Nasce Locked, rivista di smartfotografia

unnamedOggi parliamo di una nuova uscita editoriale perchè nasce Locked, rivista di smartfotografia.

Un tempo la qualità delle fotografie fatte con lo smartphone non era all’altezza, poi le aziende hanno scommesso tutto su questa funzione. La  community vive online ma, il giornale resta il luogo di riflessione, per questo nasce Løcked.

Locked è il primo giornale-community per chi coltiva la passione della fotografia scattata e trattata attraverso smartphone e app. Luoghi, persone, moda, reportage. Una community online per mostrare e condividere le proprie fotografie, un giornale che ogni sei mesi seleziona il meglio dalla community e lo nobilita raccontandolo su carta.

Locked è una rivista, ma è soprattutto una community di appassionati di fotografia realizzata con lo smartphone. In edicola in abbinamento ad Arbiter

Per condividere l’hastag  è#lockedart, il nostro account Instagram è
@Lockedmagazine.

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Fotografi radical chic

Prendendo spunto da questo articolo del guru-blogger Alessandro Girola cerchiamo di capire se esistono i fotografi radical chic.
Attenzione a non confondere i Radical Chic (d’ ora in poi RC) con gli hipster , che a loro volta differiscono dagli snob e dai poseur.
Saltiamo questa classificazione di genere che farebbe impallidire Darwin e vediamo di cercare i cinque segni che identificano un fotografo RC, tralasciando i connotati fisici, ovvero la barba da profeta biblico, gli occhiali di resina nera e i vestiti da profugo siriano.

Holga

il sogno bagnato di ogni Radica Chic

Odiare il Digitale. Il vero FRC è solito lamentarsi della tecnologia digitale, ovviamente sui social e su internet, dicendo che si stava meglio quando c’era la pellicola, il fascino della stampa e altre banalità assortite. Anche se ha vent’anni e non ha mai caricato un rullino in vita sua.

Odiare la tecnologia. Ovviamente il FRC dichiara pubblicamente di odiare le macchine fotografiche iper tecnologiche e quindi, afferma di scattare esclusivamente con una Holga tenuta insieme dal nastro isolante nero pulendo  l’ ottica rigata con la carta igienica. Ma siccome non è capace, non ha mai visto un rullino da 120, non ha idea di dove trovare un laboratorio che glielo sviluppi, fotografa con l’ iPhone e poi applica il filtro Holga sulle foto per postarle su Istagram un secondo dopo averle scattate.

Odiare Photoshop. Dopo ore di inutili discussioni sul fatto che la post produzione rovina l’ anima delle foto, che non sono foto reali, che l’ unica foto vera è la stampa in Bianco e Nero virata al palladio, installa la nuova app con i nuovi filtri per imbruttire la foto.

Odiare i fotografi commerciali. Ovviamente non considera i mostri sacri della fotografia, per lui Avendon era uno scattino della domenica, Newton un pervertito, Ritts un sempliciotto. Vi decanterà per ore le qualità di un fotografo armeno cieco che produce (a di suo) dei capolavori inenarrabili.

Odiare i Soggetti Classici. Il vero FRC, essendo in pratica una pippa di fotografo, vi proporrà foto sfocate, mosse, con conversioni in BN al limite della condanna penale. Quando voi obbietterete che le foto vi fanno cagare e che sarebbero da cestinare non appena scattate, partirà con una discussione  di ore sulla bellezza dell’ imperfezione, sulla volontà di trasgredire i canoni e bla bla bla fino a prendervi per stanchezza e lasciarvi stremato.

Quale può essere la soluzione allora?

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Come dicono nelle forze speciali: nessuna esitazione, nessuna pietà, nessun negoziato!
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Quindi quando ne incontrate uno ditegli subito come la pensate, che le sue foto fanno schifo e che voi fotografate solo in digitale passando poi ore a fare post produzione spinta. Dovrebbe allontanarsi come un vampiro all’ alba.