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Intervista con il fotografo – John Whitaker

DSC01938-Version-4Oggi per la rubrica intervista con il fotografo ci spostiamo oltre oceano, e grazie alla tecnologia di internet intervistiamo John Whitaker.

Ho conosciuto John trovando questo suo lavoro in rete, me ne sono innamorato a prima vista ed ho voluto conoscerlo meglio. Un veloce scambio di mail e John gentilissimo si è prestato a questa intervista.
Eventuali errori sono tutta colpa mia perchè sono una frana in inglese e mi sono aiutato con Google Traslate!

Quindi benvenuto John, primo ospite straniero del blog per questa intervista.

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(For English version, scroll down)
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1) Cosa ti ha spinto ad iniziare il progetto blackandwhiteswan?
La scorsa primavera ho incontrato una ballerina che stava per iniziare ad esibirsi nella sua prima stagione con l’American Ballet Theatre, qui a New York. Avevo scattato molte foto di reportage sui diritti umani fotografia, ma non avevo mai fatto nulla legato al ballo o alla moda, e sembrava un’idea divertente. Ho immaginato un semplice ritratto, ma quando ho visto come era flessibile e che talento aveva, ho capito che era l’occasione per fare qualcosa di diverso. Abbiamo sperimentato sul tetto del mio palazzo, con lei teneva la gamba tesa in aria, l’Empire State Building che sorge dietro di lei. Da lì abbiamo iniziato a sfidare noi stessi con altre idee.

2) Quanto hai impiegato per realizzarlo ?
Abbiamo lavorato sul progetto per cinque mesi e abbiamo fatto una quindicina di servizi. Ho scattato più di 5.000 fotografie.

3) La modella è una ballerina classica ma posa come una top model, come hai fatto?
Volevo una certa espressione, e lei era dotata naturalmente a prendere indicazioni. Ha ballato fin di tre anni ed è davvero abile ad ascoltare e rispondere. (Lei è abituata ad essere corretta su cose come la posizione del dito mignolo  da parte dei maestri di balletto.)

4) Che attrezzatura hai usato?
Leica Monochrom, con  50 mm f/1.4 Summilux, 50 mm f/2 APO-Summicron, and 35 mm f/1.4 Summilux FLE.

5) Il progetto avrà un seguito?  Quali sono i tuoi prossimi lavori?
Sto lavorando su alcuni progetti relativi ai diritti umani in luoghi come la Bosnia, dove ho documentato la vita delle persone sfollate a causa della pulizia etnica.
(clicca sulle immagini per ingrandire)

 


1) What prompted you to start “Black and White Swan”?
Last spring I met a ballerina who was about to begin her first season performing with American Ballet Theatre, here in New York. I’d done lots of human rights photography but had never done anything related to dance or fashion, and it seemed like a fun idea. I envisioned it as a simple portrait, but when I saw how flexible and talented she was, I realized it was an opportunity to do something different. We experimented on the roof of my building, with her holding her leg straight up in the air, the Empire State Building rising behind her. From there we started challenging ourselves to come up with other ideas. 
2) How long did it take?
We worked on the project for five months and did about fifteen shoots. I took more than 5,000 photographs.
3) The model is a classical dancer, but she acted like a supermodel, how did you manage?
I wanted a certain expression, and she was naturally gifted at taking direction. She’s been dancing since age three and is really skilled at listening and responding. (She’s used to having such things as her pinky finger corrected by ballet directors.)
4) What equipment did you use?
The Leica Monochrom, with the 50 mm f/1.4 Summilux, 50 mm f/2 APO-Summicron, and 35 mm f/1.4 Summilux FLE. 
 
5) Your next projects?
I’m working on a few human rights projects in places like Bosnia, where I’ve documented the lives of people displaced by ethnic cleansing. 
You can see more at BlackandWhiteSwan.com