La necessità di commentare

Ormai il dilagare delle condivisioni sui vari social ha prodotto quello che può esssere definita una piaga dei nostri giorni, ovvero la necessità di commentare.

Oramai tutti sentono l’ esigenza di dover dire la loro, di commentare (spesso a sproposito) su ogni cosa vedono passare nella loro sfera di interesse.

zuckerberg-facebookAnche se il malvagio Zuzzemberg profila quello che ci appare nel suo scatolone blu secondo i suoi comodi, ovvero quello che vediamo sono le inserzioni che pagano gli altri si attaccano, è ormai scontato che tutti debbano essere tuttologi. Politica, arte, sport ognuno si sente in dovere di commentare, spiegare criticare.

Nel campo della fotografia, le critiche e le considerazioni degli altri sono una buona palestra per migliorare ma, e qui c’è l’inghippo, devono essere fatte da qualcuno che sappia di cosa si parla.

Controllate le discussioni sotto le foto che vengono postate, commenti sulla risoluzione fatti guardando una foto sul web, critiche sui soggetti, e via discorrendo.
Non nego che certe volte ci siano delle cose che sono ai limiti della denuncia penale per mancanza delle basi ma, a tutto c’è un limite, sopratutto sull’ educazione.

 

Siete proprio sicuri di dover metter becco su tutto o non pensate che certe volte sia meglio osservare in silenzio ?

Diritto d’autore foto e Facebook

zuckerberg-facebookCome avete letto nel titolo del post l’ argomento di oggi è il diritto d’autore delle foto su facebook.

Notizia che periodicamente rimbalza sui forum e sulle pagine social di fotografi portando con sè polemiche e flame non indifferenti.
Questa volta però la differenza è data dalla recente sentenza della IX sezione del Tribunale di Roma che pare aver messo qualche punto fermo in questa intricatissima materia che coinvolge diverse normative di più paesi.

Il tutto nasce da una pratica abbastanza nota e deprecabile, un quotidiano pubblica foto senza averne la liberatoria da parte del fotografo e dei soggetti ripresi, l’ articolo viene ripreso da altri media (TV) e le immagini veicolate in maniera importante senza che il fotografo vedesse una lira.

La sentenza, cita espressamente l’articolo 2 delle condizioni di licenza di Facebook nel quale si distingue “tra i contenuti coperti da diritti di proprietà intellettuale” (foto e video) definiti “contenuti IP” (coperti da proprietà intellettuale) e i contenuti semplici non coperti da tali diritti.

Nello specifico si fa’ riferimento alla  legge sul diritto d’autore (Dlgs 68 del 2003), specificando che la libertà di utilizzo dei contenuti pubblicati dagli utenti con l’impostazione ‘pubblica’ nei fatti riguarda le informazioni ma “non riguarda i contenuti coperti da diritti di proprietà intellettuale degli utenti, rispetto ai quali l’unica licenza è quella non esclusiva e trasferibile concessa a Facebook“.

Nulla di nuovo sotto il sole quindi, ma la sentenza ha solo ribadito che  la libera circolazione delle opere concessa ai social network, cessa al di fuori degli stessi, dove ogni opera resta disciplinata dal diritto d’autore e che quindi al fuori di Facebook vigono le normali regolamentazioni del Diritto d’ Autore (ovvero se vuoi pubblicare una foto mia me la paghi)

Stabilendo un principio che dovrebbe essere ovvio, ovvero che “che la pubblicazione delle foto sui social network non comporta la cessione integrale dei diritti fotografici” .

Senza autorizzazione esplicita, la pubblicazione delle fotografie che ritraggono le persone sono giustificate solo per scopi scientifici, didattici, culturali o legati a materia giuridica di interesse pubblico.

La sentenza chiarisce anche che la pubblicazione di una fotografia nella pagina personale di Facebook, in mancanza di prove contrarie, definisce “presunzione grave, precisa e concordante” della titolarità dei diritti fotografici in capo al titolare delle pagine nelle quali sono pubblicate.

Ai fini del diritto di autore assumono un ruolo fondamentale i “digital watermarks”, ovvero le filigrane digitali con le quali l’autore “firma” la foto, quindi, quando mancano, la pubblicazione di una foto sulla propria pagina social non costituisce prova della titolarità dei diritti di proprietà intellettuale su quel contenuto. (e su questo apriremo un altro infinito dibattito)

In questi casi “spetta al riproduttore provare che la sua utilizzazione si è basata sul prelevamento di un file digitale non coperto dai diritti di proprietà intellettuale in capo a colui che ha pubblicato la foto su Facebook“, in sintesi è chi usa le immagini a dover provare che non sono coperte dal diritto di proprietà intellettuale.

L’ evoluzione del Photograper

Benvenuto nell’ anno nuovo, abbandonate le feste e i bagordi in attesa dell’ arrivo della Befana facciamo qualche riflessione sul mondo dei Photograper e sulla loro evoluzione prendendo spunto da questo articolo di Ettone.
Quando per scattare fotografie si usavano i rullini la gente contava gli scatti per non consumarli e se ne avanzava qualcuno non portava il rullino a sviluppare (con risultati disastrosi perchè il rullino abbandonato al caldo nella fotocamera si deteriorava dando luogo a fenomeni con valenza mistica, come apparizioni di figure evanescenti ecc ecc). Ma, adesso siamo nell’ era del digitale, della condivisione e della bulimia fotografica, quindi tutti scattano, tutti condividono e appena comprano una reflex (dopo aver stracciato le p…e su tutti i forum per capire se è meglio Canon o Nikon)  aggiungono alla pagina FB la famosa scritta Photograper.
I passi successivi li trovate bene elencati nell’ infografica a firma Ettone che trovate qui sotto:
storia

Neri prossimi post vediamo di sviscerare i vari passaggi, e buona Befana!

Era ora!

Questo articolo prende spunto da una notizia di cronaca, e precisamente questa .

Regalare le vostre fotografie a quest' uomo?

Regalare le vostre fotografie a quest’ uomo?

Sulla discussione relativa allo strano concetto di “cessione dei diritti” del social più famoso avevamo già parlato, però questo è diverso.
Questo è un paletto piantato per affermare un principio.
Anche se internet è il luogo in cui tutto è permesso, mi sembra corretto dire che le MIE fotografie debbano essere usate se non almeno con il consenso quantomeno citando l’ autore.
Quindi possiamo tornare alla diatriba sulla filigrana, metterla o non metterla?
Domanda che può essere paragonata alla diatriba Canon Vs Nikon, il mio parere è che una firma, sopratutto per le foto che si postano su Fb vada messa. Se qualcuno la elimina, dimostra la sua malafede in maniera palese e se Zuckembreg si volesse prendere la foto se la prende con tanto di firma.
I watermark invasivi, tipo agenzia fotografica li riserverei solo per le fotografie commerciali, quelle per intenderci che il giornale dovrebbe pagarvi e che invece prende dal pensionato con la passione per la fotografia, dicendogli che metterà il suo nome in 34esima pagina o dal ragazzetto a cui racconta che poi lo farà diventare giornalista.
E voi che ne pensate?