo che consigli possiamo dare ai fotografi viaggiatori.

Premesso che per i consigli di viaggio dovete rivolgervi alle mie preziose collaboratrici, ovvero Simona ed Emanuela, loro sì esperte globe – trotter vediamo cosa portare a New York.

Per una città dove si vive 24 ore al giorno dovete pensare ad una attrezzatura che non vi demolisca le spalle e il collo quindi il pensiero è per una delle nuove ML che garantisce una qualità con pesi e ingombri ridotti.

La grande Mela è la città delle cose grandi, quindi largo spazio ai grandangoli anche spinti. Non potrà mancare un minicavalletto o un gorillapod per gli scorci notturni e le foto di effetto al traffico. Mettete anche in borsa un filtro polarizzatore che vi servirà per attenuare i mille riflessi delle vetrate presenti ad ogni angolo.

Poi, schede di memoria e batterie di riserva, anche se non avrete problemi a trovarne nei negozi anche a buoni prezzi ma occhio alle tasse doganali.( mi raccomando ricordatevi una fotocopia della fattura di acquisto della macchina fotografica onde evitare noi con la dogana al vostro rientro)

Se la street non è nelle vostre corde dedicatevi ai paesaggi, salite su qualche grattacielo ( nei più famosi sono presenti terrazze panoramiche apposite, ecco perchè serve il polarizzatore) e date sfogo alle foto panoramiche da unire con gli appositi programmi.

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il fascino dei taxi gialli

Quando usate i grandangoli attenzione alle deformazioni prospettiche a meno che non vogliate esagerarle volutamente.

Per tutto il resto date spazio alla vostra fantasia e non disdegnate le inquadrature classiche, quelle che avete visto in migliaia di film o telefilm. Il vostro sguardo sarà sicuramente diverso dalle mille inquadrature già viste e riviste.

Nelle prossime settimane Simona ci racconterà delle sue esperienze dirette a NY visto che la frequentava assiduamente quando lavorava negli States.

Fotografi e ristoranti

Foto Gemma ©Parliamo di un paragone che a prima vista può sembrare azzardato, Fotografi e ristoranti.
Spazziamo subito via il campo da eventuali equivoci. non vogliamo parlare di fografia food, genere complicatissimo che adesso viene banalizzato dagli scatti dei piatti postati su istagram o dal food porn.

Vediamo se riusciamo a stabilire un parallelo tra i diversi tipi di ristoranti e di di fotografi così da semplificare e inquadrare le categorie.

Gli chef stellati.
Questi sono quelli da guida Michelin, i pluripremiati, quelli che vanno in TV. Mangiare da loro vuol dire lasciarci lo stipendio per piatti assolutamente perfetti. Serviti in maniera precisa.
Questi sono paragonabili ai vari top fotografi, quelli che che sono sulle riviste patinate, fanno loro il prezzo, decidono di accettare o meno il servizio, hanno nel loro port tutte le celebrity.

Gli sperimentatori
I patiti della cucina molecolare, gli sfiziosi, quelli che vogliono a tutti i costi stupire. Mangiare nel loro ristorante vuol dire passare da un esperienza sublime a patire la fame più nera.
Questi sono i fotografi sperimentali, che possono permettersi di giocare con il loro estro, di fare loro la foto che pensano. Anche qui si passa dal colpo di genio alla cazzata immane.

Le trattorie casalinghe
Si mangia lo stesso piatto da 20 anni, sempre uguale. Genuino, sano praticamente via sul sicuro. spendi anche poco ma non puoi mangiarci sempre perché ti stufi.
Qui possiamo inquadrare i fotografi vecchio stampo, hanno quel repertorio consolidato, testato nel tempo. Non lo cambiano perché hanno paura di sbagliare o forse perché non sanno fare altro.

Il fast food
Spendi poco e mangi tanto. E male. Sempre le stesse cose in qualsiasi parte del globo senza nessuna differenza di sapori.
Questo è il regno del microstock, delle foto a 1 euro, tutte eguali. Vanno bene per l’ Italia e l’ India senza nessuna differenza.

Voi che ne pensate ?
Certo che se lo avesse fatto Benedusi sto post avrebbe avuto migliaia di commenti e condivisioni..o forse lo ha già fatto ?!?

La casa e il mare

Ogni tanto può capitare di dover fare foto particolari, a me è capitato di dover fotografare un letto in mare!

Si trattava di un prodotto artigianale di altissimo livello, realizzato dalla ditta “la casa e il mare” . Un letto con una testiera a conchiglia. Quale location migliore del mare per rappresentarlo?

Facile a dirsi ma non semplice a farsi, innanzi tutto per la logistica. Per portare un letto sul molo per un servizio fotografico occorrono un sacco di permessi ed essendo zona demaniale anche quelli della Capitaneria di Porto.
Poi servivano i tecnici per montare il letto (non si poteva certo portare intero) e smontarlo, la consulenza della designer per i lenzuoli e le coperte.

Ovviamente la finestra per fare tutto era di un ora, poi dovevamo sgombrare il posto e levare il furgone prima che i vigili ci multassero.

E nel frattempo aspettare un onda abbastanza alta per fare da sfondo alla conchiglia.

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Io avrei messo una modella in bikini a simboleggiare Venere ma, la commitenza non ha voluto…

 

Linee guida #2

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non basta per una bella foto

Secondo articolo dedicato alle linee guida, oggi parliamo di critica. Anche violenta ma critica.

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Noi non abbiamo il diritto, ma il DOVERE, di dire a voce alta che se una foto fa CAGARE, fa CAGARE, anche senza dare spiegazioni, che sono opzionali.
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Un messaggio forte ma, ritengo necessario per poter iniziare un percorso costruttivo della critica generale ormai appiattita sulle stesse immagini, sugli stessi clichè.

Non siete stufi di tizie tatuate in perizoma e tacchi a spillo nella fabbrica abbandonata ? O di vecchi rugosi con gattino ?

Iniziamo con questo per cercare di smuovere le acque.

Settembre andiamo, è tempo di fotografare

Oggi ricominciamo con una citazione, (se non l’ avete colta tornate a leggere i libri delle medie!) e vediamo di programmare l’ attività per i mesi a venire. Quindi è Settembre andiamo, è tempo di fotografare.

Il campionato è iniziato ed anche quest’ anno sarò a bordo campo come fotografo ufficiale della Lavagnese  per il campionato nazionale di Sertie D.
Poi ci sono ancora le gare dei gozzi, su tutte il Superpalio remiero di San Michele del 27 settembre che dovrebbe chiudere la stagione.

Poi ci sono alcuni lavori personali che dovrebbero prendere forma durante la stagione del brutto tempo che per noi fotografi è quella che ci può ispirare maggiormente.  Vediamo quindi di dare qualche anticipazione di quei lavori attraverso le colonne del blog.

aasVi lascio con un immagine che è stata apprezzata da fior fior di professionisti, la cosa mi ha riempito di soddisfazione in quanto è giunta particolarmente inaspettata e mi convince sempre di più sull’ utilità di avere un editor per le immagini.

Una vista di un terzo, riesce a cogliere particolari che normalmente sfuggono anche ad una rilettura di più volte. Come nella scrittura.

Vediamo se si riesce a sviluppare un progetto in questa direzione per poter ampliare questo filone.

Se avete dei suggerimenti il blog è aperto a tutti per i consigli!

Rally della Lanterna – reportage

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Palasport

Anche quest’ anno ho fotografato il Rally della Lanterna, giunto alla sua 31 edizione. La Prima Prova speciale indoor all’ interno del Palazzetto dello Sport rappresenta sempre un banco di prova impegnativo.
Luci miste, caldo, rumore, polvere mettono a dura prova la resistenza anche fisica. Nonostante i tappi per le orecchie sono uscito con un frastuono in testa che mi è durato tutta la notte, nero come la pece e con l’ attrezzatura completamente lercia. (tutti gli anni mi riprometto di mettere una maschera e immancabilmente la lascio nello scooter)
Dopo qualche prova ho trovato il giusto setting che mi ha consentito un gradevole mix tra luce naturale e flash.

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Laccio (GE)

Il giorno successivo, sotto un caldo innaturale,(e qui concordo con chi dice che l’ estate non si fotografa ma si cazzeggia in spiaggia con una birra in mano) ho seguito anche una delle Prove Speciali nell’ entroterra genovese. Paradossalmente qui le condizioni per fotografare erano ancora più difficili ed stato più complesso trovare un setting che potesse soddisfare tutti.
Sul mio profilo FaceBook trovate tutte le gallerie complete

In compenso tutta la gggente fotografa

Oggi ho preso spunto da questo articolo della collega ed amica Lucia Patrizi per una riflessione che si adatta bene anche al mondo della fotografia.

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esempio lampante

Ormai la fotografia, con l’ avvento del digitale, si è democraticizzata (termine orrendo) ovvero è alla portata di tutti. Chiunque possieda un telefonino può scattare foto e farle vedere al mondo intero. Non ci sono più costose apparecchiature, costi della pellicola e dello sviluppo. Addirittura esistono app gratuite per il fotoritocco (quindi la solita scusa devi spendere per la licenza di PS non vale più).

Si pone quindi un altro problema. Qual’ è il livello della fotografia? Si è alzato o abbassato?
La risposta è molto più complessa di quello che si può pensare. Se a livello generale la qualità delle immagini è molto più elevata che in passato e che, grazie anche alla tecnologia, il singolo fotografo scatta foto tecnicamente migliori di quelle che poteva scattare qualche anno fa, occorre precisare che il numero delle immagini prodotte si è moltiplicato in maniera esponenziale.

Quindi per la legge dei grandi numeri anche le fotografie brutte, inguardabili e di merda si sono moltiplicate e, ancora peggio, sono diventate visibili e non sono rimaste chiuse in un cassetto.

Interrogarsi sulle cause potrebbe essere inutile e lungi da me essere colui che combatte una crociata contro le immagini brutte o contro la tecnologia che ce le propina ma, una riflessione può essere fatta.

Chiedete ad un qualsiasi Photograpers o Fotocazzoamatore di dirvi quali sono i suoi testi di riferimento o suoi autori preferiti.
Probabilmente vi guarderà con un occhio perso nel vuoto farfugliando cose incomprensibili, ma continuerà a scattare senza porsi domande.
E’ vero che l’ ignoranza dilaga in tutti i campi ma questo non può essere una giustificazione alla mancanza di cultura.

 

Organizzare una mostra fotografica – 3

Volles-Haus-zur-Vernissage-von-John-PalatinusSiamo arrivati alla terza ed ultima parte delle indicazioni per organizzare una mostra fotografica, le altre puntate le trovate qua.

5. Finita la mostra

Quando la mostra è finita per voi c’è ancora da lavorare. Dovete smontare i pannelli e pulire il kuogo dell’ evento. Cercate di imballare bene tutte le fotografie in modo e maniera da averle già pronte per una successiva esposizione, recuperate il libro che avete lasciato a disposizione dei visitatori e inviate una mail di ringraziamento a tutti coloro che hanno vistato e lasciato il loro recapito. Predisponete anche un ringraziamento pubblico sul blog o sulla pagina FB per i visitatori e per chi ha aiutato nella creazione dell’ evento.
Pubblicate le foto dell’ inaugurazione e ringraziate della partecipazione.

6. Dopo…

Adesso che avete pronta una mostra potete voi proporvi per allestirla in altre occasioni, iniziate a contattare spazi espositivi, chiamate le associazioni del turismo locale e gli enti di promozione.
Presentate il lavoro, citate che la mostra ha già avuto xxx visitatori durante il periodo  di apertura e sopratutto iniziate a pensare alle foto da scattare per la prossima esposizione.

Ovviamente se la mostra era abbastanza corposa nulla vi vieta di pensare ad libro, ma quello è un altro argomento da trattare che risulta molto più complesso.