Tagliatelle lardo e noci

farina_dicastagne3_42Oggi un piattino leggero per questo inverno freddo che dovrebbe essere arrivato. Quindi andiamo a preparare le tagliatelle lardo e noci.
Iniziamo con il preparare delle tagliatelle con farina di castagne, oppure le compriamo fatte così facciamo prima, i soliti 200g a testa direi.

Nel frattempo sgusciamo le noci e peliamo i gherigli facendoli sbollentare pochi minuti (oppure compriamo le noci già sgusciate), circa 50 g per due persone. Tritiamo grossolanamente in modo da avere una granella visibile.
In una padella antiaderente facciamo andare a fuoco basso la granella delle noci, se le abbiamo sbollentate alzate la fiamma per asciugarle. Quando sono ben calde mettete sopra alcune fette di lardo di colonnata belle sottili. A questo punto dovrebbero sciogliersi, mescolate bene aggiungete le tagliatelle bagnate di acqua di cottura. Regolate di sale e pepe.

Fate passare in padella a fuoco vivace per mantecare con un goccio di acqua di cottura se risultassero asciutte. Impiattate e aggiungete qualche fetta di lardo sopra il piatto.

Da gustare con una birra trappista importante.

Castagne autunnali

E’ tornato l’ autunno, le foglie ingialliscono e cadono e con loro a terra arrivano i prodotti del sottobosco. Funghi e Castagne. Ora, quest’ anno le castagne sono poche a causa della prolungata siccità estiva e dell’ insetto infestane che flagella alcune aree, mentre per i funghi ci sono migliori notizie.

Però oggi parliamo di castagne, ne avevamo già parlato qui, questa volta vediamo di conservare questa prelibatezza per i prossimi mesi.
La cosa più semplice sarebbe seccare le castagne come prevedeva la tradizione sterndendole su di un graticcio sotto al quale veniva acceso un fuoco multo fumoso, dopo alcuni giorni si raccoglievano le castagne, si infilavano in sacco di juta e si sbattevano nell’ aia per scorticarle. Le castagne così secche duravano sino alla prossima stagione o venivano  macinate per ottenere la farina.

Un alternativa più goloso potrebbe essere questa. Mettiamo le castagne nella padella bucherellata delle caldarroste, cuociamo spruzzandole di vino rosso (possibilmente dolce come un Sangue di Giuda o un Lambrusco amabile). quando sono pronte sbucciamole aiutandoci con un canovaccio. Fermi ! non è il caso che ve le mangiate.
Prepariamo uno sciroppo con acqua e zucchero in proporzione 3 a 1 facendolo sciogliere in  un pentolino sul fuoco bassissimo, quando sarà pronto aggiungiamo del rhum e una stecca di cannella. Mettiamo le caldarroste in un vasetto e ricopriamo con lo sciroppo. Tappiamo e sterilizziamo come sempre, aspettiamo almeno 10 giorni per aprire.

La prossima volta vediamo di fare una ricetta più zozza

Dolciumi, il Monte Bianco

Oggi ricetta dolciaria, ne troverete poche perchè non sono ferratissimo in questo campo ed ho pochi punti fermi.

Il Monte Bianco è un dolce a base di castagne piuttosto elaborato e lungo da preparare ma che non delude mai nessuno.

Iniziamo allora. Tornati a casa dopo aver passato il pomeriggio a raccogliere castagne nel bosco vi potete sedere davanti al focolare acceso ed iniziate a sbucciare il frutto della vostra raccolta. Così mentre in un atmosfera bucolica eseguite quest’ operazione (menosa) state attenti a non tagliarvi con il coltello.

Adesso che avete il vostro mucchio di castagne, sbucciate della buccia più esterna. Gettatele in una pentola, riempite di acqua sino a sommergere il tutto e mettete sul fuoco.

Portate a bollore per pochi minuti. Spegnete e mettetevi a sbucciare le castagne della pellicina interna (enorme menata) stando attenti a non scottarvi, non importa anche se si rompono tanto poi bisogna passarle.

Finita quest’ operazione, con le dita doloranti per il supplizio, aprite il frigo e prendete del latte. Rimettete le castagne nella pentola e ricoprite di latte, aggiungete una stecca di cannella, due etti di zucchero per chilo di castagne e un bicchiere di rhum. Accendete il fuoco e portate a bollore, coprite perchè schizza. Lasciate bollire qualche minuto, spegnete e levate la stecca di cannella.

Tirate su il contenuto della pentola e schiacciatelo con lo schiaccia patate disponendolo in un piatto con andamento tronco-conico. Il latte che rimane nella pentola tenetelo perchè è una delizia e ve lo potete riusare a colazione.

Terminata la montagnetta vi sia aprono due strade. Una, la più classica, a cui deve il nome la ricetta, è quella di ricoprire tutto di panna montate e spolverare di cammella. Infilare in frigo e servire così.

La seconda alternativa, più zozza, è quella di colare del cioccolato fuso sopra, tipo vulcano.

Se lo volete realizzare per servirlo a degli ospiti, porzionatelo già in fase di realizzazione  altrimenti non riuscirete dopo a farne delle fette ben fatte.