Fotografare seriamente – parte seconda

Allora ci siamo, avete fatto il grande salto comprando la reflex, vi siete appassionati, avete riempito i vostri HD di tramonti,  gattini,  panorami.

La vostra galleria su Flickr riceve apprezzamenti e frequentate  i forum dove vi scannate perchè nelle foto postate l’ orizzonte è ruotato di 10px oppure la MAF non è perfetta sul terzo occhio della libellula.

Siete sereni e il vostro prossimo traguardo è il concorso della parrocchia con successiva mostra collettiva organizzati allo scopo di raccogliere fondi da destinare al restauro della canonica.

A turbare il quadretto arriva, quando meno ve lo aspettate, la prima fatidica richiesta. Vostra moglie/compagna/fidanzata vi sussurra a tavola “lo sai che domenica prossima battezzano il cugino del vicino di casa di mia mamma?” La vostra prima reazione è un’ alzata di spalle, ma prima che voi possiate esprimervi arriva la mazzata: ” Le foto potresti fargliele tu che sei bravo…”.

Sputate il caffè bollente, strabuzzate gli occhi e riuscite ad articolare un sommesso “chi? io? cosa?”

“Dai, su, tanto hai la macchina bella…” infierisce la moglie/compagna/fidanzata sottointendendo “con tutti i soldi che hai speso lì invece di portarmi in vacanza, brutto disgraziato”

Colpiti nell’orgoglio, ma internamente eccitati dalla prospettiva di sfoggiare la vostra attrezzatura in pubblico, rispondete a mezza bocca ” si vabbè vediamo…”

In quel momento siete fregati.

Avete accettato un incarico, siete passati (anche se temporaneamente) dalla condizione di fotoamatore a quella di professionista.

Piccola digressione. Nonostante  polemiche, flame, e litigi infiniti, l’ etichetta di “professionista” nel campo della fotografia non individua le qualità del fotografo ma solamente la condizione del suo lavoro. Ovvero mentre il fotoamatore (detto anche fotocazzoamatore dai più radicali) scatta per il suo piacere personale senza vincoli, il professionista scatta perchè deve e, perchè deve portare al cliente degli scatti validi. 

Non sapete cose vi serviva ed avete portato tutto

 QUINDI ORA NIENTE PANICO

Accettando l’ incarico, i vostri committenti (che non sono più amici o parenti ma sono diventati solo CLIENTI) si aspettano da voi un risultato migliore di quello che avrebbero potuto fare loro. Non c’è nulla di più umiliante della frase “ma una foto così la faceva anche la zio Gustavo con il cellulare”.

Quindi è necessario organizzarsi per tempo, e pianificare le prossime mosse.

Primo Passo  – Controllo dell’ attrezzatura

Tirate fuori tutto quello che avete, pulite obbiettivi, corpi macchina, filtri. Formattate le schede e provatele, caricate le pile.

Un conto è fare questi lavori con calma, un conto è trovarsi un obbiettivo sporco quando siete in mezzo alla folla.

Quindi preparate la borsa, dovete fare in modo che quando la prendete dall’ armadio non dovete preoccuparvi di quello che c’è dentro perchè è a posto. (in altra puntata parleremo di come organizzare l’ attrezzatura)

Secondo Passo  – Sopralluogo sul posto

Fate un sopralluogo sul posto, possibilmente all’ ora in cui è programmato l’ evento.

Cercate di capire come saranno le condizioni di luce, l’ accessibilità (arrivare in ritardo perchè non sapevate che l’ evento era all’ interno di una zona pedonale inaccessibile alle auto è da pirla), con chi dovrete parlare per entrare.

Questa non è paranoia è solo essere professionali, quando è il momento giusto dovete pensare solo a scattare gli altri problemi devono già essere stati risolti.

Siamo già a buon punto, ci sentiamo al prossimo passaggio!