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Il bianco e nero di Emanuela – Lezione 15

Benritrovati al nostro corso on line di fotografia bianco e nero

MASCHERATURE E BRUCIATURE

Vediamo ora in cosa consiste la più volte citata mascheratura.

In alcuni casi capita che la stampa risulti buona complessivamente, ma alcune zone appaiano molto scure e prive di dettagli.

E’ questa la situazione in cui si ricorre alla mascheratura, cioè alla copertura ( mascheratura appunto ), solo ed esclusivamente della zona molto scura e priva di dettagli, affinchè venga esposta, e conseguentemente scurisca, meno.

E’ un’operazione complessa, che richiede tanta manualità e pratica.

Come si maschera?

Innanzitutto bisogna valutare attentamente la zona da mascherare prima di esporre in modo da coprire solo quella porzione localizzata, poi si può procedere in diversi modi:

  • mascherare con le mani
  • mascherare con un cartoncino ( se nero ancora meglio )
  • mascherare con una sagoma ritagliata da una stampa di scarto infilzata con un fil di ferro

N.B.: E’ INDISPENSABILE MANTENERE IN COSTANTE MOVIMENTO MANI, CARTONCINO O SAGOMA RITAGLIATA IN MODO TALE CHE IL RISULTATO APPAIA SFUMATO E NON NETTO.

E’ questo il motivo per cui le mascherature risultano così complesse, è difficile ottenere un risultato naturale e progressivo, spesso compaiono aloni o contrasti netti che rendono la stampa sgradevole.

Per quanto concerne i tempi di mascheratura occorre procedere per tentativi e sperimentare, partendo da pochi secondi ed aumentandoli gradatamente.

La bruciatura è l’operazione inversa e si utilizza quando una porzione dell’immagine risulta così chiara da non rivelare dettagli che invece emergerebbero con un’esposizione più prolungata.

In questo caso bisogna coprire la parte esposta correttamente ed esporre più a lungo la parte sottoesposta per produrre il suo scurimento e far emergere i dettagli ( ad esempio le nubi di un cielo ).

Osservate le due foto del Castello di Rapallo.

Nella prima foto il cielo appare grigio e piatto e la facciata del Castello così scura da rendere appena percettibili le finestre.1

Nella seconda foto ho operato due mascherature ed il risultato è decisamente migliore.

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Visto che il cielo sarebbe stato completamente uniforme perché completamente uniforme era al momento dello scatto, ho deciso di lasciarlo bianco anziché farlo diventare grigio in modo da avere un contrasto tra bianchi e neri più accentuato. Ho ritagliato da una stampa di scarto completamente asciutta una sagoma precisa del cielo e l’ho posizionata perfettamente sul foglio da esporre. Il cielo non è stato esposto quindi.

Per schiarire la facciata del Castello e rendere visibili le finestre invece, ho ritagliato una sagoma del Castello di dimensione inferiore rispetto a quella reale, l’ho infilzata con un fil di ferro ed ho creato un’ombreggiatura localizzata sul foglio da esporre mantenendo la sagoma sempre in costante movimento.
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Nella foto del borgo di Camogli ho invece mascherato ritagliando una sagoma del promontorio in modo da rendere quest’ultimo più chiaro e dettagliato.
4Ndr:  in un caso come questo avrebbe giovato molto l’ utilizzo di un filtro rosso o giallo in fase di ripreso che avrebbe conferito plasticità e presenza al cielo, di questo però ne parleremo poi