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Il Bianco e Nero di Emanuela – Lezione 8

IL PROVINO A CONTATTO

Ben ritrovati al nostro consueto appuntamento settimanale, l’ultimo prima dell’ inizio delle festività natalizie, come sempre la lezione precedete la trovate qui (intanto la mia socia è in vacanza a Londra mentre io sono qui al freddo ed al gelo a lavorare n.d.r.)
 

A Gennaio, riprenderemo con le lezioni relative alla stampa, la parte culminante ed indubbiamente più entusiasmante del nostro mini-corso.

Quest’oggi vorrei introdurvi alla stampa accennando al provino a contatto.

Per provino a contatto s’intende una stampa a dimensioni reali ( 24×36 mm per il piccolo formato) dei negativi, ottenuta per l’appunto, per contatto degli stessi sulla carta da stampa.

Il risultato ultimo è rappresentato da un foglio ( formato fino a 24×30 cm ) che riproduce tutti i fotogrammi utilizzati.

Gli scopi del provino a contatto sono essenzialmente due:

  • effettuare una valutazione, anche se approssimativa, delle immagini e la scelta di quelle meritevoli di essere stampate;
  • avere un supporto al quale fare riferimento nell’archivio, in modo da individuare rapidamente il rullino ed il negativo che ci interessano.

Per effettuare un provino a contatto, è necessario disporre di uno strumento chiamato “provinatore”, una sorta di torchietto all’interno del quale inserire i negativi.Questo provinatore è costituito da un supporto rivestito da gomma piuma incernierato ad una lastra di vetro/ cristallo completamente trasparente ( che deve essere mantenuta tale nel tempo mediante un’accurata pulizia!). Può essere specifico per le pellicole 35 mm, in tal caso è munito di montanti per le strisce di pellicola (fino a 7 strisce da 6 fotogrammi ), oppure universale, quindi privo di montanti ed in grado di consentire la provinatura a contatto di negativi di formato anche maggiore.

Alternativamente, si può utilizzare una lastra di vetro spessa e pesante.

Qual è però il problema?

I negativi, per natura, tendono ad incurvarsi, è impossibile mantenerli in posizione completamente piana.

Dopo aver disposto le strisce sulla carta da stampa ed aver avvicinato la lastra di vetro alla loro superficie, per le forze di attrazione che si creano tra le due superfici, iniziano a spostarsi e, nella peggiore delle ipotesi, ad arrotolarsi ed a sovrapporsi e riposizionarli diviene un’operazione…da far saltare i nervi ad un santo oserei proprio dire!

OCCORRENTE E PROCEDIMENTO

L’ operazione deve obbligatoriamente essere svolta in camera oscura.

Dando per scontato che quest’ultima sia dotata di tutti i materiali e gli strumenti trattati abbondantemente nelle lezioni introduttive, vi occorrono: i negativi da provinare, il provinatore, la carta da stampa, preferibilmente politenata e multigrade ( perchè è molto più semplice da maneggiare, sviluppa velocemente ed asciuga rapidamente mantenendosi quasi inalterata ), soluzioni di sviluppo carta, arresto e fissaggio.

Elenchiamo ora i passaggi da compiere:

  • predisporre la camera oscura;
  • preparare le soluzioni di sviluppo carta, arresto e fissaggio seguendo le opportune indicazioni riportate in etichetta o all’interno della confezione;
  • posizionare il provinatore sul basamento dell’ingranditore, accendere la luce dell’ingranditore e controllare che il fascio luminoso prodotto ricopra l’intera superficie del provinatore;
  • spegnere la luce della camera oscura e la luce dell’ingranditore e posizionare il filtro di sicurezza al di sotto dell’obiettivo;
  • accendere la luce di sicurezza rossa;
  • estrarre il foglio di carta dalla confezione badando a richiuderla accuratamente;
  • posizionare il foglio di carta con la parte sensibile rivolta verso l’alto ( è facilmente riconoscibile perché è più lucida rispetto all’altro lato ) all’interno del provinatore;
  • sistemare i negativi con l’emulsione rivolta verso il basso;
  • abbassare la lastra di vetro;
  • regolare l’obiettivo dell’ingranditore su un diaframma intermedio, solitamente F8 o F11;
  • regolare il timer su un tempo breve, mediamente 5’’;
  • spostare il filtro di sicurezza al di sotto dell’obiettivo;
  • esporre per il tempo selezionato; ne deriva che il tempo della prima esposizione dovrà essere determinato empiricamente e variato a seconda del risultato ottenuto: se le mini-stampe risultano molto scure si rende necessario abbassarlo finchè esse non appaiono leggibili, al contrario, se risultano molto chiare, si rende opportuno alzarlo;
  • effettuare il bagno di sviluppo fino alla comparsa dell’immagine;
  • afferrare per un angolo la carta da stampa con una pinza e scolarla bene;
  • trasferirla nel bagno di arresto;
  • afferrarla nuovamente con un’ altra pinza e scolarla bene;
  • trasferirla nel bagno di fissaggio;
  • afferrarla con un’altra pinza e scolarla;
  • lavarla con acqua corrente;
  • metterla ad asciugare in attesa della valutazione delle mini-stampe.

stampa dei foglio di contatti

Questa di oggi è stata semplicemente una carrellata veloce delle operazioni da compiere, non temete che analizzeremo tutto più in dettaglio non appena inizieremo le lezioni sulla stampa vera e propria!

Alcuni accorgimenti però!

E’ importante scegliere la luce di sicurezza giusta! Alcuni “disastri” ( forse ho esagerato un po’ ora…) inspiegabili potrebbero essere causati da una lampada inattinica sbagliata.( bve lo avevo detto io di non usare le luci Natale n.d.r.)

Per la maggior parte delle carte si usa la lampada rossa, poche, invece, necessitano della lampada giallo-verde.

Accertatevene prima di acquistare la carta in modo da non sbattere la testa contro il muro poi…

Giusto per riportarvi un episodio di vita vissuta: l’ultima volta che siamo andati in camera oscura avremmo dovuto realizzare delle stampe di medio formato, 20×30 cm; abbiamo preso un pacco di carta nuovo, totalmente sigillato e, basandoci su parametri fissati durante la provinatura, abbiamo cominciato a stampare. Il risultato si è rivelato totalmente differente da quello previsto…foglio totalmente nero! Abbiamo ripetuto esposizioni “a scalare” dai 20’’ programmati sino a 5’’…ed anche con un’esposizione minima il foglio è annerito completamente. Senza più parole siamo andati a controllare le caratteristiche della carta da stampa e… necessitava di una lampada inattinica differente!

Quindi, purtroppo, può capitare anche questo!

Un altro consiglio che mi sento di darvi è di posizionare sempre il filtro di sicurezza al di sotto dell’obiettivo dell’ingranditore per evitare che la carta, a causa di distrazioni o sviste, venga impressionata dalla luce anzitempo. In tal caso annerisce totalmente, nulla di grave, ma dovrete buttar via un foglio che avreste potuto risparmiare! ( scrivo così perché tra provini e prove varie di carta se ne spreca parecchia…e costa! ).

Ultimo consiglio, che in realtà vi avevo già dato…ma “repetita iuvant !”…è utilizzare una bacinella ed una pinza differenti per ogni soluzione in modo da non provocare inquinamenti!

scanner per negativi

Attualmente, in alternativa al provino a contatto, è possibile effettuare la scansione dei negativi mediante l’utilizzo di scanner per pellicole. Questi ultimi sono finalizzati ad acquisire digitalmente il contenuto di pellicole fotografiche; in questo caso il gruppo opto elettronico ed i sensori non percepiscono la luce riflessa, ma quella che viene proiettata attraverso la pellicola stessa. I dati vengono digitalizzati dal convertitore analogico-digitale ed inviati al PC.

Io ho provato per la prima volta questo sistema Sabato scorso.

Il procedimento è estremamente semplice: a scanner pronto, s’inseriscono i negativi in un apposito supporto fornito con lo scanner, si posizionano sul piano di scansione, si avvia la scansione, appena appare l’anteprima si ruotano o specchiano le immagini nel caso non corrispondessero all’originale ed infine si salva il tutto.

In questo modo è possibile creare un archivio digitale anziché cartaceo (per evitare

Scansione negativo Emanuela B.©

confusione assegnate immediatamente i medesimi dati d’identificazione riportati sulla busta portanegativi alla cartella creata digitalmente ) col vantaggio di lavorare su immagini molto più grandi e quindi meglio valutabili.

Con questo sistema è anche possibile divertirsi rielaborando i negativi in digitale e sperimentando i diversi effetti ottenibili, da ricercare eventualmente in fase di stampa!

Vi mostro due esempi di negativi scansionati: come potete notare è molto più semplice valutare un’immagine ingrandita rispetto ad una mini-stampa formato 24×36 mm! Inoltre risultano ben visibili anche i difetti: macchie di calcare e graffi, da limitare ai minimi termini durante la stampa ed il ritocco!

Per oggi abbiamo concluso…non mi resta che augurarvi…

Cari saluti a tutti voi!