Ancora di copertine e libri

coverCome avevamo parlato la settimana scorsa parliamo ancora di copertine e libri. Oggi parliamo del volume uno, ovvero il prequel di quello presentato la settima scorsa.

Vediamo i dettagli tecnici, la foto è un crop dell’ immagine originale. Nell’ immagine originale si vedeva l’ intera modella ma l’ autore del libro ha voluto un immagine più intrigante ed ha preferito lasciare spazio all’ immaginazione.

Si è quindi proceduto con un taglio estremo lasciando solo le mani con la loro ombra. La scelta della luce del bazzo drammatizza molto la scena creando ombre dure che ben si sposano allo scopo dell’ immagine.

Il set prevedeva la modella vestita di una semplice camicia bianca, pantaloni e stivali da cavallerizza , un frustino e dei guanti a completare la mise. La solita D700 stavolta in accoppiata al datato ma, sempre valido 17-35 f/2,8 utilizzato alla minima apertura.

Diaframma chiuso a f/16 per mantenere le ombre e i dettagli, 1/200 e un singolo flash in basso per creare il contrasto drammatico. Conversione in BN con Light room e successivo crop con Photoshop.

Forse la sedia in rattan non era il massimo ma ci si è dovuti adattare a quello che era presente nella location.

Lettering a cura del cliente

Se vi interessa il genere il libro lo trovate qui

 

SHIBARI: L’ arte di legare

51hadVNK7aLOggi un post veloce per una segnalazione di un e-book diverso dalla solita narrativa.

Parliamo di Shibari, ovvero l’ arte giapponese dei nodi e delle legatura. Come altre discipline dell’ antico Giappone come la realizzazione degli origami o l’ ikebana questa trae origine dalla cultura nipponica per il bello.

Realizzare nodi, preparare le corde e controllare le legature per ottenere un gradevole risultato. Risultato che soddisfi il gusto estetico e renda la legatura stessa un opera d’ arte.
Collegato ed ispirato alle opere d’ arte di Hikari Kesho già intervistato su questo blog, l’ ebook non si prefigge di rendere tutti maestri ma solo di avere una base di partenza e di conoscenza.

Cliccando qui sotto potete averlo in pochi secondi sul vostro Kindle:

Intervista con il fotografo – Saturno Buttò

Oggi siamo tornati ad ospitare su queste pagine un ospite importante, non prettamente un fotografo ma un pittore che usa la fotografia per preparare le sue opere.
Quindi lasciamo la parola a Saturno Buttò 

 

Saturno, Leica e Manfrotto

Sono nato a Portogruaro (VE) nel 1957.Ho studiato al Liceo Artistico di Venezia dal 1971 e, dopo la maturità, all’Accademia di Belle Arti, diplomandomi nel 1980. Nel decennio successivo ho perfezionato, nel mio studio, la tecnica ad olio che mi porterà allo stile delle tavole degli anni ’90. Ho esposto al pubblico dal 1993. Lo stesso anno è stata pubblicata la prima monografia: “Ritratti da Saturno”. Nel 1999, esce la seconda: “Opere 1993 – 1999”. Segue “Martyrologium” del 2007, Edizioni Sottomondo. Nel 2012 la Mondo Bizzarro gallery di Roma pubblica “Blood is my favorite colour” catalogo della mostra. Ultimo in ordine di tempo “Saturnicore” 2013, catalogo della personale alla Core Art Gallery di Napoli

Mi è sempre piaciuto sperimentare sia le potenzialità dello spirito sia quelle del corpo, con un’attenzione particolare per le situazioni “al limite”: Mostrare l’esibizione di radicati tabù utilizzando figure capaci di “scuotere” pur mantenendo integro il loro potere di seduzione. La religione e tutti i paradossi che ha saputo evocare centra sicuramente qualcosa ed ha sempre nutrito la mia immaginazione. L’iconografia cristiana, infatti, può essere ben più terrificante della mia visione del mondo. Mi riferisco, per esempio, a tutte le immagini di santi e martiri seviziati e sontuosamente esposti al pubblico, al culto delle loro reliquie, brandelli di corpi sparsi ovunque nelle chiese e altrove, dove, come scriveva Camille Paglia, “non sai se pregare o vomitare”… Continue reading

Intervista con il fotografo – Ettone

Oggi siamo ritornati alla rubrica di interviste con fotografi famosi e talentuosi, ospite di oggi  è Ettone.
 

Benvenuto Ettone, descriviti ai nostri lettori:

Buongiorno sono Ettone, da più di dieci anni designer pubblicitario e fotografo di professione. Artista e amante della fotografia artistica da tutta una vita. Adoro le scene con atmosfere fredde, ma in grado di trasmettere un “messaggio” anche quando questo si presenta “sofisticato”. I miei scatti hanno un titolo, come fossero singole opere d’arte. Singoli quadri. Singole emozioni. Animato da un gusto dark, gothic, glam, fetish e bondage, smuovo continuamente l’aria alla ricerca di nuovi stili e nuove ispirazioni cercando di esaltare la bellezza femminile e suscitare nuove emozioni.

www.messaggisofisticati.com

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La mia firma stilistica è “la donna in camicia” poiché trovo che la donna vestita sia portatrice sana di classe, stile ed eleganza nonché di fascino e vellutato erotismo.

1) La prima domanda viene spontanea, qual’ è il tuo target? per chi fotografi?

Come Ettone non mi sono mai posto problemi di target o di raggiungere un determinato tipo di pubblico. Dopotutto Ettone fa parte di un’espressione artistica e come tale non deve avere paletti o confini. L’importante è che riesca a stare più che mai al di fuori da quelle logiche di mercato che il più delle volte opprimono la creatività fino a ridurla all’osso. Se ho voglia di far nuove foto e sperimentare è perché ho nuove idee e non perché me lo chiede qualcuno. Questo sta alla base del mio operato come Ettone. Poi esiste anche la mia parte professionale, quella che lavora in regola otto ore al giorno per tutta la settimana e che porta a casa la pagnotta. Fortunatamente la fotografia fa parte anche del mio lavoro e questo mi basta per alzarmi felice alla mattina, ma diciamo che lo stile e i soggetti che tratto sono un tantino differenti.

www.messaggisofisticati.com

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2) Il tuo è uno stile particolare, sia per la scelta del soggetto che per le cromie, come mai questa scelta?

Lo stile è qualcosa che deriva dall’anima e da una ricerca che il più delle volte è figlia di un percorso che costruiamo seguendo le nostre emozioni. Non nego che agli inizi abbia tratto ispirazione da altri artisti cercando di carpirne i segreti sulle luci e sulle inquadrature. Poi pian piano mi sono scostato trovando la mia strada e il mio percorso artistico. Nonostante ciò sono ancora oggi in continua ricerca di nuovi stili, cromie, soggetti e concept anche se devo ammettere che quando sistemo un mio scatto in modo diverso non mi sento in pace con me stesso e alla fine torno sui mie passi con l’unico stile che mi fa star bene.

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3) Domanda secca, digitale o analogico?

Digitale. Adoro l’analogico, ma è troppo costoso e ormai obsoleto. Per chi, come me, vive nella provincia della provincia è veramente difficile trovare anche solo il materiale per scattare.

 

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4) Le tue modelle sono spesso ritratte in situazione di bondage, consideri le corde come un’ espressione artistica a se stante (come lo shibari di Hikari Kesho) oppure un complemento alla foto

Entrambe le cose. Adoro il bondage ma non mi piace far foto con fini soltanto bondage. Oddio, qualche volta le ho fatte, ma  diciamo che l’uso del bondage nelle mie foto deve essere visto da due angolazioni. La prima si basa sul concetto dell’impedimento. Per intenderci quando voglio esprimere sensazioni da incubo come quando si vuole scappare ma non si riesce. Mi aiuta a creare suspense, a dare un maggiore senso di “angoscia” alla scena che però non mi piace sia violenta o cruda. Molti dei miei follower hanno commentato i miei scatti come delicati anche nei messaggi più crudi e condivido il loro punto di vista. Persino le modelle che vedono la mia arte da un punto di vista femminile apprezzano i miei concept perché non li reputano violenti. La seconda angolazione invece comprende le foto in cui utilizzo le corde per elevare le forme femminili. Non sono però un fan dello shibari, a livello personale prediligo lo stile americano della damsel in distress.

5) Nei tuoi scatti c’è molta post produzione, ritieni che al giorno d’ oggi il fotografo debba essere anche grafico ed esperto di computer?

Chi vuole vivere di fotografia deve avere delle ottime conoscenze dei programmi di fotoritocco se non vuole soccombere all’avanzare dei tempi. E’ ovvio che a livello professionale se ne può fare un bassissimo o un altissimo uso a seconda degli stili e dei campi in cui si esercita la professione. Per quel che mi riguarda professionalmente sono un designer pubblicitario e quindi il pacchetto Adobe fa parte del mio lavoro. Come Ettone invece ne faccio uso per una questione di emozioni personali che mi portano a star bene quando vedo le mie foto con quelle cromie. Vedi alla domanda due.

6) Per i feticisti dell’ attrezzatura, che macchine e obbiettivi usi?

Spazio da una Nikon D3X ad una misera, ma tanto amata, Canon 450D. Due mondi apparentemente lontani ma che con il mio tipo di post produzione non hanno molte differenze. Sarei scemo a dire che non ve ne siano del tutto, ma diciamo son ben camuffate. Come obiettivi indicativamente sto sul 50mm, ma dipende, così come per le luci. Nelle mie foto faccio sempre uso di luce artificiale ma uso sia faretti a luce fissa che flash.

www.messaggisofisticati.com

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7) Quali sono i tuoi progetti futuri?

Non ho progetti futuri programmati. Come Ettone voglio solo crescere. Fortunatamente il lavoro vero mi da tempo ed esperienza per poter sperimentare anche come Ettone. Se un giorno riuscissi a trovare uno sbocco professionale come Ettone allora ne sarei ancora più felice, ma in tutta sincerità dovrebbe continuare ad essere come è oggi e la mia seppur piccola esperienza lavorativa mi porta a constatare che una volta che si fa della propria passione un lavoro le cose cambiano. Ah, un progetto che sto coltivando e ampliando è quello della “Dark Happy Family” che puoi vedere sia sul mio sito che sulla mia pagina di Behance, sempre raggiungibile tramite il mio sito ufficiale (dove si possono trovare i link al blog, a facebook, etc…). E’ un progetto nato dal desiderio di creare una famiglia dark che non si prendesse troppo sul serio, diciamo con influenze Burtoniane.

Ringraziamo Ettone e aspettiamo di vedere i suoi nuovi lavori.