L’ abito non fa il monaco

Cosa c’entra il famoso proverbio L’ abito non fa il monaco con la fotografia ? Diciamo che è lo spunto una riflessione sul quello che è la cosiddetta immagine.

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il cavalletto mi pare esagerato..

Ma non parliamo di immagine come simulacro di fotografia ma, dell’ immagine che il fotografo proietta all’ esterno di se stesso.
Solitamente il mio zaino è pesante e stipato di reflex e teleobiettivi piuttosto ingombranti e vistosi ma, molte volte ci sono occasioni in cui un semplice iPhone (che non ho) o una semplice compatta sarebbe ampiamente sufficiente.
Non voglio fare questioni di qualità, perché la qualità dei telefoni ormai è al pari di molte macchine fotografiche (vedi il lavoro DLLD di Fredi Marcarini realizzato tutto con iPhone) ma di immagine.

L’ autorevolezza del fotografo è data dal suo lavoro o da come si presenta?

Se mi presentassi con un telefonino invece che con una reflex otterrei la stessa considerazione o rischierei di far passare l’ immagine di uno il cui lavoro non vale nulla?

Attenzione non parlo di una critica al lavoro da parte di intenditori che vanno direttamente al sodo, ovvero al prodotto finito ma, della percezione della gente comune.

P.s. ho già un idea del commento di Fredi a questo post…

Getty regala le foto!

Detto così sembra che Getty Images, una delle più grandi agenzie fotografiche del mondo sia impazzita.
Non è proprio vero.
Getty Images non regala le foto ma, semplicemente rende disponibile un codice per “embeddare” immagini all’interno di siti, esattamente come fa Youtube con i propri video. Anche senza sapere nulla di “codice”, si copiano un paio di righe di “informatichese”.
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Un codice come quello sopra,  se inserito nel “testo” di un post, come abbiamo fatto ora, non produce nessun effetto, ma se lo inseriamo nell’area destinata al codice del post stesso, produce invece l’inserimento dell’immagine (priva di scritte sulla stessa, come per esempio il © in mezzo al fotogramma, tanto per capirci) in dimensione 594 x 465 pixel, corredata da una cornice, dal logo di Getty Images, di un link che “porta” alla pagina dove è possibile acquistare quell’immagine.

Per l’uso di queste immagini pubblicate, Getty Images non chiede nulla, o perlomeno non chiede “soldi”. Di fatto, grazie a questo codice, Getty Images può tracciare dove e cosa si fa con quelle immagini, e specialmente inserisce in ogni sito che userà una sua immagine anche una sua pubblicità gratuita. A guardare bene, l’agenzia “guadagna” molto di più di quello che potrebbe aspirare a guadagnare vendendo a questi utenti le fotografie, anche perché i conti non si fanno sulle teorie, ma sulla pratica: gli utenti di questo servizio saranno coloro che, comunque, non comprerebbero mai delle fotografie, e anzi sono – in gran parte – coloro che alla fine si rivolgono a quella che pensano essere l’agenzia di immagini più grande ed economica (gratis) al mondo: Google Images. Le fotografie sono uno dei beni più “rubati” al mondo, e chi ruba lo fa perché è facile, perché quasi mai si viene puniti e specialmente perché così fan tutti.

Ben conscia di questa situazione, Getty Images ha deciso di combattere questo malessere (l’uso illegale delle immagini e il loro “furto”) aggirando l’ostacolo, e trovando un modo per trarne vantaggio. Sostanzialmente stanno dicendo: “Non rubare le foto, te le diamo noi, a costo zero”. Ovvio, questa generosità non vale se l’uso avviene per un uso commerciale: se vogliamo un’immagine per una pubblicità, per esempio, non possiamo sfruttare questa beneficienza, ma se abbiamo un blog o un sito che vuole usare immagini per apparire più bello e accattivante, questo invece è possibile. Per esempio, come ho fatto io in questo caso: la foto pubblicata in questo post è stata embeddata con questa logica, non mi è “costata” nulla, ma io sono diventato , in questo momento, promotori di Getty Images, abbiamo concesso spazio pubblicitario a costo zero e una visibilità pari alla portata del nostro media.
Ovviamente bisogna anche mettere in conto che questo è un modo per combattere la concorrenza delle foto di micro-stock a meno di un euro oramai con qualità assolutamente professionale.

Perchè lo fanno? Cosa ci guadagnano?

Perchè questa rivoluzione, ci guadagnano quelli di  Getty Images?
Ovvio, altrimenti non lo farebbero.
Ricapitoliamo:

  1. Questo non comporta una perdita di fatturato, nè teorico e nemmeno pratico perchè chi usa l’ immagine non avrebbe certo speso i soldi per comprarla .
  2. Scalza un altro altro fornitore  e posiziona i propri riferimenti su di un sito o blog
  3. Aumenta in modo incredibile il ranking del suo sito dal punto di vista SEO (Search Engine Optimization); in pratica, sui motori di ricerca sarà sempre più rilevante e visibile.
  4. Moltiplica in modo esponenziale la visibilità dei propri prodotti raggiungendo anche utenti che non avrebbero mai acceduto direttamente al sito principale.
  5.  Può detenere un controllo molto preciso su quello che viene fatto con le proprie immagini, e può anche modificarle e sostituirle, tramite i settaggi del server che eroga le foto (bisogna capire che le foto rimangono sui server di Getty Images, e che vengono iniettate da questi server alla pagina che la utilizza solo quando questa viene richiamata dall’ utente che vuole visualizzarla.

Sarà questo il futuro del microstock e della foto di agenzia ?