Promozioni di primavera

coverLa primavera è alle porte, quindi vogliamo fare un regalo a tutti i lettori del blog. Una promozione di primavera!

Da oggi, 3 marzo, sino a questo venerdì 7,  il manuale di sviluppo e stampa della pellicola in bianco e nero sarà in vendita sullo store Amazon con il fantastico sconto del 68%!!!
[highlight1]Ve lo porterete a casa con soli 0,99 centesimi!![/highlight1]

Affrettatevi, perchè la promozione dura sino a mezzanotte di venerdì 7 marzo, fuso orario di Amazon.
Ricordatevi che anche se non avete un Kindle lo potete leggere su qualsiasi computer, tablet o smartphone scaricando l’ apposita applicazione.

Per comprarlo direttamente basterà cliccare su questo link:
Manuale Sviluppo e Stampa Pellicola in Bianco e Nero

Manuale di Fotografia Bianco e Nero

coverProprio in extremis, sotto le feste di Natale arriva il manuale di Fotografia in Bianco e Nero. In pratica è la versione in e-book, che racchiude tutte le lezioni di Bianco e Nero che in questi anni sono passate sul blog. Scritto e pensato dalla mia Socia Emanuela, impaginato con maestria da Matteo Poropat contiene tutti i singoli passaggi per allestire una camera oscura ed arrivare alla stampa finale.
Integrato con delle utili appendici, e illustrato con più di 80 fotografie, lo trovate sullo store Amazon cliccando sul link in fondo al post.
L’ idea per un simpatico regalo di Natale a chi è appassionato di fotografia analogica o per chi vuole provare a ritornare alle “origini” e riprendere quel senso di manualità e artigianato che solo la stampa e lo sviluppo nella camera oscura della pellicola in bianco e nero può riservare.
Purtroppo per poter pubblicare il manuale ho dovuto restringere la fruibilità di molti degli articoli che erano sul blog.

Chi non volesse passare attraverso le forche caudine del grande A, mi può contattare in privato per avere il formato epub, ma dovete fornirmi un giustificato motivo!
Per tutti gli altri, ormai asserviti all’ ebook e alla distribuzione Amazon non resta che cliccare sul link qui sotto per averlo sul proprio Kindle in pochi secondi e iniziare a pensare in maniera analogica.!

Kodak la storia della fotografia

La prima macchina Kodak

La prima macchina Kodak

Sono passati 125 anni dal 1888, quando veniva messa sul mercato la Kodak No. 1, la fotocamera pioniera della storia pensata per un uso amatoriale.
Alcuni di quelli scatti pioneristici li potete vedere in questa pagina di Flickr.
Sino ad allora scattare fotografie era un operazione riservata a pochi eletti, a metà tra la scienza e l’ arte e guardata dai più come una diavoleria dei tempi moderni che avrebbe avuto poco successo.
Il modello, ideato dall’americano George Eastman, aveva un costo piuttosto elevato – 25 dollari, l’equivalente di circa 600 dollari odierni – e pesava quasi un chilo.
Realizzata artigianalmente in legno veniva caricata direttamente alla fabbrica  con un rullino da 100 scatti.
Una volta terminato, l’intera macchina doveva far ritorno alla fabbrica per lo sviluppo e la stampa, prima di essere riconsegnata al proprietario. Da qui lo slogan coniato all’epoca da Eastman per sottolineare la semplicità del modello: “Voi premete il bottone, noi facciamo il resto”.

A distanza di 125 anni lo slogan si è rivelato profetico ancorchè funesto per i destini aziendali, oggi tutti premono il bottone ma non c’ è più bisogno che qualcuno faccia il resto.

Lezioni di Bianco e Nero Galleria Fotografica #3

Oggi nuova galleria fotografica per dare una veste più chiara a quanto spiegato nella Lezione 6 del corso di sviluppo e stampa del rullino tradizionale in BN.§
Nella precedente galleria avevamo visto come caricare la tank, l’ avevamo chiusa e sigillata alla luce. Ora è tempo di utilizzare i chimici che avevamo preparato prima.
Quindi bando le ciancie ed andiamo a vedere cosa combina la mia Socia

caricare lo sviluppo nella tank attraverso il coperchio a tenuta di luce

caricare lo sviluppo nella tank attraverso il coperchio a tenuta di luce

tappare la tank

tappare la tank

agitare la tank e batterla sul tavolo per eliminare le bolle

agitare la tank e batterla sul tavolo per eliminare le bolle

terminato il minutaggio previsto svuotare la tank NON nel lavello

terminato il minutaggio previsto svuotare la tank NON nel lavello

recuperate i chimici! e riprendete la sequeza dalla foto 1 con arresto e fissaggio

recuperate i chimici! e riprendete la sequenza dalla foto 1 con arresto e fissaggio

lavate la pellicola mettendo la tank direttamente sotto il rubinetto e lasciate scorrere l' acqua

lavate la pellicola mettendo la tank direttamente sotto il rubinetto e lasciate scorrere l’ acqua

appendete la pellicola e srotolatela dalla spirale di sviluppo

appendete la pellicola e srotolatela dalla spirale di sviluppo

questo è il metodo corretto per eliminare l' eccesso d' acqua dalla pellicola

questo è il metodo corretto per eliminare l’ eccesso d’ acqua dalla pellicola

MAI utilizzare le pinze, rischiate di rigare il negativo

MAI utilizzare le pinze, rischiate di rigare il negativo

 

 

Lezioni di Bianco e Nero – Turbolavatrice per Stampe

Oggi rubo la scena alla mia socia impegnata con i suoi esami universitari per parlarvi di un accessorio una volta molto in voga ed ora riservato solo agli amanti del vintage e del fai-da-te.
Se siete dotati di una buona manualità e volete dare un aspetto ordinato alla vostra camera oscura potete mettere in cantiere la costruzione di una lavatrice per le stampe, aggeggio che semplificherà ed automatizzerà il lavoro di lavaggio.
Potete anche comperarla già fatta, ma vi perdereste il divertimento e la soddisfazione di costruirla.
Per iniziare stabiliamo le dimensioni massime delle stampe che intendete realizzare, quindi andiamo alla ricerca della scocca che sarà qualche centimetro più grossa. Per la scocca utilizzate una scatola in plastica come quelle utilizzate per riporre i materiali, oppure se siete bravi la potete assemblare con delle lastre di plexglass. Incollate i bordi e sigillateli con il silicone. Se non è stabile incollate due listelli in legno sulla base.
Adesso avrete un contenitore stretto ed alto, senza coperchio con dei piedini per tenerlo diritto. La parte più semplice è fatta.

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questa foto l’ho trovata su internet e mi sembra un ottimo lavoro

Adesso bisogna costruire i separatori per le stampe. Visto che siamo al risparmio cerchiamo dei fogli di griglia plastificata, come quelli delle zanzariere (li trovate nei negozi di articoli per la casa) tagliateli il doppio della scatola e piegateli come fossero dei contenitori per i toast. Inserendoli dentro risulteranno delle tasche sollevate dal fondo, per tenerli sollevati dal bordo basteranno due bastoncini inseriti nelle maglie che tengono appoggiato al bordo delle vasca. L’ importante è che le stampe rimangano immerse completamente in acqua e non si tocchino tra di loro.
Finita questa parte passiamo a quella difficile, cioè tutti i raccordi idraulici. Facciamo un foro nel lato corto della scatola, in basso. Fissiamo un raccordo per il tubo di gomma che userete per far caricare l’ acqua, sigillate con silicone. Tutte cose che trovate con pochi euro nei negozi di idraulica, diametri fate riferimento ai tubi di gomma da giardino sono standard.
Sullo stesso lato fate un altro foro, vicino al bordo superiore che servirà per lo scarico

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lavoro bellissimo, dove si vedono i due raccordi

Adesso il lavoro sarebbe quasi finito, però c’è il rischio che il flusso dell’ acqua non sia abbastanza vorticoso  da essere efficacie. Come rimediare?
In un negozio di attrezzature per acquari, oppure on line, comprate un ossigenatore (altro non è che un piccolo compressore) e posizionate il tubicino di mandata nell’ angolo opposto della vasca rispetto al carico dell’ acqua, fissandolo con un poco di colla.
Le bollicine creeranno una turbolenza che garantirà un maggiore azione di lavaggio dei chimici.
Per provare la vostra creazione caricate dei fogli di carta, agganciate i tubi dell’ acqua, fate partire il compressore. Gettate qualche goccia di inchiostro e controllate quanto ci vuole perchè l’ acqua ritorni pulita. Se rimane qualche zona sporca, provate a modificare la posizione del tubo dell’ aria o quella delle griglie.

Adesso vostra moglie sarà invidiosa della vostra nuova lavatrice!

Lezioni di Bianco e Nero Galleria Fotografica #2

Oggi nuovo articolo ricco di fotografie dove vedere quello che è stato spiegato nella Lezione n.6, ovvero preparare il rullino per caricarlo nella spirale della tank.

Attenzione perchè le operazioni si dovranno svolgere al BUIO!

apriamo la macchina dopo aver riavvolto il rullino

apriamo la macchina dopo aver riavvolto il rullino

con una pinza rompiamo il coperchio del rullino

con una pinza rompiamo il coperchio del rullino

SPEGNIAMO LA LUCE!!!!

Tagliamo la coda del rullino per poterla inserire nella spirale

Tagliamo la coda del rullino per poterla inserire nella spirale

Attenzione a non tagliare in corrispondenza delle perforazioni!

Attenzione a non tagliare in corrispondenza delle perforazioni!

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tagliamo tra una perforazione e l’ altra

smussiamo gli angoli per facilitare il caricamento

smussiamo gli angoli per facilitare il caricamento

 

spingete la pellicola sino a che incontra le due sferette di metallo

spingete la pellicola sino a che incontra le due sferette di metallo

 

ruotate alternativamente le due parti della spirale sino a raccogliere tutta la pellicola

ruotate alternativamente le due parti della spirale sino a raccogliere tutta la pellicola

 

tagliate il bordo finale, vi siete ricordati di avere le forbici a portata di mano??

tagliate il bordo finale, vi siete ricordati di avere le forbici a portata di mano??

 

inserite il perno nella spirale, ricordatevi dove lo avevate messo perchè siete al buio!

inserite il perno nella spirale, ricordatevi dove lo avevate messo perchè siete al buio!

inserite la spirale con il suo perno nella tank

inserite la spirale con il suo perno nella tank

Chiudete la tank

Chiudete la tank

Adesso potete accendere la luce!

 

Lezioni di Bianco e Nero – Galleria Fotografica

Terminato il corso per lo sviluppo e stampa, la mia Socia ha deciso di fare un riassunto visivo per agevolare chi si cimenta in questa pratica e per avere sottomano tutti passaggi in  maniera più chiara di quello che le parole possono descrivere.
Quindi a corredo della Lezione 5 possiamo guardarci questa galleria fotografica:

chi ha la pelle sensibile indossi i guanti, anzi metteteli sempre

chi ha la pelle sensibile indossi i guanti, anzi metteteli sempre

Leggiamo le percentuali di diluizione

Leggiamo le percentuali di diluizione

Versiamo la giusta quantità in un recipiente graduato

Versiamo la giusta quantità in un recipiente graduato

 

versiamo la giusta quantità d' acqua deminerallizata

versiamo la giusta quantità d’ acqua deminerallizata

mescoliamo i chimici con l' acqua

mescoliamo i chimici con l’ acqua

 

facciamo sciogliere i chimici nell' acqua

facciamo sciogliere i chimici nell’ acqua

controlliamo la temperatura

controlliamo la temperatura

riscaldiamo la soluzione se troppo fredda

riscaldiamo la soluzione se troppo fredda

La soluzione è pronta

La soluzione è pronta

Il procedimento è uguale per tutte le soluzioni da preparare sviluppo /fissaggio ecc ecc
Questo vi servirà per le dosi:

Il Bianco e Nero di Emanuela – Lezione 19

Oggi torniamo ad una delle ultime lezioni del nostro corso per lo sviluppo e stampa delle pellicole in Bianco e Nero

DILUIZIONE DELLE SOLUZIONI

Spesso, complice la forza dell’abitudine, mi capita di dare per scontate varie operazioni, senza pensare che talvolta, chi è alle prime armi, potrebbe trovarsi in difficoltà…

Una di queste operazioni consiste nel preparare le soluzioni sulla base delle indicazioni riportate sulla confezione.

Ad esempio, cosa significa diluire 1:7  oppure 1+7 ?

Come si deve procedere?
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Il Bianco e Nero di Emanuela – Lezione 18

RITOCCO

Talvolta, nonostante tutti gli sforzi compiuti e la pazienza ed il tempo ad essa dedicati, può capitare che la stampa presenti dei “difettucci” per così dire.

Questi potrebbero derivare da negativi danneggiati all’origine, graffiati per esempio, quindi non eliminabili, oppure da granelli di polvere e/o pelucchi depositati sul negativo al momento della stampa e quindi, con un po’ di fortuna, eliminabili.

Se l’entità di questi “difettucci” non è mostruosa, si può procedere col ritocco della stampa, conosciuto come “spuntinatura”.

Esistono speciali colori all’albumina, di varie gradazioni di colore ( nero caldo, neutro, scuro,1 grigio, blu, verde…), idrosolubili e miscelabili tra loro, da stendere con particolari pennelli dalla punta extra-sottile, studiati appositamente per ritoccare le stampe e rendere impercettibili graffietti e puntini.

Guardate ad esempio le due fotografie.

FOTO-1

Nella prima l’emulsione è stata danneggiata.

FOTO-2

Nella seconda l’intera superficie è cosparsa di puntini.

Sono questi i casi in cui si rende utile la spuntinatura.

ARCHIVIAZIONE

Una volta che la vostra creazione sarà tra le vostre mani rifinita in ogni dettaglio…non smetterete un minuto di osservarla, inorgogliti per il capolavoro che siete riusciti a tirare fuori!

A meno che non decidiate di montare la stampa su passepartout, incorniciarla ed appenderla ad una parete ( forse un po’ eccessivo per la prima stampa!), dovrete provvedere alla sua archiviazione per conservarla al meglio.

In commercio si trovano vari accessori per l’archiviazione delle stampe: buste in4 pergamino, buste trasparenti in polipropilene con patella richiudibile, buste trasparenti in POLYTECNO con allegato cartoncino nero da inserire in raccoglitori ad anelli, cartoncini neri provvisti di fogli di protezione da inserire anch’essi in raccoglitori, scatole portafoto…

A voi la scelta!

Ed i migliori complimenti per aver realizzato la vostra prima stampa!

Il Bianco e Nero di Emanuela – Lezione 17

ASCIUGATURA

Anche dal punto di vista dell’asciugatura le carte politenate sono molto più pratiche, grazie al film plastico che riveste la loro superficie.

Io, normalmente, recupero la stampa dalla bacinella di lavaggio, la scolo e l’appiccico alla superficie piastrellata sopra il lavandino della quale dispongo.asciugo

I residui di acqua che rimangono sulla superficie della carta ( dal lato opposto all’emulsione ovviamente! ) creano un effetto ventosa sulla superficie piastrellata garantendo la perfetta aderenza alla parete.(ndr alcuni usano passare un rullo in gomma per eliminare l’ eccesso di acqua, attenzione che sia perfettamente pulito altrimenti rischiate di rigare la foto)

Nel momento in cui i bordi del foglio iniziano a distaccarsi, capisco che la carta è giunta a quasi completa asciugatura e la rimuovo.

In mancanza di una parete piastrellata è possibile appendere la stampa ad un filo con una molletta.moll5

Io vi consiglio vivamente di rivestire la molletta con scotch o nastro isolante per ricoprire la zigrinatura tipica delle mollette che andrebbe a rovinare la stampa.(ndr esistono delle pinze apposite ma sono costose e di difficile reperimento)

La carta politenata asciuga in breve tempo conservandosi inalterata.

Ben diverso è il discorso per le carte baritate.

Tanto ci offrono in resa tonale…tanto ci fanno penare in fase di asciugatura!

Le prime operazioni da compiere sono recuperare la stampa dalla bacinella di lavaggio, scolarla quanto più possibile, disporla su una superficie piana ( con l’emulsione rivolta verso l’alto ovviamente! ) e lasciarla asciugare.

Prendetevi mezza giornata libera, dopodichè ritornate.

Quando vedrete la vostra stampa vi prenderà un colpo: i bordi saranno arricciati verso il centro della stampa e la superficie apparirà tutta ammaccata…
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Riprendetevi dal colpo! E’ tutto nella norma quindi potete pure rasserenarvi!

E’ però il momento di procedere con la pressatura della carta.

Banalmente potete lasciare la stampa sul supporto su cui l’avete posta ad asciugare, ricoprirla con un pezzo di carta da forno e sovrapporle un peso…il più pesante che trovate!(ndr esistono appositi torchietti con membrane in gomma…ma non ne vale la pena usate un classico libro)

Un lavoro più fine consiste nel procurarsi due lastre di vetro, posizionare la stampa su una di esse, interporre un pezzo di carta da forno, disporre la seconda lastra ed infine aggiungere il peso.

La carta da forno è leggermente untuosa ed ha la funzione di non far aderire la superficie emulsionata della stampa, per giunta umida, a ciò con cui viene a contatto.

Fatto ciò, lasciate in pressa per circa due giorni, trascorsi i quali, la stampa sarà spianata.