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Il Bianco e Nero di Emanuela – Lezione 6

Ieri ci eravamo lasciati con il banco pronto con tutto quello che ci serve (vedi qui), vediamo finalmente di andare a fare pratica

CARICAMENTO DELLA TANK – SVILUPPO – ARRESTO – FISSAGGIO

  • Con un apricaricatore, o con delle pinze rimuovete uno o entrambi i coperchietti

    apertura del rullino

    del caricatore per estrarne la pellicola. Se ne rimuovete uno solo, vi conviene scegliere quello dal quale non sporge il rocchetto in modo che, una volta rimosso, potete spingere il rocchetto che sporge dalla parte opposta, dal basso verso l’alto, ed espellere la pellicola. Se invece li rimuovete entrambi, a rimozione avvenuta, allargate la ghiera metallica del caricatore e prelevate la pellicola. Con le pinze, dovete afferrare decisamente il bordo del coperchietto con un angolo ed effettuare una rotazione di 180° dal basso verso l’alto: se la pinza continua a saltare, non preoccupatevi, anche questo è normale, dopo qualche tentativo il coperchietto salterà, anche in tale circostanza pratica e tempo aiutano notevolmente!

  • Tagliate il codino della pellicola facendo attenzione a non tagliarvi anche un dito!

    taglio del bordo pellicola

    Con l’indice accertatevi che le perforazioni ai lati della pellicola non siano rimaste aperte altrimenti l’inserimento all’interno della spirale risulterà veramente difficoltoso. Se vi accorgete che sono aperte, ripetete il taglio. Smussarne gli angoli con due tagli a 45° può agevolare ulteriormente l’inserimento e l’avanzamento della pellicola.(se riavvolgendo la pellicola avete avuto l’ accortezza di non ritirare la linguetta dentro il rullino potete fare questa operazione più agevolmente prima di aprire il rullino ndr)

  • Inserite la pellicola nell’ invito della spirale fino al punto di aggancio con le due

    inserimento pellicola nella spirale

    sferette metalliche. L’invito della spirale è riconoscibile, visivamente, da una sorta di “protuberanze” sui bordi della stessa; al tatto, dal fatto che quando queste due “protuberanze” sono perfettamente allineate, la spirale rimane bloccata se si tenta di muoverla indietro. Le due sferette metalliche agganciano invece le perforazioni della pellicola consentendone l’avanzamento in un’unica direzione. Se la pellicola stenta ad entrare, può risultare utile incurvarla premendo leggermente lungo i lati.(se la spirale non è perfettamente asciutta non infilirete mai la pellicola quindi asciugatela prima ndr)


  • Afferrate la spirale con entrambe le mani e muovetela avanti e indietro fino a completo avvolgimento della pellicola. L’operazione può richiedere anche un paio di minuti perchè la pellicola, specie se da 36 pose, è piuttosto lunga.
  • A completo avvolgimento tagliate il rocchetto al quale è agganciata la pellicola.
  • Inserite la spirale sull’apposito perno cavo.

    inserimento del perno cavo

  • Inserite il complesso spirale/perno cavo all’interno della tank.

  • Riponete il coperchio ad imbuto a tenuta di luce e ruotatelo premendo leggermente verso il basso fino al caratteristico “click” di fine corsa.

A QUESTO PUNTO LA NOSTRA PELLICOLA E’ AL SICURO ED E’ POSSIBILE ACCENDERE LA LUCE!

 Dopo esservi accertati di essere alla corretta temperatura di utilizzo, versate velocemente la soluzione di sviluppo nella tank, richiudete col coperchio a tenuta di liquidi e fate partire il timer per il tempo indicato in base all’accoppiata pellicola/sviluppo utilizzati. Questa indicazione, solitamente, è riportata sulla confezione della pellicola…quindi conservatela fino al momento dello sviluppo! Tenendo presente quanto scritto nelle premesse, un buon compromesso relativo all’agitazione potrebbe essere: agitazione della tank con movimenti rotatori sul banco di lavoro per i primi 20” ed un capovolgimento al minuto. (ognuno ha il suo metodo, però vi consiglio di dare due colpetti alla tank contro il bordo del tavolo per staccare le eventuali bolle d’ aria dall’ emulsione ndr)

Qualche secondo prima del termine del tempo de sviluppo, svuotate la tank.Se lo sviluppo è del tipo usa e getta versatelo in un recipiente in attesa dello smaltimento, se invece è riutilizzabile riponetelo con un imbuto all’interno della propria bottiglia.

Allo scadere del tempo di sviluppo versate nella tank la soluzione di arresto o, direttamente, quella di fissaggio.

Se utilizzate la soluzione di arresto, agitate costantemente per 30”-60” e svuotate la tank.

Versate nella tank la soluzione di fissaggio. Agitate la tank con movimenti rotatori sul banco di lavoro per i primi 30” indicativamente, proseguite col fissaggio per il tempo indicato agitando con le medesime modalità impiegate durante lo sviluppo. Al termine del fissaggio la tank può essere aperta in quanto la pellicola fissata non è più sensibile alla luce.

 LAVAGGIO

Io normalmente apro il coperchio ad imbuto a tenuta di luce pur non rimuovendolo, posiziono la tank sotto al rubinetto badando che il getto dell’ acqua non sia troppo potente e che la temperatura non sia troppo bassa e lascio scorrere per circa cinque minuti. A questo modo l’acqua passa dal foro presente al centro del coperchio ad imbuto a tenuta di luce e fuoriesce lateralmente dai bordi, garantendo comunque il lavaggio della pellicola. Completo l’operazione con un lavaggio con acqua demineralizzata per rimuovere impurezze e residui di calcare.

Questo perché ho sempre avuto la certezza di non aver scattato la foto dell’anno tra quelle sviluppate!

I professionisti del bianco e nero sbiancherebbero davanti a ciò…un metodo molto più accurato potrebbe essere questo: utilizzando acqua corrente filtrata ed alla temperatura di circa20°C, riempire la tank per metà e tapparla, eseguire cinque capovolgimenti, svuotarla, riempirla nuovamente per metà e tapparla, eseguire dieci ribaltamenti, svuotarla, lavare per almeno quindici minuti preferibilmente forzando l’acqua all’interno mediante un tubo di gomma munito di filtro che colleghi il rubinetto col foro presente al centro del coperchio ad imbuto a tenuta di luce, al termine del lavaggio versare acqua demineralizzata all’interno della tank badando a coprire totalmente la spirale, tapparla ed agitare energicamente per circa 30’’, svuotarla, aprirla, versare nuovamente acqua demineralizzata badando sempre a coprire totalmente la spirale, aggiungere una goccia di imbibente, agitare delicatamente la spirale con l’apposito perno per evitare la formazione di una quantità eccessiva di schiuma, svuotare la tank ed infine rimuovere la spirale ( non lasciarla nella tank con l’acqua demineralizzata o distillata più del necessario in quanto si potrebbe deteriorare l’emulsione ).

Come potete notare…la differenza nel lavoro e nel tempo è davvero notevole e la riserverei esclusivamente a scatti veramente importanti!

ASCIUGATURA

L’asciugatura della pellicola è una fase estremamente delicata ed è necessario utilizzare tutti gli accorgimenti opportuni affinchè granelli di polvere, pelucchi e sporcizia di ogni genere non vadano ad appiccicarsi all’emulsione bagnata, danneggiando la pellicola.

Se utilizzate la camera oscura del circolo fotografico a cui vi siete iscritti, non vedo molte altre alternative che farla asciugare nello stesso ambiente, anche se la percentuale che vi sia della polvere è abbastanza elevata.

Se rientrate tra coloro che hanno allestito una camera oscura nel bagno di casa, una valida alternativa potrebbe essere utilizzare il box doccia coprendolo con un telo di materiale plastico, aprendo l’acqua calda per qualche minuto in modo che la condensa formatasi intrappoli la polvere presente nell’ambiente facendola depositare a terra e stendendo la pellicola all’ultimo minuto.Se ricadete tra i fortunati che hanno avuto la possibilità di adibire un locale della casa a camera oscura, probabilmente disporrete anche di un essiccatoio adeguato.Ad ogni modo, dovete appendere la pellicola ad un supporto precostituito con una molletta, srotolarla delicatamente dalla spirale e tenderla con una clip in fondo.

I tempi di asciugatura possono variare dalle sei alle otto ore in media.

Vi sconsiglio assolutamente di utilizzare le pinze “tergifilm” per velocizzare l’asciugatura in quanto qualsiasi residuo di sporcizia depositatosi sulle spatole di gomma righerebbe irrimediabilmente la pellicola. (usate due dita bagnate ndr)

Ci sentiamo la prossima settimana…in attesa che la pellicola asciughi!

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