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Intervista con il fotografo – Andrea Ranalli

Benvenuti nella nuova rubrica “Intervista con il fotografo”.

Con questi articoli voglio cercare di dare voce a quei professionisti italiano che “ce l’ hanno fatta”, la prima intervista è con Andrea Ranalli fotografo romano specializzato nella cronaca e nello sport.

Dicci un po’ chi sei Andrea

Mi chiamo Andrea Ranalli, vivo a Roma e mi occupo prevalentemente di fotografia sportiva e musicale. Con una predilezione per gli sport motoristici e d’azione.
Oltre alla fotografia mi occupo di produzione video e multimediale, in particolare sono specializzato in produzioni televisive legate al mondo del motociclismo.
In passato sono stato responsabile della produzione del canale MotoTV (237 di Sky) e ho sviluppato i contenuti editoriali del canale motociclistico di Babelgum.com, web tv inglese lanciata nel 2008.

Come regista/producer mi sono anche occupato di alcuni spot pubblicitari, in particolare per la casa indiana Mahindra, in occasione del lancio della loro prima moto, la Mojo 300.
Come fotografo seguo alcuni round europei della MotoGP e della SBK per conto dell’angenzia canadese Southcreek Global, e sempre per loro ho seguito l’edizione 2011 del Roland Garros di tennis.
In campo musicale collaboro con le riviste Musica Jazz, JazzIt e Rockstation.

Come è la condizione della fotografia editoriale oggi in Italia

Dura, se ci si occupa solo di news molto dura. Non è raro che una foto pubblicata sui principali quotidiani frutti al fotografo intorno ai 20 Euro. Se pensiamo solo all’investimento che bisogna fare in attrezzatura, ci si rende conto che è un modello di business che non può funzionare. Inoltre le grandi testate si stanno sempre più orientando verso gli abbonamenti con grandi agenzie, quindi è sempre più dura lavorare come freelance.

Hai mai pensato di andare all’estero per lavorare

Si, ho lavorato per poco più di un anno a Londra, e sono rientrato in Italia solo quando doveva nascere mio figlio. Sicuramente anche il mercato inglese è difficile ed ha risentito della crisi generale degli ultimi anni. Ma rispetto all’Italia è più facile farsi conoscere, specie se si producono immagini interessanti. Inoltre ho riscontrato una correttezza generale più diffusa rispetto al nostro paese.

Che importanza hanno i nuovi metodi di comunicazione digitale (fb, twitter ecc) nel tuo lavoro

Li utilizzo molto, ho un mio sito promozionale e sono presente anche sui social network. Ma se parliamo di contratti veri e propri, credo di aver ottenuto al massimo un paio di lavori direttamente su Internet. L’agenzia per cui lavoro ora però mi ha contattato dopo aver visto le mie foto su SportsShooter.com, quindi credo che sviluppare una propria presenza online sia, ormai, necessario.

Tu sei della generazione che ha iniziato con la pellicola, ora il mondo della fotografia è tutto digitale come hai gestito il passaggio?

In maniera abbastanza indolore, il passaggio al digitale ha portato solo vantaggi nel genere fotografico di cui mi occupo. Basta penare alle sensibilità con cui si può scattare oggi. Alle volte ci si lamenta per la presenza di rumore a 4000iso, ma non ci si ricorda di quando l’unica possibilità era scattare in diapositiva, con la Fuji Provia 400F, spinta a 800 iso.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

In questo momento sto lavorando al lancio di un portale editoriale, legato alla MotoGP, per conto di un grande gruppo industriale italiano. Se tutto andrà bene dovremmo essere in linea per la fine di Febbraio.

Ringrazio Andrea per la sua disponibilità e spero di averlo presto ospite di queste pagine per i suoi nuovi progetti