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Il Bianco e Nero di Emanuela – Lezione 9

Buongiorno a tutti quanti e ben ritrovati alla ripresa delle lezioni, la mia socia è tornata dalle vacanze rilassata ed in forma perciò lascio a lei la parola:

Spero che abbiate trascorso piacevoli vacanze e che vi siate ricaricati…in modo da poter spendere tutte le vostre energie nella fase di stampa che inizieremo a trattare quest’oggi!

Premessa: è estremamente entusiasmante e gratificante veder comparire l’immagine latente, ma l’operazione richiede pazienza e tempo in quanto il risultato finale non è immediato (potrebbero volerci ore per una stampa veramente soddisfacente sotto tutti i punti di vista!).

Vediamo ora come procedere alla preparazione dell’inquadratura.

Come primissima operazione vi consiglio di preparare le soluzioni di sviluppo, arresto e fissaggio.

Onde evitare di risultare prolissa, non riscriverò tutto quanto, vi rimando direttamente all’articolo in cui esse sono state trattate. (ovvero questo n.d.r.)

Vi ricordo solo di portare le soluzioni alla temperatura di 20°C, accostandole ad una fonte di calore e misurandone l’esatta temperatura con un termometro, e di utilizzare soluzioni fresche, cioè preparate di recente e non eccessivamente sfruttate, in modo da non incorrere nel rischio di una parziale perdita della loro attività.

Inoltre dovrete valutare la dimensione delle bacinelle da utilizzare in base alla dimensione della carta da stampa.

Ricordate che la carta da stampa deve aver la possibilità di muoversi agevolmente all’interno della bacinella (almeno 2-3 cm di spazio libero sopra e sotto il foglio ed altrettanti ai suoi lati).

Per quanto riguarda la quantità di soluzione da utilizzare, fino a formati 20×30 cm, 1 litro di soluzione è sufficiente.

Per formati superiori adottate il principio che la carta da stampa deve essere completamente immersa e ricoperta dalla soluzione e regolatevi di conseguenza.

Ultimo memo: utilizzate una pinza per carta differente per ogni bacinella! Guai se la soluzione di fissaggio va ad inquinare la soluzione di sviluppo! (ma anche di questo avevamo precedentemente discusso).

Preparate le soluzioni…iniziamo!

  • Analizzate il negativo prescelto ponendolo contro una fonte luminosa in modo da individuare ed eliminare eventuali impurezze/granelli di polvere o sporcizia varia/pelucchi, depositatosi sullo strato di cellulosa, prima della stampa, andando ad inficiare la resa di quest’ultima. Nel caso di macchie di calcare potete tentare di rimuoverle utilizzando con cautela l’angolino di un panno morbido apposito per la pulizia di lenti e negativi; in caso di macchie particolarmente tenaci, inumidendo l’angolino del panno con una goccia di acqua demineralizzata. Nel caso di granelli o pelucchi, potete tentare di rimuoverli soffiando aria con una pompetta di gomma.
  • Estraete il portanegativi dall’ingranditore.

    estrazione portanegativi

    estrazione portanegativi

  • Inserite il negativo nel portanegativi, aiutandovi coi fermi presenti in esso. Tenete presente che la proiezione sulla carta da stampa sarà esattamente l’inverso di come appare sul negativo: ciò che sul negativo è sopra apparirà sotto e viceversa…quindi badate a posizionarlo nel modo più conveniente e pratico!(attenzione, il negativo ha anche un davanti e un dietro controllate le scritte n.d.r.)
  • centratura negativo

    centratura negativo

    Centrate il negativo rispetto alla finestrella presente sul portanegativi, aiutandovi anche coi marginatori laterali, delle lamine laterali che formano una sorta di cornice attorno al fotogramma.

  • Abbassate la parte superiore del portanegativi ed inseritelo nell’ingranditore.
  • Posizionate sul basamento dell’ingranditore un foglio di carta da stampa delle stesse dimensioni, ma soprattutto dello stesso spessore del foglio di carta da stampa che andrete ad utilizzare.

Lo spessore del foglio di carta utilizzato è fondamentale per la perfetta messa a fuoco dell’immagine, variazioni anche di pochi decimi potrebbero comprometterla.

               Potete utilizzare due metodi differenti:

  1. utilizzate una stampa di scarto rovesciata, inquadrate e mettete a fuoco sulla sua superficie;
  2. posizionate il filtro rosso di sicurezza che fa sì che la carta da stampa non venga impressionata, perfettamente al di sotto dell’obiettivo, inquadrate e mettete a fuoco direttamente sul foglio di carta da stampa che andrete ad utilizzare. Tenete presente che il filtro toglie luce, di conseguenza la proiezione dell’immagine sarà meno luminosa e la messa a fuoco più difficoltosa.

Vi consiglio di prendere dei punti di riferimento, come ad esempio un segno a matita, in modo da posizionare i successivi fogli di carta da stampa nella medesima posizione di quello di prova.

  • Accendete l’ingranditore (solitamente l’ingranditore è munito di una levetta che si abbassa e si alza e che consente le posizioni ON, STAND BY+START, OFF).
  • Aprite il diaframma al massimo in modo che la quantità di luce passante attraverso l’obiettivo sia la maggiore possibile con conseguente resa sull’immagine.
  • Analizzate la proiezione dell’immagine sul piano di stampa e componete l’inquadratura come più vi piace.

5Alzando la testa dell’ingranditore mediante l’apposita manopola laterale ingrandirete l’immagine sempre più, viceversa, abbassando la testa la rimpicciolirete.

Ne deriva che non sarete obbligati a stampare l’ immagine dell’intero fotogramma, ma anche solo una porzione di esso. Questo può tornare utile per eliminare alcuni errori commessi in fase di ripresa (ad esempio un palo laterale storto).

  • Mettete a fuoco l’immagine mediante l’apposita manopola laterale, generalmente più piccola di quella per alzare o abbassare la testa, ed effettuate la messa a fuoco di precisione mediante il già citato focometro che va ad analizzare i granuli di bromuro d’argento dell’emulsione sensibile.

N.B.: L’MMAGINE DEVE ESSERE A FUOCO IN FASE DI SCATTO!!!NON SARA’ MAI   POSSIBILE METTERE A FUOCO IN FASE DI STAMPA UN’IMMAGINE SFOCATA IN PARTENZA!

Alla prossima lezione con la determinazione del tempo di esposizione!

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