In compenso tutta la gggente fotografa

Oggi ho preso spunto da questo articolo della collega ed amica Lucia Patrizi per una riflessione che si adatta bene anche al mondo della fotografia.

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esempio lampante

Ormai la fotografia, con l’ avvento del digitale, si è democraticizzata (termine orrendo) ovvero è alla portata di tutti. Chiunque possieda un telefonino può scattare foto e farle vedere al mondo intero. Non ci sono più costose apparecchiature, costi della pellicola e dello sviluppo. Addirittura esistono app gratuite per il fotoritocco (quindi la solita scusa devi spendere per la licenza di PS non vale più).

Si pone quindi un altro problema. Qual’ è il livello della fotografia? Si è alzato o abbassato?
La risposta è molto più complessa di quello che si può pensare. Se a livello generale la qualità delle immagini è molto più elevata che in passato e che, grazie anche alla tecnologia, il singolo fotografo scatta foto tecnicamente migliori di quelle che poteva scattare qualche anno fa, occorre precisare che il numero delle immagini prodotte si è moltiplicato in maniera esponenziale.

Quindi per la legge dei grandi numeri anche le fotografie brutte, inguardabili e di merda si sono moltiplicate e, ancora peggio, sono diventate visibili e non sono rimaste chiuse in un cassetto.

Interrogarsi sulle cause potrebbe essere inutile e lungi da me essere colui che combatte una crociata contro le immagini brutte o contro la tecnologia che ce le propina ma, una riflessione può essere fatta.

Chiedete ad un qualsiasi Photograpers o Fotocazzoamatore di dirvi quali sono i suoi testi di riferimento o suoi autori preferiti.
Probabilmente vi guarderà con un occhio perso nel vuoto farfugliando cose incomprensibili, ma continuerà a scattare senza porsi domande.
E’ vero che l’ ignoranza dilaga in tutti i campi ma questo non può essere una giustificazione alla mancanza di cultura.

 

L’ evoluzione del Photograper

Benvenuto nell’ anno nuovo, abbandonate le feste e i bagordi in attesa dell’ arrivo della Befana facciamo qualche riflessione sul mondo dei Photograper e sulla loro evoluzione prendendo spunto da questo articolo di Ettone.
Quando per scattare fotografie si usavano i rullini la gente contava gli scatti per non consumarli e se ne avanzava qualcuno non portava il rullino a sviluppare (con risultati disastrosi perchè il rullino abbandonato al caldo nella fotocamera si deteriorava dando luogo a fenomeni con valenza mistica, come apparizioni di figure evanescenti ecc ecc). Ma, adesso siamo nell’ era del digitale, della condivisione e della bulimia fotografica, quindi tutti scattano, tutti condividono e appena comprano una reflex (dopo aver stracciato le p…e su tutti i forum per capire se è meglio Canon o Nikon)  aggiungono alla pagina FB la famosa scritta Photograper.
I passi successivi li trovate bene elencati nell’ infografica a firma Ettone che trovate qui sotto:
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Neri prossimi post vediamo di sviscerare i vari passaggi, e buona Befana!

Cosa ci deve essere in una fotografia?

Mi è capitato sottomano, o per meglio dire sott’ occhio, questa intervista a Settimio Benedusi. Per chi non conoscesse ancora Bendusi (male!) consiglio di cercare in rete in suoi lavori e sopratutto le sue dissertazioni sulla fotografia, sempre molto argute e puntuali.

In un passaggio dell’ intervista spiega quello che secondo lui deve contenere una foto per definirsi risuscita e cioè:
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Il primo elemento: l’idea. Avere un’idea, sapere e capire quello che si sta facendo e che si vuole realizzare è l’elemento più importante. Secondo elemento: sé stessi. In una buona fotografie deve emergere ciò che uno è. Bisogna raccontare qualcosa e in questo racconto deve essere presente l’autore. Terzo: chi paga
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Vediamo se ci sono tutti e tre i punti in questa foto...

Vediamo se ci sono tutti e tre i punti in questa foto…

Premesso che il primo e il terzo punto dovrebbero essere scolpiti nella pietra e sopratutto nel cranio di molto fotografi, in modo da scalzare quella mentalità da circolo fotografico che a me picchia violentemente sui testicoli.
In particolare il concetto di “uscita fotografica”, ovvero usciamo con la macchina fotografica, scattiamo a cazzo e poi qualcosa esce. Ma ci torneremo in seguito.

Di questa sua descrizione mi ha molto colpito il secondo punto. Quante volte riguardando una foto ci si è domandati se quella foto è lo specchio di chi scatta oppure se vuole rappresentare la realtà nuda e cruda?
Oppure quante volte abbiamo modificato una foto perchè “a noi piaceva così” anche se poi a ben vedere ci siamo resi conto di aver fatto una forzatura ?
Perciò mi chiedo, quanto di me stesso devo mettere in una fotografia perchè sia realizzata bene?

…continua

Flash di giorno – seconda parte

Oggi ritorniamo a parlare di flash da usare durante il giorno, la prima parte dell’ articolo la trovate qui.

Dovreste aver finalmente recuperato un flash esterno, chiamato cobra per la particolarità di poter snodare la testa, che ricorda il serpente. Quindi ora possiamo iniziare a fare qualche esperimento.
Iniziamo con il montare il flash sul contatto caldo della macchina (la slitta posta sopra per intenderci) ed proviamo a scattare in automatico, risultato: facce bianche come il gesso, occhi demoniaci, sfondo nero come l’ inferno.
Avete così capito che non va fatto, almeno sino a che non siete in grado di dominarlo completamente.
Di solito a questo punto il fotocazzoamatore esordisce con il giudizio ” non userò mai il flash!” ; “solo la luce natura valorizza i miei scatti!”.
Detto con la stessa sicurezza che aveva Mosè scendendo dal Monte Sinai, affermazioni che rivelano : non sono capace di usarli, fanculo.  

niente flash, niente foto così

Primo passo per uscire dalla situazione di melma, usare le possibilità intrinseche del flash ed iniziare a ruotare la testa. Fate rimbalzare il lampo su di una parete, possibilmente bianca, o sul soffitto.
Ohhhh meraviglia….è come se aveste acquistato un ombrello riflettente. La luce migliorerà vistosamente, gli occhi non saranno rossi e la pelle tornerà ad essere di un colore umano.
Se guardate attentamente sulla testa del flash, vedrete che c’è una piccola linguetta di plastica bianca. Estraetela, consentirà ad una parte della luce del lampo di essere convogliata sul soggetto invece che dispersa migliorando il risultato.

chiaro no?

Ora provate a scattare un ritratto, soggetto accanto alla finestra (non con il sole diretto dentro), macchina in verticale con la testa del flash inclinata a 45° verso la parete bianca.
Notate la differenza ? Adesso il prossimo passo sarà quello di staccare il flash della macchina per poter ampliare le possibilità di scatto anche se non abbiamo pareti e soffitti a disposizione e capire come bilanciare la luce flash con la luce ambiente.

P.s. anche mascherata ma è sempre la mia socia..

questo lo avete? vi servirà ahhh se vi servirà…

Flash di giorno…ovvove!

Oggi iniziamo una serie di articoli sull’ utilizzo del flash.
Avvertenza, se siete di quelli che dicono “io il flash non lo uso perché snatura l’ atmosfera” potete anche saltare alla sezione ricette di questo blog.
Se invece pensate che il flash vada usato di notte, possibilmente sparato dritto nelle pupille del soggetto, vi conviene leggere tutto.

ritratto scattato alle ore 12:00, con il flash.

La tendenza odierna è quella di usare la luce artificiale anche di giorno per ottenere, in abbinamento alla post produzione, immagini di effetto sopratutto nell’ ambito dello sport che del ritratto ambientato. Per capire di cosa parlo potete guardarvi le foto di Tim Tadder (sport) o di Fredi Marcarini (ritratti). Quindi non temete ed iniziate ad osare.
Esiste addirittura una corrente di pensiero fotografico che propugna questa tecnica, si chiama Strobist , se conoscete l’ inglese quel sito è tutto per voi.

Se l’ unico flash che avete è quello fisso sopra la fotocamera , andatevi a leggere il manuale di istruzione ed iniziate a sperimentare la cosidetta tecnica del fill-in in italiano luce di riempimento. Affidatevi ai programmi automatici e provate ad usarlo in qualche ritratto in pieno controluce, fate sparire il sole dietro la testa del soggetto e scattate attivando il flash. Osservate i risultati e….ohhhh. Adesso potete andare a comprarvi un flash esterno serio, il cosiddetto cobra, ovvio che se siete ricchi potete tranquillamente mettere mano al portafoglio e rifornirvi a piene mani dalla Profoto o dalla Quantum.
Orientativamente cercate di comprare il flash più potente che potete permettervi e, tenete da parte qualche euro del budget, per gli accessori che sono fondamentali per evolvervi dal gradino del mai abbastanza vituperato status di fotocazzoamatore.
Nella prossima parte dell’ articolo vediamo i primi rudimenti per  utilizzare il flash di giorno e cosa ci può servire.

Un ringraziamento alla mia socia Emanuela che si presta da modella per questi scatti illustrativi.

Questo è un buon flash per iniziare: