Il Bianco e Nero di Emanuela – Lezione 17

ASCIUGATURA

Anche dal punto di vista dell’asciugatura le carte politenate sono molto più pratiche, grazie al film plastico che riveste la loro superficie.

Io, normalmente, recupero la stampa dalla bacinella di lavaggio, la scolo e l’appiccico alla superficie piastrellata sopra il lavandino della quale dispongo.asciugo

I residui di acqua che rimangono sulla superficie della carta ( dal lato opposto all’emulsione ovviamente! ) creano un effetto ventosa sulla superficie piastrellata garantendo la perfetta aderenza alla parete.(ndr alcuni usano passare un rullo in gomma per eliminare l’ eccesso di acqua, attenzione che sia perfettamente pulito altrimenti rischiate di rigare la foto)

Nel momento in cui i bordi del foglio iniziano a distaccarsi, capisco che la carta è giunta a quasi completa asciugatura e la rimuovo.

In mancanza di una parete piastrellata è possibile appendere la stampa ad un filo con una molletta.moll5

Io vi consiglio vivamente di rivestire la molletta con scotch o nastro isolante per ricoprire la zigrinatura tipica delle mollette che andrebbe a rovinare la stampa.(ndr esistono delle pinze apposite ma sono costose e di difficile reperimento)

La carta politenata asciuga in breve tempo conservandosi inalterata.

Ben diverso è il discorso per le carte baritate.

Tanto ci offrono in resa tonale…tanto ci fanno penare in fase di asciugatura!

Le prime operazioni da compiere sono recuperare la stampa dalla bacinella di lavaggio, scolarla quanto più possibile, disporla su una superficie piana ( con l’emulsione rivolta verso l’alto ovviamente! ) e lasciarla asciugare.

Prendetevi mezza giornata libera, dopodichè ritornate.

Quando vedrete la vostra stampa vi prenderà un colpo: i bordi saranno arricciati verso il centro della stampa e la superficie apparirà tutta ammaccata…
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Riprendetevi dal colpo! E’ tutto nella norma quindi potete pure rasserenarvi!

E’ però il momento di procedere con la pressatura della carta.

Banalmente potete lasciare la stampa sul supporto su cui l’avete posta ad asciugare, ricoprirla con un pezzo di carta da forno e sovrapporle un peso…il più pesante che trovate!(ndr esistono appositi torchietti con membrane in gomma…ma non ne vale la pena usate un classico libro)

Un lavoro più fine consiste nel procurarsi due lastre di vetro, posizionare la stampa su una di esse, interporre un pezzo di carta da forno, disporre la seconda lastra ed infine aggiungere il peso.

La carta da forno è leggermente untuosa ed ha la funzione di non far aderire la superficie emulsionata della stampa, per giunta umida, a ciò con cui viene a contatto.

Fatto ciò, lasciate in pressa per circa due giorni, trascorsi i quali, la stampa sarà spianata.

Il Bianco e Nero di Emanuela – Lezione 16

LAVAGGIO ED ASCIUGATURA

Il lavaggio della stampa ha lo scopo di eliminare i residui delle sostanze chimiche contenute nelle soluzioni di sviluppo e di fissaggio ed in particolare dell’iposolfito di sodio disciolto nel fissaggio.

Un corretto lavaggio garantisce la conservazione nel tempo della stampa.

Per quanto riguarda la temperatura dell’acqua vale sempre il discorso affrontato più volte in precedenza: circa 20°C, temperatura analoga a quella delle soluzioni di sviluppo e di fissaggio, in modo da non provocare shock termici all’emulsione.

Carte politenate e carte baritate necessitano di trattamenti differenti.

Le prime sono molto più pratiche.

Si sciacquano in acqua corrente per un tempo compreso tra i due ed i cinque minuti circa ( non esagerare in quanto un’eccessiva permanenza in acqua potrebbe danneggiarle ).lavaggio

Dopodichè sono pronte per l’asciugatura.

Le seconde sono di gran lunga più rognose e richiedono tempi di lavaggio più prolungati.

E’ buona norma effettuare un bagno ipo-eliminatore per rimuovere accuratamente l’iposolfito di sodio disciolto nel fissaggio.

Come prodotti si possono utilizzare il RAPID WASH della BWORK, l’ HYPO CLEANING AGENT della KODAK, il LAVAQUICK della TETENAL ( i cosiddetti chiarificatori di iposolfito ) oppure preparare una soluzione casalinga a base di acqua demineralizzata e bicarbonato di sodio nella quantità di un cucchiaio di bicarbonato per litro d’acqua.

Dopo aver lavato con acqua corrente per un paio di minuti, effettuate il bagno ipo-eliminatore per un altro paio di minuti, agitando la bacinella, quindi eliminate la soluzione ed effettuate il lavaggio vero e proprio per circa mezz’ora.

Se vi capitasse di lavare più stampe per volta, prestate la massima attenzione che le superfici emulsionate non si incollino le une alle altre. (ndr come già accennato nella lezione precedente vedremo con realizzare una lavatrice per ovviare a questo inconveniente)

Questo è il metodo di lavaggio classico delle carte baritate che ne garantisce la conservazione ottimale nel tempo.

Io, sinceramente, le rare volte che ho utilizzato carta baritata, ho effettuato un lavaggio molto più rapido, sia per motivi di tempo sia di consumo di acqua…per ora, a distanza di un paio di anni, le stampe si sono conservate perfettamente…ogni tanto andrò a controllarle e vi terrò aggiornati circa la loro conservazione o meno nel tempo!

Terminato il lavaggio, dopo il quale la stampa presenterà una superficie viscida, si può procedere con l’asciugatura.asciugo

Il Bianco e Nero di Emanuela – Lezione 10

LA MANIPOLAZIONE DELLA CARTA DA STAMPA

Buongiorno a tutti!

Prima di procedere con la determinazione del tempo di esposizione, vorrei scrivere un breve post sulla manipolazione della carta da stampa in quanto sembra un’operazione banale, ma in realtà incide significativamente sulla resa della stampa finale.
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La carta da stampa, baritata o politenata, è tutta confezionata e conservata all’interno di buste plastiche nere a tenuta di luce, a loro volta inserite all’interno di buste o scatole in cartone. Continue reading