Fotografare gli arti

DSC_6860Un argomento inerente la fotografia, oggi parliamo di fotografare gli arti!
Bravi, avete capito bene, mani, piedi, occhi tutte le parti del corpo che quando realizzate un ritratto fate attenzione a non tagliare per evitare l’ effetto “gita turistica 1980”.

Le foto di mani, piedi ecc oltre ad avere un loro potenziale artistico sono richiestissime dalle agenzie di stock che mettono in catalogo le foto per poter illustrare i più diversi articoli.

Quali accortezze usare per le foto ?

 

1) attenzione alla messa a fuoco!DSC_0021
Fotografando con ottiche macro e a distanza ridotta l’ area a fuoco si riduce drasticamente, e una mano se ripresa nella maniera scorretta risulta essere a fuoco solo in una parte. Cercate quindi di aumentare l’ area nitida utilizzando inquadrature laterali e diaframmmi più chiusi possibili, magari avvaletevi della funzione di “crop” in post-produzione.
2) attenzione all’ illuminazione!
Queste foto devono essere ben illuminate, in maniera omogenea senza parti bruciate o nere e con ombre non nette. Utilizzate quindi sfondi bianchi, illuminazione diffusa e almeno due fonti luminose per eliminare al più possibile le ombre.
3) siate fantasiosi!
Non mettete freno alla vostra creatività, anche le situazioni più assurde possono essere utili. Mani che impugnano qualsiasi tipo di utensile, guanti di tutti i tipi, scarpe e stivali di varie fogge. Siate creativi !

Fotografi Indie

In questi tempi sulla rete si fa’ un gran parlare di artisti indie e io mi sono chiesto : esistono fotografi indie?

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chi potrebbe commissionare una foto così?

Secondo la descrizione di wikipedia l’ artista indie è quello indipendente, libero dai condizionamenti. Definizione che ben si adatta alle band che non hanno un etichetta discografica di riferimento o agli scrittori che non hanno una casa editrice alle spalle (i pericolosissimi autopubblicati).

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Ma quando un fotografo è veramente libero?
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Un fotografo è libero nel momento in cui preme il pulsante di scatto, ogni volta che fotografa decide lui quale può essere il messaggio che vuole trasmettere.
Se invece vogliamo essere formali e, dire che essere indie vuol dire poter svolgere i progetti che vogliamo noi senza i condizionamenti del mercato il discorso diventa diverso.

Oggi lavorare senza la rete di protezione che può essere quella di un Agenzia o di un magazine che commissiona un servizio con determinate caratteristiche è molto difficile, oppure riservato a chi non deve pagare le bollette con il proprio lavoro.
Andare a proporre un proprio lavoro, realizzato senza committenti e senza indicazioni al giorno d’ oggi è alquanto difficile anche per dei mostri sacri dello scatto.

Un compromesso è possibile. Si lavora per chi commissiona il servizio seguendo le indicazioni che vengono fornite (dopotutto il cliente ha sempre ragione) e poi si ritaglia il tempo per poter realizzare i propri progetti personali senza vincoli che non siano quelli della propria mente.

E voi cosa fate?

 

 

Due o tre cose sull’ editing…

Oggi voglio parlare di editing, ovvero a livello fotografico la scelta degli scatti.

Per un periodo di tempo ho lavorato come photo-editor in un agenzia fotografica, ovvero quella persona che deve scegliere le foto che arrivano dai fornitori e decidere se vale la pena di tenerle in archivio o meno.
La qualità degli scatti variava dalla schifezza immonda alla bella foto, capolavori non ne ho visti durante quel periodo anche perché il target della clientela era medio – basso e quindi non girando tanti soldi il livello rimaneva basso.
Però gli errori più comuni sono sempre gli stessi

Non esistono più i plasticoni con le dia da anni…

1) Le foto sfocate. Non avete idea di quante persone non si rendano conto di avere le foto sfocate, controllate sempre con la visione 1:1, non fidatevi mai dell’ Autofocus.
2) Le foto storte. L’ orizzonte storto, ma non dico inclinato di molto che potrebbe essere una scelta, ma storto di qualche grado. Dimostrazione palese di trascuratezza e poca cura sopratutto nella post produzione.
3) L’ eccessiva post-produzione. Pasticciare una foto con Photoshop non serve a recuperare una foto sbagliata, se è sbagliata la foto si butta o si rifà.

e voi che errori vedete più di frequente?

 

 

Portfolio per modelle

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la luce non è perfetta ma può essere una partenza

Oggi parliamo di portfolio per modelle, anche se ad onor del vero il termine portfolio è un poco abusato. Retaggio di quando si girava con la cartella (portfolio) che conteneva i nostri migliori scatti per poter far visionare il lavoro ai committenti/redazioni ecc ecc, ora con il dilagare del supporto digitale gli scatti sono ovunque tranne che stampati. Ed è anche diventato labile il confine tra portfolio, book, composit (ci torneremo)
Vediamo di dare qualche suggerimento alle ragazze che volessero crearsi un portfolio per tentare la carriera di modella, in primo luogo ricordatevi che di modelle ce ne sono tantissime, quindi cercate il vostro punto forte e puntate su quello. Ad esempio se avete degli occhi bellissimi ma non siete altissime privilegiate i primi piani, se invece siete atletiche toniche puntate sul fisico.
Se volete un portfolio per proporvi ai fotografi come modelle seguite questi punti cardine ed avrete molte più possibilità:
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– nessuna post produzione delle foto!
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dovrebbe essere ovvio, ma tante volte si vedono foto nei port completamente artefatte, se un fotografo vi vuole scegliere per degli scatti poi deciderà lui che elaborazione utilizzare, ovviamente le foto vanno tutte a colori niente BN creativo
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– niente trucco!
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anche questa è una raccomandazione ovvia ma è bene ribadirlo, il fotografo avrà già la sua idea di MU e quindi vuole vedere la modella al naturale.
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– sfondo neutro e abbigliamento neutro!
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la protagonista della foto siete voi e quindi niente sfondi che distraggano l’ attenzione dalla vostra figura e abbigliamento che nasconda il vostro corpo
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– poche foto!
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Un primo piano, un dettaglio degli occhi, una foto con i capelli sciolti e con i capelli raccolti, una a figura intera sia davanti che dietro.
Portatevele dietro sia stampate in formato non enorme (a4 va bene) che su supporto informatico (un cd o una chiavetta usb da pochi euro per poterla anche lasciare), dietro le foto stampate lasciate i vostri recapiti e anche negli infofiles.
Se qualcuno vi chiede un sacco di soldi per fare un portfolio probabilmente è disonesto.

Licenziamo i fotografi!

Prendiamo spunto da questo articolo, il Chicago Sun Times ha licenziato i suoi 28 fotografi e pagherà un corso ai suoi giornalisti per insegnar loro a fare foto con il telefonino per illustrare gli articoli.

Ma ci dobbiamo scandalizzare?

imagePrima considerazione. Avevano 28 fotografi assunti, nessun giornale italiano ha così tanti fotografi dipendenti. Ormai la parte fotografica dei giornali é affidata a service esterni oppure si comprano le foto dalle agenzie. I fotografi dipendenti diretti dei giornali sono una rarità.

Seconda considerazione. In America é normale licenziare la gente dalla sera alla mattina ( così come é facile assumere) e quindi l’impatto di questa notizia é sicuramente maggiore da noi che in USA.

Terza considerazione. Molto probabilmente i fotografi licenziati si ricicleranno come free-lance oppure si aggregheranno  ad un agenzia, perché ci sono occasioni in cui non si può fotografare con l’ iPhone (immaginate lo sport) e quindi alla fine la qualità non si abbasserà molto. È sicuramente non bassa come quella di certi blasonati giornali italiani che prendono le foto dalla TV.

Perciò penso che non ci sia nulla di così sconvolgente, é il progresso bellezze, non possiamo fermarlo dobbiamo cavalcarlo.

e voi che ne dite?

Era ora!

Questo articolo prende spunto da una notizia di cronaca, e precisamente questa .

Regalare le vostre fotografie a quest' uomo?

Regalare le vostre fotografie a quest’ uomo?

Sulla discussione relativa allo strano concetto di “cessione dei diritti” del social più famoso avevamo già parlato, però questo è diverso.
Questo è un paletto piantato per affermare un principio.
Anche se internet è il luogo in cui tutto è permesso, mi sembra corretto dire che le MIE fotografie debbano essere usate se non almeno con il consenso quantomeno citando l’ autore.
Quindi possiamo tornare alla diatriba sulla filigrana, metterla o non metterla?
Domanda che può essere paragonata alla diatriba Canon Vs Nikon, il mio parere è che una firma, sopratutto per le foto che si postano su Fb vada messa. Se qualcuno la elimina, dimostra la sua malafede in maniera palese e se Zuckembreg si volesse prendere la foto se la prende con tanto di firma.
I watermark invasivi, tipo agenzia fotografica li riserverei solo per le fotografie commerciali, quelle per intenderci che il giornale dovrebbe pagarvi e che invece prende dal pensionato con la passione per la fotografia, dicendogli che metterà il suo nome in 34esima pagina o dal ragazzetto a cui racconta che poi lo farà diventare giornalista.
E voi che ne pensate?

 

Professionisti?

Io avrei voluto evitare, avrei voluto parlare di altro ed evitare l’ ennesima conferma del postulato di Santini, ma a quanto pare non si riesce.
Oggi nella sezione di internet che non esiste, ho trovato la segnalazione a questo articolo che parla in maniera polemica dell’ arrivo in Italia di Huffington Post Italia diretto da Lucia Annunziata.
Premesso che a me la politica di HuffPo nei confronti dei blogger mi picchia un pochino sulle p… e che per me l’ Ordine dei Giornalisti andrebbe eliminato domani mattina, di questo tipo di articoli non se ne può più!
Siamo nel 2012, non possiamo continuare a lamentarci dei bei tempi andati quando la conoscenza era limitata ad un élite e per scrivere su di un giornale occorreva avere la patente, ormai lo sviluppo tecnologico permette a chiunque di essere fotografo, giornalista, video maker. Quali siano poi i risultati è tutto da vedere, ma non è certo invocando una protezione corporativa che si avranno risultati, perché troverai sempre qualcuno disposto a farlo a meno o addirittura gratis per il solo gusto di vedere il suo nome pubblicato o gli Hits del suo blog schizzare verso l’ alto.
L’ unica via che paga è la ricerca della qualità e quella di fornire un prodotto che gli altri non hanno.
Ovvio che regalare il proprio lavoro non deve essere fatto ma pensiamo di impedirlo per legge?
Avevamo già parlato più volte di questa situazione nel campo della fotografia (ad esempio qui, qui), che ritengo molto simile a quella dei giornalisti descritti nell’ articolo citato.
Purtroppo non si può certo chiedere agli editori, che devono fare business, di evitare di utilizzare foto ed articoli gratis, l’ unica speranza è che i lettori esigano prodotti di qualità e che puniscano gli editori che confezionano i prodotti con gli scarti.

 

Continuando a lavorare con il c…

Nuova puntata della storia Grafici vs Fotografi.

Oggi mentre sfogliavo il quotidiano vedo una foto ad illustrare un articolo.
“toh…guarda sembra una mia foto!” (espressione di stupore)
“no no sbagliavo…..però sembrava” (guardando la firma)
“eppure sembrava la foto fatta da me…bha” (sfogliandole altre pagine)
Pomeriggio controllo il report dell’ agenzia e…la foto era stata scaricata il giorno prima!

Prima reazione: bene, se l’hanno scaricata vuol dire che l’hanno pagata quindi sono a posto.
Seconda Reazione: non sono rincoglionito, vuol dire che riconosco il mio lavoro
Terza Reazione: ma porc… putt ci vuole così tanto a leggere un nome nel file?

Questo ad ulteriore riprova che si stanno contraendo le risorse disponibili, i tempi e quindi le professionalità stanno andando sempre più nel cesso.
L’ unica speranza è evolversi e cambiare, per restare a galla.

O meglio rimanere sulla cresta dell’ onda!

 

 

Lavorare con il c…

Quando sento dire che c’è la crisi, che siamo sul baratro, che bla bla bla ho l0 istinto, come diceva una certa persona tempo fa’, di mettere mano alla pistola.
Poi mi accorgo che al fianco non ho la fondina e ringrazio il fatto di essere in Italia e non nel Texas altrimenti sarei già al’ ergastolo per omicidio.
Saltato lo sfogo introduttivo veniamo al succo del discorso. Ieri, mentre fogliavo un quotidiano con alta tiratura, cioè superiore alle 200.000 copie/giorno che di questi tempi è tanta manna, a causa della deformazione professionale, mi cade l’ occhio sui “credits” di una foto.

E cosa leggo? PICASA!!!!
Capite, non un agenzia giornalistica o al limite un agenzia di stock (sperare che prendessero le foto da un fotografo era troppo) ma questi sono andati a recuperare una foto su di un social media, l’ hanno pubblicata e lo scrivono pure !

Adesso mi direte, sì ma c’è la crisi, i giornali non vendono più, non ci sono i margini di una volta ecc ecc, ma questo non giustifica un comportamento del genere.
E poi mi vengono a parlare di etica, codice deontologico, professionalità ? Ma valà valà come direbbe il famoso avvocato.