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Intervista con il fotografo – Saturno Buttò

Oggi siamo tornati ad ospitare su queste pagine un ospite importante, non prettamente un fotografo ma un pittore che usa la fotografia per preparare le sue opere.
Quindi lasciamo la parola a Saturno Buttò 

 

Saturno, Leica e Manfrotto

Sono nato a Portogruaro (VE) nel 1957.Ho studiato al Liceo Artistico di Venezia dal 1971 e, dopo la maturità, all’Accademia di Belle Arti, diplomandomi nel 1980. Nel decennio successivo ho perfezionato, nel mio studio, la tecnica ad olio che mi porterà allo stile delle tavole degli anni ’90. Ho esposto al pubblico dal 1993. Lo stesso anno è stata pubblicata la prima monografia: “Ritratti da Saturno”. Nel 1999, esce la seconda: “Opere 1993 – 1999”. Segue “Martyrologium” del 2007, Edizioni Sottomondo. Nel 2012 la Mondo Bizzarro gallery di Roma pubblica “Blood is my favorite colour” catalogo della mostra. Ultimo in ordine di tempo “Saturnicore” 2013, catalogo della personale alla Core Art Gallery di Napoli

Mi è sempre piaciuto sperimentare sia le potenzialità dello spirito sia quelle del corpo, con un’attenzione particolare per le situazioni “al limite”: Mostrare l’esibizione di radicati tabù utilizzando figure capaci di “scuotere” pur mantenendo integro il loro potere di seduzione. La religione e tutti i paradossi che ha saputo evocare centra sicuramente qualcosa ed ha sempre nutrito la mia immaginazione. L’iconografia cristiana, infatti, può essere ben più terrificante della mia visione del mondo. Mi riferisco, per esempio, a tutte le immagini di santi e martiri seviziati e sontuosamente esposti al pubblico, al culto delle loro reliquie, brandelli di corpi sparsi ovunque nelle chiese e altrove, dove, come scriveva Camille Paglia, “non sai se pregare o vomitare”…

1) Lei è un pittore, ma dagli scatti dei backstage si vede che utilizza attrezzatura fotografica di prim’ ordine, (Leica, Nikon, Manfrotto) quanto è necessaria la fotografia per realizzare le sue opere e come si innesta in un processo artistico prettamente manuale come la pittura.

La fotografia è una tappa importante, sostituisce (in parte) quelli che erano gli studi preliminari relativi ad un quadro e con un netto guadagno in termini di tempo. Tuttavia rimane un transito, non realizzo le foto fine a se stesse, ma appunto, le uso per arrivare (prima) all’immagine dipinta. Voglio precisare che i miei lavori sono disegnati e dipinti manualmente in modo tradizionale osservando le stampe che ricavo dalla seduta di posa. Nessun supporto digitale a monte. L’utilizzo di attrezzature di qualità contribuisce a facilitare e a rendere migliore il lavoro finale. Ritengo sia fondamentale una profonda conoscenza del soggetto per dipingerlo come si deve, non solo tecnica certamente, dunque una osservazione dettagliata data da una corretta immagine fotografica non può che aiutare.

Cacciatrice di Iconoclasti 70×70 olio su legno

2) il suo stile è estremamente particolare, i modelli sono ritratti con un accuratezza e una cura che li rende praticamente tridimensionali quali sensazioni vogliono suscitare le sue tele?

Vorrei potessero evocare emozioni e meraviglia naturalmente. Il potenziale di una buona immagine dipinta non ha eguali. Non ci sono altri supporti capaci di evocare lo stesso phatos. Per questo motivo preferisco la pittura alla fotografia.

piet+à

 3) I ritratti hanno molte volte un elemento religioso contaminato da qualcosa che ricorda il bondage o l’ ambiente medico, qual’è la chiave di lettura di questi abbinamenti?

blood is my favorite flavour-50×40 olio su legno

Fare “buona pittura”, nel panorama dell’arte contemporanea, significa anche rischiare di essere relegati in categorie diciamo di serie B, come “passatisti”, “anacronisti”, “citazionisti” ecc. E’ necessario uscire da quelli che potrebbero essere dei canoni scontati della pittura ed interpretare l’immagine per quello che è il tempo storico in cui viviamo. Ora, non so quanto contemporaneo io possa essere, di sicuro conosco i limiti di una operazione artistica come la pittura e cerco di limitare i danni… Riguardo agli “abbinamenti”, non saprei, io mi “nutro” culturalmente e visivamente di quello che mi circonda, non faccio nessuna fatica a mescolare le cose.

 4) I suoi pezzi sono realizzati come “olio su legno” un scelta molto particolare può spiegarci il perchè di questo abbinamento?

E’ solo una scelta tecnica. Preferisco lavorare su superfici rigide perchè facilita la fase del

your milk my blood 80×80 olio su legno

disegno. Poi, a differenza della tela, la tavola permette una più veloce essicazione del pigmento ad olio, cosa non trascurabile.

 5) Ha dei progetti già programmati per il futuro?

Il prossimo fine gennaio inauguro una personale a Napoli in uno spazio nuovo: “Core Art Gallery”. Una sala espositiva legata al sito archeologico della Napoli Sotterranea.

Lasciamo quindi la magia delle tavole (non parliamo di tele) di Saturno invitando tutti coloro che vorranno approfondire la conoscenza di questo artista a seguirlo sulla sua Pagina Facebook o sul sito.

short story II 110×80