Crea sito

Il Bianco e Nero di Emanuela – Lezione 3

Benritrovati all’ appuntamento settimanale con le lezioni di sviluppo e stampa della mia Socia Emanuela (le lezioni precedenti le trovate qui), lasci a lei la parola per illustrarvi cosa vi serve. Se avete dei dubbi potete chiedere direttamente a lei le informazioni che vi servono.

MATERIALI NECESSARI PER LO SVILUPPO
Prima di addentrarci nel procedimento per eseguire un corretto sviluppo, è indispensabile conoscere i prodotti necessari per lo stesso.

ACQUA DEMINERALIZZATA
Per preparare le soluzioni e per il lavaggio finale del negativo. L’ acqua del rubinetto è ovviamente utilizzabile, ma è troppo ricca di calcare, se avete un condizionatore o un deumidificatore potete usare quella di scarto di quei macchinari, è perfetta.

reagenti per sviluppo e fissaggio

RIVELATORE O SVILUPPO PELLICOLA
Si tratta di un composto chimico in grado di rivelare l’immagine latente.In commercio ( on-line, dal momento che, come vi accennavo nell’articolo precedente, nei negozi tali prodotti sono ormai irreperibili ) è possibile acquistare essenzialmente tre tipi di sviluppo:

  • SVILUPPI PRONTI, venduti alla corretta diluizione di utilizzo e quindi molto pratici
  • SVILUPPI LIQUIDI, venduti concentrati e da diluire in acqua secondo l’opportuna diluizione riportata sulla confezione
  • SVILUPPI IN POLVERE, venduti in buste contenenti polvere da diluire in acqua sempre secondo l’opportuna diluizione riportata sulla confezione

A seconda del tipo, gli sviluppi possono essere utilizzati una sola volta o più volte, ma anche questa indicazione è riportata in etichetta.
Per gli sviluppi riutilizzabili, la durata è dipendente dal numero di pellicole sviluppate, ma comunque piuttosto limitata nel tempo.
Le caratteristiche nella resa possono essere molto differenti: basso o alto contrasto oppure grana più o meno evidente giusto per riportare i due più visibili…
Gli sviluppi in commercio sono numerosi; AGFA, BWORK, FOMA, ILFORD, KODAK, ORNANO, TETENAL, per citare alcune ditte, ne producono ciascuna cinque o sei tipi differenti.
Personalmente non mi sento di consigliarvi uno sviluppo in particolare.
Dobbiamo tenere presente che la camera oscura è sperimentazione e gusto personale: solo sperimentando dunque, col tempo, potrete testare i differenti tipi di sviluppo sulle differenti pellicole e valutare gli abbinamenti migliori o gli effetti che più vi aggradano in base alle vostre esigenze e preferenze.

ARRESTO PER PELLICOLE
Serve ad arrestare l’azione dello sviluppo e a non inquinare il successivo bagno di fissaggio. Non è indispensabile, specie se il fissaggio è utilizzabile una sola volta.

FISSAGGIO PER PELLICOLE
Serve a fissare i fotogrammi sulle pellicole dopo lo sviluppo. Solitamente è liquido e non ha effetti particolari sulla resa dell’immagine. Questa operazione può essere ripetuta nuovamente nel tempo se si rendesse necessario.

CILINDRI GRADUATI

CARAFFE GRADUATE, CILINDRI GRADUATI, MISURINI, SIRINGHE
Servono per preparare le soluzioni di sviluppo, arresto e fissaggio e per diluire i prodotti correttamente e con precisione. Sono perfetti quelli utilizzati in cucina e reperibili in tutti i negozi casalinghi.

 

BOTTIGLIE

bottiglia a soffietto

Necessarie per contenere e conservare le soluzioni. Possono essere rigide, solitamente in plastica semitrasparente, economiche, ma comunque funzionali, oppure “a soffietto”, che consentono la fuoriuscita di aria limitando l’ossidazione delle soluzioni, più costose e neppure praticissime.

TERMOMETRO
Fondamentale per controllare la temperatura delle soluzioni che deve essere fissa e costante ( normalmente 20° C ). Ne esistono molti modelli, dai più economici ad alcool a quelli più evoluti. Per un principiante, uno ad alcool va più che bene.

apricaricatore

APRICARICATORI O PINZE
Servono per rimuovere i coperchietti dei caricatori per pellicole.

FORBICINE A PUNTA TONDA
Servono per tagliare il codino della pellicola una volta estratta dalla fotocamera, per smussarne gli angoli ed evitare di lasciare le forature laterali aperte ( ciò renderebbe assai difficoltoso l’inserimento della pellicola nella spirale…vedete punto successivo ) e per rimuovere il rocchetto.

SVILUPPATRICE O TANK

tank

Si tratta di un contenitore ( 1 ), solitamente di plastica, con la peculiarità di essere a tenuta di luce, all’interno del quale vengono posizionate le pellicole avvolte su di un’ apposita spirale ( 2 ) e sempre all’interno del quale vengono versate le soluzioni di sviluppo, arresto, fissaggio. Le spirali sono munite di due sferette metalliche che agganciano i fori presenti ai lati della pellicola in modo da farla avanzare in un’unica direzione. Inoltre esse sono regolabili in larghezza e quindi utilizzabili sia per il piccolo che per il medio formato. Le tank si compongono inoltre di un perno centrale cavo ( 3 ) sul quale inserire le spirali, un tappo ad imbuto a tenuta di luce ( 4 ) attraverso il quale le soluzioni fluiscono all’interno del contenitore, un secondo perno cavo più piccolo ( 5 ) per ruotare la spirale all’interno della tank una volta posizionato il tappo ad imbuto ed infine un secondo tappo a tenuta di liquido ( 6 ) che consente l’inversione del recipiente.

IMBUTI
Per riporre le soluzioni nelle proprie bottiglie.

IMBIBENTE
Non è indispensabile, ma aiuta a far scivolare via le gocce d’acqua che si depositano sulla pellicola prevenendo la formazione delle fastidiosissime macchioline di calcare durante l’asciugatura, se siete disperati anche una goccia di shampoo neutro può essere usata per questo.

TIMER
Per calcolare al secondo il tempo di sviluppo.

appendi pellicola

CLIPS APPENDI PELLICOLA
Servono per appendere il negativo al supporto durante la fase di asciugatura e per mantenerlo in tensione e non farlo arrotolare. (p.s. non ditelo ad Emanuela ma se vi trovate in difficoltà potete usare anche delle mollette da bucato)

BUSTE PORTANEGATIVI
Sono fondamentali per la corretta conservazione dei negativi e normalmente munite di perforazioni per l’archiviazione nei raccoglitori ad anelli. Sono disponibili sia per il piccolo sia per il medio formato e fabbricate in plastica trasparente o pergamino. Le prime sono comode in quanto permettono di visionare i negativi agevolmente e consentono di eseguire le stampe a contatto senza estrarre i negativi, ma hanno il grande svantaggio di “ incollarsi” alla superficie dei negativi. Meglio quindi quelle in pergamino.

Per avere una panoramica completa su tutti questi prodotti, vi consiglio un sito molto assortito, dove potrete trovare il catalogo con prezzi e disponibilità aggiornati in tempo reale: www.fotomatica.it

Nel prossimo articolo vedremo i materiali necessari per la stampa, per poi iniziare con la parte pratica vera e propria!

One thought on “Il Bianco e Nero di Emanuela – Lezione 3

Comments are closed.