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Intervista con il fotografo – Marco Tenaglia

Ritorna la rubrica di maggior successo sul blog, le interviste con i fotografi. Oggi dopo le ultime due giovani promesse nel mondo della fotografia facciamo due chiacchere con un fascinoso ed affermato fotografo, Marco Tenaglia

1) Nelle tue foto c’è una chiara indicazione “Photoshop free”. Ci tieni molto a far conoscere al tuo pubblico che non ci sono state manipolazioni? Ritieni che la post produzione sia troppo invasiva al giorno d’oggi?

Veronica Malavolta, New York 2012

Veronica Malavolta, New York 2012

Prima di tutto lasciami spiegare cosa intendo per “photoshop free”, ovvero non che non uso photoshop, ma più semplicemente lo utilizzo per eseguire i medesimi interventi che si adottano in camera oscura quando si sviluppa la pellicola e si stampa manualmente il bianco e nero. Quindi il push e il pull, la selezione del contrasto, le mascherature e bruciature. Tutto il resto è in ripresa. Non ritocco la pelle, non cambio i lineamenti del viso o del corpo, non modifico parti della foto, nulla di nulla. Mi piace la fotografia vera, fatta sul campo, non dietro un computer. Per quanto mi riguarda, fotografare una donna per poi “plastificarla” via software, e renderla di una perfezione completamente irreale, lo trovo aberrante e offensivo nei confronti della donna stessa. E’ come se le dicessi “non sei abbastanza bella… sei piena di difetti”. La post produzione è decisamente diventata troppo invasiva, e questo abuso di photoshop ha appiattito di molto lo stile dei fotografi… ce ne sono molti, troppi, che sembrano tutti uguali. Per finire un’ultima considerazione. La fotografia deve essere anche un ricordo, una memoria visiva di come eravamo. Immagino una persona che tra venti o trent’anni si rivede in una di queste foto pesantemente manipolate. Che valore ha? Era forse lei la persona ritratta? No, era solo un falso. Non potrà dire “guarda come ero” perché semplicemente non era lei.

Alane Souza and Christian Capri, Roma 2013

Alane Souza and Christian Capri, Roma 2013

2) La tua produzione è segnata da modelle bellissime, algide oppure aggressive, riprese in contesti lussuosi. Oltre ad una chiara ispirazione al lavoro di Helmut Newton chi sono i tuoi riferimenti?

Sono donne prima di tutto! Ciò che mi interessa è la loro bellezza, che può anche non essere canonica per gli standard della moda, e il modo in cui la esprimono. Ogni donna poi ha i suoi lati dolci e aggressivi, forti e deboli. A me interessa tirare fuori i lati forti e aggressivi. Le locations non necessariamente sono lussuose, mi piace anche il decadente. Cerco sempre dei contrasti forti.

Nilufer Bracco, New York 2012

Nilufer Bracco, New York 2012

Helmut Newton ha sicuramente inciso sul mio lavoro, e lo considero l’unico riferimento. Ovviamente ci sono molti altri fotografi che mi piacciono, e forse anche loro hanno più o meno influito ma non in maniera così determinante. Potrei nominare Ellen Von Unwerth, Brassaï, Terry Richardson…

3) Sei molto presente sul web, Facebook, sito, twitter,  tumbrl. Ritieni che il fotografo moderno debba promuoversi attraverso i social media per far conoscere i suoi lavori?

Devo ammettere che i social networks non mi piacciono molto, specialmente facebook

Zhanna Pisyauk, New York 2012

Zhanna Pisyauk, New York 2012

per la sua invadenza nella privacy, però sono strumenti di comunicazione di massa e come tali vanno sfruttati. (N.d.R. sul sito che potete raggiungere grazie a questo link, trovate tutti i contatti)

4) Per i nostri lettori appassionati di tecnica, che attrezzatura usi?

Non do alcuna importanza all’attrezzatura. Uso il minimo indispensabile e non corro dietro le nuove uscite del mercato. E’ tutto nella mia testa, è lì che creo la fotografia!

5) Il tuo lavoro ti porta in giro per il mondo, sui set più disparati. Qual’è quello che ti ha colpito maggiormente?

Un servizio che ho fatto a New York con una miss Americana, eravamo sul top roof di un grattacielo e per realizzare una delle foto siamo saliti sul box dei motori dell’aereazione… eravamo praticamente a bordo grattacielo e ho avuto la pessima idea di guardare di sotto… da quel momento soffro di vertigini!

Diana Banya, New York 2013

Diana Banya, New York 2013

Non parlo mai dei miei progetti prima che siano realizzati!

Salutiamo Marco e lo aspettiamo con i suoi nuovi lavori