Effetto vento in fotografia

Mi è sempre piaciuto l’ effetto vento in fotografia ma, per ottenerlo sono necessari dei ventilatori appositi e qualcuno che li manovri.

Addirittura i fotografi top hanno del personale apposito che si incarica di queste cose, chiedono un particolare effetto et voilà, come per le luci anche il vento nei capelli e nei vestiti arriva.

Nel mio piccolo mi sono dovuto arrangiare e quindi ho sfruttato una galleria in cui passa il treno per usare l’ effetto risucchio di un Freccia Bianca a scompigliare i capelli.

Un flash posto dietro la modella ha dato il giusto stacco e valorizzato i capelli, per il resto luce naturale e un 35 mm.

Come si dice, poca spesa…tanta resa!

Fotografia e Maschere

volete vedere cosa c’è dietro la maschera ?

No, tranquilli non parliamo della fotografia della maschere di carnevale a Venezia, ormai più inflazionate dei gattini, ma di qualcosa di più complesso.

Mentre leggevo un intervista a Joel Peter Witkin un passaggio frase mi ha colpito:

È per questo che sei così affascinato dalle maschere?

Anch’io me lo sono chiesto. La maschera nasconde qualcosa a cui la gente da molta importanza: i loro volti e le loro espressioni.

Vuoi dire che i loro volti e le loro espressioni traggono in inganno? E che per evitare questo inganno li nascondi sotto delle maschere?

Esattamente. Mascherarsi è anche un modo comune per camuffare o annullare la propria identità, mentre, se indossi una vera maschera, la tua identità e il tuo carattere sono esplicitamente dichiarati. Insomma io uso le maschere per fare chiarezza. Voglio invertire le funzioni, come inverto i riferimenti della storia dell’arte.

Nascondi la maschera metaforica mettendone una fisica sui loro volti!

Giusto. A volte lavoro con attori teatrali, che hanno una forte caratterizzazione, e occasionalmente questa funziona bene per quello che voglio fare. Ma la maggior parte delle volte non è così ed esprimono il contrario di quello che vorrei dire. È come se qualcuno volesse prendere un autobus per andare in un posto, ma il percorso del mezzo è stato cambiato a sua insaputa e alla fine si ritrova dove non voleva andare.

vi bastano due occhi così ?

In questi passaggi ho ritrovato qualcosa di molto affine al mio modo di fotografare ed ai miei progetti. Da tempo porto avanti il mio progetto “senza volto”, è il classico lavoro work in progress si modifica mentre lo guardo. E’ un mio progetto personale e non ho quindi una scadenza o una committenza che mi stabilisca delle regole o degli standard.

Quello che voglio rappresentare è una fotografia che trascenda dalla bellezza, dalla fisicità o dalla capacità espressiva del modello. Troppo spesso il successo della fotografica è dato dalla bravura della modella o dal make – up azzeccato o da una post produzione di alto livello. Quante volte si salta il contenuto della fotografia per guardare solo il soggetto e, quante volte una foto anche composta e pensata in maniera intelligente viene cassata o ignorata perchè si reputa la modella/modello non all’ altezza ?

cosa si nasconde sotto la maschera ?

Se questo può essere lo standard nei lavori commerciali, in questo progetto personale ho voglia di poter andare contro queste cose e lasciare l’ essenza della fotografia.

Allora semplifichiamo, leviamo una o più variabili nella costruzione della fotografia e rimaniamo con l’ essenza della stessa.

Non è facile trovare una modella che sia a proprio agio a posare mascherata perchè cambia il rapporto che si ha con la propria immagine e quindi è difficile essere naturale; molte volte queste  mie immagini sono state utilizzate per cover o per ambientazioni che nulla avevano a che vedere con lo scopo dello scatto ma questo possiamo considerarlo un “effetto collaterale” .

Regali di Natale fotografici

Per i ritardatari, per quelli che si riducono all’ ultimo a fare i regali di Natale, vediamo di dare qualche idea per fare contenti gli amici/parenti/conoscenti con la passione fotografica.

Premessa, non regalate oggetti fotografici se non siete assolutamente sicuri che siano quelli desiderati! I fotografi sono pignoli, permalosi e cagacazzi. Rischiate di rovinare amicizie decennali perchè avete regalato un filtro della marca sbagliata, quindi vediamo cosa regalare senza rischiare

Iniziamo con un libro di un certo valore:

Artur Tress

L’ opera di un genio della fotografia sino agli anni 2000, da avere assolutamente per chi ama la ritrattistica.
Le fotografie di Arthur Tress sono immagini difficilmente inquadrabili in una corrente o in un genere preciso. Nonostante abbia spesso lavorato su commissione, il fotografo americano ha sempre utilizzato il mezzo fotografico allo scopo di guardarsi dentro, di raccontare se stesso e il mondo interiore circondato da fantasmi e paure.

Se cliccate sulla fotografia verrete trasportati nel regno del perfido Bezos che oltre a rubarvi l’ anima vi alleggerirà la carta di credito.

Ma saranno i soldi ben spesi se volete migliorare il vostro modo di fotografare.
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Non siete tra i fortunati che ricevono a casa il calendario Pirelli 2017 ? Peccato vi perderete un opera d’ arte, sopratutto quest’ anno ma non disperatevi c’è stato qualcuno a cui il calendario non lo hanno fatto fare.

Un libro che racconta il retroscena di un calendario commissionato al genio della fotografia erotica e glamour, colui che ha inventato un genere ed un modo di fotografare ma che era troppo avanti per i suoi tempi.

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Avete un amico fissato con la pellicola ? Siete stufi di sentirlo vaneggiare sulla freddezza del digitale e balle varie?

Regalategli questo testo sacro, poi ditegli di tornare quando lo conoscerà a memoria  (ci sono buone probabilità che non lo vediate più).

La Bibbia del bianco e nero, le basi della stampa direttamente da chi ha scritto la storia della fotografia di paesaggio e della stampa, alla faccia di quelli che pensano che una volta non si facesse la post produzione delle fotografie

Un classico che, come il panettone ed il pandoro, a Natale mette tutti d’ accordo.
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Se il destinatario del regalo è alle prime armi, oppure è il classico hipster che parla di cose che non conosce, regalategli questo che inizia dall’ ABC della fotografia analogica.

Magari inizia a capire cosa vuole dire lavorare in camera oscura e qual’ è il processo che porta a stampare un immagine.

Strutturato in lezioni che partono dalle cose semplici, con immagini esemplificative è un regalo che costa poco e non impegna.

Se non ha il kindle ricordate che si può leggere e visualizzare su qualunque smartphone e/o tablet con l’ apposita app gratuita.

 

Non volete andare sulle cose culturali ?

Regalate un buono da una ditta di stampe a livello professionale come questo così finalmente il vostro amico fotografo invece di  postare foto su FB o instagram appenderà un poster ad una parete o realizzerà un libro.

Ancora Buon Natale!

Foto di architettura

Io solitamente non faccio foto di architettura, ritengo che sia un genere molto specialistico e sul quale è molto difficile dire qualcosa di nuovo.

Ma alcune volte ho la possibilità di avere accesso a strutture ancora chiuse, cantieri finiti ma deserti di pubblico.

Qui ho voluto provare le potenzialità dello smartphone, apparecchio che ritengo possa elevarsi ancora nei suoi utilizzi fotografici, sopratutto per le potenzialità nella post produzione.

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Qui ho cercato di riprodurre quell’ atmosfera che pervadeva le foto delle architetture razionalistiche degli anni del fascismo anche se si tratta di un opera banale e realizzata ai giorni nostri.

Forse la solitudine e il distacco riescono a far breccia nella geometria lineare e priva di fronzoli.

L’ importanza del feedback

Oggi parliamo di uno dei pilastri della fotografia 2.0, ovvero della condivisione social, cioè l’ importanza del feedback.

facbook-like-and-share-thumbs-upOppure per dirla in italiano di quanto sia fondamentale il riscontro che gli utenti lasciano al vostro lavoro. Nell’ epoca in cui una fotografia per esistere deve essere condivisa, il responso degli utenti diventa fondamentale per ogni tipo di strategia di marketing; i pollicioni di Facebook, i RT di Twitter e i cuoricini di Instagram sono quelli che possono lanciare o affossare un progetto ancora prima di nascere.

Ma qual’ è il problema principale ?

Il problema è che gli utenti sono pigri e fossilizzati sugli stereotipi. Se pubblicate una foto in uno di quei gruppi/forum dedicati dovete essere certi di mettere un immagine allineata con i gusti e gli standard degli utenti onde evitare enormi flame o al massimo l’ indifferenza.

Per esperienza personale, dopo aver pubblicato una ritratto, con tanto di tag alla persona ritratta non ho avuto nessun riscontro. Ho dovuto inviare un messaggio per chiedere se l’ immagine era più piaciuta.

Il bello è che l’ immagine era piaciuta ma, non era passato nemmeno per l’ anticamera del cervello di esprimere il proprio gradimento pubblicamente o di condividere la soddisfazione.

Le persone non capiscono quanto questi piccoli gesti possano fare la differenza tra il successo e l’ oblio di un progetto.

Quindi chiedete sempre ai vostri clienti un feedback pubblico anche se non è positivo vi aiuterà a crescere perché ricordate nulla è peggiore di essere ignorati.

 

i 5 errori più comuni nei ritratti

Oggi cerchiamo di riassumere i 5 errori più comuni nei ritratti così da avere qualche possibilità in più di portare a casa un buon risultato.

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una luce così non è semplice da controllare

UN AMBIENTE OSTILE

Uno degli errori più comuni è quello di concentrarsi sul  volto e non guardare il resto dell’ inquadratura.
Quindi rischiamo di ritrovarci foto con alberi che spuntano dalla testa, pali in posizioni imbarazzanti, eccetera.
Riuscire a far interagire lo sfondo con il soggetto ritratto è una cosa molto complicata e si rientra nel campo del ritratto ambientato, genere fotografico di cui parleremo.

LUCE POCO INDICATA

La luce è la componente della fotografia, ancor prima che il soggetto. Quindi non entusiasmatevi per il soggetto senza pensare alla luce che lo illuminerà.
Se non siamo esperti evitiamo flash, pannelli e luci dirette. Mettiamoci all’ ombra oppure aspettiamo una giornata nuvolosa con una luce diffusa e morbida.
Le cose complicate affrontiamole poco per volta.

FUOCO INCERTO

Altro tipico errore: non avere un punto focale preciso.
Disattivate i mille punti di messa a fuoco della vostra macchina e usatene uno solo.
Mettete a fuoco l’ occhio del soggetto più vicino. Attenzione che se scattiamo con diaframmi molto aperti (f.2.8 o addirittura f.1,4 o f.1,2), utilizzando una focale tra gli 85mm e i 200mm  la profondità di campo si riduce a pochi centimetri e dobbiamo essere davvero attenti.

ANSIA, FRETTA E DISAGIO

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una luce morbida rende tutto più semplice

Vedersi una macchina fotografica, magari grossa ed ingombrante, a pochi centimetri della faccia non piace a nessuno a meno che non sia un modello/a professionista.
Prima di scattare parliamo, spieghiamo, concordiamo con i nostri soggetti le pose, POI tiriamo fuori la macchina fotografica e scattiamo velocemente.
La foto che volete scattare dovete averla GIA’ visualizzata prima di iniziare a scattare.
Siate sicuri di voi stessi, questo significa che dovete avere la piena padronanza dei mezzi che utilizzate. Se dovete cercare una funzione della macchina fotografica avete già sbagliato.

IDEA

Se non avete un idea non iniziate nemmeno a fotografare. Non si esce a fotografare in cerca di ispirazione sperando di fare una bella foto.
Non esiste la foto che viene bene per caso, ha la stessa probabilità del 6 al super enalotto. Le foto si pianificano prima, si adattano in base a quello che si ha e a quello che si vuole ottenere

E voi che errori commettete ?

Il disagio del fotografo

Mentre la calura e l’ umidità mi fanno pensare di essere alla ricerca del Colonnello Kurtz, parliamo del disagio del fotografo.

Non certo dovuto alle condizioni meteo ma riferito a quella sensazione che si prova mentre si scatta, quali sono le motivazioni più comuni di questo:

  • NON SI SENTE ALL’ ALTEZZA
  • TEME DI FAR PERDERE TEMPO AL SOGGETTO
  • NON HA LE IDEE CHIARE
  • NON HA LE CONOSCENZE TECNICHE NECESSARIE
  • NON CONOSCE ABBASTANZA LA PROPRIA MACCHINA FOTOGRAFICA

Analizziamo i vari punti e cerchiamo una risposta sintetica anche se questi sono argomenti che andrebbero sviscerati per ore singolarmente.

DSC_1634Non si sente all’ altezza

Questo può essere normale nelle persone dotate di un certa umiltà, e certe volte può essere un bene perché mette nella giusta predisposizione per imparare ma non deve MAI trasparire in fase di scatto. Quando si scatta si deve essere sicuri e non mostrare cedimenti anche se internamente tremano le ginocchia.

Teme di far perdere tempo al soggetto

Il soggetto è li per voi. A meno che sia un mega VIP il suo tempo è per voi in quel momento, provate prima cosa dovete fare con qualcuno con cui avete confidenza in modo che i vostri gesti siano quelli necessari e veloce, sarete apprezzati e il soggetto sarà ben disposto nei vostri confronti. In quel momento dovete dirigere tutto voi

Non ha le idee chiare

Qui ritorniamo al punto precedente. Le idee dovete averle PRIMA di iniziare a scattare, quando arrivate a premere il pulsante dovete già sapere che fotografia volete ottenere. Se non avete le idee chiare non scattate, le foto non vengono per caso.

Non ha le conoscenze tecniche necessariecampo-lungo

Fate quello di cui siete capaci. Se non avete mai usato un flash, non usatelo. Usate solo tecniche che padroneggiate bene, non cercate complicati schemi di luce se a malapena avete usato un pannello. Mano a mano che imparate acquisirete competenza e sarete più sicuri.

Non conosce abbastanza la macchina fotografica

Qui non ci sono scusanti, la macchina fotografica dovete conoscerla come le vostre tasche, il manuale imparatelo a memoria e i comandi provateli in tutte le situazioni, anche al buoi. Fotografate il vostro gatto e, sino a che non siete completamente pronti non spingetevi oltre.

Avete altre fobie ?

Nasce Locked, rivista di smartfotografia

unnamedOggi parliamo di una nuova uscita editoriale perchè nasce Locked, rivista di smartfotografia.

Un tempo la qualità delle fotografie fatte con lo smartphone non era all’altezza, poi le aziende hanno scommesso tutto su questa funzione. La  community vive online ma, il giornale resta il luogo di riflessione, per questo nasce Løcked.

Locked è il primo giornale-community per chi coltiva la passione della fotografia scattata e trattata attraverso smartphone e app. Luoghi, persone, moda, reportage. Una community online per mostrare e condividere le proprie fotografie, un giornale che ogni sei mesi seleziona il meglio dalla community e lo nobilita raccontandolo su carta.

Locked è una rivista, ma è soprattutto una community di appassionati di fotografia realizzata con lo smartphone. In edicola in abbinamento ad Arbiter

Per condividere l’hastag  è#lockedart, il nostro account Instagram è
@Lockedmagazine.

Per saperne di più cliccate qua

L’ importanza della piega

Questa volta non parliamo dell’ importanza della piega dei pantaloni ma, di quella centrale, presente in ogni rivista o magazine stampato.

monocle magazine

Lo spunto viene da questa foto relativa alla rivista Monocle, pubblicata su Facebook, con tanto di commento ironico nei confronti del grafico e/o dell’ impaginatore. Se cliccate sul link c’è la foto originaria.
L’ immagine si riferisce ad un incontro del Santo Padre con l’ ambasciatore Sir Rodney Williams, governatore generale di Antigua and Barbuda, nello studio privato.

Nella rivista ci sono anche i credit del fotografo, quindi non si tratta di immagini distribuite dall’ Ufficio Stampa del Vaticano.

A seguito della pubblicazione si è sviluppata un interessante discussione, chi ha sbagliato ed ha fatto finire il Santo Padre nella piega della rivista ?
Il fotografo, come dice Fredi, spiegando che chi ha scattato avrebbe dovuto pensare all’ impaginazione e non avrebbe dovuto mettere nulla nella zona dell’ immagine in cui si sarebbe collocata l’ eventuale piega ?
L’ editor che ha scelto la foto, sapendo che una pubblicazione in doppia pagina avrebbe creato il problema della piega ?
Il grafico e/o l’ impaginatore, che avrebbero dovuto rivoluzionare lo schema della pagina posizionando il testo nella zona a destra in modo che la piega cadesse tra i due interlocutori?
La mia personale opinione è che la foto non sia il massimo dal punto di vista artistico e tecnico e che sia stata pubblicata perchè rappresentativa del momento, ovvero con il solo scopo di documentare l’ incontro.

Ognuno ha la sua idea ma, rimane il fatto che una rivista cartacea prima di andare in stampa andrebbe controllata in maniera minuziosa e che i fotografi dovrebbero aver ben presente l’ utilizzo finale dei propri scatti.

Dopotutto essere pubblicati a doppia pagina su di un magazine è un bel risultato, perchè rovinarlo con un errore così grossolano ?

Fotografia medica

155Parlare di fotografia medica non equivale certo a parlare di foto di medici o di infermieri. Il genere è quello che riguarda tutta la sfera sanitaria, che si parli di medici, dentisti, farmaci o ospedali.

Fotografia medica come ?

Nella fotografia di stock tira sempre molto ma, quello che si richiede è sempre un immagine rassicurante, medici sorridenti, atmosfere solari (fateci caso sfogliando una semplice rivista o una pubblicità) non vedrete mai un dentista arrabbiato (forse perchè pensa al suo conto in banca ma, questo è un altro discorso).

Il problema diventa quando richiedono foto che trasmettano paura, timore ed inquietudine a carattere medico – sanitario.aa

Per prima cosa utilizziamo delle tonalità fredde, nella sfera del blu che trasmettono una sensazione di distacco. In secondo luogo, cerchiamo di spersonalizzare la figura eliminando ogni riferimento al viso lasciando alle mani il compito di trasmettere le sensazioni che ci interessano.

Come asset utilizziamo una siringa che, inconsciamente tutti associano al dolore della puntura, e quindi trasmette a prima vista una sensazione sgradevole. La figura sullo sfondo in nero, completamente all’ opposto del tipico colore bianco che viene associato alla sfera medica contribuisce a spiazzare l’ osservatore lasciandolo in balia di sensazioni contrastanti. L’ illuminazione dura, dal basso, enfatizza le ombre creando contrasti forti tali da accentuare l’ impressione di disagio.

Ovviamente questo è un caso particolare, appositamente esagerato, dove le regole della fotografia di stock vengono stravolte per l’ esigenza del cliente.