Ancora di copertine e libri

coverCome avevamo parlato la settimana scorsa parliamo ancora di copertine e libri. Oggi parliamo del volume uno, ovvero il prequel di quello presentato la settima scorsa.

Vediamo i dettagli tecnici, la foto è un crop dell’ immagine originale. Nell’ immagine originale si vedeva l’ intera modella ma l’ autore del libro ha voluto un immagine più intrigante ed ha preferito lasciare spazio all’ immaginazione.

Si è quindi proceduto con un taglio estremo lasciando solo le mani con la loro ombra. La scelta della luce del bazzo drammatizza molto la scena creando ombre dure che ben si sposano allo scopo dell’ immagine.

Il set prevedeva la modella vestita di una semplice camicia bianca, pantaloni e stivali da cavallerizza , un frustino e dei guanti a completare la mise. La solita D700 stavolta in accoppiata al datato ma, sempre valido 17-35 f/2,8 utilizzato alla minima apertura.

Diaframma chiuso a f/16 per mantenere le ombre e i dettagli, 1/200 e un singolo flash in basso per creare il contrasto drammatico. Conversione in BN con Light room e successivo crop con Photoshop.

Forse la sedia in rattan non era il massimo ma ci si è dovuti adattare a quello che era presente nella location.

Lettering a cura del cliente

Se vi interessa il genere il libro lo trovate qui

 

Nuova copertina, nuova foto

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Una soddisfazione personale, una mia nuova foto è stata usata per la nuova copertina di un ebook. Il lettering lascia un po’ a desiderare ma su quello non sono competente,

Qualche dettagli tecnico sulla fotografia, Uno schema luci molto semplice, finestra schermata rivolta a nord per la luminosità generale ed un flash di schiarita a 45° sempre a sx per definire meglio i dettagli del volto. Nikon D700, il meraviglioso 60 mm macro chiuso a f/ 5,6 1/125 con una ridotta profondità di campo. Il nero lucido della seta utilizzata per la benda richiama la trama del body. Un rossetto rosso lucido contrasta con i toni piuttosto acidi dello sviluppo eseguito con L.R.

A chi interessasse il libro lo trova qui

C’è anche la foto del volume uno, ma di quella ne parleremo la prossima volta.

Ma a voi piace?

Oggi parliamo di gusti e di fotografia.

La copertina di Max Settembre 2012

Lo spunto l’ho avuto guardando il nuove servizio fotografico di Elisabetta Canalis per Max, di cui potete trovare anticipazione qui. Lei in versione dominatrix con bustino in latex, guanti frustino eccetera, tutto l’ armamentario della perfetta dominatrice secondo gli standard del SM. (a questo punto i veri puristi del BDSM insorgeranno per chè viene sempre fatta questa immagine stereotipata ecc ecc ma non è questa la sede per parlarne).

Siamo qui per parlare della foto ed in particolare della post produzione. Colori iper saturi ombre nette, flash sparati direttamente con effetti esagerati. In pratica tutto il contrario di quello che normalmente si consiglia per i ritratti. Ma basta avere Elisabetta Canalis come modella, la copertina di un famoso magazine per produrre questo tipo di immagini, oppure diciamo che è bella a prescindere senza porci dei problemi.

Settimio Benedusi per Sport Week

Oppure guardiamo questa immagine realizzata da Benedusi per un altra rivista e iniziamo a fare dei confronti.

Stessa modella, copertina di magazine, cambia il fotografo ed il mood.
Qui siamo nel classico ritratto con flash laterale, schermo riflettente. post produzione che cerca di essere il meno invasiva possibile.

 A me la prima copertina non ha convinto…

 

Genesi di una copertina

Alcuni giorni or sono ho raccontato come una foto scartata da un servizio sia stata recuperata per creare un banner da inserire in un famoso blog. Oggi invece esaminiamo come questa foto sia stata il frutto di un percorso logico e consequenziale che dovrebbe essere la road – map di tutti i lavori svolti con professionalità.

Antefatto
Dovevo realizzare la copertina per completare il racconto ambientato a Genova che avevo da poco completato. (se lo vuoi leggere scaricalo qui)
Ho immaginato allora una foto che potesse rappresentare il contenuto del libro e che attirasse il lettore, perciò prendendo spunto dalle protagoniste ho cercato di dargli un volto.

Flusso di Lavoro
Per prima cosa ho cercato la modella, ricerca non semplice in questo caso perchè doveva anche possedere/guidare una moto, per fortuna che avevo già idea dove orientarmi.

Secondo ostacolo è stato quello di trovare una location adatta, non potendo spostarmi su di un circuito ho cercato nelle strade più periferiche una zona che non fosse trafficata. Ho trovato questa strada che conduceva ad una frazione nell’ entroterra, durante la durata dello shooting non si è vista una macchina.
Durante il sopralluogo ho cercato di osservare anche le condizioni di luce per poter programmare l’ ora migliore per gli scatti.
Stabilita la location e l’ ora migliore ho pensato al look. Ritornando alla descrizione del libro ho pensato ad una cosa semplice che però garantisse un certo grado di glamour.

Il giorno stabilito ho iniziato a scattare, sia con la moto in movimento che con la moto ferma cercando la maggior parte delle inquadrature verticali sapendo che l’ immagine finale sarebbe dovuta finire sulla copertina del libro.
La mia assistente con un pannello riflettente ammorbidiva le ombre mentre un flash cobra mi serviva per dare un punto di luce sul viso.

Alla fine della sessione ho iniziato il processo di revisione che mi ha portato a scegliere l’ immagine che mi sembrava ottimale.

Il passaggio in Photoshop (ora i guru mi prenderanno a calci viste le mie ridotte capacità elaborative) ha riguardato in primis il taglio dell’ immagine per eliminare gli elementi di disturbo, poi una piccola aggiustatina alla modella per conferirle un “lato b” perfetto (anche se il suo era già notevole). Per evitare problemi ho cambiato la targa al mezzo ed ho messo una cifra “esoterica”, viraggio in BN e bruciatura di parte dello sfondo per inserire le scritte.
Ovvio che se queste operazioni le avesse fatte un professionista il risultato sarebbe stato migliore ma, il budget non mi permetteva di assoldarne uno e quindi ho dovuto fare io.

Spero che questo vi serva per capire come per programmare uno scatto si debba partire dall’ avere ben presente il risultato che si vuole ottenere e quindi, risalire tutta la catena per organizzare lo scatto. Le buone foto difficilmente si scattano per caso, di solito sono frutto di una accurata programmazione di tutte le fasi. Parleremo ancora di questo.