Spiegare le foto

editingSembra strano che nel 2014 dobbiamo ancora stare a parlare di spiegare le foto, ma purtroppo è così.

In una discussione on-line in uno dei migliaia di posti dove i i foto(cazzo)amatori postano le proprie foto di gattini, tramonti, ecc per farsi dire quanto sono bravi, una foto è stata commentata con un lapidario “cosa mi rappresenta?”.

Un affermazione del genere dovrebbe far innescare nella mente di chi ha scattato quell’ immagine un campanello, farlo riflettere sull’ inutilità dello scatto e spingerlo verso una sana autocritica e un ancor più sano cestino.
E invece no!
Si è acceso un flame infinito dove, chi aveva criticato, è stato accusato di non aver capito il messaggio, di non possedere le conoscenze giuste ecc ecc.
Ora, a parte il caso specifico, mi pare esagerato rispondere ad una critica in questo modo anche perchè quando si scatta lo si deve fare con un’ idea ben precisa in testa. Se quell’ idea non arriva a chi guarda vuol dire che la foto è sbagliata. Il discorso io fotografo per me stesso, rappresento i miei stati d’ animo, esorcizzo i miei demoni nel 99% dei casi è la giustificazione alla propria incapacità.

A chiudere il tutto mi ricorderò una massima che mi è stata insegnata tanto tempo fa’ :

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la fotografia è come la barzelletta, se la devi spiegare vuol dire che non è venuta bene
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Provini, digitale e varie amenità…

questo post richiama i contenuti della diatriba analogica/digitale

Lo spunto per questo post l’ho preso dalla lettura di questo articolo. In particolare quando ho letto questa frase:

“Esaminare i provini – dice il giornalista e photoeditor Nazario Dal Poz nella postfazione del volume – è un’esperienza intima, fisica. Le loro piccole dimensioni richiedono una prossimità tra l’occhio e il foglio di carta, i fotogrammi avvicinati al viso. Di nuovo un contatto”

Ora, non so se i lettori di questo blog hanno un età tale da aver fotografato prima dell’ avvento del digitale, ma per chi come me viene dalle esperienze della pellicola i provini li ricordo come una gran rottura di p****.

Intanto dovevi portare i rullini al laboratorio sperando che fosse aperto e che non ti facesse casini con i chimici. Poi quando richiedevi i provini ricevevi in cambio sguardi carichi d’ odio con il non detto “pezzente perchè non stampa le foto così faccio prima e guadagno di più”, da parte del titolare del laboratorio.
Infine tornavi a casa e perdevi le ultime diottrie che avevi rimanendo piegato sul lentino a controllare le foto.
Che comunque non corrispondevano a quello che volevi perchè poi andavano eseguiti i tagli, bilanciati i colori, ecc ecc…

Adesso nella mia schermata di LR ho tutte le foto che ho scattato dopo qualche secondo che ho levato la scheda dalla macchina, quando ci passo sopra con il mouse si ingrandiscono e riempono il mio schermo da 24 pollici, posso modificare la gamma cromatica con un clic, taglio, riquadro. Gratis ( a parte il costo della licenza del sw e del PC).
Ovviamente pago questa cosa con il tempo che perdo a visualizzare e ordinare le foto ma penso che i vantaggi siano superiori agli svantaggi e ritengo che certe affermazioni siano perlopiù una moda e un atteggiamento per dimostrarsi “fighi”.

…certo che però l’ odore della pellicola e la perdita delle diottrie.

quandolo avrete non rimpiangerete il lentino:

Editing! – ovvero cosa fare con gli scatti…

vi piacerebbe un workstation così…

Terminato il lavoro sul campo si torna a casa. Con questo articolo tratteremo delle operazioni da fare per preparare il lavoro svolto in modo che possa essere fruito dai nostri clienti. Avevamo lasciato il campo da calcio, ma questo potrà andare bene anche per gli altri sport.

Scaricata la scheda sul nostro PC ( o MAC) iniziamo con una scorsa veloce ed eliminiamo tutte le foto sfocate e mosse. Non servono. Dopodichè iniziamo a cercare quelle con i momenti salienti (gol, esultanze, ammonizioni, espulsioni ecc) ed inseriamo negli info-files i nomi dei giocatori, vi siete ricordati le distinte vero…. , la partita, dove si giocava e una piccola descrizione.

Possiamo avere anche una foto meravigliosa di un gol fantastico, ma se non sappiamo i nomi dei giocatori che compaiono, a livello editoriale non vale nulla!

Quindi, quando avete preparato le vostre foto (rinominatele in modo da confonderle con le altre) potete apprestarvi a spedirle. Ricordatevi che se sono per un giornale devono arrivare in redazione prima delle 18:00, altrimenti non faranno in tempo ad inserirle nell’ edizione del giorno successivo.

E le altre? Iniziate a a scremare e cercare delle foto dove ci sono inquadrati i singoli giocatori, palla al piede preferibilmente, e infarcitele di info-file. Preparatevi delle cartelle apposite divise per squadra e sottocartelle con i singoli giocatori. Vi inizierete a formare un archivio dove attingere quando qualcuno vi chiederà una foto di tizio perchè magari quella domenica ha segnato sei gol (ovviamente nella partita che voi non avete seguito).

Se magari siete collaboratori di un agenzia fotografica questo lavoro, invece di farlo sul vostro pc lo potete fare direttamente sul portale on-line in modo che chi compie queste ricerche sia agevolato e non vi debba conoscere direttamente per poter comprare le vostre foto.

Questo discorso, che abbiamo fatto partendo dal calcio, può essere adattato a tutti gli altri sport che vedremo nei prossimi articoli.

Digitale o Analogico?

Questo simbolo che vedete a lato è stato realizzato dal gruppo di cazzeggio su Fb – Moon Base. Oltre al cazzeggio si intavolano discussioni molto interessanti sopratutto sui nuovi media.

Ora la diatriba digitale Vs analogico a che come me viene dalla fotografia può apparire come preistoria in quanto sono giò passato attraverso questa guerra di religione alcuni anni fa.

Il risultato, scontato, è stata l’ estinzione della fotografia analogica e il predominio del digitale. I fanataci dell’ analogico si sono ritirati nelle riserve dove ,come oscuri alchimisti si dedicano a pratiche che per i più giovani hanno il sapore della stregoneria Più che della fotografia.

Non voglio qui rinfocolare le polemiche di alcuni anni or sono, ma è ormai assodato che le potenzialità del digitale, anche in fase di conversione/sviluppo sono tali da far impallidire qualsiasi esperto di camera oscura. Con i vari programmi di fotoritocco PS/LR ecc si possono riprodurre gli stessi effetti che venivano realizzati in camera oscura con ore di lavoro e tentativi. Non parlo nemmeno della ripetibilità dei risultati perchè sarebbe sciocco.

Però facciamo un parrallelo con quello che adesso sta accadendo nel mondo dei libri e dell’ editoria.

Obiezione 1. Le grandi case editrici si stracciano le vesti dicendo che sono condannate è che i pirati distruggeranno il mercato.

Scene già viste, Kodak (che non era proprio una ditta piccolina) è fallita; Ilford, Perutz, Konica ecc ecc ve le ricordate? Puff….sparite. Quindi è solo questione di tempo ma questi colossi o si evolvono o faranno la fine dei dinosauri, si estingueranno.

Obiezione 2. Perderemo un sacco di posti di lavoro, ci saranno lavoratori alla canna del gas. Tutti i tipografi, impaginatori, librai spariranno e saremmo rovinati dall’ autopubblicazione (il nuovo demone, peggio di Osama).

Scene trite e scontate. Vi ricordate quanti laboratori che sviluppavano i vostri rullini esistevano e quanti ce ne sono adesso? I più intelligenti si sono riciclati, hanno imparato ad usare il computer, fare fotoritocco, stampare, scattare e produrre servizi. Gli altri? Estinti.

Obiezione 3. Il digitale spazzerà via le piccole case editrici, saremo inondati da spazzatura, ognuno si proporrà come il nuovo Messia. Il filtro della pubblicazione, l’ editing professionale, bla bla bla

Problemi già affrontati e superati, hanno chiuso Agenzie fotografiche come Grazia Neri e ha aperto Fotolia (15 milioni di immagini a partire da meno di un euro) e il mercato ha selezionato il grano dalla paglia. I bravi vendono, gli altri o imparano o spariscono.

Potrei andare avanti per molto ma non servirebbe al nulla. Il mondo corre, quindi ho cerchiamo di attaccarci al treno (ormai siamo agli ultimi vagoni) o rimarremo da soli in una stazione sempre più deserta, o come dicono adesso disabilitata.

 

Fotografare seriamente – parte quinta

Ci eravamo lasciati la scorsa settimana con le vostre foto appena scaricate sul PC (o sul MAC) in attesa della fase meno divertente del lavoro, EDITING o dicendolo in italiano la cernita.

Indipendentemente dal programma che utilizzate (Lr, PS, ACD, ecc) cerchiamo di enunciare i principi generali.

In primo luogo ripassate tutte le foto, avrete già levato quelle mosse, sfocate, inquadrate male ma ci sono buone probabilità che ve ne siano scappate alcune. Nel frattempo iniziate a scegliere quelle buone, contrassegnandole con gli appositi strumenti del programma o se siete grezzi le spostate in una altra cartellina.

La vecchia regola del “3 su 36” è tutt’ ora valida anzi cercate di essere più restrittivi vista la mole di scatti che si ottengono con il digitale, quindi se alla fine ne salvate intorno al 20% è un buon risultato. Se superate il 30 – 35% state sbagliando qualcosa, siete troppo indulgenti.

Il passaggio successivo è indicizzare i file. Fatelo subito perchè tra una settimana non vi ricorderete nulla, quindi inserite negli info file le descrizioni. Questa è un altra discriminante tra il foto(cazzo)amatore ed il professionista. Avete una bellissima foto di sport ma non sapete come si chiama l’ atleta, non vale nulla. Stessa cosa per un fiore, un insetto o altro, se non sapete cosa c’è nella foto, non vi serve a nulla.

Quindi inserite negli info file luogo di scatto, descrizione dell’ evento, eventuale protagonista e tutti gli altri dati che vi possono servire ad identificare a cosa si riferisce.(vi eravate ricordati di scattare una foto alla locandina dell’ evento, all’ elenco dei partecipanti no? male!)

Poi passeremo al ritocco vero e proprio. E qui possiamo andare dalla semplice aggiustatina ai livelli, crop e raddrizzatura delle foto editoriali sino ai veri e propri interventi di post-produzione delle foto glamour che rappresentano in certi casi un lavoro ancora più importante della foto stessa.

la puntata precedente

 

Fotografare seriamente – parte quarta

Ben ritrovati nel nuovo anno, finiti i bagordi è ora di rimettersi a lavorare.

Lo so che c’è ancora la vecchiaccia che deve calarsi dal camino, ma non  sottiliziamo!

lo avete comprato vero?!?!?!...

lo avete comprato vero?!?!?!…

Ora siamo tornati a casa dopo aver sgomitato con altri ventisette fotografi, maledetto in tutte le lingue conosciute la vecchina che si piazzava davanti a voi e un crampo al braccio perchè avete dimenticato il monopiede.

Perfetto, fosse stato qualche anno fa sareste passati dal vostro laboratorio di fiducia, avreste lasciato i rullini e sareste andati a dormire il sonno del giusto ed invece oggi, grazie alla tecnologia, dovete ancora lavorare! E forse ancora di più di quanto abbiate già fatto, bella cosa il progresso eh…

Andiamo ad analizzare il lavoro da fare o come lo chiamano quelli che sono fighi il Workflow.

Primo Passo – Preparate una cartella sul desktop dove cacciare tutte le foto grezze, se avete riempito più di una scheda preparate più cartelle.

Utilizzando un lettore di schede (costano pochi euri) copiate i files nella cartella sul desktop. Dico copiare perchè la prudenza non è mai troppa e quindi sempre meglio avere rindondanza di files.

Stesso principio di prudenza è quello di utilizzare un lettore di schede, meglio evitare di accendere la macchina fotografica per svolgere questo compito.

Lasciate i files originali sulle schede di memoria, li cancellerete al prossimo servizio.

Riponete la macchina ed ora dedichiamoci al lavoro più fastidioso, aprite la cartella e con la visualizzazione classica iniziate a scorrere tutte le immagini. Immagini sfocate, mosse, tagliate vanno gettate subito. Senza pietà. Ci sarà tempo dopo per analizzare le altre foto.

Piccola premessa se avete scattato in raw potrebbe essere che dobbiate utilizzare un visualizzatore apposito per vedere le immagini, ne parleremo in seguito.

In questa fase vi consiglio di non usare programmi specifici (LR, ACD, PS ecc) per un motivo legato essenzialmente alla velocità di esecuzione, se avete un mac anche di più perchè vi basta premere la barra spaziatrice per avere visualizzate le immagini, e anche per evitare di creare collegamenti interni al computer.

Secondo Passo – Ora che nella vostra cartella ci sono solo le foto giuste, scremate da quelle inutilizzabili, potete procedere all’ archiviazione dei file secondo le vostre usanze. Non voglio essere io a dirvi come tenere in ordine nei vostri HD, a meno che non me lo chiediate, quindi archiviate la cartella come siete soliti e procediamo all’ editing.