Cinque metodi sicuri per superare il blocco del fotografo

La stagione autunnale è finalmente alle porte e questo vuol dire da una parte la ripresa del lavoro dedicato ai campionati di calcio e, dall’ altro l’ allontanamento dalla città di tutti i rompicogl   turisti facendo ritornare tutto ad una dimensione più umana.
Questo, però è un post che trae ispirazione da quelli dei guru-blogger Alessandro e Germano relativi alla depressione scrittoria.
Ora, i fotografi cosidetti pro non dovrebbero avere questi problemi perchè hanno da portare a casa la pagnotta mentre il fotocazzoamatore può cadere in queste orribile gorgo di ignavia.

Quindi, se siete i tipi che si struggono per tutta la notte, insonni in compagnia di una bottiglia di liquore scadente urlando “non so’ cosa fotografare” proseguite nella lettura, magari vi rispecchiate in qualche situazione.
N.B. Il post è ironico e non vuole assolutamente sottovalutare la vera depressione che deve essere trattata come una malattia al pari di una polmonite o di una gamba rotta

5 – Shopping virtuale
Iniziare a cercare  su cataloghi on-line il nuovo modello di macchina fotografica, il nuovo obbiettivo, senza i quali non potete assolutamente fotografare. Elaborare preventivi, acquisti oltre frontiera, ardite permute e poi capire alla fine che non avete bisogno di quello per fare fotografie.

li voglio, li voglio sbav sbav

4 – Tour virtuali
Si inizia a guardare le foto sulle riviste e i siti dicendo: “che posti! ah, anche io fossi là farei foto magnifiche”; si progettano le future vacanze tenendo conto degli orari dell’ alba e tramenonto in esotiche località. Si elaborano trasferimenti a dorso di mulo per raggiungere improbabili scorci. Poi alla vista del preventivo dell’ agenzia viaggi o dopo una randellata di moglie/fidanzata si ritorna ad una dimensione più umana.
Rimini anche quest’ anno.

3 – Ricerca di modelle
Il commento più classico è: “con una pheeega così, anche io faccio belle foto!”; e allora si scandagliano forum, community alla ricerca della giusta modella, contatti via mail, proposte TFCD, low budget, si sconfina nel baratto più bieco.
Si finisce con il cercare una fabbrica abbandonata per delle foto di nudo artistico, oppure la  moglie/fidanzata pensa che sia un giro di escort e và a prendere il randello/chiama l’ avvocato.

2 – Uscita con il circolo

Convinti che nuovi stimoli possano venire dall’ esterno ci si iscrive al Circolo Fotografico e si partecipa alla vita sociale. Alla domenica all’ alba ci si ritrova tutti al parco per fotografare le libellule nel quadro del nuovo concorso “ali di vita, vita con le ali”. E poi alla sera proiezione dei lavori nella sede sociale. Avete presente Fantozzi al cineforum….ecco.

la serata al circolo fotografico

1 – Ritorno alle origini

“questa tecnologia stà uccidendo l’ arte! dobbiamo riscoprire il gusto dello scatto!” Questa di solito è la frase per autoconvincersi che non serve la reflex da 2000 Euri comprata a rate ma basta la vecchia Cosina a pellicola del nonno per sfornare capolavori.
Dopotutto anche HCB fotografava con una Leica a telemetro e solo un obbiettivo. Il sogno svanisce quando si deve peregrinare per tutta la città a cercare un minilab o una pellicola.

non è una figata, è solo una foto sfocata e che ha preso luce…una merdata

La prossima volta vediamo di trovare 5 metodi più seri per cercare di avere risultati concreti.